Brevetti: par condicio…

Il titolo puo’ sembrare strano: tranquilli…
E’ che ho scovato uno speciale molto interessante per le questioni che solleva e visto che in effetti non siamo avvocati, sentire il parere di uno che scrive per il sito InterLex non fa mai male…

AGGIORNAMENTO: in effetti mi sono accorto dopo che questo articolo fa parte del Forum di Interlex aperto fino al 6 giugno, quindi la sua attentibilita’ non dipende strettamente da Interlex stessa… ma e’ pur sempre un ottimo spunto di riflessione e un’ottima occasione per suscitare discussioni su questo tema importante…

L’articolo in questione ha proprio questo titolo:
-> Brevetti software: le ragioni del fronte del “sì”

Ora anche questo documento e’ un po’ lungo da leggere, ma vi assicuro molto interessante e quindi e’ un MUST per sentire da un certo punto di vista un parere legale anche del fronte del si… soprattutto per riuscire a farsi un’idea piu’ chiara della questione…

La cosa maggiormente interessante che ne viene fuori e’ soprattutto il quadro della normativa attualmente in vigore, quella che ha concesso oltre 50.000 brevetti che in teoria sono illegali.. questo e’ quello che avevo sentito…e che pensavo piu’ o meno.. e invece..

La cosa complessa e’ che in realta’ la questione verte tutta su una serie di cavilli tecnici e legati al buon senso dell’Ufficio Brevetti: non e’ che nemmeno adesso la situazione sia cosi’ rosea in effetti e questo e’ proprio uno dei meriti di questo intervento…
Quello che la normativa si intendeva prefiggere era proprio di aumentare la “leggibilita’” di certe norme e regole poco chiare, ma in pratica forse tappa si qualche buco, ma ne apre una valanga in compenso.

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Publishing RDF data…

I have some doubts about how to publish RDF data in a “semantic” site case study…

The better way

I know that now there is a PERFECT way, that is having an RDF backend and using an RDF Server ( as Sesame, Joseki or RAP for PHP enviroments ) with SPARQL as query language…

But in a small contest, instead of using XML Microformats, how we can do?

Example

Consider this case: a wordpress blog with the StructuredBlogging plugin installed… ( like this one )…

We know that this plugin uses a tag script to add in the post meta-info about the post itself… using this XML code:

<script type="application/x-subnode; charset=utf-8">
<subnode alternate-for-id="sbentry_1">
...
</subnode>
</script>

More info about this approach at Technical Resources

The problem is that: there are several ways of including RDF code in a XHTML document, and two are the most important:

  • using of tag link rel=”meta” type=”application/rdf+xml” href=”" : it’s valid also for other RDF formats ( N3, nt .. )
  • using the tag script with the correct type… as above

A more detailed duscussion is on this page:
-> RDF in HTML: Approaches

But it’s a quite old document, so using one more recent as SKOS working drafts, for example:
-> Quick Guide to Publishing a Thesaurus on the Semantic Web
we can find an interesting paragraph:

Publishing RDF Data

The simplest way to publish RDF data is to create one or more RDF documents containing your data, and publish them on the web via a normal HTTP server.

Note that, although the examples above all use the RDF/XML serialisation syntax (i.e. file format), there are two other alternative syntaxes for RDF: N3/Turtle [N3][Turtle] and N-Triples [N-Triples]. For documents containg RDF data in the RDF/XML format, the ‘content-type’ field in the HTTP header for that document should be ‘application/rdf+xml’.

You can also publish your RDF data on the web via a dedicated RDF server such as Joseki [Joseki] or Sesame [Sesame]. Publishing via an RDF server allows anyone to query the thesaurus over the web via an RDF query language such as SPARQL [SPARQL].

Current practice dictates that if you use HTTP URIs as identifiers for your thesaurus and its concepts, then those URIs should dereference to an RDF description of the thing they identify.

So, if i have a site with all its RDF stuff accessible via HTTP RDF Server and SPARQL, but also with some pages with the tag script with RDF code is it correct ?

So..

The use of RDF Server is a overlap of the others RDF inclusion tecniques or are two way to offer semantic data with different approaches?
I mean, probably the data inserted in the script tag is data just ready, instead for the server we have to make a query… so different usages… are acceptable IMHO.

Having a way to collect data as soon as it’s available is the context of use of the direct inclusion in a web page ( of the RDF data, of course )…
Probably that’s the difference…

As it is said here,

[...]
Neither of the linking (“tag link to the Metadata”) or embedding (“Embed XML RDF Part I: Eschew Validation”, and possibly “Embedding using tag script”) methods can be ruled out, in the author’s opinion.

Linking has the substantial advantage that it is serialization independent, may reduce file sizes when a single set of triples is often referenced (such as contact information), and provides a cascade.

Embedding is useful because it is direct, there are existing implementations to deal with it, plus people will be embedding XML RDF and other languages like it into XHTML for a long time to come.

Pigsty: un interessante plugin semantico :)

Permette la visione della immagini inserite nel vostro file FOAF, secondo purtroppo SOLO certe condizioni:

Riferimenti:
-> Pigsty – a Firefox extension for displaying and image galleries linked from FOAF files

<foaf:Person>
<rdfs:seeAlso>
<wn:Gallery-3 rdf:about= "http://libby.asemantics.com/2005/04/pictures/2005-04-12.rdf"/>

<dc:title>Sparqling days in Monte Sansavino</dc:title>
</wn:Gallery-3>
</rdfs:seeAlso>
<foaf:Person>

In pratica usando il namespace wn che e’ WordNet… [ se volete saperne di piu' su cosa sia Wordnet guardate Wikipedia come al solito... ]

RSS e tenere traccia dei commenti…

Con l’avvento di RSS non so se vi siete accorti ma in pratica abbiamo avuto un assaggio di quello che possiamo fare con un Web di dati….

La capacita’ di vedere i dati ( in questo caso i post o gli articoli del canale che abbiamo sottoscritto ) da un unico programma ( il nostro lettore RSS ) e quindi di aggregarli insieme e’ un nuovo modo di leggere ed interagire con il Web e con i siti…

E’ chiaro che la cosa ancora e’ agli inizi e si puo’ fare molto meglio di cosi, ma abbiamo passato la boa…ma non tutti se ne sono accorti

Aggregazione e’ la parola chiave…
una volta che tutti i nostri dati in tutti i contesti saranno XML e RDF based potremmo fare cose pazzesche: il problema e’ che non tutti ritengono valida e fattibile questa cosa e per questo nascono dialetti XML per fare cose che andrebbero fatte con RDF…

La lotta in questo caso e’ sull’usabilita’ e sulla facilita’ d’uso e di creazione di tools adatti allo scopo…

Sottoscrizione ai commenti di un post interessante

Comunque volevo segnalare a quanti non se ne sono resi conto la capacita’ di sottoscrivere i feed dei commenti singoli ad un post oltre che ai feed generali del sito…
In parole povere questo cosa significa: WordPress da ( credo dalla 1.0 ) supporta per ogni post il feed RSS2 dei commenti

Posso avere un post dove si crea una discussione che mi interessa e voglio tenerla d’occhio: bene, basta sottoscrivere il feed RSS relativo a quel post…
Cioe’ nel nostro caso dove c’e’ questa frase:

IMPORTANTE: per seguire i commenti attraverso un comodo feed, ecco qui il feed RSS 2.0.

Infatti adesso nei post l’ho reso maggiormente visibile…

Brevetti: alcune risposte

Premessa : questo e’ un crosspost di voIT

Oggi in tema di brevetti abbiamo due grossi articoli a proposito:

  • la risposta del nostro CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa), che contiene spunti interessanti;
    non ultimi quelli secondo cui Confindustria non ha parlato per conto delle PMI,ma solo delle grandi imprese…
  • un nuovo articolo su Punto-Informatico che si concentra nei punti oscuri della direttiva ( cos’e’ il software, algoritmi ) ma che presenta anche in piccoli punti la cronistoria dei fatti negli ultimi anni

A mio avviso sono da leggere entrambi, e in particolare nel secondo traspare quel sentimento di rabbia e impotenza che si ha di fronte a palesi lesioni delle nostre liberta’ e del buon senso… Prendo solo un brano tra tanti:

[...] significa che il titolare di un brevetto può impedire qualunque software che utilizzi gli stessi codici fonte o oggetto, cosa che non può sempre impedire col diritto d’autore.
Considerando che il brevetto dura venti anni, chi ha le risorse per sviluppare un’adeguata politica brevettale può esercitare, di fatto, un dominio, oltre che un monopolio sul mercato anche se la commissione sostiene che “poiché i brevetti tutelano l’interesse della società non devono essere utilizzati in modo da ostacolare la concorrenza” (nota 7): ingenuità o malafede?

Tutto questo groviglio di malcelate intenzioni non ha incantato il mondo dell’open source che sviluppò un’intensa opposizione in tutta Europa e raccolse oltre 200.000 firme convincendo moltissimi deputati europei a valutare criticamente quella proposta di direttiva.
A questa protesta si è affiancato un documento severamente critico del Comitato Economico e Sociale Europeo e, altrettanto critici i pareri delle commissioni per la cultura e per l’industria e il commercio che avanzarono una serie d’emendamenti. Il testo arriva cosi al Parlamento Europeo nel settembre del 2003; questo capovolge l’impostazione originaria della direttiva e licenza in prima lettura una direttiva molto diversa che recepisce molte delle critiche sollevate.

La sconfitta dei fautori del brevetto del software è evidente e pesante ma non demordono e, appigliandosi ai formalismi burocratici, promuovono azioni autenticamente antidemocratiche.
Nel Maggio del 2004 il Consiglio dei ministri, su proposta del commissario Bolkenstein, approva una direttiva che stravolge quella approvata dal parlamento. Il 17 febbraio del 2005 la conferenza dei capigruppo del Parlamento Europeo approva all’unanimità la richiesta della Commissione giuridica di azzerare la direttiva e di ripresentare un altro testo.
Ma il Consiglio dei ministri del 18 Maggio ignora pervicacemente questo pronunciamento e decide d’inviare al Parlamento Europeo per la seconda e definitiva lettura un testo che, dopo ben quattro rimaneggiamenti, è peggiore di quello del 2002

E non perdetevi la terza pagina, dove si discute del cuore della direttiva:
-> L’indignazione e le polemiche

Riferimenti:
-> CNA e brevetti software
-> Brevetti? Una direttiva da buttare…