Blogging, italiani e informazione…

Poche volte ho trovato un post cosi’ illuminante e capace di far riflettere su quello strano incrocio che stiamo vivendo tra blogging, informazione e consapevolezza di informarsi…

Credo anch’io che mai c’e’ stata data una possibilita’ cosi forte di costruirci opinioni creative sui fatti che ci circondano e mai avevamo nelle mani uno strumento come la Rete che crea fenomeni sociali mai visti per certi eventi…

Le cose da dire sarebbero tante, forse troppe.. e di certo non complete per le implicazioni sociali, che hanno dinamiche ancora poco chiare…

Ma qualcuno e’ partito, e grazie alla segnalazione di De Biase, consiglio la lettura di uno scritto un po’ lungo e’ vero, ma di sicuro interesse sui confini dell’informazione in questi giorni…

Sull’attendibilita’ delle fonti, su come sta cambiando il nostro modo di informarci e di esprimere le nostre opinioni in modo collettivo…

Si va affermando forse una forza sociale collettiva che si puo’ richiamare al famoso Luther Blissett, dove l’importante e’ quello che si dice e perde via via importanza l’identita’ di chi lo dice…
Visto che l’unione di tante opinioni poi dissolve le varie identita’ individuali..

-> Combattere l’informazione con l’informazione

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SW avanzato: un problema con RDF…

[ Post che necessita di avere in mente cosa sia il Semantic Web e RDF... ]

Ho appena scovato un interessante spunto di riflessione sull’uso di RDF e sulla sua effettiva apertura e solidita’…
-> Public RDF – Contextual Dissent about Any Articulation

L’autore di questo commento si e’ reso conto che guardando lo stack del semantic web ci sono alcune cose implicite, poste in modo errato
Sapendo che e’ tutt’altro che un sistema perfetto ci si chiede se la struttura proposta soffra di una visione non del tutto ottimale…

In particolare si parla del contesto

Yet, in a public media like the Web, on a network of peers like the Internet, the same public name may be described differently by a resource depending on the context in which it is named.

An apple is not a fruit everywhere (not in this context ;-)

Hierarchical and centralized, DNS is just good enough to resolve private names of public network resources.
Although it is mostly wide open to abuse, its reliability is a question of perception and the benefits of its applications (e-mail, the web, etc) far outweight its costs in fraud and spam.
But there is no way for DNS to handle public names of contextual resources.

Who should have authority about the apple DNS domain?

Somebody, nobody or everybody?

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