Impossibile non dire due parole in merito: ho trovato diverso materiale per riflettere un attimo sulla pochezza mediatica di questi giorni e su come la televisione stia sfruttando un evento tragico senza il minimo rispetto.

Io mi ritengo fortunato a vederne veramente poca e non so come stanno reagendo quelli che invece la seguono con continuita’: spero riescano a reggere…

La morte del Papa mi ha colpito profondamente come credo tutti, ma la cosa che piu’ mi rattrista e’ lo sfruttamento che la televisione ne sta facendo per gli ascolti e altre finalita’ che definire secondarie e’ dire poco…

Ho raccolto un paio di links a discussioni molto interessanti al riguardo, visto che io ho visto poco di questo bombardamento: posso dire che invece Raitre in questo caso si e’ comportato molto meglio di altre reti e che la trasmissione Ulisse sulla storia della basilica e’ stato un bel momento di televisione ( senza quasi nessun intervento pubblicitario in quasi 2 ore!! ).

Mi e’ parso un modo giusto per rispettare una morte gia’ tanto massacrata mediadicamente.

Vorrei iniziare con un post di CyberUrania, con la quale mi trovo totalmente d’accordo e condivido soprattutto la scelta di citare un libro che a breve cerchero’ di procurarmi…

Innegabile è il valore dei mass media. Ben usati, essi possono rendere un servizio inestimabile alla cultura, alla libertà e alla solidarietà. […] ma quanto diversi e contraddittori sono i messaggi che essi veicolano, influenzando in positivo o in negativo, le persone e le famiglie, i costume e la vita della gente!

Può essere che un campo così delicato resti privo di regole e di equilibrati orientamenti etici e morali?

[…] E’ una responsabilità che grava primariamente su quanti operano, a diverso livello, nel mondo dei media, oggi diventati straordinariamente potenti, ma coinvolge l’intera società civile, che non può essere destinataria passiva di ogni messaggio d’informazione“

( fine citazione dal libro)

Noi possiamo scegliere di non essere spettatori: non accendiamo la tv! Non nutriamo quel mostro della sua leccornia preferita, l’audience, ovvero i nostri ascolti!

Per quel che vale condivido tale consiglio, e anzi aggiungo di trovare il modo di farci sentire visto che ormai tranne molto poco la tv e’ tutta trash…

Altro post interessante e’ di InternetFolies, che parla del confine dell’informazione e del rispetto per la dignita’ umana ( tra la vicenda di Terri Schiavo e adesso del Papa ormai non si sa piu’ cos’e’ ).

E’ davvero il caso, per tutti noi che ci occupiamo di comunicazione, di fare -finalmente- un passo indietro.

Un post invece molto ben fatto e’ quello di Daveblog, che e’ riuscito a seguire parte dei telegiornali e degli speciali e ci da’ una loro “recensione”.. non certo positiva purtroppo…

Ma appunto, visto che qui parlo spesso di televisione, il day after devo rilevare che le 21.37 sono state l’anno zero posto tra la penosa e imbarazzata attesa e l’inizio del circo Togni. Il cabaret era cominciato ben prima, ma era come strozzato dall’imbarazzo: il Papa è morto ben oltre la quinta replica dei coccodrilli televisivi già preparati dieci anni fa, e alcuni anchor man non sapevano davvero più cosa mostrare.
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Studio Aperto ha sempre fatto delle interviste in piazza, sottolineate dalla musica pop e dal montaggio a membro di segugio, un must dell’intrattenimento deficiente.
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E arte, in un certo qual modo, ce l’ha mostrata anche Fede, su rete4: sensazionali i filmati sugli incontri tra il Papa e Berlusconi mostrati la sera del venerdì, come se si trattasse di un’investitura ufficiale, o della proclamazione del cardinale in pectore. E che dire di Vespa, che manda la pubblicità alle 21.36, poi torna in ritardo, fa alzare tutti in piedi e lancia il mega filmato celebrativo pronto chissà da quanto.
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..non dimentichiamo la sensibilità dell’Ansa, verso le 22.30: “Il Papa è morto, l’Ansa è stata la prima agenzia a dare la notizia a tutto il mondo”. Bravi, avete stappato lo spumante?

E ancora: un bell’intervento sul Corriere ( rubrica Italians ) sulla serieta’ di TG5, che ho sempre seguito poco… e quindi non saprei dire la differenza tra la conduzione di Mentana e Sposini…

Mi riferisco in particolare allo speciale in onda sabato sera su Canale 5, a cura di quello che fino a pochi mesi fa consideravo IL telegiornale. Il termine più gentile che può essere utilizzato per descrivere Lamberto Sposini e alcuni ospiti è “inadeguato”.

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In studio si è assistito ad un miserevole scambio di considerazioni politiche sul fatto che il Papa fosse a favore o contro Bush, se considerasse il Comunismo male assoluto o necessario (ed in questo la tua amica e collega Annunziata ha fatto la sua “buona” parte).
Non parliamo poi dell’assoluta incapacità di gestire collegamenti e audio: si è riusciti a riprendere o far ascoltare tutto quanto avrebbe dovuto rimanere dietro le quinte (commenti del regista sull’ordine dei servizi, gesti dei giornalisti, voci fuori campo, servizi “riavvolti”).
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Per fortuna la gente comune ha saputo essere migliore dei giornalisti, tranne i soliti imbecilli che salutavano sorridendo in video con l’orecchio al cellulare 30 secondi dopo l’annuncio della morte del Pontefice.

Chiudo cercando di sollevare un po’ i contenuti con un articolo lungo e molto completo ( gli ho solo dato un’occhiata ma a breve lo leggero’ ) sulla storia critica del pontificato scritta dai ReporterAssociati, che trovate qui:

-> Giovanni Paolo II è morto. Bilancio di un pontificato controverso

E naturalmente dal blog di Beppe Grillo una provocazione che condivido abbastanza, senza motivazioni politiche ha pero’ un fondo di verita’:

Perché la televisione e tanti giornali danno ora al silenzio del Papa uno spazio che non hanno mai dato alle sue parole?

Questo Papa criticò sia il comunismo sia il capitalismo, ma la televisione riportò solo la prima critica, tacendo la seconda.

Lui che il comunismo lo conobbe e combattè da vicino, disse in un’intervista a un ex-giornalista, ora deputato di Forza Italia, che non bisognava negare il granello di verità che anche il comunismo conteneva.

Erede di una Chiesa che condusse e legittimò per secoli l’invasione e gli stermini nel vicino Oriente, chiese scusa agli ebrei e ai musulmani per le colpe dei suoi predecessori.

“Mai più guerra”, disse il Papa tre volte in un discorso, condannando l’aggressione militare degli Stati Uniti e dei loro alleati all’Irak.

“O con Bush o con il Papa” titolò Famiglia Cristiana.

Eppure questo governo, che dice ogni giorno difendere i principi cristiani, ha scelto di stare con Bush, non con il Papa.

Perché ora che il Papa non può più parlare, le televisioni di questo governo lo usano per tappezzare l’intero palinsesto e per alzare gli ascolti agli spot pubblicitari?

Se avessero un minimo di rispetto per il Papa e per la sua avversione all’informazione commercializzata e alla dittatura dell’economia, sospenderebbero per un po’ tutti gli spot pubblicitari e al loro posto manderebbero in onda le sue parole.

Ho copiato l’intero post perche’ era breve, e perche’ non c’e il permalink al post stesso…