Open Data: eppur si muove anche in Italia, Open Camera. Per un nuovo senso civico

Premesso che la trasparenza ed un giusto equilibrio di informazione sono fondamentali per correggere le derive del potere, derive che sono connaturate al potere stesso, di qualunque partito e di qualsiasi posizione politica si possa essere, ci sono importanti novità che vorrei riassumere sul tema Open Data.
Riprendo due note di Titti Commino che condivido perfettamente e che credo debbano essere condivise il più possibile per chi capita in queste righe:
-> Open Data in Italia? Eppur si muove

Però vorrei sottolineare , per ora, due considerazioni a mio avviso di fondamentale importanza per la comprensione del portato dell’Open Data policy:

  1. l’opendata , sebbene supportato e realizzato , almeno in embrione, da un partito (auguro a Emma Bonino di vincere la sfida elettorale spiacente di non poterla sostenere col mio voto non essendo io residente nel Lazio), ritengo, come scrissi nel mio documento, che si debba offrire con la creazione di un luogo in cui i dati siano open ma indipendentemente da un partito politico: gli Open Data sono un servizio PER il cittadino, un diritto DEL cittadino, non una questione di partito (sarà che vedo anche nel futuro la possibilità che questo messaggio diventi pervasivo e non sia recepito solo localmente).
  2. l’opendata ha senso in quanto abilita tutti al riuso degli stessi .. non è (solo) questione di “svelare i dati segreti“.

I Radicali, che tra le altre cose avevano contattato anche il sottoscritto per elaborare il piano operativo sull’ Open Data ( e che per mancanza di tempo non ho potuto aiutare a stilare ), hanno fatto fare a questo Paese un bel passetto in avanti. Un passetto che è iniziato dalla condivisione di materiale pubblico, che apre la strada con calma ad un processo di rinnovamento nella consapevolezza delle possibilità a nostra disposizione. E con noi intendo noi cittadini.
E vabbè, siamo nel 2010, e qui andiamo avanti come si puo’, no? .)

Via blogbabel è utile segnarsi alcuni post sugli open data ed i conti segreti della Camera dei deputati: ne riprendo tre fondamentali per questo contributo…

Ecco cosa significa avere i dati in XML o in Excel: significa che ognuno di noi puo’ far le visualizzazioni o le viste che vuole su quei dati, grazie alla semplice condivisione di dati grezzi in forma di un file condiviso. Allo stesso modo se io mettessi online un po’ di documenti in formato DOC o anche ODF, per dire, pensando ad una forma un po’ più data centrica, come il file con i dati in formato foglio elettronico, o in XML, tipo. Sto condividendo files digitali: vista la propensione a lasciare tutto nel cartaceo della PA, è già un bel passo in avanti devo dire. Con quelle spese in IT della Camera, non ci sta un po’ di Office Automation? Ma mettere i dati nel Web, è come mettere un file nel Web. E’ il passo iniziale, se vogliamo, ma è come se non avessimo il Web, in un certo senso, ma solo la condivisione di documenti via FTP.

Qual’è il vero potenziale di poter inserire i dati nel Web?
Lo stesso e molto di più del passare a mettere un PDF in Rete e metterlo come ipertesto, come pagine HTML.
Siamo ad un bivio, ad un passaggio di innovazione dirompente con un potenziale incredibile.
Perchè significa dare maggiore potere in mano alla Società nel suo complesso. Perchè si deve pretendere a livello politico e di rappresentanza democratica tout court, e trasversale ai partiti.
Per un comune, e nuovo, senso civico.

E qui Nicola Mattina ha sintetizzato assai bene una certa forma di potenziale:

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Data Web Marketing a SMAU 2009: Semantic Web e marketing a confronto

Lo avevo accennato qualche settimana fa, e venerdì scorso ho tenuto il workshop “Data Web Marketing” a SMAU alle 16.30, come da previsione, il giorno dello sciopero dei trasporti: un cattivo presagio, che pero’ non ha limitato la presenza fisica delle persone, anzi. Una partecipazione ben oltre le mie aspettative. Che non si è limitata all’ora dell’intervento, ma si è protratta fino alle 18, con una decina di persone rimaste oltre l’ora e mezza. Di venerdì sera. Notevole.
Ma questa considerazione si puo’ fare per tutti i workshop IWA in generale in effetti: SMAU 2009 si puo’ riassumere in effetti così, tanta voglia di formazione e di confronto. Se ne parlava anche di interventi diversi, oltre a quelli di IWA, anche con Massimo Melica, tra gli altri.

Matteo Brunati durante il talk Data Web Marketing - Concessione di Mentis srl

Matteo Brunati durante il talk "Data Web Marketing" - Concessione di Mentis srl

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I fili rossi di Apogeonline in versione semantica, grazie a RDFa – prima parte

Nell’ultimo post avevo accennato a qualche azione diretta per facilitare l’emergere di certe criticità tutte italiane, ed avevo parlato dell’ottima iniziativa di Apogeo nel facilitare la sintesi sugli andamenti legislativi in Italia che vanno a toccare in qualche modo la Rete. L’hanno chiamata “Fili rossi”.

-> A che punto sono le “leggi” di internet?

In realtà, avevo detto:

Chiudo quindi con una provocazione:
e se al posto di fare silenzio il 14 luglio, come qualcuno propone, non lavorassimo tutti assieme per far emergere in un quadro completo e comprensibile, quello che risulta così palese solo per pochi?
Magari a partire dal quadro offerto da Apogeo con i Fili rossi, un ottimo punto di partenza per offrire maggiore chiarezza su temi tanto importanti.

Cosa significava? Significava aiutare l’innovazione tecnologica su un tema tanto importante come la divulgazione sullo stato delle normative italiane, per aumentarne la diffusione, il lavoro collettivo di aggregazione e di costruzione delle informazioni. Cose poco chiare fino a che non verranno mostrate in pratica, ne sono consapevole: per cui ho iniziato a lavorarci, anche se il tempo è stato tiranno, uff.
Prendetela come primo step di una riflessione estiva ben più ampia, anche in preparazione della ripresa della discussione sul diritto di rettifica proprio a settembre… e come uno dei primi casi studio su RDFa e sui vantaggi che puo’ portare alla gente comune farlo usare nei CMS che hanno a disposizione gli sviluppatori Web.

Ho fatto quindi una breve presentazione per mostrare il flusso di pensieri in essere, piuttosto che raccontarlo. Il primo passo è quello di capire con cosa abbiamo a che fare, e di cosa si sta parlando, e questo è lo scopo di questa prima puntata.

Si parla quindi di risorse, proprio come nel tutorial RDFa di ItalianWebDesign.it:

Definizione di “Risorsa” : una risorsa, per noi, può essere qualunque oggetto, persona o entità materiale o immateriale (anche qualcosa di non precisata definizione). Una risorsa può essere una persona, un gruppo di persone, un documento, una pagina web, una poesia, un libro, una e­mail, ecc…

Due tutorial introduttivi, più tecnici, per anticipare un po’ di cose, sul già citato sito ItalianWebDesign.it:

La seconda parte verrà pubblicata a fine agosto, dopo un po’ di ferie, che occorre rigenerarsi in questi tempi caotici di cambiamento… La consapevolezza dei limiti di quello che usiamo è il primo passo per migliorare la situazione.

Nordest Creativo e il Social Networking nel Veneto: fare ecosistema

[ post lunghetto, vi avviso: il mio intento è che questo post possa fare da partenza verso altri lidi, e verso approfondimenti inaspettati... insomma è un crogiolo di fili da sbrogliare, prendetelo come tale .)]

Giovedì scorso ho avuto il piacere di essere annoverato tra i relatori di un’evento che cercava di dare un primo incontro fisico tra chi vive la Rete e chi ne sente tanto parlare oggi, grazie all’hype attorno ai social network, e a Facebook in particolare. E grazie al mio ruolo ufficiale di coordinatore di Metafora AD Network ,oltre che di studioso di Semantic Web e Web Science.

Social e Business Networking in Veneto

Un degno seguito alla bella cena Nordest 2.0 in cui ho avuto il piacere di conoscere un po’ di gente finalmente vicino a casa mia ( il Veneto ), ed un primo momento ufficiale di uscita alla Fondazione Benetton, con tanto di presenze e di partnership istituzionali. Aspetti questi fondamentali per dare credibilità alle figure e al contesto. Internet e il Web non sono fuori dalle regole, e non sono giochetti: sono un luogo innovativo che sta sconvolgendo equilibri sociali nel mondo economico e non solo, e rispondono ad una nuova forma di economia, quella della conoscenza. Ne parla anche Vittorio Zambardino in questi giorni in cui c’è un vero delirio su come regolamentare la Rete.

Da dove è nato il mio intervento

Maurizio Salamone mi ha chiamato i primi giorni di dicembre proponendomi di portare alcuni spunti sul Semantic Web, e sul futuro del Web in generale, usando il microblogging come caso studio, visto che era rimasto affascinato da questi temi che ho testato nell’estate 2008. Io ovviamente non mi sono tirato indietro: credo nel confronto, e nella divulgazione di certi concetti soprattutto alle persone tradizionali, e la sfida mi affascina.
La sfida era nel ricondurre ad argomenti semplici questi temi, visto il tipo di pubblico potenziale a cui ci si rivolgeva: 15 minuti per introdurre aspetti a cavallo della tecnologia, della società, e dell’economia della conoscenza non sono tanti. Introdurre certe idee e concetti chiave del mondo della Rete nel mondo business è fondamentale per iniziare davvero a comprendere in modo proficuo la Rete e quello che si puo’ creare grazie ad essa. Anche business ovviamente, ma pur sempre tenendo conto dei giusti fattori in gioco.

Questa la presentazione, messa qualche giorno fa sul mio account su Slideshare, e già con oltre 100 visualizzazioni sul groppone, non male davvero .):

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Si riparte dopo un po’ di stop…

Cinque mesi di stop dallo scrivere in questi lidi.
Sono tanti, è vero. Ma sono successe tante cose.
E intanto sono andato giù pesantemente con il mio flusso di coscienza pero’.

  • durante le ferie estive mi hanno hackerato il blog in modi assai interessanti, che documentero’
  • il tempo mi è venuto a mancare per sistemare bene tutto, e per aggiornare il caro wordpress dalla 1.5 che avevo fino all’altro giorno, alla 2.7.1 di oggi…
  • l’attività che faccio ulteriore per Metafora AD Network ha preso parecchie energie, e mi ha dato da pensare sulla linea editoriale migliore da prendere in questo mio spazio
  • avevo personalizzato il tema e alcuni files del core di wordpress ( mea culpa senza tracciare nulla di quello che stavo combinando ), per non parlare di aver messo un plugin sperimentale sui tags quando ancora non c’erano… che pian piano devo re-integrare ( ci saranno alcuni indirizzi non presenti )

Insomma, ne sono successe di cosuccie. ( qualcosa ho raccolto nella nuova home ).
Ma adesso ho sistemato tutto, ho già inserito alcuni plugin interessanti, e nei prossimi tempi racconterò lo strano attacco che ho subito, raro quanto tosto, e come ho fatto un aggiornamento brutale dalla 1.5 alla 2.7.1, direi andato bene .)

Intanto una cosa vorrei mettere in chiaro: scrivero’ meno, ma con spunti sempre più profondi e con casi reali di applicazioni di pezzetti di Semantic Web, applicato anche a realtà come Metafora AD Network, e non solo.
E soprattutto, sugli SCENARI, su come si puo’ cambiare già oggi, e su come si possa continuare il Semarketing.
Utile anche al sottoscritto per riflettere con maggiore calma su quello che davvero si puo’ fare già da oggi con quello che abbiamo, ma che non sappiamo di avere.

E qui ci sta benissimo una citazione di Sir Tim Berners Lee di questi giorni, in cui si mostra perchè alcune cose rimangono tali con il passar del tempo:

It’s not the first time I’ve had this paradigm-shift problem. Early on, people really didn’t understand why the Web was interesting. They saw it in the smaller scale, and it’s not interesting in the smaller scale. Same thing with the Semantic Web.

Come non essere d’accordo? .)
Via “Marketing on the Smart Web