Un brevetto su AJAX?

[ crosspost su VoIT ]

Sembra che qualcuno abbia brevettato anche la metodologia delle idee alla base di AJAX, ma anche di Flash e non solo…
-> U.S. Grants Patent For AJAX

The patent–issued on Valentine’s Day–covers all rich-media technology implementations, including Flash, Flex, Java, Ajax, and XAML, when the rich-media application is accessed on any device over the Internet, according to the patent holders.

Della serie: continuare a brevettare idee generiche fa molto bene al progresso e all’umanita’…

Non ho parole…

How broad is the patent? Here’s what the patent abstract says it covers:
A host computer, containing processes for creating rich-media applications, is accessed from a remote user computer system via an Internet connection.
User account information and rich-media component specifications are uploaded over the Internet for a specific user account.
Rich-media applications are created, deleted, or modified in a user account, with rich-media components added to, modified in, or deleted from the rich-media application based on information contained in a user request.
After creation, the rich-media application is viewed or saved on the host computer system, or downloaded to the user computer system over the Internet.

Via Wikilab

Tags e qualche miglioramento: Tagyu

[ crosspost su VoIT ]

Delle folksonomies e dell’uso dei tags ormai tutti o quasi ne siamo consapevoli: il problema e’ che oltre un certo limite quest’uso inizia a risultare difficoltoso…
[ altre info su alcune mie sperimentazioni che devo completare... ]

Partiamo da un caso personale: il mio uso quotidiano di Del.icio.us

Prima degli ultimi cambiamenti significativi, inserivo tags che mi sembravano vicini al tema trattato sul link che volevo salvare, ma era facile sia scriverlo sbagliato che magari usare sinonimi per termini e concetti che avevo gia’ usato prima…

Insomma non avevo un’idea chiara di quello che avevo usato precedentemente e magari usavo termini quali semweb, semantic, SemanticWeb per indicare la stessa cosa: in questo modo disperdevo la potenza intrinseca dei tags…

Poi fortunatamente e’ stata aggiunta la possibilita’ di vedere tutti i propri tags e di sceglierli per inserirli nel nuovo link che stavamo aggiungendo: era una soluzione splendida per un problema semantico.

Ci si appoggia all’intelligenza umana dell’utente per eliminare problemi non facili da gestire in modo automatico: un approccio vincente direi, e semplice da implementare.

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Blog e pings: problemi recenti su questo blog…

Scrivo due righe perche’ sto cercando di capire quello che e’ successo da febbraio in poi con questo blog e Technorati

In parole povere Technorati non mi pinga piu’: io lo pingo, ma lui rifiuta di vedere gli aggiornamenti di questo blog…

E’ successo da quando Ping-o-matic tempo fa era andato in panne..

Da quel momento usavo questi servizi nella configurazione di WordPress, senza pensare che quasi tutti pingavano anche Technorati…

http://rpc.pingomatic.com/
http://fgiasson.com/pings/ping.php

http://pingoat.com/goat/RPC2

Ho provato anche a lasciare solo il ping service di Technorati, senza risultati…

La mia impressione e’ che abbiano interpretato la cosa come un blog di spam…

Oggi ho trovato questo nuovo servizio, simile a ping-o-matic, ma ancora poco conosciuto:
-> PINGQueue.com

PINGQueue.com (PQ) was started because I really liked the idea of Ping-o-Matic (PoM). Being able to ping one site and then have that ping echoed out to other blogging services is very convenient. I started working on PQ to explore some new ideas in this space.

La cosa che cercavo infatti, era capire le risposte dei vari ping ai servizi elencati e questo sito offre proprio una cosa del genere:
-> PINGQueue.com Ping Details

A questo punto e’ evidente che Technorati mi vede, ma mi interpreta come spam…

E tutto perche’ qualcuno usa la Rete per fare spazzatura, invece che usarla in modo costruttivo… cosi’ come per l’e-mail…

A qualcuno e’ successo qualcosa di analogo?

Riflessioni sul ruolo del PC nell’era di Internet e non solo…

[ sensazioni e pensieri a cavallo della lettura di "Il computer invisibile"]

Come ho gia’ scritto in un post precedente, e’ un libro molto bello e puntuale sul perche’ siamo frustrati quando usiamo la tecnologia, incubo del nostro vivere quotidiano.

Anche per i tecnici.

Figuriamoci per la gente normale, che fa altro tutto il giorno.

Tempo fa avevo visto questa puntata di Digitalk che consiglio di vedere:
-> Il PC non funziona, e ora?

Il computer a quanto pare, e’ l’incubo di tutti ormai: non va e non e’ usabile, se non per piccoli periodi di tempo e richiede uno sforzo pazzesco per funzionare e per essere mantenuto…

Possibile che in 20 anni di sviluppo, abbiamo qualche interfaccia 3d in arrivo e poco altro, i computer siano sempre piu’ complessi e allo stesso tempo facciano le stesse cose anche se sono esponenzialmente sempre piu’ potenti?
Per non parlare poi della metafora file e icone, desktop e finestre che, ( visto con i miei occhi ), per la gente che non li ha mai visti sono tutto fuorche’ “user-friendly”?
Non sarebbe ora di rendere trasparente l’idea stessa di file: io lavoro con dati, che siano lettere, che siano presentazioni o libri da completare, o musiche o video…Non voglio piu’ sapere che il sistema li gestisce come files, con una data dimensione e cosi’ via…

O meglio: se voglio il sistema mi deve mostrare i dettagli, ma solo su mia richiesta…

Cavolo, ma nessuno ci pensa?

Io oggi non ho bisogno di tutta questa potenza, se non in rare occasioni e comunque siamo tutti tecnofili dipendenti…Abbiamo perso il senso delle cose…

Windows per dire e’ l’ultimo che ancora non fa la deframmentazione del disco, non cancella i file temporanei e molto altro…in modo trasparente, senza che sia l’utente che lo debba fare…

Possibile che si perda piu’ tempo a mantenere in ordina una macchina che ad usarla?

E’ interessante vedere quanto siamo dipendenti dalla tecnologia e quanto non riusciamo piu’ a vivere, a riflettere, a rimanere soli o con chi vogliamo in pace…
Paghiamo per essere scontenti, per essere frustrati, per dipendere dalle macchine…
Quando sono le macchine che dovrebbero essere progettate per aiutarci…

E’ ora di finirla: e credo che alcune ditte, come la Apple, abbia capito questa cosa da tempo…
O almeno e’ piu’ vicina a questi temi rispetto a molte altre…
Motivo per cui uno paga per un prodotto magari piu’ lento, ma piu’ usabile e che ci faciliti veramente nella vita quotidiana…

iBook è un oggetto che ha il pregio di tutti gli ottimi computer: è equilibrato. E l’equilibrio porta stabilità ed affidabilità. [..] E’ un acquisto che certamente consiglierei ad un amico, a meno che non abbia una ragione precisa per usare Windows (e Office non è tra queste ragioni).

Il circolo auto-referenziario dell’informatica deve finire: stiamo andando contro i nostri bisogni e occorre tornare a pensare a cosa serve quello che stiamo comprando…
la tecnologia e’ un mezzo, non il fine delle cose…

work in progress…

Piccola nota: io starei attento alle nuove macchine Apple: sono tutte TPM – compatibili…

Nota in aggiunta: e giusto per la cronaca, al posto di usare il marketing a nostro vantaggio ecco cosa combiniamo… esempio

E visto che oggi la tecnologia e Internet stanno complicandosi, qualcuno non la vuole piu’ in crescita infinita…Da fermarsi a pensare,no?

E comunque usare il Web come via d’uscita puo’ essere una strada praticabile, a mio avviso…
Semplicita’ e pervasivita’…

..piccoli sassi in uno stagno… piccole onde che rimbalzano da una riva all’altra…