Making the overall Open Data ecosystem more useful and accessible isn’t only a technological issue. If we publish only Linked Open Data stuff out there, we aren’t solving the problem at all.

We need to think about the overall user experience, and more about our potential users, our data remixers. And, on the other hand, how we can make this concept of remixing data visible on mainstream channels?

We need two different things: firstly, be sexier and easier to understand. And secondly, be closer to the people real agenda settings.

The starting point is having more context around data: not only speaking about the contextual geographic information system. I’m speaking about merging different worlds, and different data silos, hiding the way you’re doing that. From mobility data, to Internet of Things sensors data. Citing an article published on GigaOm:

“So while it is true that we have access to more information than ever before, we are not experts on every subject. Thus, it is very difficult to digest it. My concern is that over-information the new way of hiding information. The best way to fight mainstream media disinformation is to demand more context for all the data: we need the “fact-checking journalism” promoted by sites like Gapminder or Open Knowledge. Visualizing.org strives to make sense of issues through data and design with a collection site where designers and all sorts of organizations can upload and share open data sets”.

Demanding more context from our information systems means finding better ways to have the information that we are really looking for. Querying Open Data portals with only one click, for example, improves the usability and the overall user experience. Hiding this querying process another step in the right direction, like Google has done with its Knowledge Graph concept. I’ve also seen some signals during my daily job: [full disclosure: I’m the community manager at SpazioDati]

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Metto insieme un po’ di idee per raccontare il lavoro in atto su Apps4italy, ( lo abbiamo iniziato ad organizzare a maggio 2011 ) e perchè in questo momento storico è quanto mai importante partecipare e giocare con la cosa pubblica.
Lo fanno i mercati, creando degli effetti secondari mica da ridere, perchè non lo possiamo fare noi? .) ( meglio scherzarci su, perchè altrimenti… )
E poi lo Stato siamo noi, è il bene comune per eccellenza, ricordiamocelo e riprendiamocelo, partecipando attivamente!

Per tutti gli smemorati, ricordo che Apps4Italy è:

il concorso aperto a cittadini, associazioni, comunità di sviluppatori e aziende per progettare soluzioni utili e interessanti basate sull’utilizzo di dati pubblici.

Quando parte: dal 20 novembre al 10 gennaio, con premiazione il 20 gennaio.
Montepremi confermato: 40.000 Euro, ad oggi, ma la quota sta crescendo. mica scherzi :)
Come si partecipa: ci sono quattro tipologie di proposte. Idee e progetti, applicazioni, datasets e visualizzazioni. Maggiori dettagli presenti in questa pagina
Chi può partecipare: tutti i cittadini dell’Unione Europea.
Unica regola: si devono utilizzare dati pubblici. ( non solo Open Data, vale anche fare scraping nei siti quindi, civic hacking at work .) )


Via http://www.webnotwar.ca/i-sing-the-data-open/.

In generale quello che sta accadendo dall’ultimo mese a questa parte sul tema dati aperti in Italia, è frenetico e galvanizzante.

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E’ passato qualche giorno, ma la notizia merita una riflessione profonda.
E’ stato approvato il formato ODF 1.2, ( Open Document Format ) e quindi tutti i formati aperti e liberi legati alla suite Open Office.

OASIS members:

We are pleased to announce that Open Document Format for Office Applications (OpenDocument) Version 1.2 has been approved as an OASIS Standard[1]. The call to vote can be found at [2].

Congratulations to the members of the Open Document Format for Office Applications (OpenDocument) Technical Committee and the community of implementers, developers and users who have brought the work successfully to culmination.

A formal announcement from OASIS will be forthcoming.

Vorrei far notare che con il formato 1.2 si supportano nativamente RDF/XML e RDFa quali sintassi per i metadati documentali
La cosa nasce da un processo lungo, lunghissimo. Questa presentazione, ad esempio, è di 4 anni fa:

In italiano ne hanno parlato Punto Informatico, e quasi nessun blog ( se non contiamo anche programmazione.it ), tranne forse siamogeek.com, che ha detto giustamente:

Un’ulteriore innovazione del nuovo formato è il supporto dei metadati nel formato RDF (Resource Description Framework). ODF 1.2 utilizza RDF non solamente per referenziare risorse sul web, ma anche oggetti di altri tipi, come appuntamenti in un’agenda o un contatto della rubrica.

Peccato perchè la cosa è importante, ed avrebbe bisogno di una maggiore discussione collettiva. Ne inizio una, partendo dalla news di punto informatico, e da come finisce.

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Matteo Brunati

Sono un appassionato di tutto quello che ha relazione con la Rete, specie al confine tra tecnologia e società. Open Data e Linked Data sono nuovi livelli di un bene comune digitale, oggi riusabile come se fosse un Lego.
La società dei dati, anche con l’hype dei Big Data, mi affascina: ma serve maggiore riflessione condivisa.


Community Manager @ SpazioDati, su Dandelion API e Atoka.


Trento