Sono mesi sempre più densi per il tema Open Data in Italia, e la cosa positiva è che ormai non si è più solo una sparuto gruppo di pazzoidi che cercano di comunicare quest’idea ctanto strana…
Ho iniziato anche a fare qualche aggregazione per tenere il passo, giusto per facilitarmi…. ( e a breve dovrei riprendere pure a scrivere un po’ di più )

Il movimento e l’interesse pare crescere, e tocca anche i primi privati, e che privati.

Enel, non è esattamente una realtà tanto piccola, no? Ne aveva parlato a suo tempo anche Luca De Biase, in effetti, in toni non proprio piccoli…

Come è emerso nelle sintesi di paper.li, Enel ha iniziato a fare Open Data, inizialmente in beta sul finire di agosto: pur con qualche difficoltà iniziale, la cosa che è passata in sordina è che c’è stato un vero ascolto della comunità online, dei blog e della mailing-list di Spaghetti Open Data. In questo modo sono riusciti a correggere il tiro sul discorso della licenza, e a rendere un po’ meno importanti certe critiche.

Al di là del tema tecnico degli Open Data, credo che questo sia stato un processo assolutamente fondamentale. Dimostra che la tecnologia si può correggere, se c’è l’approccio giusto, ma non il contrario…

Il fatto che Raffaele Cirullo si sia reso disponibile al confronto, è una cosa stupenda per quello che rappresenta, soprattutto per un’azienda grande e complessa come Enel. Ed immagino quindi, una cosa ancor più faticosa per il team di Raffaele.

Così infatti ha risposto alla mia volontà di ulteriori delucidazioni:

Domanda: Sarebbe interessante capire come possa esser nato questo stimolo verso gli open data all’interno di un’azienda come ENEL, se puoi farci un piccolo quadro te ne sarei grato. Così abbiamo un po’ di contesto operativo anche per consigli più mirati e costruttivi.


Risposta: Provo a risponderti cercando di non essere, spero, autoreferenziale.
All’interno dell’azienda la mia unità è verticale sulle tematiche digital. Oltre alla realizzazione di progetti di comunicazione e di servizio per gli stakehoder del Gruppo (seguiamo i 22 paesi in cui operiamo con 5 differenti brand), ci occupiamo di innovare l’approccio al canale. Per questa ragione seguiamo le innovazioni del settore e cerchiamo di introdurle in azienda.

Sui principali social media (nel 2008) abbiamo creato un’iniziativa che si chiama Enel Sharing per condividere tutti contenuti che abbiamo realizzato a sostegno alla cultura, allo sport ecc, sui tablet abbiamo realizzato alcune riviste di informazione tecnico scientifica, ecc ecc.; la lista sarebbe lunga…

Pensiamo che Open Data sia certamente un ulteriore passo verso la condivisione. Abbiamo scelto i bilanci aziendali approvati il 29 aprile 2011 dalla nostra Assemblea degli Azionisti e stiamo lavorando alla pubblicazione di altri dati aziendali utilizzando tutti i
principali formati di condivisione e presentazione del dato. Si tratta di un percorso di sperimentazione continua con approccio trial & error.

Insomma, tanto di cappello.
Soprattutto perchè si richiama comunque l’idea di un percorso in atto, e non certo di un punto di arrivo. Come flash veloce, anche a livello tecnico questo è molto importante.
Perchè gli Open Data non sono il punto di arrivo, ma solo un punto, importante certo, di un percorso verso il potenziale del Web, il Linked Data, ovvero le 5 stelline del Linked Open Data. In questa presentazione mostrata a Roma il 30 novembre di quasi un anno fa dai Radicali emergeva proprio quest’idea, alla slide 20: ( ne parlò a suo tempo anche Vittorio Zambardino di Repubblica con un mirato live-blogging )

Al di là degli aspetti tecnici, è importante il percorso comunque interdisciplinare innescato dal fare marketing in questo modo, spingendo meno sulla dimensione del push ( ti rompo meno le scatole quindi come consumatore ) e veicolando invece la dimensione del dare, del pull, ( ti considero una persona dotata di senno, che fa cose, vede gente… etc ). Ricordo ormai un anno fa a SMAU, quando parlai degli Open Data e del loro valore per il Data Web Marketing, ed è bello vederlo realizzare piano piano. Oddio, anche troppo piano a volte, ma ho pazienza.

Anzi, la storia inizia ancor prima, nel 2009, con questa presentazione:

E continua con quella dell’anno scorso:

Nel 2009 la cosa era proprio micro nicchia, pochi ne parlvano, tra questi anche Titti Cimmino, in effetti. Nel percorso di incrocio tra discipline, la cosa più affascinante è collegare i puntini. E capire quale figura stia nascendo, e stia emergendo.
Al di là delle mode e della fuffa.
Che, diciamocelo, non sono poi molto sostenibili, no? :)

Occorre focalizzare sempre più tutto questo, e a fine 2011 anche in Italia pare ci sarà di che riflettere… ( promesso .) ci saranno molte notizie interessanti sul tema )
Mentre tutto questo accade, ci sono anche deboli cambiamenti, ma sempre più percettibili.
Forse dovranno nascere nuove discipline, così come il Data Journalism sta re-inventando il ruolo del giornalista… E accadrà anche nel marketing magari, che serva un nuovo stratega, con nuove modalità, meno push e più pull forse. Meno anni 80 e più era post moderna, speriamo.


-> Chief Content Officer meets marketing technologist

Uno stratega che necessita di esperienze e conoscenze assai diversificate:

Meno push e più pull, come il detto less is more, tutto è affine. Ed avvicente.

Quando le aziende capiranno che il marketing non è più solo promozione? :( Spero presto!