A volte ci sono alcuni scritti in cui ti riconosci appieno…

Che ti lasciano lucido e consapevole…

Questa e’ una di quelle volte…
-> Una conversazione sulla conversazione

Condensare il tema che qui viene discusso sarebbe sminuirne il contenuto, quindi leggetelo e poi andate avanti…

E’ il caso comunque di vedere la parte dedicata al mondo dei blog…

Prima pero’ volevo fare qualche considerazione:

  • cercare di capire il mondo dei blog e le motivazioni per la loro continua crescita e’ di fatto capire un fenomeno sociale che si intreccia inevitabilmente con il mondo puramente tecnico e accademico di Internet e dell’IT in generale
  • partendo dal lato tecnico della blogosfera e delle tendenze del Web2 o del Semantic Web e’ impossibile non scontrarsi anche con le esigenze sociali del mezzo che abbiamo tra le mani e quindi ampliare un po’ la visione sulla parte software
  • proprio per i punti qui sopra questo blog sta diventando un mio personale aggregatore di notizie e commenti su quanto accade e quanto ci circonda non solo da un lato tecnico ma sempre piu’ sociale, vista la crescente esigenza comune di “farsi sentire”
  • mai come adesso la tecnologia e le capacita’ di saper leggere i bisogni sociali possono unirsi per un fine comune, per aiutarci nella complessa lettura del presente e dei suoi immensi problemi
  • i blog per la prima volta possono offrire un modo di legarsi attorno a temi comuni e facilitare la diffusione e la discussione di temi critici per il nostro vivere, facendo sentire come se tornassimo in una forma di democrazia diretta i nostri reali bisogni e le nostre critiche
  • la verita’ e’ che leggendo molti bloggers autorevoli trovo una linea comune che va aiutata e facilitata dalle innovazioni tecniche che possiamo apportare, sia dal lato tecnico che dal lato sociale e culturale
  • sento parlare molto del pericolo della blogosfera di diventare fine a se’ stessa e auto-referenziale: io non mi ritengo certo un esperto ma qualcosa si puo’ dire al riguardo…
    E’ vero che per certi versi puo’ essere un pericolo, ma e’ anche vero che prima occorre costruire una rete di opinioni legate e costruttive e poi occorre fare il passo di aprirsi a ventaglio verso un allargamento della rete stessa, cercando di far diminuire le difficolta’ iniziali…
    E il gesto del “Crea il tuo blog“ si inserisce proprio in quest’ottica…
    E anche l’iniziativa di Kurai va in questa direzione..

Prendete le righe appena scritte come un semplice flusso di coscienza condivisibile o meno…
Ma la parte che Beppe Caravita dedica ai blog e’ assolutamente stupenda:

Luca mi chiede. Come mai la Francia oggi ha 3 milioni di blog e l’Italia solo 100mila?

Domanda difficile. Io provo qui la mia risposta.

La Francia è un paese che tuttora ama, socialmente, il suo Stato.

Perchè l’ha partorito lei, con il suo sangue.

Questo ha cementato un tasso di fiducia profonda, com è quello da Madre a figlio.

**La Francia ha un tasso di fiducia più elevato dell’Italia.

Il blog libero e disinteressato è un atto di fiducia sociale**.

L’Italia ha meno fiducia sociale. E’ una società di furbi che non perdono tempo con i blog. E’ una società in cui ci sono ancora troppi dipendenti*.

*questo termine non ha nulla a che vedere con i lavoratori dipendenti, altra cosa. La dipendenza italiana è dipendenza culturale da un sistema di supposta sopravvivenza, alias clientelare, alias sto zitto perchè è meglio e mi conviene…

I residui blog italiani, del resto, esprimono ovviamente una fortissima e urlante (sotto sotto) domanda di fiducia.

Sbertucciano i giornalisti (di potere o di cordata). Sbertucciano i politici. Amano i Beppe Grillo, di cui si può avere fiducia.

La fiducia è un fondamentale bene civico, un valore fondante delle società. Si fonda sulla verità.
E non sulla manipolazione della verità, gioco dei furbi.

Ma sulla Croce della verità. Che irradia valore.

Bene scarso in Italia. Di cui l’elite italiana (ovvero anche i blog) hanno intuitivamente coscienza. Aumentata dalla rete.

I blog italiani stanno cercando quindi spontaneamente di ricostruire questo valore, così come possono.

I blog sono parte del valore e della coscienza della rete.

Non è un valore per te che mi leggi, non è un decente progetto di vita?

La vuoi questa croce? Costa poco….

Pesa?

In Italia, quindi, siamo ancora troppo pochi.

Io aggiungo che il problema non e’ tanto che si e’ in pochi, quanto che occorre iniziare a farsi sentire al di fuori della sfera blog…

Occorre informare sulle capacita’ sociali e tecniche, occorre iniziare a capire quanto ci possono essere utili nella nostra vita, occorre iniziare a mettere in discussione tutto partendo dal nostro stile di vita…

Occorre iniziare a vivere per il futuro e non solo per l’oggi…

E a quanto pare De Biase ha iniziato in questo viaggio di consapevolezza…

Tutto ruota intorno a un concetto base. Il superamento, in qualche modo, di una economia materialistica. Verso un’economia (e una politica) basata, in qualche modo, su un concetto più ampio di valore.

Non è facile. Per governare i sistemi bisogna avere misure univoche, omogenee, e relativamemente poco costose da effettuare. Contare le auto prodotte, i computer, i fatturati dei servizi è relativamente agevole. Contare la qualità della vita è difficile, opinabile, e molto costoso.

Non sarebbe meglio però avere dei politici che ci governano sul nostro tasso di felicità, rispetto alla barbarica conta dei soli fagioli che produciamo e accatastiamo?

E’ un lavoro difficile, quasi impossibile. Luca (Paolazzi) ci dice che sono due secoli che la scienza economica ci sbatte contro. Ma senza grandi successi. Solo dopo Keynes (ovvero negli anni trenta) è stato definito il concetto di Prodotto Interno Lordo. E da allora non ci siamo mossi da lì.

Prendetelo come sfogo e piccolo sunto sulle direzioni che stanno prendendo i posts in questo blog…

Ma sicuramente gli studiosi di sociologia mai come oggi hanno materiale sul quale lavorare…
E aggiungerei mai come oggi ci serve il loro supporto…

AGGIORNAMENTO: questa e’ la direzione che l’Italia ufficiale ha preso… fa pensare,no?

Riferimenti:

-> Una conversazione sulla conversazione
-> blogging for dummies
-> Crea il tuo blog
-> Riflessioni su Beppe Grillo e i blog: un appello