[ crosspost su VoIT ]

[ piccola nota: adesso il servizio e’ up, per fortuna…
Ma il problema e’ che dal 18 al 20 non era per nulla accessibile, quindi qc riflessione si puo’ fare…
]

A quanto pare il mio fido del.icio.us ha ancora problemi… [ ne avevo gia’ parlato qc post fa ]
-> continued hiccups

Non ci voleva: pero’ proprio quando viene acquistato ecco sorgere problemi.. Anche se non direttamente collegato, suona alquanto strano…

Leggendo alcuni commenti nel blog di del.icio.us si possono trovare le posizioni piu’ disparate… Il problema e’ che alcune sono legittime:

  • quando uso uno strumento come questo, il mio lavoro quotidiano ne dipende per forza ( sia esso studio o svago o vero e prorio lavoro ); la cosa diviene palese in occasioni come questa… Ora ho 15 tab aperti da salvare in qc modo…
  • il servizio e’ centralizzato e per quanto strano puo’ rompersi e risultare inattivo per del tempo.. proprio come era successo a Google qualche tempo fa [ in realta’ era un problema di accesso della Telecom nazionale, ma il servizio e’ rimasto inaccessibile per diverse ore ]…Potremmo mai rimanere due giorni senza Google ad esempio?

E’ un po’ che sono convinto nella direzione espressa a chiare lettere in questo post, e che molte volte ho gia’ anticipato nel blog:

-> Living Without the Desktop

In realta’ la questione che vediamo adesso in Rete e che iniziamo solo a comprendere in parte e’ l’embrione di quello che alcuni definiscono Web3.0
-> What to expect from Web 3.0

I’d like to make one thing is absolutely clear right from the outset: Web 3.0 isn’t just about shopping, entertainment and search. It’s also going to deliver a new generation of business applications that will see business computing converge on the same fundamental on-demand architecture as consumer applications.

E si avranno queste caratteristiche precise:

  • API services
  • Aggregation services
  • Application services
  • Serviced clients

Da una parte i giganti stessi attuali hanno iniziato a capirlo, e la Microsoft con la versione Live dei suoi prodotti sta gia’ iniziando verso questa direzione…

Il vero problema e’ quando dipenderemo in modo massiccio da questi servizi, quando questi vengono a mancare noi che facciamo?

Ne parleremo dopo…

La cosa importante da tenere a mente in questo caso e’ l’uso di standard e che il quadro generale per l’utente ma anche per i produttori software deve essere orientato alla interoperabilita’

Altrimenti non e’ altro che la re-invenzione della ruota: in questa ottica io guarderei anche verso altre due caratteristiche interessanti…
-> Ning

With Ning, all you need is a good idea to run your own social application.
Social apps let you match, transact, and communicate with other people.
A few clicks, no coding (unless you want to), and you can be up and running with your own social app in minutes.

Di Ning parlero’ diffusamente in un post dedicato, ma la mia impressione e’ che sia un passo avanti nello sviluppo open-source del software: infatti si puo’ replicare molto velocemente un’applicazione e personalizzarla a proprio piacimento… usando i dati di tutte le applicazioni esistenti… social in tutti i campi quindi…

Un passo sociale nell’uso dei dati e delle applicazioni stesse da tenere d’occhio…
In un connubio che spieghero’ piu’ avanti…

-> Digg
Portali di aggregazione come questi, che sono un’evoluzione dei servizi offerti da del.icio.us integrati con sistemi simili a Technorati…

Digg is a technology news website that employs non-hierarchical editorial control. With digg, users submit stories for review, but rather than allowing an editor to decide which stories go on the homepage, the users do.

La mia personale opinione

La chiave di tutto rimane l’interoperabilita’ e occorre continuare in parallelo su due binari:

  • l’uso sociale gia’ detto delle applicazioni e dei dati usando il Web come una piattaforma e usando strumenti anche centralizzati
  • l’uso per chi possiede domini di tools che riescano sia a dialogare con i servizi sociali esistenti ( soprattutto tramite le API aperte ) sia a gestire a livello personale quegli stessi servizi [ dalla mail come Gmail, installata sul proprio dominio, all’aggregatore live sempre sul proprio dominio, dal proprio bookmark che puo’ essere aggregato da terzi per nuove applicazioni sociali, se voglio… ]

Chiaramente tutto questo sarebbe possibile con uno strato di base comune che vada oltre XML: sto parlando ovviamente di RDF

Quindi la mia idea e’ questa:

partire da tools che possediamo che parlino una lingua franca come RDF, la cui proprieta’ fondamentale e’ l’aggregazione… e avere social applications che aggreghino i nostri dati secondo una filosofia bottom-up …