Ecuador, questo sconosciuto: qualche curiosità

Three Minutes in Ecuador da Salt&Silver su Vimeo.

Non ho ancora montato quasi nulla del materiale video e delle foto fatte, ma questo video scovato su Vimeo rende davvero molto, per iniziare ad entrare nell’atmosfera che si vive in Ecuador.
Consideriamo questo primo post una specie di flusso di coscienza, che raccoglie alcuni pensieri sparsi attorno all’esperienza di aver vissuto 3 settimane in giro per l’Ecuador, tra zone turistiche della costa ad ovest, sul Pacifico, e le esperienze al limite del mistico sopra i 4300 metri delle Ande, nella sierra.
Altri post arriveranno, più focalizzati magari sugli aspetti tecnologici e di cultura in senso più ampio, insomma che toccheranno tutti temi a me cari dell’inclusione digitale e della diffusione di Internet, tanto per dire. Posso anticipare che OpenStreetMap in posti come questo spacca, ovvero aiuta ad orientarsi davvero parecchio in zone poco “comuni”, con conseguenze tutte da scoprire, e da condividere. Specie perchè creare consapevolezza diffusa su quello che esiste per gli stessi abitanti parrebbe non esattamente banale, ma questa è un’altra storia.

Stavolta si parte dal cuore. Anche per ripensare priorità e dinamiche di altre economie possibili, che integrano quella classica in cui viviamo.
Non si solo digitale possiamo vivere, e per fortuna.

Guardando Quito ai piedi di El Panecillo

Un viaggio davvero notevole, passando a nord per la valle dell’Intag, distante circa 100-150 chilometri dalla Colombia, dove ci sono piscine termali ed interessanti sperimentazioni di turismo comunitario. Un posto magico dove si possono visitare anche le piantagioni di caffè, e si inizia a capire da dove arrivino davvero quei chicchi che tanto consumiamo qui in Europa.

Una piantagione di caffè nella valle dell’Intag

Un viaggio per scoprire un po’ più da vicino quelle filiere corte, quell’idea di consumo critico che tanto mi appassiona e mi affascina. Una delle letture per un consumo più sano, effettivamente. Ma sto cambiando discorso: dal nord di quelle aree così selvagge, ai chilometri percorsi lungo la Panamericana, verso Quito, e poi scendendo verso Ambato, da dove siamo saliti lungo una strada che ci ha portato sugli oltre 4356 metri di altezza, verso Salinas De Guaranda. Quella Salinas spesso oggetto di studio per essere un centro di economia solidale e fonte di molti dei prodotti che si trovano nei negozi del commercio equo italiani.

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Un lungo viaggio in aereo: scorta di ebook da leggere

Pacific Ocean (2184434567)” by Tony Webster from Portland, Oregon, United States – Pacific Ocean. Licensed under CC BY 2.0 via Wikimedia Commons.

Poniamo il caso che a breve debba restare in aereo parecchio tempo: facciamo finta per un paio di voli intercontinentali, senza alcun portatile o tablet, ma solo con il lettore e-reader.

E’ un’ottima occasione per recuperare il tempo perduto e leggere un po’ di cose arretrate. Ecco la lista in corso d’opera: (tra prestiti bibliotecari e acquisti vari, ho scoperto che c’è margine, e pure tanto)

  1. Critica della democrazia digitale, scritto da Fabio Chiusi, che ho riscoperto recentemente guardando alcuni degli interventi al Festival Internazionale del Giornalismo del 2015 (alla fine del post trovate l’intervento). E visto che ci sono, quasi quasi pure “Grazie, Mr Snowden“, liberamente scaricabile pure in formato epub;
  2. The Intention Economy, scritto da Doc Searls, uno degli co-autori del Cluetrain Manifesto – già letto, ma va riletto, assolutamente imperdibile;
  3. L’ingenuità della rete di Evgeny Morozov: non credo abbia bisogno di presentazioni;
  4. La natura della tecnologia. Che cos’è e come evolve, sempre di Codice Edizioni, scritto da William Brian Arthur. Questo mi ispirava un sacco;
  5. La rivoluzione di Wikipedia , come lettura spensierata;
  6. Statistica. Dati, numeri e l’interpretazione della realtà: tema utile da riprendere ed in una maniera diversa da come si studia all’università. Vediamo se è la volta buona che lo digerisco meglio;
  7. Lost in translation. Scienza, informazione, tecnologia, sul tema della comprensione dei linguaggi specialistici e sulla divulgazione in generale;
  8. Network effect. Quando la rete diventa pop: anche questo ha ottime premesse, vediamo se emergerà un quadro interessante;
  9. Immersi nelle storie. Il mestiere di raccontare nell’era di internet: visto che vado matto ad approfondire lo storytelling, vediamo se questo approfondimento vale la pena;
  10. Beyond Trasparency – letto per ora solo parzialmente, ma che merita una lettura approfondita, per rifocalizzare l’Open Government;
  11. Homo pluralis. Essere umani nell’era tecnologica, di Luca De Biase. Tema affascinante anche per quello che faccio con il lavoro. Siamo alla singolarità tecnologica? Parrebbe di sì, capirne i risvolti e le implicazioni non è banale. Facciamoci una riflessione anche in Italia…
  12. due differenti mondi legati ad Aaron Swartz, che sto riscoprendo pian piano: “Raw Thought: The Weblog of Aaron Swartz in Markdown, PDF, ePub, and Mobi” e il libro curato da diversi amici “Aaron Swartz: una vita per la cultura libera e la giustizia sociale“;
  13. La Rete è libera e democratica” Falso!, scritto dal collettivo Ippolita: anche questo sembra interessante, e bilancia un po’ di elementi. Vedremo se sarà bello come quello sul dark side di Google.

E magari, se avanza tempo nei prossimi mesi, una selezione di testi di Cory Doctorow, che magari poi tengo per l’estate… tipo Makers che avevo iniziato tempo fa.

Altri che vorrei leggere hanno solo la versione cartacea disponibile al momento: un vero peccato. Come alcuni libri di Giovanni Boccia Artieri, che per ora si può gustare in un altro intervento magistrale del Festival, dal titolo “Propaganda reloaded? Le relazioni pericolose fra politica e informazione nell’epoca dei social media

[Per Pionero] Open Big Data: retroscena sugli Open Data della Big Data Challenge

Qualche settimana fa ho pubblicato su Pionero un primo resoconto sull’apertura dei dati del Big Data Challenge di Telecom Italia, ora segnalato anche sull’ePSI Platform.
Il tema sarà oggetto di altri approfondimenti, ma intanto questo è un ottimo spuntino dal quale partire

Non è la prima volta che il tema dei Big Data è oggetto di approfondimenti in questa testata, e la stessa cosa vale per il tema degli Open Data. Capire poi quando e se questi due argomenti si tocchino, è oggetto di discussioni ed incompresioni anche in giro per la Rete.

Ora però, è tempo di sfatare un mito: questi due insiemi si parlano davvero, e non solo potenzialmente.
Ora ci sono alcuni datasets “Big Data” rilasciati come Open Data, e riutilizzabili per qualsiasi scopo, liberamente. Sono diventati qualcosa che abbiamo chiamato “Open Big Data”.

Infatti lo scorso dicembre sono stati pubblicati come Open Data la maggior parte dei dati usati all’interno del contest “Big Data Challenge”, il contest promosso da Telecom Italia e da una rete di partners variegata, agli inizi del 2014.

Vi racconto qualche aneddoto di questa operazione sia come attivista del mondo Open Data, che come insider, visto che questa operazione è il frutto di una collaborazione tra tre attori diversi:

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