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	<description>Semantic Web, Linked Data, and Web Science con spicchi di economia della conoscenza by  Matteo Brunati</description>
	<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 18:17:14 +0000</pubDate>
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		<title>Open Data in Italia: dati utili e dati aperti bastano per una reale trasparenza?</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 12:03:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Brunati</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ultimamente tra ferie e molte cose da chiudere, sono stato assai indeciso su quello che avrei voluto scrivere, tanto ormai è il flusso che mi interessa sui temi degli Open Data. Ed il tempo sempre limitato.
In giro se ne parla a vari livelli, e la sfida di coprire i diversi aspetti legati a così tante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ultimamente tra ferie e molte cose da chiudere, sono stato assai indeciso su quello che avrei voluto scrivere, tanto ormai è il flusso che mi interessa sui temi degli Open Data. Ed il tempo sempre limitato.<br />
In giro se ne parla a vari livelli, e la sfida di coprire i diversi aspetti legati a così tante discipline che intervengono attorno agli Open Data è assolutamente fantastica: a livello scolastico sarebbe un gran bel tema, da inserire al posto di educazione civica ( <em>cosa, che tra parentesi, non ho mai fatto perchè boicottata da tutto il mio percorso scolastico, ma vi sembra normale?</em> )</p>
<p>Alla fine inizio da un post di sintesi di alcuni elementi emersi in questo scorcio di settembre e fine agosto.<br />
La parte pratica di civic hacking arriverà poi: mettere tutto assieme rischia di creare confusione.<br />
Parto dall&#8217;ottima sintesi di <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/">Ernesto</a> su Apogeonline (<em> a proposito @ernesto, <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2010/08/23/il-movimento-dellopen-government-e-in-marcia-quasi-ovunque/">grande new entry eh eh</a></em> ) è un ottimo punto di partenza per chi non fosse così aggiornato sul tema:<br />
-> <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2010/08/23/open-government-non-perdiamo-altro-tempo">Open Government, non perdiamo altro tempo</a></p>
<h3>Dato utile, aperto e pronto al riuso: trasparenza reloaded?</h3>
<p>C&#8217;è molta confusione sul concetto stesso di &#8220;dato utile&#8221;, sul concetto stesso di significato di &#8220;dato aperto&#8221; nel luogo Web, e sulle relative implicazioni sulla &#8220;trasparenza abilitata grazie a questi scenari&#8221;.<br />
Ovvero: un po&#8217; di luce su questi passaggi ci vuole, <strong>per capire che non basta l&#8217; Open Data per abilitare una nuova trasparenza, ma serve consapevolezza anche nel processo di apertura dei dati e questa documentazione è importante tanto quanto i dati stessi</strong>. </p>
<p>E qui farei un break con un video di Sir Tim Berners Lee per enfatizzare il contesto, di nuovo, che non basta mai. Anche se non proseguite la lettura, questo video è fondamentale ( ne hanno parlato in italiano <a href="http://www.webmasterpoint.org/news/linked-open-data-la-prossima-evoluzione-del-web-come-un-sacchetto-di-patatine_p36257.html">Webmasterpoint.org</a> e <a href="http://www.cwi.it/knowledge-center/2010/06/07/tim-berners-lee-le-patatine-e-il-futuro-dei-dati-sul-web/">ComputerWorld Italia - CWI</a> :</p>
<div style="width:490px; margin-left: auto; margin-right: auto" >
<object width="490" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ga1aSJXCFe0?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/ga1aSJXCFe0?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="490" height="340"></embed></object>
</div>
<p><span id="more-1448"></span></p>
<p>Vediamo il <strong>dato utile</strong>.<br />
Utile per chi e per che cosa?<br />
Bella domanda direi, per niente scontata come potrebbe sembrare.<br />
L&#8217;utilità prevede forse implicitamente un&#8217;idea di consapevolezza: se io conosco quel dato, sono maggiormente informato e quindi condivido un nuovo livello di conoscenza riguardo allo stato di cose di cui parla quel dato.<br />
Ma poi prevede anche una forma di appropriazione: se mi è utile, vuol dire che posso farci anche qualcosa, che posso rimaneggiarlo, e magari ripubblicarlo. Posso creare insomma qualcosa di nuovo, utile magari per qualcun altro, oltre che per me stesso.</p>
<p>Questo implica delle notevoli conseguenze a livello normativo, e di diffusione dei dati, no?</p>
<p>E questo in effetti è legato a quell&#8217;economia della collaborazione innata per chi vive la Rete da molto tempo, avendone accettato la diversa economia alla sua base.<br />
Perchè mettiamo pagine e pagine di ipertesto online tutto il tempo? Perchè si condivide in Rete?<br />
Non sempre è presente una finalità a monte ben chiara. Questa è la Rete. <strong>E&#8217; una piattaforma per la creatività, per dirla alla Lawrence Lessig.</strong><br />
Per cui, alla domanda, quali dati siano utili: <strong>tutti i dati che lo Stato raccoglie nel rispetto della normativa, e del buon senso sono utili</strong>. Perchè è la Rete che abilita tutto questo, e la sua naturale apertura non ha dei principi di finalità connaturati.<br />
Alcuni più di altri forse.</p>
<p>Se ne parlava nel forum di InnovatoriPA in questa discussione:<br />
-> <a href="http://www.innovatoripa.it/posts/2010/06/1173/open-data-gran-parlare-ma">Open data: gran parlare, ma &#8230;.</a></p>
<blockquote><p>Una accezione corrente è stata: mettiamo in pubblico gli stipendi dei vari livelli di responsabilità della PA.</p>
<p>Altra accezione, abbastanza votata: mettiamo in pubblico tutte le informazioni su come, dove e quando la PA lavora.</p>
<p>Poi si è parlato dei &#8220;dati geo/cartografici&#8221; da rendere disponibili.</p>
<p>Poi &#8230;..altre varie specificità più o meno complesse o particolari.</p>
<p>Tutte queste accezioni possono essere anche condivisibili ed in qualche caso, vedi dati cartografici, possono dare un valore aggiunto. Nel contempo le altre accezioni sono solo una risposta a necessità voyeristiche senza costrutto. La notizia che il tal consulente guadagni 100.000 euro, da sola vale zero infatti ci potrebbero essere, o potrebbero essere trovati, mille motivi per giustificarla giustamente o falsamente. E non vale neppure il motivo fiscale perchè, nel caso l&#8217;Agenzia delle Entrate non sapesse questa notizia, sarebbe ora di chiuderla.</p>
<p><strong>Secondo i veri open data dello stato dovrebbero essere tutte le notizie che qualsiasi organo dello stato detiene, comunque e dovunque, dovrebbe essere resa disponibile a tutti gli altri organi dello stato, dovunque e comunque per evitare che ciascun Cittadino, padrone reale dei sui dati, debba rincorrerli per tutta l&#8217;Italia.</strong> Il mio estratto dell&#8217;atto di nascita non è proprietà del Sindaco di Bari, deve essere una proprietà che io condivido con tutti gli organi dello stato.</p></blockquote>
<p>In effetti forse un modo di intendere i dati utili è quello di pensare al loro potenziale di riuso.<br />
Come fossero Lego: io sto mettendo a disposizione dei cittadini i pezzi con cui loro stessi possono esercitare quello che nel mondo fisico hanno dovuto delegare, per i limiti del mondo fisico stesso. In questo caso questo potere puo&#8217; tornare a chi dovrebbe esercitarlo: nulla di strano che la classe dirigente non voglia naturlamente cedere questo potere a livello politico .)</p>
<p>Ed in più non è solo una questione di PA:<strong> si sta parlando del ruolo dello Stato nei confronti dei cittadini, il suo ruolo storico. Quello di gestire per nostra delega un patrimonio collettivo, che è dello Stato e quindi anche nostro. Ed i dati che lo riguardano, pagati dalle nostre tasse per la difesa dei nostri interessi comuni, sono già un investimento fatto dalla collettività, che dovrebbe per regola tornarci indietro.</strong><br />
Ma non è così semplice, a livello normativo, come sappiamo.</p>
<p>In breve: lo Stato difende i nostri interessi a lungo termine, perchè per la natura economica delle imprese, queste ultime non lavorano per interessi a lungo termine se non obbligate attraverso le normative. Ed è normale che sia così. Sono gli Stati che dovrebbero fare gli interessi del lungo periodo: in Italia mi pare che questa cosa si sia totalmente persa per strada. Perchè è un concetto apartitico.<br />
<strong>Chi è che difende il nostro futuro?</strong></p>
<p>Perchè le deleghe che facciamo ai politici comunque hanno una durata limitata, ed ognuno fa i propri interessi: non c&#8217;è un sistema di informazione che difenda e comunichi abbastanza in maniera chiara e limpida l&#8217;operato a lungo termine, quello che qualcuno chiama anche <a href="http://factcheck.it/">Fact Checking</a>. Dovrebbe essere il cittadino che lo richiede al Mercato e al proprio sistema democratico, o sbaglio? E lo stiamo chiedendo con forza?</p>
<p><strong>Il movimento Open Data dovrebbe essere promosso dal governo come un diritto inaleniabile dei cittadini, oltre che per un risparmio sui costi del controllo e per l&#8217;entrata del Paese Italia nell&#8217;economia immateriale della PSI, promossa dall&#8217; Unione Europea tra gli altri, e per permettere l&#8217;esercizio di un controllo sull&#8217;operato a lungo termine sulla cosa pubblica, cioè il nostro patriminio collettivo.</strong></p>
<p>E siamo noi a doverlo inserire nell&#8217;agenda setting delle priorità del governo stesso, o sbaglio?</p>
<p>Ma per tornare sul concetto di utilità a livello più pragmatico, nella medesima discussione degli InnovatoriPA c&#8217;è un gran bel commento che riprendo:</p>
<blockquote><p>Dati utili: quali? Più del 70% degli intervistati ritiene che la migliore strategia sia quella di <strong>rendere pubblici i dati relative all&#8217;utilizzo dei fondi pubblici</strong><br />
Seguono atti di giunta e consiglio e consulenze esterne<br />
Poco utile la pubblicazione dei curricula<br />
Pochissimo utile la pubblicazione degli stipendi.</p></blockquote>
<p>Interessante, direi. <strong>Dove vanno i soldi potrebbe essere una delle motivazioni più sentite</strong>, provocate forse dal contesto politico in cui versiamo, no? Notevole il fatto che gli stipendi siano pubblici non interessa più di tanto, in effetti, rispetto ad altri temi. Se lo si pensa rispetto al concetto di riuso ha più senso di quello che sembra.</p>
<p>E qui interviene anche il senso di lontananza della politica dalle priorità dei cittadini, quella che negli ultimi anni viene chiamata anti-politica. <strong>Attivare gli Open Data permette di rendersi conto di quanto lo Stato ascolti il sentire dei cittadini, al di là del populismo dei programmi e dei periodi in cui siamo sotto elezione.<br />
Trovare risposte rispetto agli investimenti che lo Stato fa, e la loro priorità. </strong></p>
<p>E qui cito prima <a href="http://www.cottica.net">Alberto Cottica</a>, che ha segnalato come la Ragioneria dello Stato abbia in effetti iniziato a pubblicare i dati di spesa dello Stato, in forma aperta.<br />
-> <a href="http://www.cottica.net/2010/08/25/spaghetti-open-data/">Spaghetti open data</a></p>
<blockquote><p>
La seconda operazione è stata fatta dalla Ragioneria Generale dello Stato. Qui i dati sono davvero sugosi:<strong> i bilanci preventivi e consuntivi e i trasferimenti alle ammministrazioni regionali e locali 2007-2010. Per capire davvero la discussione sui famosi tagli di bilancio, non c’è niente di meglio di scaricarsi i dati e giocarci un po’, magari producendo qualche bel grafico colorato. La RGS fornisce anche una guida alla costruzione di tavole di sintesi usando Excel.</strong></p>
<p>Questa è una bella opportunità per i <strong>civic hackers</strong> di cui parla sempre David Osimo. Non c’è più bisogno di fidarsi (o di non fidarsi, che è lo stesso perché comunque la nostra opinione finisce per dipendere da una fonte giornalistica che non possiamo verificare): quando sentiamo dire “lo Stato non investe in cultura”, “la spesa sanitaria è fuori controllo” o “stiamo mandando la scuola pubblica in malora” possiamo controllare di persona, accedendo ai dati, filtrandoli e mettendoli in fila per vedere se è vero, e condividere con gli altri le nostre conclusioni. Anche così crescono le democrazie (e le Wikicrazie).
</p></blockquote>
<p>E qui in effetti i dati disponibili sono pubblici. Ma non sono open data in senso stretto.<br />
Uno dei primi che ha iniziato a giocarci un po&#8217; è stato Gaspar, con un titolo ad effetto &#8220;<a href="http://www.gaspartorriero.it/2010/08/dove-vanno-i-tuoi-soldi/">Dove vanno i tuoi soldi</a>&#8221; poi <a href="http://factcheck.it/2010/08/26/dove-vanno-i-soldi-a-proposito-di-open-data/">ricitato giustamente anche da Factcheck</a>, e da <a href="http://www.mantellini.it/?p=8369">Massimo Mantellini</a>, tra gli altri. </p>
<p>Dalla tabella riassunta da Gaspar emergono delle cose interessanti: </p>
<ul>
<li>la prorità delle spese sembra essere esattamente il contrario rispetto agli investimenti per il nostro futuro, sotto alcuni punti di vista che emergono nei commenti</li>
<li>il modo con cui si è titolata la voce di spesa crea facili problemi interpretativi, nonchè populismo sui dati derivato dalla propria posizione politica di partenza e quindi dal proprio punto di vista: come lo si potrebbe risolvere?</li>
<li>servono altri dati sul processo di selezione e di creazione di quella sintesi: il fact checking altrimenti è incompleto e crea forti problemi sulle interpretazioni del lettore. Servono insomma i metadati di provenienza della tabella da cui sono stati estratti, e magari la modalità con cui si è fatta la tabella pivot, altrimenti non è detto che sia chiaro il processo per chi non sia abituato a fare operazioni di questo tipo.</li>
<li>alcuni concetti di contabilità non sono assolutamente automatici da comprendere. Serve anche un migliore livello di supporto anche per questo tipo di lettura. Da integrare in loco nella visualizzazione magari.</li>
</ul>
<p>E qui andiamo all&#8217;ultimo punto con cui ho iniziato il post: <strong>avere i dati, in forme diverse, abilita davvero la trasparenza?<br />
E&#8217; una condizione necessaria, ma di certo non sufficiente.</strong> Per dirla in maniera matematica eh eh<br />
Ed infatti è importante sia il dato, sia la provenienza, sia il processo in cui lo si analizza e ne si crea una sintesi ed una visualizzazione. Un po&#8217; come ha fatto Gaspar riprendendo la discussione nel post successivo:<br />
-> <a href="http://www.gaspartorriero.it/2010/08/lossessione-dei-soldi/">L’ossessione dei soldi</a></p>
<p>La cosa davvero strana è che, d&#8217;accordo con Gaspar,  i giornali ed i media non facciano operazioni su operazioni su tutti quei dati per discutere di fatti, non di pugnette sulle agende setting dettate dai politici di potere di turno. E questo è un fatto davvero, ma davvero triste.</p>
<p><strong>Non è più solo importante dare i dati in un formato aperto, ma anche dare gli step ed i singoli sviluppi su tali dati e relative visualizzazioni. In modo da rendere tutto il processo trasparente e riutilizzabile nelle singole fasi. Per avere questo ogni passaggio dovrebbe avere un link, però.<br />
Sul quale discutere e creare confronto, per sviscerare il tema.<br />
Una sorta di FriendFeed legato al processo stesso di trasparenza nella manipolazione del dato pubblico. Una par condicio dei punti di vista e delle interpretazioni sulle sintesi che si possono creare dai dati.</strong></p>
<p>Non è un caso che <a href="http://blog.debiase.com/2010/09/corso-di-hacking-per-giornalis.html">i giornalisti stiano iniziando corsi tecnici, come dice Luca De Biase qualche tempo fa, anzi corsi di hacking</a>&#8230;</p>
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</div>
<p>Ed è qui che interviene l&#8217;aspetto tecnologico della Rete.<br />
Perchè c&#8217;è un gran bel passaggio che emerge in queste voci di David Eaves titolate &#8220;<a href="http://eaves.ca/2009/09/30/three-law-of-open-government-data/">The Three Laws of Open Government Data</a>&#8221; , citato a suo tempo anche da <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2010/05/11/open-links-1/">Ernesto Belisario nella sua rubrica Open Links</a>:</p>
<blockquote><p>    The Three Laws of Open Government Data:</p>
<ol style="color: white" >
<li>If it can’t be spidered or indexed, it doesn’t exist</li>
<li>If it isn’t available in open and machine readable format, it can’t engage</li>
<li>If a legal framework doesn’t allow it to be repurposed, it doesn’t empower</li>
</ol>
</blockquote>
<p>A questo punto io riderei un po&#8217; dalla tristezza. In sintesi:</p>
<ul>
<li>il primo punto deriva dall&#8217;intersezione tra la direttiva Brunetta sulla trasparenza e la nostra normativa della privacy. E&#8217; possibile che il dato sia pubblico, ma non deve essere indicizzabile. Esattamente il contrario della regoletta.</li>
<li>il secondo punto parla del formato con cui questo dato e questo insieme di dati debba essere pubblicato: aperto, in formato comprensibile dalle macchine e dai programmi e aperto, sia come indipendenza da formati proprietari che standard. E qui di fatto abbiamo una grossa mole di dati oggi pubblici, ma in formato PDF. Qualcosa in formato CSV e qualcosa in formato Excel, non propriamente un formato aperto. Ma il dilemma sono i formati PDF, non processabili dalle macchine di fatto.</li>
<li>il terzo punto prevede un discorso legale abilitante: quindi una licenza libera associata ai dataset con il minor numero di vincoli possibili. Anche qui in Italia regna una gran confusione, anche perchè si conosce assai poco il movimento Creative Commons, che ha il suo analogo anche per i dati in effetti. Un altro punto complesso insomma.</li>
</ul>
<p>Elementi questi che <a href="http://www.slideshare.net/dagoneye/economia-dei-dati-liberati-open-data-e-semantic-web-nella-pa">avevo citato in altra forma al VeneziaCamp nelle ultime slide</a>, riprendendo questo articolo di O&#8217;Reilly:<br />
-> <a href="http://radar.oreilly.com/2010/06/data-is-not-binary.html">Data is not binary - Why open data requires credibility and transparency</a></p>
<blockquote><p>&#8220;The major difference between open and public data is [that with open data] you have the ability to re-use it.  Data in document format is effectively useless.  By making [data] open&#8230;people can analyze, compare, and benchmark it, and find patterns that you did not realize.&#8221;</p></blockquote>
<p>Oppure anche questo, sempre di O&#8217;Reilly, è affine ad abilitare il processo di trasparenza sui dati ed anzi a promuovere una sorta di approcio open source social a lato della produzione dei medesimi:<br />
-><a href="http://radar.oreilly.com/2010/03/truly-open-data.html"> Truly Open Data</a></p>
<p>Un contesto assai ampio quindi.<br />
Per chiudere credo che il dilemma normativo sia quello più importante sul quale fare leva: proprio per questo concordo con <a href="http://mariotedeschini.blog.kataweb.it/">Marco Tedeschini Lalli</a> sulla reale incomprensione da parte del ministro Brunetta relativa alla creazione del portale data.gov italiano, a margine del post già citato di <a href="http://www.cottica.net/2010/08/25/spaghetti-open-data/">Alberto Cottica</a>&#8230;</p>
<blockquote><p>Temo che sulla questione di Brunetta ci sia stato un fraintendimento tra lui e Riccardo Luna che lo intervistava. Riccardo parlava di un “data.gov” e lui parlava probabilmente dei dati sugli appalti della PA</p></blockquote>
<p><strong><br />
Il fraintendimento tra dato pubblico e dato open non potrebbe ricondursi in una maniera più chiara di questa. E la trasparenza abilitata di conseguenza è vittima di questo design assai differente da quello del movimento Open Data a livello mondiale.</strong></p>
<p>In chiusura, per riflettere sul tema più tecnico e abilitante, invito a vedere questa presentazione:</p>
<div style="width:425px; margin-left: auto; margin-right: auto" id="__ss_5089164"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/george.thomas.name/gt-health2stat-7222010" title="Gt health2stat 7-22-2010">Gt health2stat 7-22-2010</a></strong><object id="__sse5089164" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=gthealth2stat7-22-2010-100830094224-phpapp02&#038;stripped_title=gt-health2stat-7222010" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse5089164" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=gthealth2stat7-22-2010-100830094224-phpapp02&#038;stripped_title=gt-health2stat-7222010" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/george.thomas.name">George Thomas</a>.</div>
</div>
<p>I dati devono essere pubblici, ma inseriti nel luogo Web con le sue regole e le sue potenzialità: come faccio a far emergere le connessioni anche implicite e nascoste tra i dati? Non basta di certo averli in PDF, nè in un formato CSV&#8230; <a href="http://www.titticimmino.com/2010/07/27/linked-open-data-cui-prodest-pensieri-sparsi-su-dati-piemonte-it/">come dice anche Titti, d&#8217;altronde</a>:</p>
<blockquote><p>I dati pubblici devono essere online, interattivi, integrabili e linkabili.</p></blockquote>
<p>Questo deve essere il nostro motto, superata la questione normativa, altrimenti stiamo solo scimmiottando una cosa che nel mondo ha valore, ma che qui diventa solo un&#8217;altra forma più tecnica se vogliamo di mero populismo, no?</p>
<p>Usiamo pure la provocazione di Gaspar per iniziare a <strong>fare un po&#8217; di civic hacking collettivo</strong>, e magari, dicendo esattamente i passi fatti, si possono capire molte cose, come dice anche Alberto Cottica: stiamo imparando a gestire una complessità nuova, ed a capire i retroscena.</p>
<p>Abbiamo solo iniziato a scalfirne la superficie&#8230;.</p>
<p>ps - io consiglio di iniziare a smanettare con <a href="http://code.google.com/p/freebase-gridworks/">Freebase Gridworks</a> con quel dataset della Ragioneria dello Stato .) ho appena iniziato e sembra un portento eh eh un prossimo post con i dettagli tecnici&#8230;</p>

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<p class='technorati-tags'>Technorati Tags: <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/alberto+cottica' rel='tag' target='_self'>alberto cottica</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/data+journalism' rel='tag' target='_self'>data journalism</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/dati+aperti' rel='tag' target='_self'>dati aperti</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/democrazia' rel='tag' target='_self'>democrazia</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/dove+vanno+i+tuoi+soldi' rel='tag' target='_self'>dove vanno i tuoi soldi</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/fact+checking' rel='tag' target='_self'>fact checking</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/freebase' rel='tag' target='_self'>freebase</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/freebase+gridworks' rel='tag' target='_self'>freebase gridworks</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/gaspar' rel='tag' target='_self'>gaspar</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/liberta' rel='tag' target='_self'>liberta</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/linked+data' rel='tag' target='_self'>linked data</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/linked+data+as+patatine' rel='tag' target='_self'>linked data as patatine</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/luca+de+biase' rel='tag' target='_self'>luca de biase</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/open+data' rel='tag' target='_self'>open data</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/open+gov' rel='tag' target='_self'>open gov</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/politica' rel='tag' target='_self'>politica</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/RDF' rel='tag' target='_self'>RDF</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/spesa+pubblica' rel='tag' target='_self'>spesa pubblica</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/tim+berners+lee' rel='tag' target='_self'>tim berners lee</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/trasparenza' rel='tag' target='_self'>trasparenza</a></p>

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		<title>Open Data tra ebook e giornali come database, DBPedia Mobile e Citizen DAN</title>
		<link>http://www.dagoneye.it/blog/2010/08/07/open-data-tra-ebook-e-giornali-come-database-dbpedia-mobile-e-citizen-dan/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Aug 2010 22:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Brunati</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Un post veloce per riprendere un po&#8217; di materiale visto negli ultimi giorni in Rete, che merita una citazione per una rilettura doverosa, magari sotto l&#8217;ombrellone, in attesa di un autunno denso denso di progetti ed iniziative .)
Parto da un ottimo video segnalato da Gigi Cogo sugli Open Data applicati alla mobilità:

A Case for Open [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un post veloce per riprendere un po&#8217; di materiale visto negli ultimi giorni in Rete, che merita una citazione per una rilettura doverosa, magari sotto l&#8217;ombrellone, in attesa di un autunno denso denso di progetti ed iniziative .)</p>
<p>Parto da un ottimo <a href="http://www.webeconoscenza.net/2010/08/02/open-transit-open-data/">video segnalato da Gigi Cogo sugli Open Data applicati alla mobilità</a>:</p>
<p><object width="400" height="225"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=13764646&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=1&amp;color=9086c0&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" /><embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=13764646&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=1&amp;color=9086c0&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="400" height="225"></embed></object>
<p><a href="http://vimeo.com/13764646">A Case for Open Data in Transit</a> from <a href="http://vimeo.com/user2352061">Streetfilms</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p>Si continua con un post di sintesi utile a far capire le direzioni del <strong>Web of Data</strong> almeno a livello potenziale, scritto da Alberto d&#8217;Ottavi <strong>sul futuro del libro e dei giornali, definendoli &#8220;giornali come database&#8221;</strong>:<br />
-> <a href="http://www.infoservi.it/ebook-una-festa-le-api-del-new-york-times-i-giornali-sono-database/5257">Ebook, Una Festa + Le API del New York Times: I Giornali Sono Database </a></p>
<p>Un&#8217; evoluzione quella delle API del New York Times partita da lontano, dal 2009 in effetti come da video sottostante, e comunque posteriore a quella del Guardian, <a href="http://open.blogs.nytimes.com/2010/01/13/more-tags-released-to-the-linked-data-cloud/">passata anche da questo step del 13 gennaio 2010</a>:<br />
<object width="400" height="270"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=5325695&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=1&amp;color=&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" /><embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=5325695&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=1&amp;color=&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="400" height="270"></embed></object>
<p><a href="http://vimeo.com/5325695">New York Times Announcement at SemTech 2009</a> from <a href="http://vimeo.com/semanticuniverse">Semantic Universe</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p>E&#8217; comunque doveroso integrare la relativa discussione su FriendFeed:<br />
-> <a href="http://friendfeed.com/dottavi/6f7ef36f/ebook-una-festa-le-api-del-new-york-times-i">http://friendfeed.com/dottavi/6f7ef36f/ebook-una-festa-le-api-del-new-york-times-i</a></p>
<p>In questa discussione è tornato di prepotenza il tema DBPedia, sul quale inviterei a riflettere collegandoci al tema dell&#8217;estate,<a href="http://www.webeconoscenza.net/2010/08/01/sindaci-alla-riscossa/"> i social network geolocalizzati come FourSquare o Gowalla</a>&#8230; </p>
<p>Ben prima della loro ribalta ed in maniera assai più aperta esisteva ed esiste in effetti <strong><a href="http://wiki.dbpedia.org/DBpediaMobile">DBPedia Mobile</a></strong>, che pero&#8217; non aveva aspetti di incentivo social o ludici, ma forse era troppo presto anche per il discorso mobile ed il relativo tasso di diffusione ( aprile 2008 ):<br />
<object width="480" height="295"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/s67_CMCsOSk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/s67_CMCsOSk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="295"></embed></object></p>
<p><span id="more-1431"></span></p>
<p><strong>Quale sarebbe il modello di business di un flusso integrato a DBPedia dei dati che si vanno raccogliendo grazie al lavoro collettivo di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Foursquare_%28social_networking%29">FourSquare</a>, <a href="http://dbpedia.org/page/Gowalla">Gowalla</a> e similari, <a href="http://www.stefanolaguardia.eu/2010/05/23/liberiamo-i-dati-geografici-della-p-a-con-openstreetmap/">con il lavoro di Open Street Map</a>, integrandoli tutti nella nuvola del Linked Data?</strong><br />
Di chi sono i nostri dati di geolocalizzazione? <a href="http://arstechnica.com/gadgets/news/2010/07/users-of-location-services-worried-about-robberies-stalking.ars?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=rss">A che rischi possiamo incorrere</a> dandoli a così tante entità, tra l&#8217;altro tutte commerciali? E&#8217; giusto che le aziende investano su n servizi per focalizzare la propria esistenza sulla realtà aumentata dal Web? Quanto potrà funzionare questo passaggio?<br />
<em>mumble mumble</em></p>
<p>Cosa implica tutto questo concentrarsi sui dati, e sulla loro diffusione?<br />
Possiamo partire dalla nostra penisola, tanto lontata da certe culture della condivisione e tanto pronta per salire in questo carro di innovazione vera e non urlata a suon di bandi? Forse si.</p>
<p>Perchè, <a href="http://www.titticimmino.com/2010/07/27/linked-open-data-cui-prodest-pensieri-sparsi-su-dati-piemonte-it/">per dirla alla Titti Cimmino, giusto per fare una chiusa in crescendo,</a></p>
<blockquote><p><strong>I dati pubblici devono essere online, interattivi, integrabili e linkabili.</strong></p>
<p>E non dimenticare che:<br />
<strong>The Best Thing to do with Your Data will be thought of by Someone Else (The Many Minds Principle).</strong></p>
<p>Cui prodest scelus, is fecit!</p></blockquote>
<p>Ovviamente la mia è una provocazione: tutto si gioca sul confine tra dati aperti e condivisi e dati chiusi che creano valore dalla scarsità, e magari integrazione tra open data e linked data nella nuvola, tutti assieme .)&#8230;<br />
Perchè i miei spostamenti come tracciato del GPS o log dei checkin via Foursquare, di chi sono?<br />
Le strade, l&#8217;aria che respiriamo e quello che facciamo, a che livello sono privatizzabili e a quale compromesso si deve scendere come cittadini?<br />
Per chiudere questa mia segnalazione, e per capire la situazione italiana, ecco invece un post relativo al tema della PA e della dimensione dei siti web, con vincoli e norme, e l&#8217;invito ad <strong>essere cittadini hackers</strong>:<br />
-> <a href="http://blog.spaziogis.it/2010/07/29/un-altro-passo-verso-i-dati-liberi-nella-pubblica-amministrazione-e-lhacktivismo/">Un altro passo verso i dati liberi nella Pubblica Amministrazione… e l’hacktivismo</a></p>
<p>Perchè tutto questo usa dati, e questi dati possono e creano nuove forme di cittadini, e nuove forme di fare notizia, di essere giornalisti locali, ma non solo.<br />
Perchè il citizen journalism diventa e si potenzia anche in chiave di <a href="http://datadrivenjournalism.net/">Data Citizen Journalism, o Data Driven Journalism</a> .) E qui una <a href="http://www.sergiomaistrello.it/libri/genm/">lettura all&#8217;ottimo volume di Sergio Maistrello, &#8220;Giornalismo e nuovi media&#8221;" ci sta tutta</a>, <a href="http://www.sergiomaistrello.it/2010/07/02/la-gipsoteca-della-societa-digitale/">per una sana e completa visione di insieme del contesto civico degli Open Data</a>.<br />
Per un nuovo essere iperlocali.<br />
Per un nuovo giornalismo, anche.<br />
Per un nuovo impulso all&#8217;essenza della democrazia, ben oltre il populismo dei nostri tempi.</p>
<p>Grazie anche a nuovi strumenti, come il neonato Citizen DAN ( <a href="http://fgiasson.com/blog/index.php/2010/08/03/citizen-dan-demo-the-first-live-osf-instance/">thanks Frederick, wonderful stuff </a>):<br />
-> <a href="http://demo.citizen-dan.org/">Citizen Dan: Community Indicators for Local Communities</a></p>
<blockquote><p>Citizen Dan is a free, open source system available to any community and its citizens to measure and track indicators of local well being. It can be branded and themed for local needs. It is under active development by Structured Dynamics with support from a number of innovative cities.</p>
<p>It is a complete turnkey environment for collecting and measuring and tracking and reporting indicators of local well being. It is a data appliance and network (DAN), specifically oriented around community indicator systems.</p></blockquote>
<p>Insomma, un quadro agostano interessante .)<br />
Esempi pratici, pragmatici sia da toccare con mano sia di business arriveranno post ferie, promesso.</p>
<p>ps - <a href="http://www.webeconoscenza.net">@gigi</a>, attendo un tuo feedback sull&#8217;intervento fatto per <a href="http://www.dagoneye.it/blog/2010/07/11/economia-ed-open-data-al-veneziacamp-2010-ospite-di-ecosistema-20/">Ecosistema sull&#8217;economia degli Open Data,</a> visto che eri in ferie eh eh</p>

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<p class='technorati-tags'>Technorati Tags: <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/2010' rel='tag' target='_self'>2010</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/citizen+dan' rel='tag' target='_self'>citizen dan</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/civic+hacking' rel='tag' target='_self'>civic hacking</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/data+journalism' rel='tag' target='_self'>data journalism</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/economia+degli+open+data' rel='tag' target='_self'>economia degli open data</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/foursquare' rel='tag' target='_self'>foursquare</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/geolocalizzazione' rel='tag' target='_self'>geolocalizzazione</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/gigi+cogo' rel='tag' target='_self'>gigi cogo</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/gowalla' rel='tag' target='_self'>gowalla</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/linked+data' rel='tag' target='_self'>linked data</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/new+york+times+linked+data' rel='tag' target='_self'>new york times linked data</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/open+data' rel='tag' target='_self'>open data</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/open+street+map' rel='tag' target='_self'>open street map</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/Semantic+Web' rel='tag' target='_self'>Semantic Web</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/sergio+maistrello' rel='tag' target='_self'>sergio maistrello</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/titti+cimmino' rel='tag' target='_self'>titti cimmino</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/trends' rel='tag' target='_self'>trends</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/web+of+data' rel='tag' target='_self'>web of data</a></p>

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		<title>Google, Freebase: il tipping point del Semantic Web? Il Linked Data è arrivato</title>
		<link>http://www.dagoneye.it/blog/2010/07/22/google-freebase-il-tipping-point-del-semantic-web-il-linked-data-e-arrivato/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 12:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Brunati</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Come anticipato dall&#8217;ultimo post della settimana scorsa, anche in Italia ha iniziato ad arrivare l&#8217;onda lunga di questa news relativa a Google ed a Freebase: mi sarei aspettato però una più nutrita eco della vicenda. Il potenziale è davvero incalcolabile, o come dice una famosa pubblicità, è senza prezzo.
Grazie a Memesphere, si traccia un po&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come anticipato dall&#8217;ultimo post della settimana scorsa, anche in Italia ha iniziato ad arrivare l&#8217;onda lunga di questa news relativa a Google ed a Freebase: mi sarei aspettato però una più nutrita eco della vicenda. Il potenziale è davvero incalcolabile, o come dice una famosa pubblicità, è senza prezzo.</p>
<p>Grazie a <a href="http://www.memesphere.it/">Memesphere</a>, si traccia un po&#8217; la discussione che emerge a livello di blog che citano il post di Google ufficiale:<br />
-> <a href="http://www.memesphere.it/conversations/919830.html">Deeper understanding with Metaweb</a><br />
Mentre anche via Blog Babel altre fonti si possono scovare:<br />
-> <a href="http://it.blogbabel.com/tag/metaweb/">Tag Metaweb via blogBabel</a></p>
<p>Il primo incipit da citare è quello di <a href="http://marcovarone.nova100.ilsole24ore.com/2010/07/qualcosa-si-muove.html">Marco Varone, dei Nova100</a>, che chiude il suo post con questo condivisibile auspicio:</p>
<blockquote><p>Anche se probabilmente l’acquisizione è stata accelerata per sottrarla ad altri concorrenti che parevano interessati (almeno così indicano le voci di corridoio e il fatto che Metaweb abbia un accordo con Bing), <strong>questo tocco di Semantic Web potrà essere un ulteriore contributo alla causa della semantica e l’ennesima dimostrazione che, pur tra difficoltà, passi falsi e successi, la direzione obbligata per tutti è quella.</strong> Serve dare più conoscenza ai sistemi automatici, serve dar loro la possibilità di “capire” quello che c’è scritto, <strong>serve in sostanza lavorare a livello semantico del testo e non più solo a keyword.</strong> </p></blockquote>
<p>Una medesima conclusione raggiunta, attraverso ottimi riferimenti tecnici, anche da Claudio Cicali, che cito doverosamente:<br />
-> <a href="http://claudio.cicali.name/post/2010/07/google-acquisisce-metaweb-e-freebase-dunque/">Google acquisisce Metaweb e Freebase. Dunque?</a></p>
<blockquote><p>È dunque questo il famoso web semantico? No, affatto. <strong>Freebase è solo  un maestoso strumento che mi può aiutare a fare applicazioni e siti che – loro sì – potranno creare il web semantico.</strong> Il fatto che all’interno dell’entità relativa a Tom Hanks sia presente la sua pagina di Wikipedia e il suo account Twitter non serve a niente, se non ho qualcosa che mi esponga in superficie questa informazione e, soprattutto, la metta in correlazione con altre informazioni (magari di tipo diverso). Fare browsing all’interno della base dati di Freebase è un po’ come fare browsing nel CD di Encarta (passatemi il paragone ai limiti dell’offensivo).</p>
<p>Ci vuole dunque qualcuno che prenda questa informazioni e ci faccia qualcosa di utile.</p>
<p>Questo è il mestiere di Metaweb.<br />
[...]<br />
<strong>Poi sappiamo tutti, ormai è lampante, che con la quantità e la tipologia di fonti di informazioni che ci sono oggi, la semplice ricerca testuale non basta più. Occorre investire in strumenti semantici, davvero, che capiscano il contesto e che magari si adattino al mio personale pattern di ricerca.</strong> Chissà.</p>
<p>L’importante, ma questo è stato apertamente dichiarato, è che Freebase rimanga free. </p></blockquote>
<p>Questo però è solo l&#8217;inizio del quadro. ( <strong>alcune cose dette da claudio in realtà sono incomplete: il Linked Data e il Semantic Web è già presente oggi, solo non ancora in maniera chiara per l&#8217;utente finale </strong>).</p>
<p>Meritano una lettura anche i post del <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2010/07/google-metaweb.html">Tagliaerbe</a> e quello di Giovanni Calia:<br />
-> <a href="http://calia.me/2010/07/20/il-tipping-point-del-web-semantico/">Il Tipping Point del Web Semantico</a></p>
<p>Giovanni cita <a href="http://miter.mit.edu/node/196">un ottimo riferimento del MIT</a>, utile per dare un contesto ancor più allargato:</p>
<blockquote><p>
From a technological perspective, the recent developments around <strong>RDFa, a simpler version of RDF which allows users to add metadata to their content</strong>, will further accelerate the growth of the Semantic Web. <strong>Drupal 7, one of the biggest open source content management systems used on hundreds of thousands of websites, comes with major RDFa functionality. The latest HTML5 draft has RDFa support in it. Facebook’s Open Graph protocol is based on RDFa. Google Rich Snippets support RDFa. According to a recent GigaOM report, Twitter Annotations are looking to use it</strong>.<br />
[...]<br />
 But <strong>what about exploiting the power of the semantic web by pulling in data from different sources, the premise of linked data</strong>? Thomas Tague, VP Platform Strategy at Thomson Reuters and in charge of the OpenCalais  project, a free service to analyze and extract concepts from user-submitted texts or web sources, told me about the exciting opportunities he sees at the intersection of highly trusted monetized content and free web content. He says that “people are not going to make $100 million bets based on blog postings. But that blog posting may be an outlier, may be an initial indicator, maybe about a layoff at a factory or something like that, that the user can now immediately link back to Thomson Reuters data and gain insight and take action.” While Tague certainly shares the enthusiasm for the growth of semantic technologies and adoption of standards by industry participants, utilization of linked data remains low in his view. Therefore, his short-term outlook with respect to utilization of the linked data cloud, remains rather cautious: “There is a lot of talk about it, but with respect to our linked-data company information, people aren’t picking it up yet very much.”</p>
<p>So what can we expect in the near future? Jamie Taylor tells me that he thinks “<strong>the idea that you can aggregate is something very novel: all of a sudden my data is not limited to my data silo</strong>.” He distinguishes two types of data: core data, which must be managed by the organization to drive the core business, and context data&#8211;such as geo data. <strong>He believes that what “semantic technologies allow is in some sense to outsource [context data] to the community for maintenance</strong>.”
</p></blockquote>
<p>Questo a mio avviso è il fulcro della vicenda: <strong>l&#8217;idea che ci sia un commons di dati, quella cloud chiamata Linked Data a disposizione degli sviluppatori per arricchire la User Experience di tutte le applicazioni  ed i servizi Web che andiamo a creare disorienta come quando si doveva capire a cosa potesse servire il Web delle pagine</strong>. E&#8217; il medesimo salto nell&#8217;approcciare un mezzo che non finisce mai di stupirci, come accennavo anche nella presentazione sull&#8217;economia degli Open Data in effetti.<br />
-> <a href="http://www.dagoneye.it/blog/2010/07/11/economia-ed-open-data-al-veneziacamp-2010-ospite-di-ecosistema-20/">Economia ed Open Data al VeneziaCamp 2010, ospite di Ecosistema 2.0 </a></p>
<p>Abbiamo un database globale a disposizione: cosa mai ci potremmo fare?</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/zwbs4ej0gpc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/zwbs4ej0gpc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p><span id="more-1410"></span></p>
<p>Non è quindi solo una questione relativa al miglioramento della ricerca nè solo alle tecnologie semantiche, ovvero quella famiglia di strumenti che traducono il linguaggio naturale in linguaggio che la macchina riesce a comprendere: e questo è il maggior limite della discussione <a href="http://blog.oneminutesite.it/1-minute-site-buzz/google-acquisisce-metaweb-sara-il-passo-decisivo-verso-il-web-semantico/">in atto in giro per i siti italiani</a>. <strong>Si sta davvero passando da una logica di condivisione ipertestuale a qualcosa di molto più profondo. Un Web di dati che cambierà radicalmente il modo in cui interagiamo con questo luogo.</strong></p>
<p>Per produrre esperienze simili a quelle del Linked Data ai siti della BBC:</p>
<div style="width:425px" id="__ss_2991195"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/silveroliver/news-linked-data-summit-bbc-news-and-linked-data" title="News Linked Data Summit - BBC News and Linked Data">News Linked Data Summit - BBC News and Linked Data</a></strong><object id="__sse2991195" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=summitslidesforslideshare-10012551544-phpapp02&#038;stripped_title=news-linked-data-summit-bbc-news-and-linked-data" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse2991195" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=summitslidesforslideshare-100125151544-phpapp02&#038;stripped_title=news-linked-data-summit-bbc-news-and-linked-data" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/silveroliver">silveroliver</a>.</div>
</div>
<p>Qualcosa di molto simile, incidentalmente, a quello che racconta <a href="http://www.sergiomaistrello.it/libri/genm/">Sergio Maistrello nell&#8217;ultima parte del suo ultimo libro, &#8220;Giornalismo e nuovi media&#8221;, che merita una lettura approfondita</a>. Un giornalismo che passa sempre più attraverso i fatti, ed i dati che compongono tali fatti, e gli ecosistemi che si creano attorno ad essi. Un Web di dati al servizio forse di un nuovo <strong>Data Journalism</strong>, o un controllo dei fatti ( e qui esiste un parallelo assai stimolante in italiano <a href="http://www.factcheck.it/">http://www.factcheck.it/</a>) &#8230; </p>
<p>Per chiudere in bellezza come le braccia di un maestro d&#8217;orchestra, cito davvero un maestro, un gran bel tweet <a href="http://twitter.com/rtroncy/status/18797130576">di Nova Spivack</a>:</p>
<blockquote><p>RT @novaspivack Sem Web progress: Google+Metaweb, Apple+Siri, HuffPost+Adaptive Semantics, Evri+Twine, Facebook+RDFa, Twitter Annotations</p></blockquote>
<p>Di Google e di Metaweb credo risulti chiaro ormai di cosa si stia parlando, anche se gli effetti sono tutti in divenire, mentre per gli altri è meglio rimandare ad alcuni riferimenti:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.zdnet.com/blog/semantic-web/siri-acquired-by-apple-iphone-becomes-the-virtual-personal-assistant/371">Apple acquisisce Siri</a>, un assistente virtuale che dialoga con il Web of Data ed il Semantic Web <a href="http://www.semanticweb.com/on/apple_buys_siri_once_again_the_back_story_is_about_semantic_web_159896.asp">in maniera nativa</a></li>
<li>La testata <a href="http://techcrunch.com/2010/06/17/huffington-post-buys-adapative-semantics/">Huffington Post acquisisce Adaptive Semantics</a>, perchè in tal modo riesce a mettere le mani sul sistema che &#8220;<em>provides a semantic analysis engine (aka JuLiA) already used by the Huffington Post to help moderate the 100,000 comments published on the blog every day.</em>&#8221; </li>
<li><a href="http://www.readwriteweb.com/archives/evri_real-time_news_curation.php">Evri acquisisce Twine</a>, il social network costruito interamente su tecnologie del Semantic Web. Evri in tal modo diventa:<br />
<blockquote><p>When semantic recommendations service Evri launched two years ago, the product (backed by Microsoft co-founder Paul Allen) was seen by many as a type of search engine. Nowadays, Evri models itself as a topic-based news service; in particular, tapping into the real-time streams of mixed media coming from Facebook, Twitter, YouTube and other sources.</p>
<p>At the recent Semantic Technology conference, I sat down with Evri CEO Will Hunsinger. He called Evri the &#8220;topical equivalent of a Facebook stream.&#8221;</p>
<p>The technology of Evri is much the same as it was two years ago - it connects together topics using Semantic Web algorithms - but the landscape in which Evri is playing has evolved. <strong>In 2010, real-time information streams dominate. So Evri now aims to be a curation service.</strong>.</p></blockquote>
</li>
<li>le <a href="http://gigaom.com/2010/07/09/will-twitter-annotations-jump-start-the-semantic-web/">Twitter Annotations sono invece la versione dei tweet integrata con metadati</a>, per aiutare il filtro e il contesto dei tweet, ed usaranno a quanto pare a livello tecnico RDFa,  </li>
</ul>
<p>Non male no? Anche rispetto al quadro di sintesi emerso in dicembre.<br />
-> <a href="http://www.dagoneye.it/blog/2009/12/15/a-che-punto-e-il-semantic-web-o-il-web-semantico-e-il-web-of-data/">A che punto è il Semantic Web, o il web semantico, e il Web of Data</a></p>

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<p class='technorati-tags'>Technorati Tags: <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/Apple+Inc.' rel='tag' target='_self'>Apple Inc.</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/data+journalism' rel='tag' target='_self'>data journalism</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/Evri' rel='tag' target='_self'>Evri</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/Facebook+Inc' rel='tag' target='_self'>Facebook Inc</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/Facebook+stream' rel='tag' target='_self'>Facebook stream</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/factcheck' rel='tag' target='_self'>factcheck</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/giornalismo' rel='tag' target='_self'>giornalismo</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/Giovanni+Calia' rel='tag' target='_self'>Giovanni Calia</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/Google+Inc.' rel='tag' target='_self'>Google Inc.</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/Huffington+Post' rel='tag' target='_self'>Huffington Post</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/Italy' rel='tag' target='_self'>Italy</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/linked+data' rel='tag' target='_self'>linked data</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/linkeddata' rel='tag' target='_self'>linkeddata</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/marco+varone' rel='tag' target='_self'>marco varone</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/mit' rel='tag' target='_self'>mit</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/Nova+Spivack' rel='tag' target='_self'>Nova Spivack</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/open+data' rel='tag' target='_self'>open data</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/Open+Graph+protocol' rel='tag' target='_self'>Open Graph protocol</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/RDF' rel='tag' target='_self'>RDF</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/rdfa' rel='tag' target='_self'>rdfa</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/semantic+technologies' rel='tag' target='_self'>semantic technologies</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/Semantic+Web' rel='tag' target='_self'>Semantic Web</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/Semantic+Web+algorithms' rel='tag' target='_self'>Semantic Web algorithms</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/sergio+maistrello' rel='tag' target='_self'>sergio maistrello</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/twitter+annotations' rel='tag' target='_self'>twitter annotations</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/Twitter+Inc' rel='tag' target='_self'>Twitter Inc</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/web+of+data' rel='tag' target='_self'>web of data</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/Web+progress' rel='tag' target='_self'>Web progress</a></p>

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		<title>Il Web e il Semantic Web iniziano a fondersi: è il Web che evolve. Google acquisisce Metaweb e Freebase</title>
		<link>http://www.dagoneye.it/blog/2010/07/17/il-web-e-il-semantic-web-iniziano-a-fondersi-e-il-web-che-evolve-google-acquisisce-metaweb-e-freebase/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 08:59:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Brunati</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[E&#8217; sabato, devo fare tante cose, ma questa merita 10 minuti per stendere un post, breve ma incisivo.
Una notizia storica, dai contorni poco definiti negli effetti per il Mercato, ma con un potenziale dirompente.
Un po&#8217; come l&#8217;adozione degli standard del Semantic Web da parte di Facebook con l&#8217; OpenGraph Protocol, e l&#8217;adozione di RDFa che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; sabato, devo fare tante cose, ma questa merita 10 minuti per stendere un post, breve ma incisivo.<br />
<strong>Una notizia storica, dai contorni poco definiti negli effetti per il Mercato, ma con un potenziale dirompente.</strong></p>
<p>Un po&#8217; come l&#8217;adozione degli standard del Semantic Web da parte di Facebook con l&#8217; OpenGraph Protocol, e l&#8217;adozione di RDFa che è divenuta mainstream a livello di rich snippets, adesso si aprono scenari davvero intriganti.</p>
<p>Google ha acquisito Metaweb, società che gestisce tra le altre cose Freebase giusto per dare l&#8217;idea:<br />
-> <a href="http://twitter.com/google/statuses/18705991479">Tweet dell&#8217;acquisizione da parte di Google di Metaweb</a></p>
<blockquote><p>Today we&#8217;ve acquired Metaweb. Working together we want to improve search, make web more meaningful. Details: <a href="http://bit.ly/dzrXmu">http://bit.ly/dzrXmu</a></p></blockquote>
<p>Alcuni della comunità del Semantic Web hanno scritto, <a href="http://twitter.com/johnbreslin/status/18752347658">e Tim O&#8217;Reilly in persona ha scritto</a>:</p>
<blockquote><p>RT @timoreilly: Google buys Metaweb. http://bit.ly/bnFEIP <strong>Important step in convergence of semweb and web 2.0 thinking</strong>. I like it.</p></blockquote>
<p>La notizia mi è arrivata stanotte attraverso la <a href="semantic-web@w3.org">mailing list del W3C dedicata al Semantic Web</a> e <a href="public-lod@w3.org">al Linked Data</a>.<br />
Ma anche attraverso Twitter vale la pena di guardare un attimo:<br />
-> <a href="http://search.twitter.com/search?q=metaweb">Ricerca di metaweb all&#8217;interno di Twitter<br />
</a></p>
<p>Anche <a href="http://twitoaster.com/pandemia/facile-con-questo-video-capire-perche-google-ha-comprato-metaweb-sono-dei-fighi-welcome-to-metaweb/">Luca Conti ha rilanciato la cosa</a> ed i <a href="http://didatticacolweb2.wordpress.com/2010/07/17/metaweb-web-semantico-data/">primi italiani stanno iniziando a rilanciarla</a>.<br />
Ormai la strada è imboccata: adesso bisogna comprenderne i confini.</p>
<p><object width="450" height="300"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/TJfrNo3Z-DU&#038;rel=0&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xd0d0d0&#038;hl=en_US&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowScriptAccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/TJfrNo3Z-DU&#038;rel=0&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xd0d0d0&#038;hl=en_US&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowScriptAccess="always" width="450" height="300"></embed></object></p>
<p>A casa di Google il post merita una lettura:<br />
-> <a href="http://googleblog.blogspot.com/2010/07/deeper-understanding-with-metaweb.html">Deeper understanding with Metaweb</a></p>
<p>Ne prendo alcuni stralci:</p>
<blockquote><p>Over time we’ve improved search by deepening our understanding of queries and web pages. <strong>The web isn’t merely words—it’s information about things in the real world, and understanding the relationships between real-world entities can help us deliver relevant information more quickly. </strong>Today, we’ve acquired Metaweb, a company that maintains an open database of things in the world. Working together we want to improve search and make the web richer and more meaningful for everyone.</p>
<p>With efforts like rich snippets and the search answers feature, we’re just beginning to apply our understanding of the web to make search better. Type [barack obama birthday] in the search box and see the answer right at the top of the page. Or search for [events in San Jose] and see a list of specific events and dates. We can offer this kind of experience because we understand facts about real people and real events out in the world. But what about [colleges on the west coast with tuition under $30,000] or [actors over 40 who have won at least one oscar]? These are hard questions, and we’ve acquired Metaweb because we believe working together we’ll be able to provide better answers.</p></blockquote>
<p><strong>Finalmente anche Google lascia definitivamente il concetto di pagine e di parole, delle care keywords, ed inizia a parlare di informazioni relative alle cose del mondo reale.</strong> E&#8217; il Web my dear .)</p>
<p>Una chiusa finale: le persone chiave che lavoravano all&#8217;interno del gruppo del MIT a cui sono tanto affezionato, <a href="http://simile.mit.edu/">il gruppo SIMILE</a> che ha rilasciato il framework Exhibit per gli open data e la loro visualizzazione, sono passate a Freebase da un anno abbondante o anche più. Adesso sono di fatto in Google.</p>
<p>Il potenziale diventa astronomico.<br />
Questo post potrebbe farvi capire qualcosa ( <a href="http://www.webeconoscenza.net/2010/06/10/economia-degli-open-data/">già citato a casa di Gigi Cogo sul tema economia degli open data</a> ):<br />
-> <a href="http://www.betaversion.org/~stefano/linotype/news/391/">Freebase Gridworks, Data-Journalism and Open Data Network Effects</a></p>
<p>Queste persone sono ora passate a Google, di fatto, con strumenti di questo tipo:</p>
<p><object width="400" height="300"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=10081183&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=10081183&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="400" height="300"></embed></object>
<p><a href="http://vimeo.com/10081183">Freebase Gridworks 1.0 Overview</a> from <a href="http://vimeo.com/user392740">David Huynh</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p><strong>Il Web diventa semantico, si dota di significato e passa dalle pagine ai dati: e l&#8217;evoluzione del Web in senso lato è l&#8217;unica cosa che emergerà alla fine. Non più 2.0, non più 3.0: il Web al suo massimo potenziale, e niente più divisioni nette tra Web e Semantic Web. </strong><br />
La divisione sarà nella persona che avrà consapevolezza di quello che potrà fare con il Web, ma il mezzo ormai avrà un solo nome <img src='http://www.dagoneye.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>E questa cosa è culturale, non tecnologica.</p>

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<p class='technorati-tags'>Technorati Tags: <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/freebase' rel='tag' target='_self'>freebase</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/freebase+gridworks' rel='tag' target='_self'>freebase gridworks</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/google' rel='tag' target='_self'>google</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/linked+data' rel='tag' target='_self'>linked data</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/meaning' rel='tag' target='_self'>meaning</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/metaweb' rel='tag' target='_self'>metaweb</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/open+data' rel='tag' target='_self'>open data</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/Semantic+Web' rel='tag' target='_self'>Semantic Web</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/simile+exhibit' rel='tag' target='_self'>simile exhibit</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/simile+mit' rel='tag' target='_self'>simile mit</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/trends' rel='tag' target='_self'>trends</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/web+of+data' rel='tag' target='_self'>web of data</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/web3.0' rel='tag' target='_self'>web3.0</a></p>

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		<title>Economia ed Open Data al VeneziaCamp 2010, ospite di Ecosistema 2.0</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 16:10:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Brunati</dc:creator>
		
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			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; passata una settimana dal <a href="http://www.veneziacamp.it">VeneziaCamp</a> ( <em>tralascio volutamente le polemiche ed <a href="http://www.nordestcreativo.it/?p=967">i casini che sono emersi nell&#8217;evento</a>, magari per un altro post </em>) , ma in questi giorni tra caldo e problemi vari, non avevo ancora fatto in tempo a mettere insieme un minimo di pensiero relativo al mio intervento sull&#8217;<strong>economia e gli Open Data</strong>. Grazie all&#8217;invito di <a href="http://www.knowledgeecosystem.com/">Gino Tocchetti</a>, alla fine pure a questo VeneziaCamp hanno dovuto sopportare le mie passioni tanto strane .)<br />
L&#8217;occasione è stata quella della giornata del venerdì, dove Ecosistema2.0 ha organizzato un evento davvero notevole, come capacità di contaminazione tra idee ed esperienze differenti per unire il territorio al potenziale della logica della Rete, un&#8217;occasione <a href="http://www.zoes.it/it/content/blog/veneziacamp-2010-reti-che-attivano-territori">ripresa positivamente anche da Zoes tra gli altri</a>:<br />
-> <a href="http://ecosistema20.ning.com/forum/topics/ecosistemi-aumentati-reti-che">Ecosistemi aumentati: reti che attivano territori</a></p>
<blockquote><p>Anche quest&#8217;anno, nell&#8217;ambito del VeneziaCamp2010, il network &#8220;Ecosistema 2.0&#8243;, e&#8217; stato invitato a coordinare un evento di sensibilizzazione e diffusione dei modelli a rete aperta e sociale,<br />
cosi&#8217; come sono promossi e sostenuti da internet, e che abbiano incidenza nel territorio.</p>
<p>Il tema di quest&#8217;anno, coerentemente con la trasformazione del Veneziacamp in Festival dell&#8217;innovazione digitale, e&#8217; &#8220;Ecosistemi aumentati: reti che attivano territori&#8221;, ( <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=107020039346666&#038;index=1">http://www.facebook.com/event.php?eid=107020039346666&#038;index=1</a> ) ed e&#8217; dedicato a tratteggiare lo stato dell&#8217;arte nello sviluppo di reti<br />
aperte nei territori. Fa dunque seguito a quello della passata edizione del Veneziacamp, dedicato alla Cittadinanza Digitale, e che aveva il titolo &#8220;Civicita&#8217;: una citta&#8217; glocale tra reale e virtuale&#8221; ( <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=156133468500">http://www.facebook.com/event.php?eid=156133468500</a> ).</p></blockquote>
<p> In realtà è da un pò che sto approfondendo il tema delle economie attorno agli Open Data, un tema che sarà sempre più affrontato in queste pagine, ed infatti qualcosa era nato a casa di Gigi Cogo:<br />
-> <a href="http://www.webeconoscenza.net/2010/06/10/economia-degli-open-data/">Economia degli open data</a></p>
<p>Visto che <a href="http://www.wired.it/news/archivio/2010-06/10/economia-degli-open-data.aspx">ne aveva parlato anche su Wired</a>, mi ha stimolato, e vista la profondità della discussione, ho creato una categoria ad hoc in questo blog, se vorrete stare aggiornati su tale questione in particolare. Lo scamabio a casa sua merita comunque una lettura, che non ripeto in questa sede.</p>
<p>Partiamo quindi  dalla presentazione portata al VeneziaCamp, che ho ampliato ed aggiornato rispetto a quella mostrata dove non filava troppo, o dove erano presenti troppi concetti impliciti:</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4676184"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/dagoneye/economia-dei-dati-liberati-open-data-e-semantic-web-nella-pa" title="Economia dei Dati Liberati - Open Data e Semantic Web nella PA">Economia dei Dati Liberati - Open Data e Semantic Web nella PA</a></strong><object id="__sse4676184" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=ecosistema-economia-dati-liberati-100704090014-phpapp02&#038;stripped_title=economia-dei-dati-liberati-open-data-e-semantic-web-nella-pa" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4676184" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=ecosistema-economia-dati-liberati-100704090014-phpapp02&#038;stripped_title=economia-dei-dati-liberati-open-data-e-semantic-web-nella-pa" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
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</div>
<p>Il tema è notevole e sempre attuale: anche <a href="http://www.alfonsofuggetta.org/?p=7844">Alfonso Fuggetta ne ha parlato con un bellissimo incipit</a>, alla fine di un post nei medesimi giorni in cui si svolgeva l&#8217;evento di Venezia, che riprendo:</p>
<blockquote><p><strong>Date i dati</strong><br />
﻿
<p>Chi espone dati e informazioni su Internet rende possibile il mashup e la creazione di servizi. Ovviamente ci sono i problemi di privacy e controllo nel caso di dati personali, ma quanto si può fare se invece di fare tanti silos verticali chiusi, ciascuno rendesse disponibili in modo intelligente e ragionevole dati e informazioni secondo formati standard? </p>
</blockquote>
<p>Nella giornata del venerdì 2 luglio <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2010/07/01/veneziacamp-2010-ci-siamo/">anche l&#8217;amico Ernesto Belisario ha parlato degli Open Data</a>, e ne ha parlato in effetti pure il sabato al barcamp, per cui è impossibile fare una sintesi completa delle varie sfacettature della vicenda: è ormai assodato che fa parte dell&#8217;agenda setting di un certo tipo di eventi e che rappresenta una delle possibilità più concrete di nascita di nuovi business dirompenti per uscire dallo stallo istituzionale di questo Paese e rappresenta una valida occasione per fare innovazione in maniera pragmatica e non più solo parlata.<br />
Sarà un autunno caldo su questi temi, soprattutto per la loro dirompenza relativa alla trasparenza e alla libertà di noi cittadini, sia nel creare consapevolezza nelle falle del sistema Paese, che nel essere davvero cittadini attivi nella costruzione del nostro futuro.<br />
Non è un caso che <a href="http://www.sergiomaistrello.it/2010/07/02/la-gipsoteca-della-societa-digitale/">anche l&#8217;amico Sergio Maistrello ne parli, in chiave giornalistica</a>: in America in un certo senso nascono nuovi ruoli del giornalista su questi temi, riconosciuti sotto il cappello di <strong>Data Journalism</strong>&#8230;</p>
<p>Torniamo all&#8217;intervento promosso da Ecosistema2.0: tante persone, tanti progetti ed iniziative diverse, con affinità e obiettivi comuni tutto sommato. Ma non è solo una questione di vicinanza dei fini e di persone con interessi comuni.<br />
Il legame tra tutte queste iniziative è anche tecnico, oltre che sociale: <strong>alla fine la tecnologia è un fattore abilitante e la società deve capirne le potenzialità appieno per trarne un reale vantaggio a tutto tondo</strong>. Per introdurci meglio in questo mio flusso di pensiero mostrato nella presentazione, direi che questa ulteriore presentazione della Talis ci possa stare per introdurre il tema &#8220;<strong>If you love something, set it free</strong>&#8220;:</p>
<div style="width:425px" id="__ss_1073812"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/iandavis/code4lib2009-keynote-1073812" title="If you love something... set it free">If you love something&#8230; set it free</a></strong><object id="__sse1073812" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=id-code4lib2009-keynote-090226111303-phpapp01&#038;stripped_title=code4lib2009-keynote-1073812" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse1073812" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=id-code4lib2009-keynote-090226111303-phpapp01&#038;stripped_title=code4lib2009-keynote-1073812" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
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</div>
<p>Passiamo ora a chiarire un po&#8217; di punti, per chi ha un attimo di tempo.</p>
<p><span id="more-1367"></span></p>
<h3>Etica e Web of Data: una sinergia dirompente</h3>
<p>La domanda di Gino che mi era stata posta era quella di stimolare una riflessione relativa all&#8217;economia dei dati aperti relativi alla PA: il fatto che mi ha abbia tenuto praticamente alla fine del panel non è un caso. Tutte le presentazioni mostrate durante la giornata hanno delle cose in comune nella loro diversità:</p>
<ol>
<li>tutte vogliono ricondursi ad una <strong>certa etica nel fare business, anche nel finanziamento e nella gestione del proprio lavoro</strong>. Si pensi a realtà come <a href="http://www.prestiamoci.it" >Prestiamoci, che conosco bene grazie anche al </a><a href="http://www.metafora.it/blog/endorsement/prestiamoci-il-denaro-tra-persone-ridando-il-giusto-ruolo-alla-nostra-umanita/">legame tra Metafora e Prestiamoci nella loro prima fase di vita</a>, oppure alle discussioni emerse nella mattinata alla volontà di avere finanziamenti per progetti come<a href="http://www.seedelio.com/"> Seedelio</a>, ma che siano finanziamenti etici, cioè che si possa conoscere la filiera di chi finanzia un progetto eco-sostenibile ad esempio. Oppure progetti come <a href="http://www.pazienti.org">Pazienti.org</a>, che siano fonte di reputazione e merito rispetto ad un tema fondamentale come la salute di noi cittadini. Elementi certo non banali, ne converrete.</li>
<li>tutte realtà e progetti che sono<strong> aggregatori di valori e di dati. Soprattutto di dati</strong>. E che potrebbero trarre un vantaggio enorme se non usassero più solo l&#8217;idea di servizi chiusi alla Web2.0, ma se entrassero nel Web of Data, ovvero nel Web al suo massimo potenziale. E qui si potrebbe davvero scardinare le regole del gioco economico classico, per far giustamente emergere il potenziale etico e di riuso dell&#8217;economia immateriale. E che il mondo dei mass media e delle economie tradizionali non vuole vedere, e non vuole comprendere. Facciamo qualche esempio di dati: i dati relativi al traffico per una mobilità sostenibile, i dati relativi alla salute pubblica e all&#8217;incidenza delle malattie rispetto alle aree geografiche per fare pressione alle aziende che inquinano e via dicendo&#8230; dati utili per molte realtà che stanno nascendo come <a href="http://www.pazienti.org/">Pazienti.org</a> Il problema è che il Web2.0 a livello tecnico ha apportato tanti vantaggi, ma anche tanti rischi, ed il principale è quello di creare silos di dati indipendenti tra loro. Il Web è una rete unica, ed il Web2.0 ne sta limitando le possibilità. Occorre rifocalizzare tale punto per andare oltre.</li>
</ol>
<p>Questi legami dovranno essere spiegati più in dettaglio nel corso dei prossimi giorni: tutto è dato, e la nostra libertà di azione dipende dal nostro grado di controllo su di esso.</p>
<h3>Il flusso logico in breve della presentazione: dagli open data all&#8217;economia dell&#8217;abbondanza dei beni digitali</h3>
<p>Il flusso logico che ho tenuto nella presentazione può essere riassunto in questo passaggio veloce, per i più curiosi: open data, esempi di ritorno economico diretto e indiretto nella creazione di trasparenza e quindi di fiducia nella filiera tra Stato e Mercato, quindi un breve riaassunto sulla consapevolezza dell&#8217;essere Web come luogo pronto a gestire la creatività a costi bassissimi per la collettività ed introduzione dei beni immateriali, che sono non competitivi per natura e quindi possono rispondere alle regole dell&#8217;economia dell&#8217;abbondanza e non a quelle della scarsità, che è quell&#8217;economia che tradizionalmente guida il nostro mondo fisico. Da qui, si mostra il valore del Web nel facilitare la distribuzione di un&#8217;innovazione ove ci sia un incentivo individuale abbastanza forte da creare il primo tassello ed nel trasmettere tecnicamente questo passaggio in maniera virale. Prima c&#8217;era il view source solo sulla pagina HTML, oggi lo possiamo fare con i dati che il Web è pronto a gestire. Con il medesimo meccanismo, è solo un problema di gestione  degli incentivi individuali. E poi a trasmettere le giuste linee guida tecniche ( quelle relative al Linked Data direi ), e quindi a come si debba percepire la creazione di un bene comune condiviso che debba essere difeso proprio come i beni collettivi fisici che hanno una valenza per il genere umano al di fuori del Mercato.<br />
In tutto questo si accenna anche al fatto della rottura della filiera della programmazione tecnica di un sito: prima solo il livello dei dati chiuso nei database, gestito dalla logica inserita nativamente nelle applicazione web, qualunque tecnologia venga usata. Oggi con il Web of Data si rende disponibile direttamente il livello del dato, nudo e crudo, senza bloccarlo e chiuderlo dentro una determinata logica applicativa. Si trasforma il Web di pagine in un immenso Web di dati, come fosse un database collettivo. A vantaggio dell&#8217;innovazione e dell&#8217;uso creativo della nostra intelligenza, e nella nostra capacità di creare numerosi visualizzazioni significative dei dati a nostra disposizione.</p>
<p>Questo il flusso logico in breve: vediamo di entrare in qualche dettaglio di questi passaggi. Ho comunque inserito tutti i link di approfondimento del caso ove possibile direttamente nella presentazione: esplicitarli tutti in una forma discorsiva implicherebbe lo scrivere un libro .)</p>
<h3>Tra Open Data e trasparenza: per creare un nuovo senso civico e fiducia grazie al Linked Data</h3>
<p>Ho quindi introdotto brutalmente il tema degli open data, senza passare alla definizione o al contesto: semplicemente raccontando al volo i primi risultati economici di qualcosa che ha un valore ben più ampio e che l&#8217;Unione Europea in effetti ha già stimato fin dal 2002. Solo che i Paesi europei non stanno formando il pubblico su tali temi in maniera sufficiente, per tutta una serie di motivazioni. In Italia siamo oltremodo lontani da tali dinamiche anche per un ritardo culturale che dovrebbe inquadrare l&#8217;innovazione digitale in un processo a supporto di una maggiore efficienza nel rapporto tra Stato e Mercato, e non solo per fare marketing nell&#8217;innovazione urlata e poi non praticata. Ma abbiamo tanti, tantissimi ostacoli lungo il cammino.</p>
<p>Un rapporto quello tra Stato e Mercato che forse progetti ed iniziative come <a href="http://www.progettokublai.net/">Kublai</a>, potrebbero iniziare ad innovare dall&#8217;interno: e aver conosciuto dal vivo <a href="http://www.cottica.net/wikicrazia/6-trasparenza/">Alberto Cottica mi ha stimolato</a> ad approfondire la questione anche in tal senso. ( e che ringrazio per lo scambio avuto online successivo )<br />
Credo che la presentazione segnalata dalla stessa World Wide Web Foundation possa fare davvero al caso nostro per i più frettolosi in ogni caso, per un quadro completo dell&#8217;inquadramento del ruolo del Web come fattore abilitante sia gli Open Data che un nuovo E-government .)<br />
-> <a href="http://bit.ly/asM0eY">Open Government Data by World Wide Web Foundation</a></p>
<p>Ma anche questa ci ritorna utile, a livello di design della trasparenza abilitata dal Web:</p>
<div style="width:425px" id="__ss_1542363"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/george.thomas.name/more-transparency-transformation" title="(More) Transparency Transformation">(More) Transparency Transformation</a></strong><object id="__sse1542363" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=gtgtra-sym09-090606102317-phpapp02&#038;stripped_title=more-transparency-transformation" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse1542363" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=gtgtra-sym09-090606102317-phpapp02&#038;stripped_title=more-transparency-transformation" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/george.thomas.name">George Thomas</a>.</div>
</div>
<p>Comunque, tornando a noi: il filone seguito, oltre a chiarire che un valore economico inteso tradizionalmente esiste nell&#8217;investire negli Open Data, mirava anche ad introdurre due temi. Quello del valore economico dei beni digitali diverso dall&#8217;economia dei beni fisici e quello relativo all&#8217;uso del Web of Data e del Semantic Web per abilitare gli Open Data: lo sforzo tecnologico che anche Titti Cimmino con le due puntate sul valore dei Linked Open Data ha giustamente focalizzato:</p>
<p>-> <a href="http://www.titticimmino.com/2010/06/07/linked-open-data-the-italian-road-not-taken-part-1/">Linked Open Data: the italian road not taken (Part 1)</a><br />
-> <a href="http://www.titticimmino.com/2010/06/15/linked-open-data-the-italian-road-not-taken-part-2/">Linked Open Data: the italian road not taken (Part 2)</a></p>
<div style="width:425px" id="__ss_2954919"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/rjw/linked-data-in-action" title="Linked Data In Action">Linked Data In Action</a></strong><object id="__sse2954919" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=linkeddatainaction-100120062331-phpapp01&#038;stripped_title=linked-data-in-action" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse2954919" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=linkeddatainaction-100120062331-phpapp01&#038;stripped_title=linked-data-in-action" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/rjw">Richard Wallis</a>.</div>
</div>
<p>Se è utile iniziare a vedere cosa diamine sia il Linked Data, è utile anche comprendere la natura del bene digitale. E delle possibilità a nostra disposizione.<br />
Perchè introdurre il valore del bene digitale? Perchè la PA non ha obiettivi solo economici, visto che lo Stato ha obiettivi anche etici decisi dalla propria popolazione, ma anche perchè lo Stato è sempre stato abituato a gestire risorse esclusive, fisiche. Mentre tanti problemi che abbiamo nel gestire l&#8217;economia realtiva ai beni digitali è che hanno regole diverse, almeno potenzialmente. E qui rientra <a href="http://www.anobii.com/books/Il_futuro_delle_idee/9788807171239/01dc39aa6aebfc5523/">la citazione di Lawrence Lessig e del volume &#8220;Il futuro delle idee&#8221;</a>, di cui consiglio la lettura. Il concetto base che mi piace ripetere è quello famoso delle mele e delle idee, per far iniziare la discussione degli incentivi economici relativi ai beni immateriali: </p>
<blockquote><p>Se tu hai una mela e io ho una mela e ce le scambiamo, allora tu e io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un’idea e io ho un’idea e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.<br />
If you have an apple and I have an apple and we exchange apples then you and I will still each have one apple. But if you have an idea and I have an idea and we exchange these ideas, then each of us will have two ideas.<br />
La frase è attribuita allo scrittore irlandese George Bernard Shaw (Dublino, 26/07/1856 – Ayot St Lawrence, 2/11/1950), premio nobel per la letteratura nel 1925.</p></blockquote>
<p>Via <a href="http://ricetteblog.girlpower.it/proverbi/due-mele-due-idee-george-bernard-shaw/">Due mele, due idee - George Bernard Shaw.</a></p>
<p>Questa era la prima provocazione: <strong>la PA ha pochissimi costi nel dare i dati in quel territorio per creatività che è la Rete, a tutto vantaggio della collettività</strong>. Proprio come ha fatto anche la Regione Piemonte, in effetti. Una bella sintesi in questa presentazione, dove si mostra anche il valore economico stimato dall&#8217; Unione Europea in merito agli Open Data:<br />
-> <a href="http://www.tosm.it/upload/img/file/PPT_Convegni/Infrastrutture_Darino_RegionePiemonte.pdf" >Dalle definizione delle regole al business per il mercato - I dati pubblici diventano materia prima disponibile per il Sistema Sociale ed Economico</a></p>
<p>Consideriamo ora questo passaggio:</p>
<blockquote><p>Superare la concorrenza sul piano dell&#8217;ecologia comporta un atteggiamento mentale completamente nuovo. Non si tratta di prendere, fare e sfruttare di più. Invece di scavare, trivellare più a fondo nel terreno, bisogna scavare e profondamente dentro se stessi, nella propria azienda, nella propria comunità. Invece di sfruttare l&#8217;ambiente, bisogna creare un diverso tipo di ambiente: <strong>un ambiente collaborativo nel quale noi, le nostre aziende e le nostre comunità siamo costantemente impegnati a individuare come generare più crescita, più sicurezza, più piacere e più utilità da un uso innovativo degli elettroni più puliti e dall&#8217;impiego di minori quantità di risorse.</strong></p>
</blockquote>
<p>E&#8217; tratto da un libro regalatomi da un amico proprio qualche mese fa ( <a href="http://www.anobii.com/books/Caldo,_piatto_e_affollato/9788804597308/01d2d2196a87a44503/"> &#8220;Caldo, piatto ed affollato&#8221; di Thomas Friedman</a> ) , e che ho letto in questa parte a pagina 484 proprio domenica scorsa, due giorni dopo aver parlato di queste cose al VeneziaCamp. E&#8217; questa consapevolezza che serve trasmettere attraverso fatti, ed esempi reali. La sinergia tra persone e progetti ed un uso nuovo del web come luogo di crescita di un bene condiviso non competitivo sui dati relativi alla collettività ha un potenziale immenso, difficile perfino da immaginare in tutto il suo divenire. </p>
<p>Perchè non si puo&#8217; cambiare la filiera senza un incentivo che ci sproni a farlo: gli open data applicati allo Stato e al settore privato faranno emergere le incoerenze dello sviluppo mostrando la filiera per quello che è in realtà. Potenzialmente anche con i suoi costi sociali e di sistema. Se noi lo vogliamo, ovviamente. Ma realtà come <a href="http://milan.the-hub.net/public/"> TheHub</a> ad esempio e <a href="http://hubmilan.com/2010/06/the-hub-a-veneziacamp-2010-reti-che-attivano-territori/">l&#8217;idea dell&#8217; Ufficio Sostenibile</a> hanno bisogno di questi incentivi, e di questa consapevolezza per smuovere le coscienze.<br />
Da soli non faranno strada facilmente.</p>
<p>Abbiamo solo iniziato a scalfirne la superficie di tutto questo&#8230;</p>
<div style="width:425px" id="__ss_2522357"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/cloudofdata/unlocking-the-database-of-intentions" title="Unlocking the Database of Intentions">Unlocking the Database of Intentions</a></strong><object id="__sse2522357" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=20091118-jiscmosaicwrap-up-091117142829-phpapp02&#038;stripped_title=unlocking-the-database-of-intentions" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse2522357" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=20091118-jiscmosaicwrap-up-091117142829-phpapp02&#038;stripped_title=unlocking-the-database-of-intentions" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/cloudofdata">Paul Miller</a>.</div>
</div>
<p>Per chiudere questo primo ragionamento, trovo utile riprendere il tema dei modelli di business legati ai dati, di cui si è parlato nei primi mesi del 2010 anche al MIT in effetti. Se gli Open Data hanno valore per il settore pubblico, potrebbero averlo anche per il settore privato, no? </p>
<p>Via <a href="http://tumblr.zachbeauvais.com/post/727138324/bmld1">Business Models for Linked Data</a></p>
<div style="width:425px" id="__ss_2900344"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/sjbrinker/marketing-with-linked-data-mit" title="Marketing with Linked Data (MIT)">Marketing with Linked Data (MIT)</a></strong><object id="__sse2900344" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=mitiaplinkeddata-100112202210-phpapp01&#038;stripped_title=marketing-with-linked-data-mit" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse2900344" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=mitiaplinkeddata-100112202210-phpapp01&#038;stripped_title=marketing-with-linked-data-mit" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/sjbrinker">sjbrinker</a>.</div>
</div>
<p>Tutto questo mira a creare un bene condiviso che deve essere difeso: ma prima deve essere visto .)<br />
-> <a href="http://blog.debiase.com/2010/06/fragili-commons.html">Fragili commons</a></p>
<p>Altri link utili, per chiudere in bellezza:<br />
-> <a href="http://blog.spaziogis.it/2010/05/30/open-government-e-open-data-bilanci-e-prospettive/">Open Government e Open Data: bilanci e prospettive</a><br />
-> <a href="http://1right.it/?p=421">World Bank e open data</a></p>

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		<title>Open Data e loro visualizzazioni: DataPress e Dido, il nuovo Data Interactive Document e Semantic Mediawiki</title>
		<link>http://www.dagoneye.it/blog/2010/06/03/open-data-e-loro-visualizzazioni-datapress-e-dido-il-nuovo-data-interactive-document-e-semantic-mediawiki/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 21:43:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Brunati</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[UPDATE: è la Regione Piemonte che ha aperto agli open data, non solo il Comune di Torino, thanks Gigi - http://www.dati.piemonte.it/cms/
Incredibile come i tempi siano diventati maturi per certe cose. E come alcune cose che ho sempre seguito in tempi non sospetti ci diano una mano incredibile sui temi dell&#8217; Open Data.
Continuo il filone iniziato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>UPDATE</strong>: è la Regione Piemonte che ha aperto agli open data, non solo il Comune di Torino, <a href="http://friendfeed.com/gigicogo/f524b50d/open-data-e-loro-visualizzazioni-datapress">thanks Gigi</a> - <a href="http://www.dati.piemonte.it/cms/">http://www.dati.piemonte.it/cms/</a></p>
<p>Incredibile come i tempi siano diventati maturi per certe cose. E come alcune cose che ho sempre seguito in tempi non sospetti ci diano una mano incredibile sui temi dell&#8217; <strong>Open Data</strong>.<br />
Continuo il <a href="http://www.webeconoscenza.net/2010/05/25/coda-lunga/">filone iniziato da Gigi Cogo</a> e da <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/cat/open-links/">Ernesto</a>, buttandomi un attimo sul tecnico. <a href="http://blog.debiase.com/2010/06/segnalazioni.html">Tema ripreso anche da De Biase</a> proprio oggi citando il post di Gigi, tra l&#8217;altro.</p>
<p><strong>L&#8217; Open Data a livelli amatoriali forse, è già alla portata di molti della PA, grazie a tool semplici che predispongono il mindset verso il Linked Open Data al suo massimo potenziale, senza necessità di grandi investimenti iniziali.</strong> E con competenze simili al classico Web Designer, che non debba conoscere i meandri di RDF e via dicendo.</p>
<p>Vediamo se riesco a farmi comprendere: in caso contrario ditemelo che vedrò di fare esempi chiari. Aguzziamo la vista e le orecchie: parlerò del <strong>framework SIMILE Exhibit e di alcuni suoi sviluppi recenti, il progetto DIDO, ovvero Data Interactive Document</strong>.</p>
<p>In breve il passaggio concettuale potrebbe essere: <strong>pubblico il dato in formato RAW e qualcuno me lo rende un po&#8217; più utile, usando un formato intermedio, non così complesso come quello in RDF magari, ma assai vicino e già predisposto per la sua completa trasformazione verso il Linked Open Data Web .)<br />
Pagine create con SIMILE Exhibit, che hanno un export automatico in diversi formati ( <em>tramite il bottoncino che appare a forma di forbice per capirci</em> )</strong>.<br />
-> <a href="http://www.simile-widgets.org/exhibit/">Exhibit - Publishing Framework for Data-Rich Interactive Web Pages</a></p>
<p>Tempo fa, tanto tempo fa ne avevo parlato in ottica di mashup a lato client, e non li avevo mai fatti rientrare nella dimensione Open Data a livello esplicito, ma in effetti ci siamo dentro pienamente.<br />
Anche troppo. Me ne sono reso conto ripensandoci un attimo, soprattutto in chiave delle recenti pubblicazioni Open Data effettuate dal <del datetime="2010-06-04T18:49:46+00:00">Comune di Torino</del>, Regione Piemonte [<em><a href="http://friendfeed.com/gigicogo/f524b50d/open-data-e-loro-visualizzazioni-datapress"> grazie alla nota di Gigi </a></em> ]segnalate da Nicola Mattina e da Gigi e da Ernesto.<br />
-> <a href="http://blog.nicolamattina.it/2010/05/gli-open-data-della-regione-piemonte-un-esperimento/">Gli open data della Regione Piemonte: un esperimento</a><br />
-> <a href="http://www.webeconoscenza.net/2010/05/30/qualcosa-si-muove/">Qualcosa si muove</a><br />
-> <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2010/05/31/open-links-3/">Open Links #3</a></p>
<p>Una delle poche guide del 2008 a questo framework infatti titolava in questo modo:<br />
-> <a href="http://www.ibm.com/developerworks/web/library/wa-realweb6/">Real Web 2.0: Practical linked, open data with Exhibit</a> - Discover a tool for managing data the right way, while reducing burdens on developers and users</p>
<blockquote><p>A major hub of such development is SIMILE (Semantic Interoperability of Metadata and Information in unLike Environments), a research project developing tools to share diverse collections of data and digital media. SIMILE is a joint project of Massachusetts Institute of Technology (MIT) and the W3C, and it has produced some real gems. One of these is Exhibit, which allows you to produce Web pages with widgets the user can use to quickly comb through large collections of data. Exhibit makes this easy and requires little programming.</p></blockquote>
<p>Era il 13 maggio 2008.</p>
<p><span id="more-1326"></span></p>
<p>Io ne parlai in pubblico all&#8217; OpenCamp del 2007 a Roma .) E diverse altre volte, riassunte in questo post di giugno 2008:<br />
-> <a href="http://www.dagoneye.it/blog/2008/06/23/cose-davvero-un-sito-e-cosa-sta-diventando-simile-exhibit-e-the-exhibition-verso-il-web-of-data-a-partire-da-oggi/">Cos&#8217;è davvero un sito e cosa sta diventando: SIMILE Exhibit e The Exhibition, verso il Web of Data a partire da oggi&#8230; </a></p>
<blockquote><p><strong>Exhibit has been built to ease the process of publishing (structured) data to the Web</strong>. The immediate benefit to exhibit authors is, of course, that there’s no need to learn database technologies, set up web servers, design browsing interfaces, and build full 3-tier web applications that work across several browsers.</p>
<p>This benefit in itself is already worthwhile.</p>
<p>However, there is a secondary, long-term benefit, not to exhibit authors but to potentially everyone.</p>
<p><strong>The data published through Exhibit is readily machine-processible.</strong> </p></blockquote>
<p>Credo che sia proprio a tema, no? .)<br />
<strong>Open Data integrati nella visualizzazione di base, ma nel medesimo istante disponibili anche in formato RAW: nativamente!</strong> Senza dimenticare che <a href="http://simile.mit.edu/wiki/Exhibit/Creating,_Importing,_and_Managing_Data">tale framework legge nativamente pure il recente RDFa, tra le altre cose</a>.</p>
<p>Cosa è cambiato ad oggi?<br />
Lo anticipo con due video:<br />
<object id='stU0hVRkdIR1pYQlleW15fVV9d' width='425' height='344' type='application/x-shockwave-flash' data='http://www.screentoaster.com/swf/STPlayer.swf'  codebase='http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=9,0,115,0'><param name='movie' value='http://www.screentoaster.com/swf/STPlayer.swf'/><param name='allowFullScreen' value='true'/><param name='allowScriptAccess' value='always'/><param name='flashvars' value='video=stU0hVRkdIR1pYQlleW15fVV9d'/></object>
<div style='width: 425px; text-align: right;'><a href='http://www.screentoaster.com/'>Record your screencast online</a></div>
<p>E questo video:<br />
-> <a href="http://projects.csail.mit.edu/exhibit/Dido/dido.mp4"> Demo del Data Interactive Document</a></p>
<p>Due cose in pratica:</p>
<ol>
<li>un plugin di Wordpress per gestire al meglio tali pagine realizzate con Simile Exhibit all&#8217;interno di un blog, chiamato <strong>DataPress</strong> - <a href="http://www.dagoneye.it/blog/2009/06/15/google-squared-datapress-parallax-rdfa-ed-oltre-maggiore-struttura-ma-in-mano-a-chi/">già segnalato diverso tempo fa</a><br />
 <a href="http://projects.csail.mit.edu/datapress/">DataPress - The Data for your Blog</a></li>
<li>un nuovo strumento per facilitare la modifica e una maggiore interazione con questo framework, chiamato <strong>DIDO, Data Interactive Document</strong>. Permette di lavorare con gli Open Data in un unico documento da browser, in locale. Con evoluzioni che saranno da seguire e con la medesima User Experience della parte che si naviga in Rete. Una coerenza assoluta .)<br />
<blockquote><p>With Dido you can edit the data you are looking at, as well as the Exhibit visualization, right inside the page.  Then you can save the page to persist your changes.  All the functionality&#8212;exhibit, data, and editor&#8212;is in the document itself, so you don&#8217;t even need a web connection to use it.</p></blockquote>
<p>
<a href="http://projects.csail.mit.edu/exhibit/Dido/">DIDO - The Data-Interactive Document</a></li>
</ol>
<p>Poter quindi fare civic hacking in loco, con un dataset limitato e senza dover essere collegati non mi pare poco.</p>
<h3>Civic Hacking e Sanità: la salute è dello Stato o di tutti?</h3>
<p>Tra l&#8217;altro, <a href="http://www.webeconoscenza.net/2010/05/25/coda-lunga/">come Ernesto parlava a tre quarti dell&#8217;intervento con i radicali</a>, la sanità e l&#8217;incidenza delle malattie sono un dato fondamentale che le regioni potrebbero e dovrebbero divulgare. Di questo tornerò a parlare più avanti perchè mi tocca nel profondo ed è uno dei motivi di questa mia passione sugli Open Data, ma avevo proposto un&#8217;azione vicina a questi temi nel 2007 come atto ante litteram di <strong>civic hacking</strong>:<br />
-> <a href="http://www.dagoneye.it/data/semwebExhibitRandomThoughts.html#%2812%29">Semantic Web, Simile Exhibit e spunti semi- strutturati - slide 12</a></p>
<p>Forse era troppo presto, in effetti.</p>
<h3>Altri casi</h3>
<p>Altri stanno riprendendo questi temi nel mondo nell&#8217;unire gli Open Data a visualizzazioni interessanti e senza grossi investimenti con questi strumenti:<br />
-> <a href="http://perlitalabs.wordpress.com/2010/02/19/mapping-tiger-stimulus-grants-with-simile/" >Mapping TIGER Stimulus Grants with Simile</a></p>
<blockquote><p>Today the U.S. Department of Transportation announced the cities that would be awarded with Transportation Investment Generating Economic Recovery (TIGER) Grants.  This seemed like a great opportunity to apply some visualization tools to a new data set.  The data was manually pulled out of the official PDF announcing the TIGER Grants and put into a Google Spreadsheet.  Then it was quick to together a SIMILE Exhibit that pointed to the data.</p></blockquote>
<p>I fili si legano, si intrecciano tra loro creando opportunità gigantesche ed inaspettate <img src='http://www.dagoneye.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Li vedete come si legano tra loro?<br />
Confido di sì.</p>
<p>Per chiudere riprendo <a href="http://www.lucanicotra.org/brunetta-obama">Luca Nicotra per una chiusura a tono</a> ( tutto questo non è a costo zero ragazzi, le risorse a medio e lungo termine servono, e le persone pure dietro a tutto questo ):</p>
<blockquote><p><strong>Brunetta inoltre annuncia a sopresa un primo data.gov italiano</strong> entro l&#8217;anno aggiungendo</p>
<p>&#8220;Ci stiamo lavorando con una legge, qualcosa è già disponibile ma i database non sono comunicanti e sempre on-line&#8221;.</p>
<p>Ma qui si nasconde anche la parte più preoccupante del discorso del ministro. Perchè dietro il suo slogan</p>
<p>&#8220;Le riforme a costo zero sono le più fruttuose&#8221;.</p>
<p>si nasconde una grossa difficoltà a rendere l&#8217;innovazione non tanto una delle priorità, ma quantomeno una delle tematiche di interesse di questo governo per uscire dall crisi.</p>
<p>Non giriamoci attorno. Non solo l&#8217;innovazione, dalla trasparenza degli Open Data, all&#8217;accesso della banda larga ha bisogno di risorse. Ma anche le leggi a costo zero, devono partire da lontano, per non finire emarginate nei momenti cruciali. Lo abbiamo visto chiaramente quando l&#8217;anno scorso abbiamo tentato di non far rinnovare la Pisanu nel mille proroghe.</p>
<p>Il fatto più preoccupante e che lo stesso Ministro si metta in una posizione di difesa dell&#8217;operato di Governo, e non cerchi invece di rappresentare fino in fondo le istanze dell&#8217;innovazione, cominciando a criticare i suoi colleghi seriamente e puntualmente.  Anche alzando i toni, quando necessario.</p>
<p><strong>Ottenenere l&#8217;innovazione, in un paese schiacciato dalle lobby della conservazione, è una lotta, che non può avere successo nelle stanze dei bottoni ma solo coinvolgendo l&#8217;opinione pubblica.</strong></p></blockquote>
<p>Chiudo tornando alla parte di speranza legata all&#8217;uso di certe tecnologie, così non mi abbatto.<br />
Insomma, non solo dati grezzi, ma dati grezzi abbinati a visualizzazioni di base già integrate ed open source sugli assi di base informativi ( tempo, spazio, e faccette dell&#8217;informazione ). Per preparare il processo della trasparenza e non solo fare la sparata, <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/">per dirla alla Ernesto</a> .)</p>
<h3>E se i wiki potessero già integrare gli Open Data nativamente in RDF? Semantic Mediawiki at work!</h3>
<p>E per il terreno comune tipo wiki, un&#8217;altra integrazione notevole.<br />
Usando il Semantic Mediawiki c&#8217;è un plugin che integra il Simile Exhibit nativamente&#8230;<br />
-> <a href="http://projects.csail.mit.edu/wibit/wiki/index.php?title=Wibit">http://projects.csail.mit.edu/wibit/wiki/index.php?title=Wibit</a></p>
<blockquote><p>The Wibit project hosts various tools that aim to bring the power of Exhibit to the (semantic) wiki world.<br />
Using the Exhibit Result Printer for Visualizing Query Results in Semantic MediaWiki</p>
<p>The Exhibit Result Printer lets users easily create visualizations of query results in a Semantic MediaWiki (SMW).<strong> It employs the capabilities of Exhibit, a publishing framework for data-rich interactive web pages, to give structured wiki content a new significance. The user can set up various views on the resulting data such as timeline or map views in order to clear viewers of these enriched articles from analytic tasks. With features such as faceted browsing, sorting and aggregation, Exhibit puts users back in control of large data volumes that wikis tend to contain.</strong> </p></blockquote>
<p>E per chi non lo sapesse il Semantic Mediawiki è Wikipedia con l&#8217;integrazione nativa a produrre Open Data .)<br />
-> <a href="http://semantic-mediawiki.org/wiki/Semantic_MediaWiki">Semantic Mediawiki</a><br />
-> versione in bundle con parecchi plugin interessanti - <a href="http://www.mediawiki.org/wiki/Semantic_Bundle">Semantic Mediawiki in bundle</a></p>
<p>Un tutorial esplicativo per i più curiosi:<br />
-> <a href="http://videolectures.net/eswc08_vrandecic_sw/" >Semantic Wikis</a></p>

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<p class='technorati-tags'>Technorati Tags: <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/civic+hacking' rel='tag' target='_self'>civic hacking</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/data' rel='tag' target='_self'>data</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/data+raw' rel='tag' target='_self'>data raw</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/dido' rel='tag' target='_self'>dido</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/egov2.0' rel='tag' target='_self'>egov2.0</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/ernesto+belisario' rel='tag' target='_self'>ernesto belisario</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/free+your+data' rel='tag' target='_self'>free your data</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/gigi+cogo' rel='tag' target='_self'>gigi cogo</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/linked+data' rel='tag' target='_self'>linked data</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/linked+open+data' rel='tag' target='_self'>linked open data</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/luca+de+biase' rel='tag' target='_self'>luca de biase</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/metadata' rel='tag' target='_self'>metadata</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/mit' rel='tag' target='_self'>mit</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/open+data' rel='tag' target='_self'>open data</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/Open+source' rel='tag' target='_self'>Open source</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/radicali' rel='tag' target='_self'>radicali</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/RDF' rel='tag' target='_self'>RDF</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/semantic+mediawiki' rel='tag' target='_self'>semantic mediawiki</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/Semantic+Web' rel='tag' target='_self'>Semantic Web</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/simile+exhibit' rel='tag' target='_self'>simile exhibit</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/simile+widget' rel='tag' target='_self'>simile widget</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/titti+cimmino' rel='tag' target='_self'>titti cimmino</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/web+of+data' rel='tag' target='_self'>web of data</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/web+transparency' rel='tag' target='_self'>web transparency</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/wibit' rel='tag' target='_self'>wibit</a></p>

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		<title>Facebook ( Open ) Graph ed il Semantic Web: lezione all&#8217;Università di Padova thanks to Massimo Marchiori</title>
		<link>http://www.dagoneye.it/blog/2010/06/01/facebook-open-graph-ed-il-semantic-web-lezione-alluniversita-di-padova-thanks-to-massimo-marchiori/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 15:50:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Brunati</dc:creator>
		
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		<guid isPermaLink="false">http://www.dagoneye.it/blog/?p=1331</guid>
		<description><![CDATA[Come preannunciato da Massimo Marchiori nella mailing list che usa per il corso sulle &#8220;Tecnologie Web 2.0&#8243;, e che ringrazio di nuovo per l&#8217;ospitalità, ho tenuto ieri una lezione alla laurea specialistica in Informatica all&#8217;Università di Padova su un tema che sto approfondendo, anche in chiave di rilancio di altri progetti che sembrano fermi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come preannunciato da Massimo Marchiori <a href="http://groups.yahoo.com/group/unipd-tecweb2/message/17">nella mailing list che usa</a> per il corso sulle &#8220;<a href="http://www.math.unipd.it/~tecweb2/">Tecnologie Web 2.0&#8243;</a>, e che ringrazio di nuovo per l&#8217;ospitalità, ho tenuto ieri una lezione alla laurea specialistica in Informatica all&#8217;Università di Padova su un tema che sto approfondendo, anche in chiave di rilancio di altri progetti che sembrano fermi e che non lo sono ( <a href="http://www.metafora.it">Metafora.it</a> per capirci, che sta subendo un profondo cambiamento al suo interno ).<br />
Il tema è stato questo, comunque: <strong>Facebook Open Graph, e le sue relazioni con il Semantic Web, con annessi e connessi</strong>, tema anche dell&#8217;articolo pubblicato su Nova24 del 20 maggio 2010, che si trova anche online nel nuovo sito del Sole24Ore:<br />
-> <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2010-05-20/grafo-aperto-084700.shtml?uuid=AY11YmqB">Il Grafo aperto</a></p>
<p>Il tema è quanto mai attuale, ed arriverà anche un post in english visto l&#8217;interesse e l&#8217;estrema attualità della vicenda, e la voglia di confrontarsi con la Community che segue questi temi.</p>
<p>Fare lezione in ogni caso è stato emozionante, e gratificante: studenti davvero in gamba ed interessati, cosa non scontata. Nota: è stata pensata per un pubblico di studenti di informatica, con alcuni concetti impliciti ovviamente.</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4376834"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/dagoneye/facebook-open-graph-and-the-semantic-web" title="Facebook ( Open ) Graph and the Semantic Web">Facebook ( Open ) Graph and the Semantic Web</a></strong><object id="__sse4376834" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=facebook-opengraph-rdfa-100601072535-phpapp01&#038;stripped_title=facebook-open-graph-and-the-semantic-web" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4376834" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=facebook-opengraph-rdfa-100601072535-phpapp01&#038;stripped_title=facebook-open-graph-and-the-semantic-web" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/dagoneye">Matteo Brunati</a>.</div>
</div>
<p>Rispetto a quella mostrata in aula, ho reso più espliciti alcuni passaggi, ed aggiunto alcune slide finali per anticipare la presentazione successiva che fa da apripista ad alcune riflessioni personali sul futuro degli AD Networks rispetto alle potenzialità di questi strumenti e di queste tecnologie. In più, aggiungo il post di Titti Cimmino, grande ispirazione e fonte di idee sul medesimo fronte, che invito a leggere ( segnalata alla fine della presentazione quale fonte italiana ):<br />
-> <a href="http://www.titticimmino.com/2010/04/28/open-graph-facebook-e-lad-il-web-semantico-in-movimento/">Open Graph, Facebook e l’AD: il web semantico in movimento</a></p>
<p><span id="more-1331"></span></p>
<p>In più ho iniziato ad esplicitare maggiormente una cosa che avevo iniziato ad approfondire diverso tempo fa, i <strong>social objects</strong> ( che sono anche una pagina del blog da tempo immemore <a href="http://www.dagoneye.it/blog/miei-social-objects/">http://www.dagoneye.it/blog/miei-social-objects/</a> ):<br />
-> <a href="http://www.dagoneye.it/blog/2009/03/07/sensazioni/">Sensazioni</a></p>
<blockquote><p> Dal possesso all’accesso, dal possesso alla conoscenza. Un bene che non si disperde se lo condivido, e che è indissolubilmente nostro. Dicevo che è importante fare ecosistema, ed in Rete questa cosa inizia ad essere compresa anche da chi la Rete non la vive da tanto tempo. Il passo più importante adesso è farlo emergere in parole chiare e brevi. Portando esempi tratti dalla nostra vita vissuta. E portando tutto questo nella vita reale, nelle sue istituzioni, e nelle sue dimensioni: per far acquistare a tutto questo l’autorevolezza che per la persona media non ha, non lo ha detto la televisione, non lo ha detto la.. il nome del ministro di turno… Va data autorevolezza al di là del titolo, al di là delle singole amicizie nella classe di potere attuale. <strong>Va data autorevolezza alle idee, e alle opinioni che meritano attenzione.</strong> E questo oggi è possibile, ma va compreso, va esplicitato, e va difeso. Nulla è scontato, e quello che abbiamo oggi non è detto che un domani ci sia.</p>
<p>Io nel mio piccolo inizio questo viaggio, partendo dai miei <strong>social object</strong>, proprio per tenere traccia del loro potenziale di intreccio tra elementi legati alla proprietà privata, ma legati anche all’economia della conoscenza. Saranno raccolti nella pagina in alto. Un indizio? Iliad della Irex, un Nokia N800, un Dell Mini con Ubuntu preinstallata… <strong>Quanto valore hanno in quanto oggetti in quanto tali, e quanto in conoscenza data dalla comunità che ci sta attorno e ne rendono la vita infinita? E senza motivazioni che si legano al PIL… Anzi, e come fare a motivare la loro esistenza conteggiando solo il loro valore in PIL?</strong></p></blockquote>
<p>Un anno e rotti fa avevo esplicitato delle cose in queste frasi, oggi abbiamo la tecnologia pronta per provare a lavorarci&#8230; Vedremo. Quel post ed i suoi commenti dopo un anno sono quanto mai attuali, ma forse <strong>il rilancio degli Open Data anche in Italia sta iniziando a cambiare qualche regola del gioco?</strong> Forse. Lo spero.<br />
Già poter essere parte di questa sfida assieme a <a href="http://www.webeconoscenza.net/">Gigi Cogo</a>, <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2010/05/30/basta-poco-che-ce-vo/">Ernesto</a> e le sue sintesi <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/cat/open-links/">Open Links</a>, <a href="http://www.titticimmino.com">Titti</a> e <a href="http://blog.nicolamattina.it/2010/05/gli-open-data-della-regione-piemonte-un-esperimento/">Nicola</a> è una bella sensazione, ognuno con le sue contaminazioni ed idee.</p>
<p>Aver poi ritrovato <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Massimo_Marchiori">Massimo Marchiori </a>sempre in forma è un altro solido paletto per un po&#8217; di speranza .)</p>
<p>Tornando alla parte più tecnica rilancio questa presentazione di Alexandre Passant e John Breslin con la pubblicazione del volume &#8220;The Social Semantic Web&#8221;, di una settimana fa:</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4220992"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/Cloud/the-social-semantic-web" title="The Social Semantic Web">The Social Semantic Web</a></strong><object id="__sse4220992" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=20100523awashingtondcicwsm2010-alex-john-100522062908-phpapp02&#038;stripped_title=the-social-semantic-web" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4220992" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=20100523awashingtondcicwsm2010-alex-john-100522062908-phpapp02&#038;stripped_title=the-social-semantic-web" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/Cloud">John Breslin</a>.</div>
</div>
<p>Chiudo in bellezza poi <a href="http://twitter.com/ssethi/status/15132081956">con una segnalazione di SSethi via Twitter</a>, con questa splendida metafora per capire le potenzialità di RDFa in generale:</p>
<div style="width:425px" id="__ss_4359251"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/busaco/semantic-web-in-the-browser-from-a-blind-web-to" title="Semantic Web in the browser. From a blind Web to">Semantic Web in the browser. From a blind Web to</a></strong><object id="__sse4359251" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=sburaga-semanticwebinbrowser-100531025950-phpapp01&#038;stripped_title=semantic-web-in-the-browser-from-a-blind-web-to" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse4359251" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=sburaga-semanticwebinbrowser-100531025950-phpapp01&#038;stripped_title=semantic-web-in-the-browser-from-a-blind-web-to" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/busaco">Sabin Buraga</a>.</div>
</div>

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<p class='technorati-tags'>Technorati Tags: <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/autorevolezza+delle+idee' rel='tag' target='_self'>autorevolezza delle idee</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/economia+della+conoscenza' rel='tag' target='_self'>economia della conoscenza</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/facebook' rel='tag' target='_self'>facebook</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/facebook+opengraph' rel='tag' target='_self'>facebook opengraph</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/giant+global+graph' rel='tag' target='_self'>giant global graph</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/liberta' rel='tag' target='_self'>liberta</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/linked+data' rel='tag' target='_self'>linked data</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/massimo+marchiori' rel='tag' target='_self'>massimo marchiori</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/nova24' rel='tag' target='_self'>nova24</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/open+data' rel='tag' target='_self'>open data</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/open+graph' rel='tag' target='_self'>open graph</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/padova' rel='tag' target='_self'>padova</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/RDF' rel='tag' target='_self'>RDF</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/rdfa' rel='tag' target='_self'>rdfa</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/Semantic+Web' rel='tag' target='_self'>Semantic Web</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/social+objects' rel='tag' target='_self'>social objects</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/social+semantic+web' rel='tag' target='_self'>social semantic web</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/tecnologie+web2.0' rel='tag' target='_self'>tecnologie web2.0</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/universit%C3%A0' rel='tag' target='_self'>università</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/vrm' rel='tag' target='_self'>vrm</a></p>

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		<item>
		<title>Liberate i dati: da Nova24 a Facebook, dagli Open Data al Semantic Web</title>
		<link>http://www.dagoneye.it/blog/2010/05/13/liberate-i-dati-da-nova24-a-facebook-dagli-open-data-al-semantic-web/</link>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 14:01:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Brunati</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attualita']]></category>

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		<description><![CDATA[Settimane intense queste in effetti: oggi, come mi cita l&#8217;amico Gigi Cogo, una giornata davvero importante per gli Open Data e per il Semantic Web ( che il 13 maggio porti fortuna? speriamo! ), vista l&#8217;uscita di un numero di Nova24 dedicato in massima parte proprio a questi temi, come anticipavo ieri su FriendFeed:
Nova24 n. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Settimane intense queste in effetti: oggi, <a href="http://www.webeconoscenza.net/2010/05/13/liberate-i-dati/">come mi cita l&#8217;amico Gigi Cogo</a>, una giornata davvero importante per gli <strong>Open Data e per il Semantic Web</strong> ( <em>che il 13 maggio porti fortuna? speriamo! </em>), vista l&#8217;uscita di un numero di <a href="http://www.novaonline.ilsole24ore.com/nova24/">Nova24</a> dedicato in massima parte proprio a questi temi, <a href="http://friendfeed.com/dagoneye/2e12e996/domani-nova24-meritera-per-gli-opendata">come anticipavo ieri su FriendFeed</a>:</p>
<p><a title="View Nova24 n. 223 on Scribd" href="http://www.scribd.com/doc/31297439/Nova24-n-223" style="margin: 12px auto 6px auto; font-family: Helvetica,Arial,Sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 14px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; -x-system-font: none; display: block; text-decoration: underline;">Nova24 n. 223</a> <object id="doc_859465581465671" name="doc_859465581465671" height="500" width="100%" type="application/x-shockwave-flash" data="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf" style="outline:none;" ><param name="movie" value="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf"></param><param name="wmode" value="opaque"></param><param name="bgcolor" value="#ffffff"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowScriptAccess" value="always"></param><param name="FlashVars" value="document_id=31297439&#038;access_key=key-hzqg7vp27xfqgjg4h72&#038;page=1&#038;viewMode=list"><embed id="doc_859465581465671" name="doc_859465581465671" src="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf?document_id=31297439&#038;access_key=key-hzqg7vp27xfqgjg4h72&#038;page=1&#038;viewMode=list" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="500" width="100%" wmode="opaque" bgcolor="#ffffff"></embed></param></object>	</p>
<p>Numero al quale ho contribuito per la parte dedicata <a href="http://novareview.ilsole24ore.com/articoli/57723">a come il Semantic Web incontra il movimento Open Data</a>, assieme a <a href="http://www.titticimmino.com">Titti Cimmino</a>, ed assieme ad un <a href="http://www.webeconoscenza.net/2010/05/13/liberate-i-dati/">gruppo</a> di matti che <a href="http://blog.nicolamattina.it/2010/05/nova-24-sugli-open-data/">cercano di dare il proprio contributo</a> per <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2010/05/13/liberate-i-dati/">raccontare questa nuova ricerca di senso</a>, in questo Paese tanto lontano da certi temi.</p>
<p><span id="more-1306"></span></p>
<p>In particolare ho fatto un piccolo sunto per <a href="http://novareview.ilsole24ore.com/">Nova Review</a>, che inquadra l&#8217;ultima adozione da parte di Facebook, quella dell&#8217; Open Graph, e di come questo tema si possa incontrare con gli Open Data in senso lato, ed il Semantic Web in quanto tale.<br />
-> <a href="http://novareview.ilsole24ore.com/articoli/57758">Facebook adotta l&#8217;Open Graph</a></p>
<p>Inizialmente pensavo di farne una sintesi tecnica, ma quella arriverà poi ( ne faceva un esempio Luca Lani <a href="http://www.lucalani.com/company/facebook/tutto-il-web-dentro-facebook-un-esempio-implementazione-open-graph">http://www.lucalani.com/company/facebook/tutto-il-web-dentro-facebook-un-esempio-implementazione-open-graph</a> ) : la privacy e il quadro di insieme mi sembravano più importanti, oltre all&#8217;<strong>idea del grafo della Rete quale metafora per spiegare la Rete odierna</strong>.</p>
<p>Sembra che questo sia solo l&#8217;inizio di questo racconto, per cui possiamo essere moderatamente ottimisti.<br />
Anche perchè <strong>vedere RDF citato da un media di massa, insomma, un certo brivido me lo fa sentire</strong>, e da uno che non viene dal mondo dell&#8217;accademia del Semantic Web come Gigi Cogo non è da poco! Insomma, la parte di Nova Review merita tutta una lettura approfondita:<br />
-> <a href="http://novareview.ilsole24ore.com/pubblica-amministrazione">http://novareview.ilsole24ore.com/pubblica-amministrazione</a></p>
<p>Si era partiti da qui a parlare di Open Data e di strada un po&#8217;, è stata fatta per fortuna <img src='http://www.dagoneye.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
-> <a href="http://bonariabiancu.wordpress.com/2008/05/02/open-data-web-semantico-e-science-20/">Open data, Web semantico e Science 2.0</a></p>
<p>Era il maggio 2008: <a href="http://novareview.ilsole24ore.com/articoli/57704">eppur si muove</a>, verso un <strong>nuovo senso civico</strong>!</p>
<p>Vedremo se si riuscirà ad essere presenti al <a href="http://barcamp.org/InnovatoriPA2010">barcamp Innovatori PA 2010</a> ( <em>la salute ogni tanto fa cilecca</em> ) &#8230;</p>
<p>Intanto il potenziale cresce, verso una nuova gestione dell&#8217;informazione in nome della trasparenza:<br />
<object width="400" height="300"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=11117216&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=11117216&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="400" height="300"></embed></object>
<p><a href="http://vimeo.com/11117216">The History of Information, by David Siegel</a> from <a href="http://vimeo.com/user3645147">dsiegel</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>

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<p class='technorati-tags'>Technorati Tags: <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/e-government' rel='tag' target='_self'>e-government</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/ernesto+belisario' rel='tag' target='_self'>ernesto belisario</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/etica' rel='tag' target='_self'>etica</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/facebook+opengraph' rel='tag' target='_self'>facebook opengraph</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/forumPA' rel='tag' target='_self'>forumPA</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/ggg' rel='tag' target='_self'>ggg</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/giant+global+graph' rel='tag' target='_self'>giant global graph</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/gigi+cogo' rel='tag' target='_self'>gigi cogo</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/luca+de+biase' rel='tag' target='_self'>luca de biase</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/nicola+mattina' rel='tag' target='_self'>nicola mattina</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/nova+review' rel='tag' target='_self'>nova review</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/nova24' rel='tag' target='_self'>nova24</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/open+data' rel='tag' target='_self'>open data</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/openness' rel='tag' target='_self'>openness</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/privacy' rel='tag' target='_self'>privacy</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/rdfa' rel='tag' target='_self'>rdfa</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/Semantic+Web' rel='tag' target='_self'>Semantic Web</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/senso+civico' rel='tag' target='_self'>senso civico</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/titti+cimmino' rel='tag' target='_self'>titti cimmino</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/trasparenza' rel='tag' target='_self'>trasparenza</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/w3c' rel='tag' target='_self'>w3c</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/webofdata' rel='tag' target='_self'>webofdata</a></p>

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		</item>
		<item>
		<title>Facebook, Open Graph e RDFa: il grafo come modello per leggere la metapiattaforma del Web</title>
		<link>http://www.dagoneye.it/blog/2010/04/26/facebook-open-graph-e-rdfa-il-grafo-come-modello-per-leggere-la-metapiattaforma-del-web/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 16:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Brunati</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[In breve: Si parla dell&#8217;adozione da parte di Facebook dello standard RDFa attraverso l&#8217; Open Graph. Una sintesi di alcuni punti di vista per dare un colpo d&#8217;occhio ad uno dei passaggi chiave dell&#8217; adozione del Web of Data e del Semantic Web nei confronti del canale mainstream.
Indice dei contenuti
Per una migliore lettura:

Premessa e quadro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>In breve</em>: Si parla dell&#8217;adozione da parte di Facebook dello standard RDFa attraverso l&#8217; Open Graph. Una sintesi di alcuni punti di vista per dare un colpo d&#8217;occhio ad uno dei passaggi chiave dell&#8217; adozione del Web of Data e del Semantic Web nei confronti del canale mainstream.</p>
<h3>Indice dei contenuti</h3>
<p>Per una migliore lettura:</p>
<ol>
<li><a href="#intro" >Premessa e quadro di insieme</a></li>
<li><a href="#semwebrdfalike" >Semantic Web e &#8220;like&#8221; in RDFa: collegare oggetti e persone oltre alle pagine Web</a></li>
<li><a href="#facerdfa" >Cosa pensa la comunità del Semantic Web di Facebook assieme a RDFa</a></li>
</ol>
<p><a name="intro" ></a><br />
<h3>Premessa e quadro di insieme</h3>
<p>Sono emozionato: quello che è successo ha dei notevoli risvolti positivi, per cui io la vedo bene come effetto di insieme.<br />
Se si legge il flusso twitter relativo alla comunità tecnica, si capirà velocemente quanta eccitazione c&#8217;è in questi giorni.<br />
-> <a href="http://search.twitter.com/search?q=rdfa+facebook">http://search.twitter.com/search?q=rdfa+facebook</a></p>
<p>Un anno fa <a href="http://www.dagoneye.it/blog/2009/05/13/rdfa-ora-supportato-anche-da-google-il-semantic-web-e-mainstream/">Google annunciava l&#8217;adozione a suo modo dello standard RDFa</a> per tracciare maggiori metadati e mostrarli direttamente nelle SERP, aggregando valore nei risultati naturali del motore ed accorciando quindi il lavoro di noi poveri utenti nella ricerca delle nostre agognate informazioni.<br />
Un annuncio chiave per mettere in primo piano uno standard del Semantic Web quale RDFa anche per il pubblico di massa.</p>
<p>In Italia si è parlato abbastanza poco della cosa, soprattutto perchè gli effetti nella user esperience di questa dimensione nei confronti dell&#8217;utenza comune non sono stati poi molti: Google non ha abilitato in modo massiccio la cosa, per via forse delle scarse considerazioni che ripone nella nostra cultura digitale ( e le cause recenti non è che migliorano la situazione ). E poi non è mai stato chiaro quale fosse la barriera di ingresso per l&#8217;inserimento attraverso le Rich Snippets dei siti con i metadati espressi in RDFa.</p>
<p><strong>La scorsa settimana Facebook si è mosso ed ha adottato RDFa in maniera massiccia e molto più evoluta rispetto a Google.<br />
Il Semantic Web è mainstream</strong>, in una maniera ancora più evoluta e pronta per essere esposta e spiegata nelle sue potenzialità ad un pubblico vasto ed eterogeneo.</p>
<p>Per capire per bene il quadro, credo sia utile ricondursi parzialmente ad una discussione nata nel blog di Luca De Biase qualche settimana prima, sul concetto di metapiattaforma incentrata sulle conversazioni:<br />
-> <a href="http://blog.debiase.com/2010/03/metapiattaforma.html">Metapiattaforma</a></p>
<blockquote><p>Pierluca Santoro fa notare i dati che dimostrano come <strong>le conversazioni online si sviluppino spesso su piattaforme diverse da quelle dalle quali sono partiti i messaggi che le hanno generate.</p>
<p>E&#8217; interessante perché dimostra che i vari blog, Twitter, Facebook, YouTube, Flickr ecc. non sono soltanto un aggregato di piattaforme in competizione ma, almeno dal punto di vista del pubblico attivo, sono un unico grande medium.</strong></p>
<p>La metapiattaforma del pubblico attivo è il luogo astratto nel quale avvengono le conversazioni del pubblico attivo.</p></blockquote>
<p>Si discuteva quindi <strong>su come il Web per noi persone fosse un tutt&#8217;uno e così come le nostre relazioni, e le nostre conversazioni in Rete</strong>.<br />
Un tutto che si puo&#8217; visualizzare perchè ogni punto ha un indirizzo ben preciso ed identificabile: un URI o URL ( sia esso un blog, un&#8217;immagine su flickr, un tweet e via dicendo )<br />
Nelle discussioni nate poi nel blog di Gigi Cogo qualcosa si stava delineando, a livello di visione di insieme, anche tecnica, per avere una modalità unica di rappresentazione dell&#8217;informazione in Rete, ed anche nelle nostre relazioni:<br />
-> <a href="http://www.webeconoscenza.net/2010/04/14/condivisione-vo-cercando/" >Condivisione vo&#8217; cercando</a></p>
<p><strong>L&#8217;importanza di vedere il Web come connessioni, tra informazioni e tra persone e tra cose attraverso un grafo è l&#8217;elemento comune di lettura di tutto questo, al di là dei tecnicismi presenti.</strong><br />
Qualcosa che Sir Tim Berners Lee ha chiamato GGG, ovvero<strong> Giant Global Graph</strong>.</p>
<blockquote><p><strong> In the long term vision, thinking in terms of the graph rather than the web is critical to us making best use of the mobile web, the zoo of wildy differing devices which will give us access to the system. </strong>Then, when I book a flight it is the flight that interests me. Not the flight page on the travel site, or the flight page on the airline site, but the URI (issued by the airlines) of the flight itself. That&#8217;s what I will bookmark. And whichever device I use to look up the bookmark, phone or office wall, it will access a situation-appropriate view of an integration of everything I know about that flight from different sources. The task of booking and taking the flight will involve many interactions. And all throughout them, that task and the flight will be primary things in my awareness, the websites involved will be secondary things, and the network and the devices tertiary.</p>
<p><strong>I&#8217;ll be thinking in the graph</strong>. My flights. My friends. Things in my life. My breakfast. What was that? Oh, yogourt, granola, nuts, and fresh fruit, since you ask.</p></blockquote>
<p>Qualcosa che è nativo nel design di tutti gli standard alla base del Semantic Web, ovvero di quella visione che va a potenziare quello che siamo in grado di fare con il Web odierno.<br />
Concetti questi emersi prepotentemente negli ultimi mesi anche in alcune delle discussioni italiane, grazie all&#8217;emergere poi degli <strong>open data</strong>.<br />
Questa doverosa premessa per dare il contesto esatto: l&#8217;idea di tracciare la complessità del Web e della dimensione sociale che il Web facilita è insita nel design delle tecnologie del Web stesso, e della sua evoluzione: resta poi compito nostro capirlo e implementarlo nelle forme più opportune.<br />
Quindi non si sta inventando l&#8217;idea da zero, anzi.<br />
Guardate questa presentazione: è di 3 anni fa.</p>
<div style="width:425px" id="__ss_364385"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/Cloud/interlinking-online-communities-and-enriching-social-software-with-the-semantic-web" title="Interlinking Online Communities and Enriching Social Software with the Semantic Web">Interlinking Online Communities and Enriching Social Software with the Semantic Web</a></strong><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=www08allparts-1208774655509331-9&#038;stripped_title=interlinking-online-communities-and-enriching-social-software-with-the-semantic-web" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=www08allparts-1208774655509331-9&#038;stripped_title=interlinking-online-communities-and-enriching-social-software-with-the-semantic-web" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/Cloud">John Breslin</a>.</div>
</div>
<p>E questa è di 2 anni fa, giusto per dare il contesto:<br />
-> <a href="http://www.slideshare.net/Cloud/the-future-of-social-networks-on-the-internet-the-need-for-semantics">http://www.slideshare.net/Cloud/the-future-of-social-networks-on-the-internet-the-need-for-semantics</a></p>
<p>Sfide che chi studia il Web conosceva assai bene, quindi.<br />
Torniamo a Facebook: <strong>FaceBook ha adottato ufficialmente lo standard RDFa per modellare una specifica sul grafo sociale, che ha chiamato Open Graph, un grafo che è alla base del suo funzionamento social e che prima era nascosto nella logica di programmazione, e che ora viene reso più esplicito per facilitare l&#8217;aggregazione delle informazioni su Web verso la sua piattaforma prima, e indirettamente nel medesimo istante per andare oltre e svincolarsi da essa, in un certo senso</strong>. Andare maggiormente contro il Social Graph che anche Google ha iniziato ad adottare ed integrare nella ricerca, tra le altre cose.<br />
Questo è accaduto la scorsa settimana.<br />
Con delle potenzialità espresse mica piccole di user experience ( ed anche di privacy poi ) e di utilizzo di questo potenziale tecnologico abilitante:<br />
-> <a href="http://blog.facebook.com/blog.php?post=383404517130">Building the Social Web Together</a></p>
<blockquote><p>if you like a band on Pandora, that information can become part of the graph so that later if you visit a concert site, the site can tell you when the band you like is coming to your area. The power of the open graph is that it helps to create a smarter, personalized web that gets better with every action taken.</p>
<p>We think that the future of the web will be filled with personalized experiences.</p></blockquote>
<p>Un equilibrio nuovo per la sua realtà e parecchio ambiguo, sotto molteplici aspetti, che meriterà una riflessione ben più profonda e collettiva: intanto vale la pena osservare un paio di cose, partendo da un post di Vincenzo Cosenza:<br />
-> <a href="http://www.vincos.it/2010/04/21/facebook-alla-conquista-del-web/" >Facebook alla conquista del web – le novità da f8</a></p>
<blockquote><ul style="color: white" >
<li> Pulsante Like (test in basso) è una semplice riga di codice che può essere piazzata su qualsiasi contenuto web per permettere agli utenti di esprimere un apprezzamento senza loggarsi in FB.</li>
<li>Activity Feed consente di vedere il News Feed, ossia le azioni delle persone connesse al sito </li>
<li>Recommendations suggerisce agli utenti le cose che potrebbero interessargli  sulla base di un algoritmo che interpreta gli interessi comuni degli utenti del sito  che implementa il plugin e degli amici del visitatore.</li>
<li>Pulsante di Login di Facebook è come Connect, ma mostra anche le foto di tutti i propri amici che si sono loggati sul sito che lo implementa. </li>
<li>Social Bar è una toolbar che include il pulsante Like, mostra gli utenti che hanno gradito il sito, gli amici connessi a quel sito, la chat di FB.</li>
<li>Search gli sviluppatori potranno effettuare ricerche su tutti gli aggiornamenti di stato pubblici di FB. Inoltre quando creeranno un sito per un brand potranno ottenere tutte le statistiche relative alle persone che hanno citato quel brand su Facebook.</li>
<li>OAuth 2.0 sarà il nuovo modello di autenticazione di Facebook </li>
</ul>
</blockquote>
<p>Intanto Vincenzo si chiede, giustamente:</p>
<blockquote><p>
La forza della creatura di Zuckerberg è ormai tale che questi strumenti potrebbero davvero ridisegnare il web a immagine di Facebook. <strong>Questo se da un lato potrebbe potenziare la nostra esperienza, per esempio grazie ai consigli della nostra rete di amici, dall’altro deve renderci più consapevoli che la mole di dati condivisi, e ben organizzati, diventa una ricchezza enorme nelle mani di Mr. Z e soci.</strong>
</p></blockquote>
<p><span id="more-1257"></span></p>
<p>Mettiamo in pausa la domanda e aggiungiamo un altro punto di vista.<br />
Di tali novità si è parlato anche a casa del laboratorio Young Digital Lab, in una sintesi che merita una lettura.<br />
-> <a href="http://www.youngdigitallab.com/2010/04/22/f8-limmediato-futuro-di-facebook-di-internet/">F8: l’immediato futuro di Facebook e di Internet</a></p>
<blockquote><p><strong>Finora Facebook sta infatti interpretando solo una parte delle connessioni esistenti, connessioni che sommate tra loro potrebbero aiutare a definire intimamente ogni singolo individuo. Per poterle mappare tutte è dunque necessario comprendere la relazione semantica tra una persona e l&#8217;oggetto con il quale interagisce, e integrare le connessioni mappate da Facebook con quelle attualmente mappate da altri servizi (ad esempio Yelp per i ristoranti e Pandora per la musica), creando così un grafo sociale aperto e rendendo Internet un ambiente davvero interconnesso.</strong></p>
<p>In questo modo sarà possibile realizzare in maniera ottimale la social search che da anni in molti immaginano: quella funzione per cui se sto cercando un ristorante in una città, il motore mi mostrerà i ristoranti che ai miei amici piacciono, e tra questi potrò dunque scegliere quelli likati dai miei amici, conoscendo inoltre i loro gusti grazie anche alla nuova scheda Info di Facebook, o chiedere loro maggiori informazioni.</p>
<p>Oltre a questo, Mark Zuckerberg e Bret Taylor, precedentemente cofondatore e CEO di FriendFeed e oggi Direttore della produzione in Facebook, hanno illustrato dei nuovi strumenti a disposizione degli sviluppatori: i Social Plugins, che permetteranno con una sola riga di codice di aggiungere funzionalità Facebook-based nei propri siti Internet, e che possiamo testare in anteprima nel sito di CNN, loggandoci con il nostro account Facebook e fruendo di informazioni riguardo le nostre connessioni relativamente a quello specifico sito.<br />
Questo farà sì che una persona che visita per la prima volta un sito Internet potrà disporre di contenuti altamente personalizzati e socializzati grazie alla semplice integrazione di alcuni plugin di Facebook nel sito, migliorando la propria esperienza e aumentando le possibilità che la persona ritorni nel sito.<br />
[...]<br />
Il percorso logico che tutto questo comporta sarà così definito: <strong>una persona interagisce tramite un Facebook Social Plugin con un elemento di un sito Internet, questa interazione verrà trasmessa in tempo reale nel profilo Facebook e nel newsfeed dei suoi amici, e catalogata nella scheda Info attraverso la comprensione semantica di quell&#8217;elemento resa possibile da una serie di metatag che contribuiranno a descrivere con maggiore precisione ogni singolo oggetto</strong>.</p></blockquote>
<p>A questo aggiungo anche un altro post, quello di Alessio Jacona:<br />
-> <a href="http://www.thewebobserver.it/2010/04/22/il-grande-fratello-zuckerberg/">Il Grande Fratello Zuckerberg</a></p>
<blockquote><p>In estrema sintesi (ma ci sarà sicuramente modo e ragione di tornarci sopra molte altre volte) “Open Graph” estende la possibilità di assegnare i “like” di Facebook a tutti quei siti (potenzialmente un numero enorme) i cui amministratori vorranno dedicare i “10 minuti” necessari a implementare la nuova funzione.</p>
<p>L’uso di Open Graph ha due risvolti immediatamente individuabili: da un lato, consentirà all’utente di rilanciare sul social network creato da Zuckerberg – tipicamente nel suo newsfeed -  l’attività che svolge nel “mondo esterno”. Basterà un semplice gesto, un click sul bottone “Like”, e tutti i suoi “friend” sapranno che ha apprezzato qualcosa in giro per il web, ottenendo peraltro precise informazioni su cosa e dove sia l’oggetto delle sue attenzioni. <strong>Sembra banale, ma per alcuni questo è invece un fondamentale passo avanti nella costruzione del web semantico</strong>; passo che Google ha cercato di fare con Buzz, finora con scarso successo.</p>
<p>Lato aziende, Open Graph si prospetta invece come una vera miniera d’oro, in quanto <strong>consentirà a gestori dei siti di tracciare meglio i visitatori raccogliendo preziosi e puntuali dati demografici</strong>.</p></blockquote>
<p>Ora, non so voi, ma dare un potere così dettagliato ad un ente profit, mi fa abbastanza paura.<br />
E ringrazio per aver citato il web semantico: non era così scontata come attribuzione .)</p>
<p>Si sta iniziando a rendere social quello che in Rete non lo era, usando adesso standard della Rete, ma accentrando di un sol colpo informazioni notevoli sulle nostre relazioni in mano ad un&#8217;azienda.<br />
Se ci fosse stata Microsoft di mezzo, a quest&#8217;ora le urla di indignazione si sarebbero sentite fin sulla Luna. .)<br />
E invece: invece la questione è profonda.<br />
Anche perchè non abbiamo nemmeno noi stessi il più delle volte una percezione così esplicita dei nostri comportamenti.<br />
Figurarsi darli in mano ad una sola azienda, che dai quei dati guadagna direttamente.</p>
<p>Come si colloca tutto questo con il Semantic Web? ( e chi lo chiama Web3.0 )</p>
<p><a name="semwebrdfalike" ></a><br />
<h3>Semantic Web e &#8220;like&#8221; in RDFa: collegare oggetti e persone oltre alle pagine Web</h3>
<p>Collegare persone, cose e realtà facilmente in maniera decentralizzata ed in mano ad n entità potenziali, con il totale controllo dell&#8217;utente è una delle possibilità offerte dal web al suo massimo potenziale.<br />
Ma è normale che un&#8217;impresa profit non ragioni in maniera decentralizzata e che tenti di accentrare il proprio valore.<br />
Per cui è già da lodare che abbiamo adottato uno standard per fare questa mossa strategica: l&#8217;effetto secondario è che tale standard adesso sarà conosciuto ben oltre la nicchia attuale dove è rintanato.<br />
E questo non puo&#8217; fare che bene.</p>
<p>Riprendo un altro post di Vincenzo Cosenza, dedicato proprio a focalizzare meglio l&#8217; Open Graph:<br />
-> <a href="http://www.vincos.it/2010/04/25/le-conseguenze-del-like-riflessioni-su-graph-api-e-open-graph-protocol/" >Le conseguenze del Like: riflessioni su Graph API e Open Graph Protocol</a></p>
<blockquote><p>
Nell’immediato la cosa da tenere a mente è che Facebook non abita più solo su facebook.com. Il “pulsante like” è un avamposto di FB su tutti i siti del “web aperto” che lo implementano. Ma quali sono le conseguenze del like? Appunto qui alcune considerazioni:</p>
<p>- La piattaforma sta evolvendo, provando ad uscire dal giardino recintato, che avrebbe rischiato di determinarne la fine, e lo fa cercando “di dare ai suoi utenti validi motivi per uscire da FB” (come dice mafe), riassunti nella promessa di un esperienza di navigazione più personalizzata, di siti “umanizzati” dalle raccomandazioni dei nostri amici</p>
<p>- Per spingere gli utenti verso questa nuova esperienza (al momento implementata compiutamente solo da Docs.com, Pandora e Yelp) Zuckerberg ha forzato la mano ed ha impostato la cosiddetta “personalizzazione istantanea” di default. Per modificarla basta andare qui o seguire le indicazioni di Dario.</p>
<p>- <strong>La promozione di Open Graph Protocol ha l’effetto dirompente e positivo di spingere gli altri player verso il web semantico. Il protocollo in questione è un set di meta dati licenziati sotto open license agreement in modo che altri creatori di piattaforme possano adottarlo e distribuirlo. Ma coloro che ne criticano l’apertura hanno subito iniziato a costruire un modello alternativo chiamato “Open Like“. In proposito Siegler e Obasanjo.</strong></p>
<p>- La prospettiva che più spaventa è quella di affidare ad un unico soggetto la raccolta delle nostre preferenze/interazioni in giro per la rete, <strong>unita all’impossibilità di avere il pieno controllo sul proprio grafo sociale</strong> (al momento non posso scaricarlo, ma posso solo accedere ad alcune parti dello stesso usando le Graph API, come le informazioni pubbliche sul mio profilo http://graph.facebook.com/vincenzo.cosenza oppure i miei status http://graph.facebook.com/550086503/feed).
</p></blockquote>
<p><strong>Quindi sia Alessio che Vincenzo hanno compreso l&#8217;entrata prepotente di questa nuova caratteristica di Facebook nel Web Semantico, o Semantic Web.</strong><br />
Cosa non da poco, visto il tipo di pubblico che di solito leggono i loro blog: l&#8217;innovazione sta ampliando il suo raggio d&#8217;azione.</p>
<p>Vediamo un dettaglio del like che sfrutta la dimensione dell&#8217; Open Graph, per capire cosa fa esattamente, e <strong>per contestualizzare meglio il legame tra RDFa e Semantic Web.</strong><br />
Dal sito ufficiale dell&#8217;Open Graph è utile prendere un&#8217;immagine:<br />
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 497px"><img alt="Open Graph e il like universale via RDFa" src="http://developers.facebook.com/images/devsite/open-graph.png" title="Open Graph e il like universale via RDFa" width="487" height="100" /><p class="wp-caption-text">Open Graph e il like universale via RDFa</p></div><br />
-> <a href="http://opengraphprotocol.org/">http://opengraphprotocol.org/</a></p>
<p>Io collego il mio profilo Facebook ( la mia identità quindi ), con una pagina web che parla di un certo film ed anzi, collego proprio il film a me stesso, e quindi segnalo un gradimento per quel film, che diventa un&#8217;attività recente presente nel mio profilo, disponibile per chi ha accesso al mio profilo.<br />
In questo modo rendo pubblico il mio flusso di letture, e quindi di interessi. <br />
Questo accade quando faccio un like ad un contenuto Web: esplicito la mia intenzione implicita rendendola tracciabile e condivisa con la mia cerchia di contatti.<br />
Ma anche con la piattaforma Facebook, in realtà.</p>
<p>Vorrei far notare un dettaglio: si rende esplicito un contenuto della pagina, un oggetto di cui parla la pagina e non più la pagina in quanto tale come forma minima di informazione da salvare.<br />
Nell&#8217;immagine un film, e nella presentazione che inserisco un decreto legge: è lo stesso concetto di passaggio da una conoscenza di link tra pagine ad una conoscenza di link tra i contenuti di cui parlo.</p>
<div style="width:425px" id="__ss_1821221"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/dagoneye/i-fili-rossi-di-apogeonline-in-versione-semantica-grazie-a-rdfa-prima-parte" title="I fili rossi di Apogeonline in versione semantica, grazie a RDFa - prima parte">I fili rossi di Apogeonline in versione semantica, grazie a RDFa - prima parte</a></strong><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=cdocumentsandsettingsbmatteo-metododesktoptmp-archiviocomunicazonifili-rossi-apogeo-rdfa-parte-prima-090806084132-phpapp02&#038;stripped_title=i-fili-rossi-di-apogeonline-in-versione-semantica-grazie-a-rdfa-prima-parte" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=cdocumentsandsettingsbmatteo-metododesktoptmp-archiviocomunicazonifili-rossi-apogeo-rdfa-parte-prima-090806084132-phpapp02&#038;stripped_title=i-fili-rossi-di-apogeonline-in-versione-semantica-grazie-a-rdfa-prima-parte" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/dagoneye">Matteo Brunati</a>.</div>
</div>
<p><div class="wp-caption aligncenter" style="width: 597px"><img alt="Open Graph e il like universale via RDFa" src="http://developers.facebook.com/images/devsite/open-graph.png" title="Open Graph e il like universale via RDFa" width="587" height="157" /><p class="wp-caption-text">Open Graph e il like universale via RDFa</p></div><br />
<br />
<strong>Sono contenuti, non pagine che si stanno collegando quindi. Questo passaggio concettuale è fondamentale: la semantica del Linked Data, del Semantic Web e del Web3.0 è racchiusa in questo concetto.</strong></p>
<p>Un altro esempio utile per capire: il grafo sociale oggi di Facebook con RDFa attivo:<br />
-> -> <a href="http://www.25hoursaday.com/weblog/2010/04/24/FacebooksOpenGraphProtocolFromAWebDevelopersPerspective.aspx">Facebook’s Open Graph Protocol from a Web Developer’s Perspective</a><br />
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 490px"><img alt="Grafo sociale nel 2011 adottato da Facebook" src="http://public.bay.livefilestore.com/y1pjKckArZTnXwjvct7Zj5q1pzvE-eb8pQSJX_sHpJTCdKz-YHsiGR1iNRDgzgKSkjaZLFDPI8bogMrygUr1cBxuA/socgraph11.gif" title="Grafo sociale nel 2011 adottato da Facebook" width="480" height="289" /><p class="wp-caption-text">Grafo sociale nel 2011 adottato da Facebook</p></div><br />
<br />
Ora non è tutto oro quello che luccica, sono informazioni fondamentali e private, in un certo senso, quelle raccolte.<br />
Il fatto che si uniscano in maniera così esplicita le informazioni sulla persona ed i suoi interessi, e che questi siano in mano ad una sola azienda, non è poca cosa.<br />
Ed in più manca nelle persone la consapevolezza di trasparenza di tale flusso aggregato di informazioni su loro stesse.</p>
<p>Ed in più, se volessi esportare il mio grafo sociale e di interesse?<br />
La libertà dei dati che Facebook mi sottrae, non è anche mia? Non è mio diritto poterne fruire liberamente?<br />
Questioni non proprio di poco conto.</p>
<p><a name="facerdfa" ></a><br />
<h3>Cosa pensa la comunita del Semantic Web di Facebook assieme a RDFa</h3>
<p>-> <a href="http://benlog.com/articles/2010/04/21/distributed-innovation/">distributed innovation</a></p>
<p>Ben Adida lo riporto integrale perchè merita e dà il senso positivo rispetto a questa mossa:</p>
<blockquote><p>
A few years ago, a small group of folks (Mark Birbeck, Steven Pemberton, Ralph Swick, Shane McCarron, me, and more recently Ivan Herman, Manu Sporny, and a lot of great new folks) started with the simple idea that,<strong> if web pages contained a bit of structured data in addition to their haphazard content, we could improve the Web a little bit. We could mark up titles, people’s contact information, geolocation data, copyright licensing information, etc. Tools could be built, including browser plugins and search engines, to help users extract this structured data and make sense of it. There were others there before us, in particular the microformats effort. But we had, from the start, one major design difference: we felt strongly that anyone should be able to extend the core features without getting approval. The technology we came up with is RDFa.</strong> A few years later, Yahoo adopted it with SearchMonkey, so if you add bits of RDFa to your page, Yahoo search prominently displays those tidbits in its search results. A little bit later than that, Google adopted it with Rich Snippets, same story as Yahoo. And today, Facebook just adopted RDFa, which will help it connect more precisely the items you share/like/annotate on the Web.</p>
<p>We weren’t the only folks proposing this kind of markup, and there remain healthy competing technologies. <strong>But because RDFa was architected with minimal centralization, anyone can create a vocabulary for it, anyone can use it and extend it without central approval, and that’s exactly what Yahoo, Google, and now Facebook did. They didn’t consult with the RDFa team. They didn’t have to. I consider that a great success: distributed innovation at work.<br />
</strong><br />
There will be work to do to reconcile the Yahoo, Google, and Facebook vocabularies. But that’s okay. RDFa lets you add as many vocabularies as you want, so you can easily combine the three vocabs for now to be maximally compatible. Over time, the tremendous power of the linked-data toolchain that forms the underpinning of RDFa will be brought to bear to progressively make the vocabularies compatible.</p>
<p>Exciting stuff for the structured-data Web!</p></blockquote>
<p>In queste righe c&#8217;è il motivo intrinseco del perchè comunque vada, è un fatto positivo in sè quello che sta succedendo.<br />
Perchè l&#8217;architettura promossa nel design di tale tecnologia è aperta per definizione, ed integrabile all&#8217;infinito: RDFa darà una mano a Facebook, ma dà una mano a creare consapevolezza in tutti noi.<br />
Anche se serve un po&#8217; di lavoro di raffinamento.</p>
<p>Per questo anche alla fine di questi dubbi, è comunque stato fatto un passo fondamentale per i tecnici e gli addetti ai lavori che mettono le mani al Web: <strong>quello di creare consapevolezza dell&#8217;esistenza di tali standard, e di spronarli nell&#8217;impararli e nell&#8217;adottarli.</strong><br />
E questo è sicuramente una cosa non da poco, visto che l&#8217;anello debole dell&#8217;innovazione non è la tecnologia, ma la nostra pigrizia innata <img src='http://www.dagoneye.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Altri ne hanno parlato in giro per le fila del Semantic Web, per i più curiosi:<br />
-> <a href="http://blog.semantic-web.at/2010/04/22/social-semantic-web-dawning/">Social Semantic Web dawning? </a><br />
-> <a href="http://go-to-hellman.blogspot.com/2010/04/facebook-vs-twitter-to-like-or-to.html">Facebook vs. Twitter: To Like or To Annotate?</a><br />
-> <a href="http://psykoid.com/2010/04/facebook-one-like-to-rule-them-all/">Facebook – one “Like” to rule them all!</a><br />
-> <a href="http://www.25hoursaday.com/weblog/2010/04/24/FacebooksOpenGraphProtocolFromAWebDevelopersPerspective.aspx">Facebook’s Open Graph Protocol from a Web Developer’s Perspective</a></p>
<p>Insomma: per me è un passo positivo da valutare e da far rientrare nelle conseguenze che andrà a creare.</p>
<p><strong>AGGIORNAMENTO</strong>: e anche l&#8217;ultima ripresa di Gigi Cogo dovrebbe essere stata inizialmente chiarita.<br />
-> <a href="http://www.webeconoscenza.net/2010/04/26/la-sindrome-del-bottone/">La sindrome del bottone</a></p>
<blockquote><p>Ma la rincorsa al bottone prevede un presidio sociale prima che tecnologico, di ogni palinsesto “button-oriented”. Google Buzz è “button-oriented”, Digg è “button-oriented”, Twitter, ecc. Stiamo ancora parlando di social sharing? <strong>Stiamo ancora rincorrendo l’allargamento delle relazioni con il metodo “shout” o davvero crediamo che il grafo di Facebook sia quello che gli URI hanno rappresentato per l’html e si apprestano a fare per i DATA?</strong></p>
<p>Si, Facebook sta uscendo dal proprio perimetro, dal proprio ambito di azione. Ora sembra che voglia fare da driver per tutti i suggerimenti sociali, dentro e fuori il proprio social-network di riferimento, anche a costo di incorrere in incidenti di percorso.</p>
<p>Ma non ci avevano raccontato che l’interoperabilità semantica passa per la condivisione di standard e di ontologie? Ora buttiamo tutto?</p></blockquote>
<p>Adesso ci sono gli standard per aggregare più informazione: sulle ontologie ci si puo&#8217; ragionare dopo, creando delle versioni ponte.<br />
Ma l&#8217;importante è che inizia ad emergere l&#8217;importanza della condivisione degli standard, anche a livello social.</p>
<p>E tutto by design .)</p>

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		<title>Open Data: eppur si muove anche in Italia, Open Camera. Per un nuovo senso civico</title>
		<link>http://www.dagoneye.it/blog/2010/04/02/open-data-eppur-si-muove-anche-in-italia-open-camera-per-un-nuovo-senso-civico/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 10:53:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Brunati</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Premesso che la trasparenza ed un giusto equilibrio di informazione sono fondamentali per correggere le derive del potere, derive che sono connaturate al potere stesso, di qualunque partito e di qualsiasi posizione politica si possa essere, ci sono importanti novità che vorrei riassumere sul tema Open Data.
Riprendo due note di Titti Commino che condivido perfettamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Premesso che <strong>la trasparenza ed un giusto equilibrio di informazione sono fondamentali per correggere le derive del potere</strong>, derive che sono connaturate al potere stesso, di qualunque partito e di qualsiasi posizione politica si possa essere, ci sono importanti novità che vorrei riassumere sul tema <strong>Open Data</strong>.<br />
Riprendo due note di Titti Commino che condivido perfettamente e che credo debbano essere condivise il più possibile per chi capita in queste righe:<br />
-> <a href="http://www.titticimmino.com/2010/03/26/open-data-in-italia-eppur-si-muove/">Open Data in Italia? Eppur si muove</a></p>
<blockquote><p>
Però vorrei sottolineare , per ora, due considerazioni a mio avviso di fondamentale importanza per la comprensione del portato dell’Open Data policy:</p>
<ol style="color: white" >
<li> l’opendata , sebbene supportato e realizzato , almeno in embrione, da un partito (auguro a Emma Bonino di vincere la sfida elettorale spiacente di non poterla sostenere col mio voto non essendo io residente nel Lazio), ritengo, come scrissi nel mio documento, che si debba offrire con la creazione di  un luogo in cui i dati siano open ma indipendentemente da un partito politico: <strong>gli Open Data sono un servizio PER il cittadino, un diritto DEL cittadino, non una questione di partito (sarà che vedo anche nel futuro la possibilità che questo messaggio diventi pervasivo e non sia recepito solo localmente).</strong></li>
<li><strong> l’opendata ha senso in quanto abilita tutti al riuso degli stessi .. non è (solo) questione di “svelare i dati segreti“</strong>.</li>
</ol>
</blockquote>
<p>I Radicali, che tra le altre cose avevano contattato anche il sottoscritto per elaborare il piano operativo sull&#8217; Open Data ( e che per mancanza di tempo non ho potuto aiutare a stilare ), hanno fatto fare a questo Paese un bel passetto in avanti. Un passetto che è iniziato dalla condivisione di materiale pubblico, che apre la strada con calma ad un processo di rinnovamento nella consapevolezza delle possibilità a nostra disposizione. E con noi intendo noi cittadini.<br />
E vabbè, siamo nel 2010, e qui andiamo avanti come si puo&#8217;, no? .)</p>
<p>Via <a href="http://it.blogbabel.com/notizie/151131/open-camera-i-conti-segreti-della-camera-dei-deputati-resi-liberi/">blogbabel è utile segnarsi alcuni post sugli open data ed i conti segreti della Camera dei deputati</a>: ne riprendo tre fondamentali per questo contributo&#8230;</p>
<ul>
<li><a href="http://blog.nicolamattina.it/2010/03/emma-bonino-lancia-open-camera-tutte-le-le-spese-della-camera-in-formato-xml/">Emma Bonino lancia Open Camera: tutte le le spese della Camera in formato Xml</a> - Nicola Mattina</li>
<li><a href="http://www.webeconoscenza.net/2010/03/23/dai-che-ci-siamo/"> Dai che ci siamo</a> - Gigi Cogo</li>
<li><a href="http://www.gaspartorriero.it/2010/03/open-camera.html">Open Camera</a> di Gaspar</li>
</ul>
<p>Ecco cosa significa avere i dati in XML o in Excel: <strong>significa che ognuno di noi puo&#8217; far le visualizzazioni o le viste che vuole su quei dati, grazie alla semplice condivisione di dati grezzi in forma di un file condiviso. Allo stesso modo se io mettessi online un po&#8217; di documenti in formato DOC o anche ODF, per dire, pensando ad una forma un po&#8217; più data centrica, come il file con i dati in formato foglio elettronico, o in XML, tipo</strong>. Sto condividendo files digitali: vista la propensione a lasciare tutto nel cartaceo della PA, è già un bel passo in avanti devo dire. Con quelle spese in IT della Camera, non ci sta un po&#8217; di Office Automation? Ma mettere i dati nel Web, è come mettere un file nel Web. E&#8217; il passo iniziale, se vogliamo, ma è come se non avessimo il Web, in un certo senso, ma solo la condivisione di documenti via FTP.</p>
<p><strong>Qual&#8217;è il vero potenziale di poter inserire i dati nel Web?</strong><br />
Lo stesso e molto di più del passare a mettere un PDF in Rete e metterlo come ipertesto, come pagine HTML.<br />
Siamo ad un bivio, ad un passaggio di innovazione dirompente con un potenziale incredibile.<br />
Perchè significa dare maggiore potere in mano alla Società nel suo complesso. Perchè si deve pretendere a livello politico e di rappresentanza democratica tout court, e trasversale ai partiti.<br />
<strong>Per un comune, e nuovo, senso civico.</strong></p>
<p>E qui <a href="http://blog.nicolamattina.it/2010/03/gli-open-data-e-il-senso-civico/">Nicola Mattina ha sintetizzato assai bene una certa forma di potenziale</a>:</p>
<div style="width:425px" id="__ss_3486933"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/nicolamattina/opendata-3486933" title="Opendata">Opendata</a></strong><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=opendata-100320111457-phpapp01&#038;stripped_title=opendata-3486933" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=opendata-100320111457-phpapp01&#038;stripped_title=opendata-3486933" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/nicolamattina">Nicola Mattina</a>.</div>
</div>
<p><span id="more-1222"></span></p>
<p>Di questo tema tornero&#8217; sicuramente a parlarne, magari al barcamp<a href="http://barcamp.org/InnovatoriPA2010"> InnovatoriPA</a>, se riusciro&#8217; ad esserci ( intanto mi sono iscritto ).<br />
Proprio <strong>per andare oltre alle proposte, ed andare alle azioni</strong>: <a href="http://www.webeconoscenza.net/2010/03/22/dalle-proposte-alle-azioni/">per dirla alla Gigi Cogo</a> e <a href="http://www.simonefavaro.it/2010/03/26/%E2%80%9Cdalle-proposte-alle-azioni%E2%80%9D-un-barcamp-per-cambiare-la-pubblica-amministrazione/">rilanciando anche Simone Favaro</a>.</p>
<blockquote><p>
 Ecco lo spirito della Rete che molti non capiscono, la rivoluzione silenziosa che sta avvenendo: <strong>collaborazione, voglia di cambiamento e soprattutto partecipazione. La voglia di non limitarsi a dire “BASTA”, ma di dire “BASTA, quindi facciamo”.</strong></p>
<p>E perché non supportare questa volontà? Non vedo nulla di male nell’aiutare e nel parlare di questa iniziativa e di farlo nel modo più trasparente possibile.  Il Barcamp InnovatoriPA è una delle iniziative che nascono in rete e che agiscono nel reale. Al Barcamp, infatti, arriveremo da tutte le regioni, ci confronteremo e faremo le nostre proposte.
</p></blockquote>
<p><a href="http://www.webeconoscenza.net/2010/03/31/call-for-proposal/">Vedro&#8217; di trovare il tempo per dare il mio contributo</a>, da cittadino stanco di veder sperperare innovazioni, soldi ed economie in nome della resistenza al cambiamento.</p>
<p><object width="480" height="260"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/WFaGhnV8qQI&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/WFaGhnV8qQI&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="260"></embed></object></p>
<p>In realtà contribuire a smuovere la PA non è solo un vantaggio per la PA stessa: è un vantaggio per il cittadino e lo Stato inteso come collettività sociale, e quindi include anche le imprese private. Che possono per una volta prendere spunto per innovare davvero, in questo Paese dove tutti innovano a parole ed a finanziamenti assai dubbi sul valore dell&#8217;innovazione reale.<br />
E&#8217; lo Stato, la Società a migliorare, noi compresi.<br />
<strong>E&#8217; l&#8217;ecosistema sociale che integrandosi in forme nuove, si autoregola in forme nuove, grazie a consapevolezze nuove da comunicare e far crescere in tutti noi. Non più solo competizione, ma collaborazione.</strong></p>
<p>Anche se il Lazio non ha visto vincere la Bonino, il tema degli Open Data è di assoluto rilievo, e mi ripeto rilanciando anche le note di Titti Cimmino, ma da cittadino e da <a href="http://www.ereticidigitali.it">supporter degli Eretici Digitali</a>, <strong>avere e pretendere l&#8217;Open Data è il primo tassello per rompere la deriva devastante del potere politico dell&#8217;ultimo decennio, da entrambi gli schieramenti, che ci sta affossando in molti sensi.</strong><br />
Perchè i dati sono il vero cuore della lotta del potere. E non è solo una questione di privacy, in effetti.<br />
-> <a href="http://www.ereticidigitali.it/2010/01/26/settimo-capitolo-privacy-l%E2%80%99habeas-data-e-il-nuovo-habeas-corpus/">Settimo capitolo. Privacy: l’habeas data è il nuovo habeas corpus</a></p>
<h3>Spunti per la visione di insieme, per un post più didattico successivo, se interessa</h3>
<p>Dall&#8217; Open Data poi il passo verso il Linked Data puo&#8217; diventare possibile. Il passaggio da un file condiviso ad un mondo di link, e di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hyperdata">hyperdata</a>. ( era il 2007 <a href="http://dannyayers.com/2007/01/04/hyperdata">quando Danny Ayers ne ha parlato</a>, citando pure il sottoscritto, ma era troppo presto eh eh ) Dove si collegano non solo i contenitori dei dati ( tipo i documenti ), ma gli argomenti stessi tra di loro, le cose di cui parliamo e trattiamo ogni giorno.</p>
<p>Web of Data, Linked Data, Hyperdata: tutti nomi che devono trovare la loro storia, i protagonisti e gli scenari per essere compresi appieno. Modi nuovi di intendere i dati nel Web, e di conseguenza la nascita di ulteriori, complesse e nuove sfide,  dalla gestione anche della privacy in forme nuove, a tante altre.<br />
Un mondo che Paesi fuori dall&#8217;Italia stanno creando e plasmando, e noi? Noi niente, nada.<br />
Ma questa è un&#8217;altra storia. Che merita un altro post&#8230;</p>
<div style="width:425px" id="__ss_2341398"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/juansequeda/introduction-to-linked-data-2341398" title="Introduction to Linked Data">Introduction to Linked Data</a></strong><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=01-introduction-091025100025-phpapp02&#038;stripped_title=introduction-to-linked-data-2341398" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=01-introduction-091025100025-phpapp02&#038;stripped_title=introduction-to-linked-data-2341398" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/juansequeda">juansequeda</a>.</div>
</div>
<div style="width:425px" id="__ss_2457996"><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/cloudofdata/why-linked-data-2457996" title="Why Linked Data?">Why Linked Data?</a></strong><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=20091112-linkeddataatdefrag-091109093405-phpapp01&#038;stripped_title=why-linked-data-2457996" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=20091112-linkeddataatdefrag-091109093405-phpapp01&#038;stripped_title=why-linked-data-2457996" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/cloudofdata">Paul Miller</a>.</div>
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