Il 20 novembre parte AppsforItaly: un po’ di idee a margine di SMAU 2011

Apps4Italy - il contest sui dati pubbliciMetto insieme un po’ di idee per raccontare il lavoro in atto su Apps4italy, ( lo abbiamo iniziato ad organizzare a maggio 2011 ) e perchè in questo momento storico è quanto mai importante partecipare e giocare con la cosa pubblica.
Lo fanno i mercati, creando degli effetti secondari mica da ridere, perchè non lo possiamo fare noi? .) ( meglio scherzarci su, perchè altrimenti… )
E poi lo Stato siamo noi, è il bene comune per eccellenza, ricordiamocelo e riprendiamocelo, partecipando attivamente!

Per tutti gli smemorati, ricordo che Apps4Italy è:

il concorso aperto a cittadini, associazioni, comunità di sviluppatori e aziende per progettare soluzioni utili e interessanti basate sull’utilizzo di dati pubblici.

Quando parte: dal 20 novembre al 10 gennaio, con premiazione il 20 gennaio.
Montepremi confermato: 40.000 Euro, ad oggi, ma la quota sta crescendo. mica scherzi :)
Come si partecipa: ci sono quattro tipologie di proposte. Idee e progetti, applicazioni, datasets e visualizzazioni. Maggiori dettagli presenti in questa pagina
Chi può partecipare: tutti i cittadini dell’Unione Europea.
Unica regola: si devono utilizzare dati pubblici. ( non solo Open Data, vale anche fare scraping nei siti quindi, civic hacking at work .) )


Via http://www.webnotwar.ca/i-sing-the-data-open/.

In generale quello che sta accadendo dall’ultimo mese a questa parte sul tema dati aperti in Italia, è frenetico e galvanizzante. Finalmente si sono mossi i grandi: per avere il quadro è davvero ottima la sintesi fatta da Vincenzo Patruno:
-> Open Data, l’Italia s’è desta
Per non parlare dell’evento di Roma di ieri con Tim Berners Lee in persona per il compleanno del Web
Momenti importanti, davvero, riassunti anche da Alberto Cottica, tra gli altri.

Nota importante: Ricordo che il 18 novembre ci sarà un webinar dedicato al lancio del contest, da non perdere, che ha appena rilanciato oggi anche l’amico Gigi Cogo.
-> Dati aperti per usi intelligenti: parte il contest Apps4Italy

Apps4Italy, come è andata a SMAU Milano 2011

Questa è la presentazione che ho portato a SMAU il 21 ottobre, dopo qualche giorno il lancio ufficiale da parte del Ministero dell’Innovazione.

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Cosa si intende per Open Data : un percorso, non un traguardo. Diverso dal Data Journalism

Intervengo nella discussione di qualche tempo fa, a cui hanno partecipato Titti Cimmino e Maurizio Napolitano, per aggiungere un po’ di note a margine.
Per avere il quadro completo, serve leggerli:
-> Open Data: non avevo capito niente. Lo zeitgeist italiano è l’ignoranza?
-> ma cosa vuol dire open data?

Non ripeto le osservazioni fatte da entrambi, meritano e danno una lettura generale che appoggio in pieno.
Il concetto che vorrei far passare è questo: fare Open Data non è il punto di arrivo, ma solo uno step importante su un percorso assai più grande. Quello di usare il Web al suo massimo potenziale. Non solo a livello tecnico, ma sociale a tutto tondo.
E per fare questo percorso, serve delimitare correttamente ogni passaggio intermedio: se un anno fa in Italia poteva esserci un po’ di confusione sul tema dato pubblico != open data, ( all’evento Fammi Sapere avevo dedicato proprio un aspetto di questo passaggio ) ora dopo materiali e discussioni a disposizione, questo non è più possibile.

Il percorso dei dati verso la Linked Open Data cloud
Si potrebbe citare il Linked Open Data come punto di arrivo, almeno tecnico, per dire: ma voglio rafforzare quest’idea.

Siamo in un percorso, e non arriveremo tanto presto alla fine.
Abilitare davvero a livelli corretti l’Open Data in Italia, sia a livello di PA che a livello di privati, potrebbe essere il volano per cambiare le regole di questo Paese, e poi se non ora, quando?

Giusto perchè la prossima settimana sarà una settimana calda sul fronte Open Data, con molte novità in arrivo… stay tuned :) ( qualcosa ha anticipato Gigi Cogo nel post “Liberateli” ), ma anche Napo aggiunge nel suo ultimo post sulla sanatoria dei dati pubblici un po’ di anticipazioni:

Questo autunno italiano appena arrivato ha in pentola parecchie sorprese che sono state in parte anticipate con le mosse di ISTAT e ENEL e sempre più sono le pubbliche amministrazioni che stanno seguendo questo percorso (si veda il recente caso di Bologna), senza dimenticare le promesse del ministro della funzione pubblica e innovazione su un portale dei dati aperti italiano entro la fine dell’anno.

Insomma, tra l’altro tutto questo non è tutto quello che bolle in pentola, per cui i prossimi giorni saranno di fuoco davvero.
Per inciso, io porterò il tema a SMAU Milano, con la presentazione ufficiale di Apps4italy, il contest nazionale sui dati pubblici in fase di lancio, ma ne riparlerò.

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Breve riassunto degli ultimi mesi, un recap insomma

Dicembre, gennaio, febbraio e marzo: siamo ad aprile, e la domanda è: non ho scritto più nulla qui in queste pagine. Due motivazioni principali:

  • momento di riflessione personale, di rifocalizzazione sulle molte attività in essere in piedi oltre al lavoro primario, assieme anche ad una riflessione sulla dimensione social in quanto tale. Ovvero, il tempo ha sempre più valore, ed avevo deciso di diminuire il flusso. Nessuna particolare motivazione, ogni tanto fa bene ricaricarsi e ricalibrarsi. In più la vita da soli prevede lavori diversi, da casalingo .)
  • attività in essere ufficiali, oltre a quelle del lavoro primario, onerose e che mi impegnano tanto da non poter dedicare altro tempo al blog o ad una creazione di contenuti un minimo coerente. Almeno fino ad ora.

Tra le attività secondarie rientrano:

  • adesione al Gruppo di lavoro del W3C dedicato all’aggiornamento delle specifiche di RDF, uno dei linguaggi fondanti il Web semantico ed il Web of Data. Ne parlo nel blog di IWA Italy, ed in effetti la settimana scorsa c’è stato il primo incontro fisico, chiamato F2F, al Science Park di Amsterdam.
    Sul quale oggi pubblico la sintesi.
    Una cosa forse più grande di me, ma mi interessa il processo più che l’aspetto tecnico. Soprattutto per provare a rendere più comprensibile la tecnologia alle persone comuni e non accademiche. Vediamo come continuerà la questione, è già un problema allinearsi, ve l’assicuro. Ma ho aderito perchè uno degli obiettivi del gruppo è quello di facilitare la comprensione o l’uso di RDF da parte degli sviluppatori fuori al contesto del Semantic Web, e qui c’è molto lavoro da fare.
  • un lavoro qui in Veneto sugli Open Data, che potrebbe partorire un topolino, ma che potrebbe essere un’importante tassello nel testare quanto un’amministrazione locale possa capire ed utilizzare il tema, partendo dall’urbanistica.
  • interviste per aumentare la presenza del tema Open Data nell’agenda setting dei vari media, e per diffondere al meglio quanto l’ Italia non stia solo con le mani in mano mentre il Paese affonda… E relative attività legate a Spaghetti Open Data.
  • attività da seguire sul Social Semantic Web: è nato un gruppo di lavoro che ha preso anche alcune mie riflessioni come spunto per ragionare sul come e quanto il Semantic Web potrà aumentare la dimensione del Social Web, e le cose si fanno interessanti.
    -> Costruzione Partecipativa sul Social Semantic Web

Insomma, le attività in essere avranno necessità di maggior emersione, ma per ora faccio quello che posso, e pian piano ritroverò il mio animo blogger, intanto la mia dimensione aumentata nel lifestream, parlerà da sola .)
Twitter più anglofono, la parte italiana sarà riversata su Facebook ( ed esportata via OpenGraph magari, ci sto facendo qualche riflessione ), e forse un blog in inglese a breve, per riprendere l’abitudine e la grammatica di questa lingua, visto che non sono più abituato e gli strafalcioni sono la regola eh eh
Non escludo che integrerò nel blog anche un digest settimanale, giusto per iniziare a passarmi il lifestream in casa mia, e non più in casa di altri, come avviene adesso.
La cosa comica di tutto questo: che oggi alcuni temi che 3,4 anni fa si discutevano solo a livello tecnico potranno essere compresi dalla gente comune, grazie al fatto che una buona percentuale di persone usa la Rete, senza davvero comprendere dove e come sta andando il valore che crea.
I dati, e tutto quello che ne consegue.

Stay tuned!

Dato pubblico e dato riutilizzabile a Fammisapere, citando Spaghetti Open Data come caso studio

Nella giornata di sabato si è svolta quella che l’amico Ernesto Belisario ha definito “la Woodstock degli Open Data“, uno degli incontri più completi che si potessero fare per continuare il filone degli Open Data e la diffusione di questa tendenza in Italia, in maniera sempre più diffusa e partecipata.
-> Fammi Sapere

Ne avevano parlato anche Vittorio Zambardino, e Nicola Mattina, tra gli altri. ( SegnalazioniIT, ForumPA, BeFair

Una bella sintesi di insieme a livello di esperienza dalla quale partire è quella fatta da Alberto Cottica, che invito a leggere:
-> La primavera silenziosa del governo aperto

Al di là degli open data, il tema della pubblica amministrazione aperta e conversazionale sembra davvero essere sul punto di sbocciare nella società civile italiana. Lo avverto nelle tante persone che mi scrivono in relazione a Wikicrazia, restituendomi uno spaccato dell’Italia che per me è del tutto nuovo.

La medesima sensazione da persona tecnica ( grazie Alberto del geek .) ), una sensazione di marea positiva che cresce dal basso. Lenta, ostacolata, ma inesorabile.
Ed assai costruttiva.

Questo evento rappresenta una pietra angolare nel percorso di maturazione italiano del cammino verso una maggiore consapevolezza del governo aperto e partecipato. Come ha già accennato Nicola Mattina sono uscite tutte le presentazioni dell’evento, che si possono trovare a questa pagina del sito ufficiale:
-> Slide dell’evento “Fammi Sapere” del 20 novembre a Senigallia

1. Lucio Cimarelli e Lorenzo Franceschini: Il progetto InformaEtica (pdf)
2. Ernesto Belisario: Cosa sono gli Open Data (pdf)
3. Alberto Cottica: Wikicrazia – L’azione di governo al tempo della rete: capirla, progettarla, viverla da protagonista (pdf)
4. Luca Nicotra: You Open Data: dalla trasparenza alla partecipazione (pdf)
5. Nicola Mattina: La prospettiva politica degli open data (pdf)
6. Aline Pennisi: Aprire i dati del bilancio dello Stato (pdf)
7. Guglielmo Celata: Openpolis: il nostro modo di fare trasparenza (link a Prezi)
8. David Fabri: Open Municipio – l’Anagrafe Pubblica degli Eletti utile, condivisa e aperta (pdf)
9. Vincenzo Patruno: Open Data: dalla pubblicazione alla condivisione dei dati (pdf + video)
10. Ernesto Belisario: Open Data e Diritto: relazione complicata? (presto disponibile)
11. Flavia Marzano: Open data a supporto delle imprese e per il trasferimento tecnologico (pdf)
12. Stefano Laguardia: Da Open Source ad Open Data (pdf, link a Slideshare)
13. Matteo Brunati: Dato pubblico e dato riutilizzabile (pdf, link a Slideshare)
14. Paolo Di Pietro: Open Data o Open Metadata? (pdf)
15. Emanuele Frontoni: Tecnologie Utili: il progetto Tecut (presto disponibile)
16. Paolo Di Pietro: Open Government Engineering Task Force (pdf)
17. Christian Morbidoni: Da Open Data a Linked Open Data, un esempio: LinkedOpenCamera.it (link a Slideshare)

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