Siamo un Paese strano, e stiamo vivendo un momento storico strano…

Sentendo i pareri della gente che mi sta attorno, e’ palese una cosa: la nostra classe dirigente e’ molto lontana dai fatti che giocheranno un ruolo fondamentale sulle nostre vite sia oggi che domani, nell’immediato.

Sono vecchi, attenti a difendere i loro privilegi in nome di ideologie e pochi fatti pratici; molto attenti ai loro bisogni e non in quelli del sistema Paese.

Molto attenti ai fatti personali, ora di uno e ora dell’altro.

Senza un chiaro passaggio verso un atteggiamento meno egoista e piu’ nazionalista, piu’ sui fatti che sul passato e sul singolo politico di turno.

Quello che mi e’ sembrato di percepire e’ un senso civico che sta crescendo nelle persone, una voglia di mettersi insieme per costruire veramente un nuovo Paese, per affrontare un futuro non certo facile…

Oltre ad un sentimento di non rappresentanza nei confronti di questi politici, abituati come siamo a votare il meno peggio…

Usare i nuovi media per i vantaggi che offrono…

Noto con piacere che qualcuno sta usando Internet e le nuove tecnologie in modo sensato, per discutere, per informare dal basso verso l’alto, per facilitare anche la vita pubblica che ci circonda, quella dei nostri comuni…

Via Alberto scopro che forse non tutto e’ perduto…

La domanda e’: come creare la consapevolezza che il mondo puo’ essere cambiato, in modo graduale…
Dalle piccole cose…

Questioni fondamentali

Ci sono cose che in questo Paese sembrano importanti, come lo scandalo del calcio di questi giorni…
E’ importante, ne sono convinto…
Ma io sarei drastico: 3 o 5 anni senza calcio, per tornare al calcio sano, quello di una volta…
Senza societa’ di calcio quotate in Borsa, senza pagamenti degni di uno Stato o di una finanziaria…

Sembra che questioni di sopravvivenza non ci tocchino nemmeno: la questione dell’energia, la questione dell’acqua
Pensare uno sviluppo sostenibile

Apro una piccola parentesi: sarebbe bello che tutti leggessero un blog come questo:
-> Il petrolio by Blogosfere.it

Fa rabbrividire leggere certe cose, ma allo stesso tempo ci si chiede il perche’ ci perdiamo a parlare di niente quando gli Americani vanno fuori di testa per il petrolio a 3 dollari!!!
In televisione non mi pare sia una notizia: sarebbe da fare dossier su dossier…

Cioe’, su capire quali case stanno puntando molto sull’ibrido, sul motore elettrico, tipo la Toyota…

Che anche non molto stranamente, non ha un alto tasso di spot televisivi…

Sara’ un caso?

Prima di chiudere la parentesi, vorrei citare uno dei post in questione, “Da Newsweek, picco del petrolio e guerre per le risorse

“Oggi, gli esperti di gas e petrolio sono sempre più allarmati non solo per future carenze -l’idea che il mondo abbia raggiunto il picco petrolifero sembra guadagnare terreno- ma anche per chi controllerà le preziose risorse. (…) Le multinazionali come la Exxon oggi detengono solo il 6% delle riserve, contro uno stupefacente 77% che è posseduto da compagnie statali.”

Hirsh ci avverte che questa consapevolezza si sta facendo strada anche a Washington, specialmente dopo Katrina e il conseguente crollo di popolarità dell’amministrazione Bush. E le preoccupazioni USA si rivolgono principalmente verso i controllori della ricchezza di cui i Paesi occidentali hanno disperatamente bisogno: Putin che, pur “non essendo notoriamente assetato di denaro o potere, (…) desidera riportare la Russia al suo ruolo di superpotenza”, e l’immancabile Ahmadinejad, il presidente iraniano, rispetto al quale il sottosegretario di Stato Marc Grossman si chiede inquieto “Ma cosa ci starà facendo coi soldi (del petrolio)?”

Il rischio di nazionalizzazione si fa sentire persino in Iraq: si teme che il Paese, pur sotto occupazione americana, finirà col consentire alle multinazionali del petrolio di controllare solo una minima parte delle risorse. La conclusione?
“Benvenuti nell’epoca dell’insicurezza energetica”, dice West, ex dell’amministrazione Reagan e amico di Cheney “la produzione mondiale sta arrivando al picco del petrolio.
Il risultato saranno prezzi alle stelle, con un grosso e sostenuto choc economico.
Si perderanno posti di lavoro. Senza provvedimenti, la crisi porterà a rivalità energetiche, se non a guerre per l’energia.
Negli ultimi 20 anni, la politica USA ha scoraggiato la produzione e incoraggiato il consumo.

Se insistiamo così, pagheremo un terribile prezzo, l’equivalente economico di un uragano di categoria 5. Katrina era di categoria 4.”

E’ importante perdere il nostro tempo in questioni importanti, in programmi fondamentali per la nostra vita,no?

Moviola, contro moviola e quant’altro: energie spese per discutere su niente, a partite finite… [ si parla del calcio… ]

Quando basterebbe cambiare poche cose, incentivare energie tipo il solare, e cambiare mentalita’ sul nostro stile di vita…

E’ fondamentale la televisione nel telefonino, ma sembra che ci dimentichiamo che in America stanno pregando perche’ il prezzo del petrolio scenda…

Un appunto sulla democrazia dal punto di vista logico, giusto come spunto…

Ho finito di leggere un ottimo libro, del quale avevo gia’ parlato tempo fa, e la parte finale e’ stata una vera sorpresa…

Parla di alcuni autori che vedro’ di leggere a breve…

La riporto perche’ molto forte e molto attuale, visto che come Occidente ci pare giusto esportare la democrazia a suon di fucilate…

..si parla del sistema elettorale…
Il teorema di Arrow stabilisce che NON ESISTE nessun sistema elettorale che soddisfi i principi della liberta’ individuale, della dipendenza del voto, dell’unanimita’ e del rifiuto della dittatura.
Piu’ esplicitamente, non esiste nessun sistema elettorale in cui: ogni votante puo’ votare per il candidato che preferisce; il risultato zione dipende soltanto dai voti dati; un candidato che prenda tutti i voti vince; e nessun elettore e’ in grado di determinare sempre e da solo il risultato di un’elezione.
Maggiori dettagli su Wikipedia [ eng ]

Per il resto la citazione sarebbe troppo lunga, la riprendo in un altro momento…

Ci sono fatti sui quali discutere, sui quali le posizioni politiche dell’uno o dell’altro hanno molto poco a che fare…

Anche perche’ il politico e’ uno strumento: sulle questioni tecniche e’ giusto che lavorino i tecnici,no?

Pero’ sulle discussioni, possiamo iniziare anche noi…

Tipo da una riforma del sistema televisivo: PerUnAltraTV

work in progress