Gestire la conoscenza..con il tagging

Non so voi ma ultimamente sto cercando di capire come meglio poter accedere alle idee che mi vengono e al materiale che scrivo…

La categorizzazione e’ troppo vincolante e da pensare, e da un po’ di tempo a questa parte e’ in atto una piccola rivoluzione..

La questione e’ molto ampia e qui iniziero’ solo a parlarne, ma una moda che si va estendendo adesso e’ associare agli elementi delle PAROLE CHIAVE o TAGS che in qualche modo ne indichino il contenuto…

Una modalita’ molto piu’ flessibile della categoria, che deve essere per forza di cose creata in anticipo e pensata prima…

L’uso vincente di tale approccio e’ nella sua semplicita’ …

Maggiori dettagli in questo interessante post:
-> Metadati per il popolo

Questa tecnica e’ detta folksonomies

si tratta di un neologismo che sta ad indicare un “sistema di classificazione basato sull’uso condiviso dei metadati”

In realta’ questo e’ solo un aspetto della vicenda: la cosa interessante e’ la condivisione e il continuo perfezionamento di tale classificazione comune…

E’ una cosa complessa e molto lunga…
quindi ci dedichero’ altri post…

Volevo far notare che ho messo anche un plugin ancora in beta appunto per aggiungere al blog tale funzionalita’…
Se non avete problemi con l’inglese il link e’ questo:
-> WordPress tags

La cosa che cerchero’ di approfondire e’ come legare il tutto con il mondo di RDF

Intanto vediamo come vanno i tags :)

Il “Codice da Vinci”: un caso da scomunica?

Ok.. la scomunica ormai non c’e’ piu’, e’ vero…

Ma ormai questo libro e’ stato praticamente messo alla gogna…
perfino dall’arcivesvovo di Genova che ha detto:

..
Non leggete e non comprate, tanto meno, il “Codice Da Vinci”!
..

Qui l’intervista:
-> Il CODICE DA VINCI, un mosaico di errori storici e falsita’ teologiche

Ora si sa che quando si crea un caso del genere anche uno che di solito non legge viene preso dalla curiosita’ e lo legge lo stesso: quindi non e’ chiaro l’intervento del vescovo a cosa debba servire…

Va detto che a mio parere il libro e’ piaciuto, ma non va certo preso per vero…
la Chiesa comunque ne esce veramente male, almeno come immagine..

Per una visione corretta e molto completa delle FAQ riguardo al libro, ecco un’intervista a Massimo Introvigne esauriente:
-> Il Codice da Vinci: FAQ – Risposta ad alcune domande frequenti

Una tra le domande interessanti:

Ma come può un cumulo di sciocchezze avere diciassette milioni di lettori?

La questione è complessa sul piano sociologico. Rimandando a un mio libro di prossima pubblicazione una trattazione più ampia, mi limito a suggerire che incontra e mette insieme due tipi di mode molto diffuse: quella dei complotti e delle società segrete che dominerebbero il mondo, e quella di un anti-cattolicesimo sempre più manifesto e virulento.

E’ opinabile come affermazione, ma certo un fondo di verita’ c’e'…

Il problema sta nel capire la differenza tra finzione e realta’…

e in una frase nel prologo del libro: ( pagina 9 )

Tutte le descrizioni di opere d’arte e architettoniche, di documenti e rituali segreti contenute in questo romanzo rispecchiano la realta’

Curiosamente su alcune edizioni questa pagina e’ divenuta bianca…

Intelligenza artificiale o deficienza umana?

Ok. Il titolo e’ un po’ forte, ma mi serviva per attirare l’attenzione.

Su una cosa che forse non avete considerato: tutta la tecnologia che ci circonda dovrebbe facilitarci nelle nostre occupazioni quotidiane e non renderci schiavi della sua complessita’…

Ma sapete benissimo che cosi’ non e’… e per vari motivi…

Questo e’ un tema che vorrei cercare di approfondire con il tempo, vista la crescita di dispotivi di massa quasi inutilizzati nelle loro funzioni perche’ inutili o troppo complesse… ( cellulari ad esempio… )

Potremmo iniziare con un racconto tratto da Gandalf.it:
-> “Come potrebbe essere

Quando avete un po’ di tempo provate a leggerlo: e’ carino…
E ancora piu’ interessanti risultano le frasi finali:

Le cose raccontate nel “sogno” non sono fantasie, né ipotesi “avveniristiche” .
Sono tutte realizzabili in base a possibilità tecniche che esistono da parecchi anni.
Quando scrissi quell’articolo, lo controllai con diverse persone molto più esperte di me in fatto di tecnologie. Mi dissero «Tutto ciò che immagini è perfettamente possibile.

I motivi per cui queste cose non ci sono dipendono da tutto fuorché dalle possibilità tecniche».

E questo ve lo posso confermare da tecnico: purtroppo attualmente il “libero mercato” non premia certo i prodotti migliori, ma chi riesce ad imporsi secondo tattiche poco chiare…

E poi le persone si abituano a pagare per qualcosa che non va..
sistematicamente…

Il problema non sta nelle risorse tecnologiche, ma nella volontà di usarle in modo più adatto alle esigenze delle persone e della società.

E questo purtroppo non e’ certo facile da far capire,no?

Da non crederci

Per fortuna seguo poco la televisione e negli ultimi tempi anche la cronaca estera.
Ma dinanzi a certe cose rimango a dir poco allibito.

Sembra che pochi si rendano conto che siamo persone in grado di collegare fatti e parole dette in tempi diversi: purtroppo i fatti sembrano dicano il contrario…

Un po’ di riferimenti :
-> Perchè è così facile mentire?
-> LA MIA VERITA’di Giuliana Sgrena
-> Quanti morti causerà il riscatto per Giuliana?

Oltre alle parole della Sgrena gli altri sono di persone che leggono e pubblicano sul Barbiere della Sera, un portale di commenti alle notizie molto interessante…

L’ultimo chiude il cerchio: a me pare anche quello che getta le maggiori luci su tutta la vicenda…

Strano: il riscatto pagato per liberare Giuliana Sgrena non viene quasi mai citato negli articoli di questi giorni. E quando se ne parla, lo si fa di sfuggita, come di un dettaglio trascurabile. Eppure, il pagamento di un riscatto è stato il mezzo tramite il quale la collega Sgrena è stata liberata. Perché questa rimozione?

Infatti questo non mi pare proprio un dettaglio che si possa dimenticare…
Ma si sa che qui da noi basta continuare a negare anche l’evidenza tanto nessuno se ne accorge.. molto triste come approccio…

La verità che nessuno vuole dire è che abbiamo finanziato il terrorismo, che ci siamo resi responsabili della morte imminente di molte persone per salvarne una.
Non solo: abbiamo tradito i nostri alleati americani ed inglesi, i quali non hanno mai, dico mai, sganciato un solo centesimo ai terroristi e si sono visti infatti recapitare i famosi video con i loro connazionali sgozzati o fuciliati.

Su questo anche se e’ un po’ forte mi trovo d’accordo… e quali alternative avevamo?

E’ interessante osservare come anche il governo italiano avesse adottato all’inizio la stessa strategia di americani ed inglesi. Quando rapirono Stefio, Agliana, Cupertino e Quattrocchi, Berlusconi reagì con sprezzo del pericolo con una frase tipo: io con i terroristi neanche ci parlo. Fini se ne andò addirittura in vacanza, mi pare nel Mar Rosso.

Poi i terroristi, grazie alle ardimentose parole del nostro premier, hanno messo una pallottola in testa a Quattrocchi. E le cose sono cambiate con una rapidità tutta italiana. Berlusconi si è terrorizzato, Fini è rientrato dal Mar Rosso, i servizi italiani hanno cominciato a battere l’Iraq carichi di dollari alla ricerca dei tre superstiti.

In effetti non ci avevo mai fatto caso: sarebbe interessante vedere una statistica ufficiale per verificare il tutto…
ma a memoria non mi pare di ricordare inviati inglesi o americani liberati…

E come al solito ecco come finisce:

Noi con una mano teniamo buona Nassirya agli USA, con l’altra finanziamo la guerriglia o, come amano dire i nostri governanti, i terroristi nemici della democrazia. Non c’è da stupirsi se gli americani non ci hanno fatto trovare la banda musicale sulla via dell’aeroporto di Bagdad, ma un plotone d’esecuzione.

Alcune cosette le suscitano o no queste parole?
Ma riuscire a far pesare i fatti e la verita’ possibile che sia cosi’ difficile?

Una trasparenza delle informazioni non dovrebbe essere una delle cose che una democrazia in quanto tale dovrebbe avere?

A volte mi fa paura tenermi informato…

Un film da vedere: Il Mercante di Venezia

Product Image: Il Mercante di Venezia
My rating: 5 out of 5

Da profano di Shakespeare non conoscevo la storia, e forse e’ un bene per gustarsi ancora di piu’ il film..

Ma posso dire una cosa: a me “Il mercante di Venezia” e’ piaciuto molto…
E lo si puo’ intuire dal punteggio dato :)

Chiaramente i dialoghi soprattutto all’inizio possono spaesare, ma poi una volta immersi.. vi assicuro che vi ritroverete a vostro agio… a tratti risulta divertente e ironico, e mai stancante..

E’ che non siamo abituati ad un linguaggio del genere…

Il cast e’ d’alto rango e abbiamo un Al Pacino veramente ben inserito nella parte… e’ uno dei grandi attori che il cinema non puo’ dimenticare… e in effetti il suo ruolo di ebreo e’ molto approfondito: le espressioni facciali che riesce a trasmettere poi sono qualcosa di imperdibile..

Anche Jeremy Irons non scherza comunque nel ruolo del cristiano caritatevole prima ricco e poi sul lastrico.. che rischia la vita per l’amico Bassano…

Le musiche e la regia sono molto buone e riescono a coinvolgere molto bene lo spettatore.. pur essendo un’opera shakespiriana il film non risulta mai troppo lento, e mantiene un ottimo ritmo e suspence anche nei momenti tranquilli…

La parte piu’ coinvolgente e’ certamente la fine dinanzi al Doge dove si raggiunge il climax… chi vincera’ la legge o la misericordia?

La penale per il termine scaduto del pagamento dovra’ essere eseguita?

Credo che sicuramente sara’ difficile uscire dalla sala scontenti o delusi…

A meno che uno non si aspetti un semplice action movie…