Via Ebiquity, ma ne aveva parlato anche Pasquale tempo addietro. Questo video completa la presentazione di Sir Tim Berners Lee che ho citato tra le fonti alla presentazione portata alla Fondazione Benetton quasi un mesetto fa ormai, era la slide sui walled garden e i data silos, la 22 .)
Le slide di Sir Tim sono qui:
-> Tim Berners-Lee speaks on Linked Data
Interessante notare che:
I may have missed it, but I don’t think he mentioned the phrase “Semantic Web” once during the 16 minute talk. [...] I didn’t hear RDF either – just “common formats” and “Linked data standards”
La risposta è nell’ultimo dei commenti, che spiega che il pubblico del TED è eterogeneo, ed in genere non tecnico, per cui nominare gli acronimi sarebbe inutile e fuori luogo. La direzione giusta è comunicare gli scenari, e le potenzialità in atto, già oggi. Questo è quello che voglio fare pure io, per inciso. L’enfasi sul concetto di “Linked Data” era già stata citata in questi lidi .) Anche attraverso il semarketing…
Aggiungo a margine: fondamentale anche per capire dalle parole di chi l’ha vissuto e costruito, perchè il Web davvero non poteva nascere da un’impresa di business tradizionale. O da una corporation legata all’IT. Fondamentale per sentire che solo un manipolo sotto le 5 persone, inizialmente, credeva alla visione del Web. Ed oggi c’è la visione di far fare un passo in avanti al Web, così come lo conosciamo.
E si richiede la medesima volontà di vedere oltre.
Cos’è il Linked Data secondo voi che capitate in queste pagine? così magari riesco a costruire scenari di applicazione più realistici…
Ciao Matteo bell’articolo… però, come dire, hai ragione su tutti i fronti, una visione di futuro che condivido ma in Italia secondo me, per quanto riguarda non solo lo stato dell’arte ma anche il futuro prossimo, siamo alla preistoria.
)?
Abbiamo (e stiamo ancora) provando a far digerire semweb e semarketing in tutte le salse e la base non solo continua a non voler capire, ma allo stesso tempo considera forse la cosa da nerd. Quale secondo te la soluzione (in 2-3 di noi un’ideuccia ce la siamo già fatta
Grazie Massimiliano del conforto .)
Penso che si debba trovare molto pragmatismo nel portare avanti questi temi: la chiave è stata data, il linked data in locale è la risposta ad un dilemma che nessuna azienda ha interesse a risolvere: l’integrazione dati.
Questo è il fronte sul quale far leva, nella mia modestissima opinione. Seguito dal domandarsi: ma se ho necessità di condividere dati via web, perchè devo aumentarne la complessità aggiungendo io le modalità di dialogo ( le classiche api o web services ), e non pensar semplicemente a condividere i dati, ed aggiungere solo il controllo sull’accesso?
Saltando quindi uno step, lasciando il canale meno intelligente ed aumentando la complessità solo a chi deve gestire tali dati? ( siano essi esposti in forme semplici come rdfa, siano esposti in forme interessanti come endpoint sparql )…
Credo che questo potrebbe essere un primo passo per far vedere la potenza di certe cose, e poi si avrebbe la scusa per pensare a come gestire i dati e la loro esposizione, e ai vantaggi e ai pericoli nel fare questo step.
Almeno, questo è una delle direzioni che mi viene in mente…