Dopo ben tre anni, ho concluso il mio incarico come corrispondente per l’Italia dell’ePSI Platform, perchè il progetto europeo ha finito il suo ciclo, e verrà inglobato nel nuovo European Data Portal in forme ancora non del tutto ben delineate.

Tre anni che sono passati davvero in un batter di ciglia.

Come ho già accennato anche su SOD, ho pubblicato qualche giorno fa il mio ultimo blog post per la piattaforma.

Screenshot della schermata dell'ePSI Platform
-> Where are we going regarding Open Data in Italy?

Lo riprendo qui, ma lo trovate anche su Medium in ogni caso.

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Non ho scritto per molto tempo in queste pagine, ma uno dei post più gettonati attraverso cui si arriva a questo blog è quello sui dati strutturati, e come li recepisca davvero Google.

-> Dati strutturati in Google: quali recepisce? Schema.org, RDFa e microdati

Stiamo parlando di un post degli inizi del gennaio 2013: molta acqua è passata sotto i ponti, specie considerando che su questo tema c’è sempre stata davvero molta confusione. Specie lato Google, che non ha mai del tutto chiarito il rapporto di causa-effetto tra investimento in questo maggior costo nell’attività di pubblicazione del contenuto, rispetto alle conseguenze positive nella visualizzazione delle SERP attraverso i Rich Snippets.

Anche in Italia se ne parla maggiormente di più rispetto ad alcuni anni fa, e con dovizia di particolari, in articoli come questo:
I dati strutturati: cosa sono e come aiutano la SEO

Mai come oggi il tema inizia ad essere compreso per quello che davvero è: un cambiamento bello grosso per il modo di rispondere alle domande poste a Google.

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Sembra strano, ma questo blog a febbraio 2015 ha compiuto ben dieci anni. Un luogo dove ho fermato su “carta“ e condiviso alcuni dei miei pensieri, molti appunti e molte riflessioni che rileggere oggi fa pensare, ma che nello stesso tempo, aiuta a crescere.

Negli ultimi anni le vicende della vita hanno messo nel mio flusso quotidiano altre priorità, e gli strumenti che la Rete ha partorito in questi anni sono aumentati enormemente. Alcune delle cose che ieri si pubblicavano nei blog, oggi sono storie e frammenti sparsi per gli n social network che usiamo tutti quanti.
Voler recuperare il proprio lifestream distribuito, anche solo come modo di archivio del proprio io non è banale, e di certo non è semplice.
Specie cercando un equilibrio migliore del “donare” i propri pensieri ed i propri dati SOLO agli n intermediari della Rete che esistono oggi.

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Matteo Brunati

Sono un appassionato di tutto quello che ha relazione con la Rete, specie al confine tra tecnologia e società. Open Data e Linked Data sono nuovi livelli di un bene comune digitale, oggi riusabile come se fosse un Lego.
La società dei dati, anche con l’hype dei Big Data, mi affascina: ma serve maggiore riflessione condivisa.


Community Manager @ SpazioDati, su Dandelion API e Atoka.


Trento