Alcune cose chiave per le nuove Web Application…

Il documento in questione parla di molte cose e iniziare da un estratto preso dal mezzo non e’ certo un buon inizio, ma non resisto: e’ il cuore del Web2.0 se vogliamo e della rivoluzione che pian piano di soppiatto avremo nei prossimi anni nel Web…
Una cosa che ho gia’ accennato, il famoso Web of data, o Open Data….

Web users are becoming increasingly more savvy, and they have begun to recognise that their ongoing contributions in whatever form, e.g. product reviews, are an important success factor for these businesses.
In short, users are coming to recognise that they are providing data for free, so why should it be locked into that site alone?

After Open Source, Open Data

The growing desire for web users to maintain ownership of their data, plus the increasing willingness for businesses to share their data to benefit from the network effects that web services can engender can be seen as a natural second wave of “open-ness”.
First open source; now open data

This second wave has the potential to be a much bigger and profound movement as it is of immediate relevance to all frequent web users, rather than just software engineers, hackers, businesses, etc.

The pressure for information to be free, is translating into pressure for sites to expose open services for users to interact with.
Similar pressures are leading to standardisation of data formats; web services alone aren’t enough the data must be portable and easily exchangeable. XML and RDF are both core technologies that facilitate this exchange, with specific vocabularies, such as FOAF (description of users) and RSS (syndication of content) addressing particular needs.

Questo e’ proprio uno dei passaggi chiave per capire la direzione che conviene prendere per rendere le applicazioni Web piu’ evolute e cosi’ anche l’esperienza Web stessa…
Per non parlare che creando un sub-strato RDF si crea anche quel livello fondamentale sul quale poggia la visione del Semantic Web…

Con un solo approccio si potrebbero avere ben due vantaggi, uno immediato e uno nel tempo…

Passiamo ora a vedere di cosa si parla in questo paper…

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Multilinks, co-links and RDF

Some times ago I’ve seen an interesting project, called Co-link
This project is about the possibility to edit and insert a link where the user wants in the page that he is reading on the Web.

This technology was developed with the objective of letting any interactant create new associative links in a pre-existent text and/or add new destinations to a previous link.

The idea is nice: the user can insert in any esistent word in the text a link and also insert a new link in a pre-esistent link…

Another idea is this: multilink

A multilink, or mlink, is a link that goes to one or more destinations.
A multilink is rendered as a popup menu that presents the targets as a list of menu items.
An item can be selected from the menu to follow the URL of the target, or a special item called “edit” can be selected to add, remove, or modify the targets of the multilink.

Targets are not embedded in the markup, but rather, stored in an external metafile linked to but exists independently from the page where the multilinks are defined.

Now the idea is not totally bad, but IMHO it’s dangerous…

There is an interesting discussion on Slashdot on it:
-> Multiple-Target Hyperlinks for the Masses

In fact when you find useful a tool like this, you have to understand that you include a semantic effort in the link concept…without using a standard way to make this semantic effort understandable by machines..

We can do it using RDF…

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Una recensione che ha del comico: Longhorn e Repubblica

Ora non voglio dire nulla contro il prossimo Windows visto che ancora non e’ chiaro alla fine quanti elementi veramente innovativi avra’…

Ma una cosa va detta: alla MS spesso come in questo caso si accorgono di alcune novita’ dopo anni che ci sono negli altri S.O…

E poi da un giornalista di una testata prestigiosa come Repubblica io mi aspetto che si informi prima di scrivere un articolo sulla questione..
E invece…

L’effetto creato per gli addetti ai lavori e’ quello di una storia divertente e di un’analisi a dir poco superficiale…
Personalmente credo sia l’ennesima figuraccia del giornalismo tecnico italiano… non ai livelli del Panerai di qualche anno fa ma sulla stessa strada…

[ qualche considerazione interessante l'avevo gia' fatta qui... ]

Vi consiglio di leggere per intero l’articolo e poi andare avanti nella lettura del post…

-> Longhorn, il nuovo Windows su misura per l’era Internet

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Un libro e uno spettacolo: Cyrano e censura

Product Image: Massimo Fini e' Cyrano
My rating: 5 out of 5

Non so quanti di voi sappiano questa storia, e quanti di voi abbiano letto “Regime” di Marco Travaglio e Peter Gomez…in questo caso la sanno sicuramente…

Per gli altri basta dire che la RAI qualche anno fa aveva accettato di fare un nuovo programma culturale di notte dal nome “Cyrano” con un personaggio un po’ scomodo: Massimo Fini appunto…

Solo che a produzione ultimata il giorno prima della messa in onda di sono resi conto che il personaggio era troppo scomodo. E il programma e’ stato censurato. Punto e basta.

Massimo Fini è Cyrano, è la traduzione teatrale del pensiero che Massimo Fini, giornalista, scrittore, saggista e anche, a modo suo, filosofo, viene elaborando da una ventina d’anni.
Si trovano qui, sintetizzati tutti i temi cari all’autore: l’attacco radicale all’attuale modello di sviluppo che promettendo continuamente un futuro orgiastico, mai raggiunto e irragiungibile, ci ha messo in realtà al servizio dell’economia e della tecnologia; l’interpretazione di liberalismo e marxismo come due facce della stessa medaglia, due parti della Rivoluzione industriale, apparentemente avversari, nella sostanza complici; l’impossibilità per le classiche categorie politiche della destra e della sinistra, vecchie ormai di due secoli, di mettere in discussione la Modernità, perché da essa sono nate e in essa si sono affermate, e quindi di comprendere e di gestire le esigenze più autentiche e profonde dell’uomo d’oggi che sconta una paurosa perdita di identità, di dignità e di senso; la denuncia della democrazia come pura finzione al servizio delle oligarchie del potere; la totalitaria e totalizzante pretesa dell’Occidente, proprio mentre attraversa la più grave crisi della sua storia, di esportare comunque, anche con la violenza, il proprio vuoto di valori e la propria nevrosi.

Questo libro e’ la trascrizione dell’opera adattata per il teatro, che Massimo Fini assieme a diversi collaboratori stanno presentando nei teatri italiani e vi assicuro che merita.. L’autunno prossimo andro’ a vederlo, visto che il libro ha dei passaggi molto interessanti..

Niente che non sappiamo gia’ probabilmente, ma aiuta a farsi un’idea molto piu’ chiara e piu’ lucida: riporto solo un motto…

Produci. Consuma. Crepa.

Consuma. Produci. Crepa.

Riferimenti:

-> Capitolo Undecimo. Parentesi colturale colta
-> CHE SORPRESA L’ITALIA VISTA DAL PALCOSCENICO
-> CYRANO DA VIVERE