Breve riassunto degli ultimi mesi, un recap insomma

Dicembre, gennaio, febbraio e marzo: siamo ad aprile, e la domanda è: non ho scritto più nulla qui in queste pagine. Due motivazioni principali:

  • momento di riflessione personale, di rifocalizzazione sulle molte attività in essere in piedi oltre al lavoro primario, assieme anche ad una riflessione sulla dimensione social in quanto tale. Ovvero, il tempo ha sempre più valore, ed avevo deciso di diminuire il flusso. Nessuna particolare motivazione, ogni tanto fa bene ricaricarsi e ricalibrarsi. In più la vita da soli prevede lavori diversi, da casalingo .)
  • attività in essere ufficiali, oltre a quelle del lavoro primario, onerose e che mi impegnano tanto da non poter dedicare altro tempo al blog o ad una creazione di contenuti un minimo coerente. Almeno fino ad ora.

Tra le attività secondarie rientrano:

  • adesione al Gruppo di lavoro del W3C dedicato all’aggiornamento delle specifiche di RDF, uno dei linguaggi fondanti il Web semantico ed il Web of Data. Ne parlo nel blog di IWA Italy, ed in effetti la settimana scorsa c’è stato il primo incontro fisico, chiamato F2F, al Science Park di Amsterdam.
    Sul quale oggi pubblico la sintesi.
    Una cosa forse più grande di me, ma mi interessa il processo più che l’aspetto tecnico. Soprattutto per provare a rendere più comprensibile la tecnologia alle persone comuni e non accademiche. Vediamo come continuerà la questione, è già un problema allinearsi, ve l’assicuro. Ma ho aderito perchè uno degli obiettivi del gruppo è quello di facilitare la comprensione o l’uso di RDF da parte degli sviluppatori fuori al contesto del Semantic Web, e qui c’è molto lavoro da fare.
  • un lavoro qui in Veneto sugli Open Data, che potrebbe partorire un topolino, ma che potrebbe essere un’importante tassello nel testare quanto un’amministrazione locale possa capire ed utilizzare il tema, partendo dall’urbanistica.
  • interviste per aumentare la presenza del tema Open Data nell’agenda setting dei vari media, e per diffondere al meglio quanto l’ Italia non stia solo con le mani in mano mentre il Paese affonda… E relative attività legate a Spaghetti Open Data.
  • attività da seguire sul Social Semantic Web: è nato un gruppo di lavoro che ha preso anche alcune mie riflessioni come spunto per ragionare sul come e quanto il Semantic Web potrà aumentare la dimensione del Social Web, e le cose si fanno interessanti.
    -> Costruzione Partecipativa sul Social Semantic Web

Insomma, le attività in essere avranno necessità di maggior emersione, ma per ora faccio quello che posso, e pian piano ritroverò il mio animo blogger, intanto la mia dimensione aumentata nel lifestream, parlerà da sola .)
Twitter più anglofono, la parte italiana sarà riversata su Facebook ( ed esportata via OpenGraph magari, ci sto facendo qualche riflessione ), e forse un blog in inglese a breve, per riprendere l’abitudine e la grammatica di questa lingua, visto che non sono più abituato e gli strafalcioni sono la regola eh eh
Non escludo che integrerò nel blog anche un digest settimanale, giusto per iniziare a passarmi il lifestream in casa mia, e non più in casa di altri, come avviene adesso.
La cosa comica di tutto questo: che oggi alcuni temi che 3,4 anni fa si discutevano solo a livello tecnico potranno essere compresi dalla gente comune, grazie al fatto che una buona percentuale di persone usa la Rete, senza davvero comprendere dove e come sta andando il valore che crea.
I dati, e tutto quello che ne consegue.

Stay tuned!

Open Data in Italia: settimana prossima assai calda!

La prossima settimana tanti, troppi eventi sul tema da seguire e a cui partecipare.
Mio malgrado posso andare solo ad uno, forse due se riesco con la tempistica e se Roma con il suo traffico me lo permetterà .)

  1. Roma: hackthegov.it – Il Digitale è Politico
  2. Roma: presentazione ufficiale del manifesto datagov.it con gli amici Ernesto Belisario e Gigi Cogo, tra gli altri, vediamo se riesco a passare al volo
  3. Torino: 2 e 3 dicembre, prima barcamp sul Cloud Computing – Cloud Camp – e poi convegno sugli Open Data, che mi tocca mancare, come qualcuno di mia conoscenza .)

Sarò presente al primo sicuramente visto che porterò l’esperienza di Spaghetti Open Data e di quello che sta emergendo in mailing list, per capire come andare oltre, anche e non solo a livello tecnico. Anzi, ringrazio Luca Nicotra che mi ha invitato all’evento .)
Perchè concordo che il livello politico inteso nel senso più ampio possibile come gestione del bene comune a vantaggio della collettività sia necessario ormai per poter fare le cose davvero. Serve andare oltre i politici, e ripensare la politica.

Ne parla anche Titti in un gran bel post di sintesi:
-> hackthegov.it: Open Data e diritti civili di nuova generazione. A Roma il 30 novembre

Il 30 novembre dalle ore 9 presso la sede del Partito Radicale in Via di Torre Argentina 76, si organizzerà un primo nucleo del movimento per i diritti civili di nuova generazione. Si ragionerà degli strumenti e delle mobilitazioni possibili, per ottenere trasparenza assoluta, maggiore partecipazione alle scelte, apertura delle banche dati in mano alle pubbliche amministrazioni tramite gli open data, il diritto di accesso alle nuove tecnologie.

Su www.hackthegov.it hai la possibilità di leggere il programma e di annunciare la tua presenza a questo evento.

Ospite d’eccezione il co-fondatore “ribelle” di Wikileaks.org e del progetto Cryptome.org, John Young. I due siti sono dei punti di riferimento mondiali per la “liberazione” di dati chiusi e saranno il punto di partenza per discutere di come, anche in Italia, si possa organizzare un movimento per la liberazione di dati pubblici. Pioniera in questo è stata Rita Bernardini, deputata radicale, che con uno sciopero della fame è riuscita a liberare i conti segreti della camera con il progetto Open Camera. Pionieri sono stati i radicali con l’iniziativa dell’Anagrafe Pubblica degli eletti e dei nominati. Ma il 30 si andrà oltre, nel tentativo di estendere questo movimento di liberazione ad altri ambiti, dai dati ambientali a quelli dei bilanci, dai geodati alla trasparenza sulle aziende partecipate pubbliche.

Quello che si sta provando a fare, dando un colpo alla botte ed una al cerchio, anche con Spaghetti Open Data in un certo senso… Insomma, ho tanto arretrato su altre faccende, ma quando serve inserirsi su momenti topici del nostro Paese, occorre buttarsi per provare a dare l’ennesima spallata al sistema, no? .) Appoggio Zambardino in pieno sul tema, visto che ci sarà anche lui martedì a discutere sulle implicazioni della trasparenza sull’informazione.

Date i dati: ovvero raccogliamo gli Open Data in giro, un meme per prepararci al data.gov.it futuro…

AGGIORNAMENTO: molte segnalazioni sul tema sono presenti nel post precedente in realtà:
-> Open Data e progettazione urbana partecipata: crowdsourcing locale integrabile nel globale, thanks to Fram_menti

Su invito di Alberto Cottica e di altri appassionati degli Open Data ( Federico Bo, Laura Tagle, Gaspar Torriero e Massimo Mantellini, ed io aggiungo Titti Cimmino e Gigi Cogo [ questa è la risposta verso le istituzioni più pragmatica rispetto semplicemente al civic hacking, caro Gigi ], Ernesto Belisario e Nicola Mattina ), partecipo ad un meme collettivo che vuole stimolare tutti, chiunque, a segnalare dove ci siano dati grezzi sulla PA o sullo Stato in generale in giro per i siti governativi italiani e i siti ad esempio delle agenzie per il territorio ( ARPA e similari ).

Per citare Alberto nel fine comune:

Lancio una proposta: se siete a conoscenza di dati pubblici e aperti, a qualunque dimensione (da quella nazionale a quella del quartiere: ci sarà pure qualche Comune o qualche Asl “smanettona” là fuori!) e su qualunque cosa, fatemelo sapere. Non importa come: commenti al blog, sui social network, telefono, segnali di fumo, quello che volete. Io mi impegno a condividerli in qualche modo (molti si sono ammassati qui in modo abbastanza spontaneo).

Ovviamente mi impegno pure io .)
Lo ripeto affinchè si capisca, ma già guardando il post di Alberto nei commenti emerge: dove ci sono dati grezzi disponibili in maniera pubblica in giro per i siti italiani, abbiamo bisogno che ci vengano notificati attraverso commenti, segnalazioni o altre forme più strutturate che vi propongo a fine post. Abbiamo bisogno dell’intelligenza collettiva della Rete italiana per vedere quanto abbiamo già a livello online sui dati pubblici.

Perchè è importante?
Perchè così poi si potrà raccogliere in un unico punto il materiale che abbiamo già e che non sappiamo di avere. E questo sarà fondamentale: è il primo passo promosso da Obama a suo tempo nel promuovere il sito data.gov in effetti, e il passo chiave per far capire alla nostra classe politica cosa significhi avere un data.gov.it, non certo una raccolta di pdf o di dati non indicizzabili con i motori di ricerca .(
Prima vediamo di raccogliere un po’ di dati, e prima potremmo poi discutere anche di come usarli e con che cosa, a livello di strumenti software.

Qui in Italia nel corso della primavera, quando sono iniziate le voci grosse attorno al tema e lo speciale fatto per Nova24, è partita una discussione sul tema che cercava prima di consapevolizzare, poi di trovare delle vie pratiche per promuovere questo bisogno anche a livello di funzionari statali. Tra gli altri Titti Cimmino ha aperto una via interessante, citando il progetto CKAN in questo post:
-> it.ckan.net : Open Data a raccolta, puntando ai LOD.

Ma se qui in Italia giungono solo riverberi, l’immobilità di fronte al tema opendata – linkeddata, forse (timidamente), sta lasciando il posto a qualche lieve spinta in avanti. Dopo il mio scoramento che ho fatto trapelare dalle parole scritte nel mio ultimo post relativo alla situazione del Linked Open data in Italia, ho avuto un breve scambio di battute con Stefano Costa, coordinatore del Working Group on Open Data in Archaeology .

In quell’articolo esprimevo il mio rammarico per l’esiguo numero di riferimenti di Open Data in Italia che Stefano, con la collaborazione dell’instancabile Rufus Pollock, aveva raggruppato: in effetti in prima battuta erano stati elencati solo i dati.piemonte.

it.ckan.net ora offre una raccolta di dati aperti.. magari è presto per i Linked Open Data in Italia?

Infatti è stata aperta una sezione italiana del CKAN non a caso:
-> http://it.ckan.net/

Io nel mio piccolo, prima di confrontarmi con Alberto in questa bella discussione anche sui tools che si possono usare per navigare ed organizzare tali Open Data, già mi accingevo a capire come usare l’archivio CKAN creato a tale scopo a livello mondiale per questi fini, come già spiegava a suo tempo Read Write Web nel 2008, perchè il CKAN è:

CKAN è un catalogo di dati e contenuti aperti CKAN facilita la ricerca, l’utilizzo e il riutilizzo di contenuti e dati aperti, in particolare in modalità automatica

Non è un caso che sia dietro alla gestione anche del data.gov.uk britannico .)
-> Who is involved in the project?

Data.gov.uk is a key part of the Government’s work on Transparency which is being lead by the Transparency Board. Data.gov.uk implementation is being led by the Transparency and Digital Engagement team in the Cabinet Office, working across government departments to ensure that data is released in a timely and accessible way. This work is being supported by Sir Tim-Berners Lee & Professor Nigel Shadbolt.

There are a number of technical partners involved in the project to date. These include the Comprehensive Knowledge Archive Network (CKAN):

CKAN stores the catalogue behind data.gov.uk and a growing number of open data registries around the world. It is a project created by the Open Knowledge Foundation to provide make it easy to find, share and reuse open content and data.

The CKAN software provides its own web interface, programmer’s API, feeds notifying of changes, and a browsable history of all changes.

Proposta strutturata: un wiki per raccogliere le segnalazioni

Per dare un minimo di ordine e per facilitarci nella raccolta degli stimoli, ho creato un documento collettivo pronto per essere compilato per chi volesse già segnalare, anche in maniera incompleta, quello che trova in Rete:
-> Open Data in Italia? Dove sono le fonti già online?

Ho abbozzato i dati da inserire per ogni fonte sui dati che sono richiesti per l’inserimento nel CKAN italiano.
Per gli altri, un commento, un qualcosa con l’hashtag #opendataitaly, o una mail è gradita ( matt at blog.dagoneye.it )! L’importante è parlarne, facciamo girare la voce e vediamo se in questo Paese il senso civico per una volta riesce a prevalere sul caos in cui stiamo vivendo oggi. E la cosa bella è che stavolta è proprio presente una contaminazione tra bloggers, civic hackers e funzionari pubblici che possono fare la differenza. Lo Stato d’altronde è di tutti, no? .)

Ah, e se vi vengono in mente, per i più tecnici, altri strumenti che si potrebbero usare per navigare e organizzare i dati rispetto a quelli segnalati in questa discussione, ben venga! Segnalatelo pure nei commenti!
Anche perchè è bello poter leggere cose di questo tipo:

l’interesse registrato in rete sul tema open data in queste settimane (guardate per esempio questo thread) ha sorpreso piacevolmente chi, nelle istituzioni, cerca di portare avanti questo tema. Al nostro aperitivo, per esempio, era presente Aline Pennisi, che ha pubblicato i dati relativi al bilancio dello Stato della Ragioneria Generale dello Stato (ne ho parlato qui). Lei si aspettava di trovare un interesse nei parlamentari e nei professori universitari che finora non c’è stato; ed era molto intrigata nello scoprire che i “suoi” dati vengono discussi appassionatamente nella blogosfera, che conosce poco.

Diamo una mano a collegare le istituzioni con la popolazione, grazie alla Rete!

Per mostrare cosa poi si puo’ fare se abbiamo i dati grezzi, ecco qualcuno che difende l’innovazione in questo pazzo Paese:
-> Ci siamo! – Linked Open Camera

Open Data e progettazione urbana partecipata: crowdsourcing locale integrabile nel globale, thanks to Fram_menti

Post interlocutorio rispetto a molte cose in corso d’opera attorno al tema Open Data, che trovo corretto inserire per passare un po’ dal globale dei dati utili ad una riflessione assai locale, nella quale sono stato invitato da vecchi amici.
Perchè per comprendere meglio le dinamiche globali e nazionali che andranno supportate dal movimento Open Data italiano in crescita, capire le necessità locali nel medesimo contesto riesce a dare uno sguardo ben più equilibrato su tutto l’insieme.

Gli amici dell’associazione di Castelfranco Veneto Fram_menti, formata da architetti interessati a dinamiche di riscoperta e di partecipazione collettiva per la creazione di valore condiviso nel territorio, mi hanno invitato a riflettere su una nuova sinergia di civic hacking possibile con alcuni comuni qui della zona e poi potenzialmente con l’intera Regione Veneto. Vediamo di cosa si occupano intanto questi architetti:
-> Fram_menti

Fram_menti nasce dalle competenze di giovani architetti, ingegneri e urbanisti, intenzionati a tradurre esperienze accademiche e lavorative all’interno di progettualità che sappiano essere sostanzialmente innovative e competitive nel panorama territoriale contemporaneo.

Architettura sostenibile e progettazione partecipata sono due concetti chiave che guidano l’attività del gruppo, puntando sull’eccellenza dei risultati e sulla comunicabilità degli stessi a tutti i portatori d’interesse.

Questo è l’incontro al quale ho partecipato, giusto per dare l’idea:

Volantino dellevento Loria - Godego 2.0 - Workshop di progettazione urbana partecipata

Volantino dell'evento Loria - Godego 2.0 - Workshop di progettazione urbana partecipata

Questo è l’album delle foto della mattinata, per vedere cosa abbiamo fatto a spanne:
-> Workshop di progettazione urbana partecipata – settembre 2010

Nei comuni limitrofi a Castelfranco Veneto, in particolare quelli di Castello di Godego e di Loria, sono in atto alcuni progetti di progettazione urbana partecipata, per coinvolgere i giovani nel dare il proprio contributo a trasformare il proprio territorio in un ecosistema che tenga in considerazione le esigenze di tutti le parti in gioco. Per ora come processo dal vivo, senza grossi interventi del mondo collaborativo del Web2.0 e della realtà aumentata che sta arrivando con l’ Internet delle cose. Perchè questo nuovo reale necessita di un design complessivo di nuova concezione. Se ne era parlato parzialmente ed incidentalmente al VeneziaCamp di ottobre 2009, dove avevo portato questa presentazione all’interno del talk collettivo Civicità:

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