Da non crederci

Pubblicato nella categoria Comunicazione

Per fortuna seguo poco la televisione e negli ultimi tempi anche la cronaca estera.

Ma dinanzi a certe cose rimango a dir poco allibito.

Sembra che pochi si rendano conto che siamo persone in grado di collegare fatti e parole dette in tempi diversi: purtroppo i fatti sembrano dicano il contrario…

Un po’ di riferimenti :

-> Perchè è così facile mentire?
-> LA MIA VERITA’di Giuliana Sgrena
-> Quanti morti causerà il riscatto per Giuliana?

Oltre alle parole della Sgrena gli altri sono di persone che leggono e pubblicano sul Barbiere della Sera, un portale di commenti alle notizie molto interessante…

L’ultimo chiude il cerchio: a me pare anche quello che getta le maggiori luci su tutta la vicenda…

Strano: il riscatto pagato per liberare Giuliana Sgrena non viene quasi mai citato negli articoli di questi giorni. E quando se ne parla, lo si fa di sfuggita, come di un dettaglio trascurabile. Eppure, il pagamento di un riscatto è stato il mezzo tramite il quale la collega Sgrena è stata liberata. Perché questa rimozione?

Infatti questo non mi pare proprio un dettaglio che si possa dimenticare…

Ma si sa che qui da noi basta continuare a negare anche l’evidenza tanto nessuno se ne accorge.. molto triste come approccio…

La verità che nessuno vuole dire è che abbiamo finanziato il terrorismo, che ci siamo resi responsabili della morte imminente di molte persone per salvarne una.
Non solo: abbiamo tradito i nostri alleati americani ed inglesi, i quali non hanno mai, dico mai, sganciato un solo centesimo ai terroristi e si sono visti infatti recapitare i famosi video con i loro connazionali sgozzati o fuciliati.

Su questo anche se e’ un po’ forte mi trovo d’accordo… e quali alternative avevamo?

E’ interessante osservare come anche il governo italiano avesse adottato all’inizio la stessa strategia di americani ed inglesi. Quando rapirono Stefio, Agliana, Cupertino e Quattrocchi, Berlusconi reagì con sprezzo del pericolo con una frase tipo: io con i terroristi neanche ci parlo. Fini se ne andò addirittura in vacanza, mi pare nel Mar Rosso.

Poi i terroristi, grazie alle ardimentose parole del nostro premier, hanno messo una pallottola in testa a Quattrocchi. E le cose sono cambiate con una rapidità tutta italiana. Berlusconi si è terrorizzato, Fini è rientrato dal Mar Rosso, i servizi italiani hanno cominciato a battere l’Iraq carichi di dollari alla ricerca dei tre superstiti.

In effetti non ci avevo mai fatto caso: sarebbe interessante vedere una statistica ufficiale per verificare il tutto…

ma a memoria non mi pare di ricordare inviati inglesi o americani liberati…

E come al solito ecco come finisce:

Noi con una mano teniamo buona Nassirya agli USA, con l’altra finanziamo la guerriglia o, come amano dire i nostri governanti, i terroristi nemici della democrazia. Non c’è da stupirsi se gli americani non ci hanno fatto trovare la banda musicale sulla via dell’aeroporto di Bagdad, ma un plotone d’esecuzione.

Alcune cosette le suscitano o no queste parole?

Ma riuscire a far pesare i fatti e la verita’ possibile che sia cosi’ difficile?

Una trasparenza delle informazioni non dovrebbe essere una delle cose che una democrazia in quanto tale dovrebbe avere?

A volte mi fa paura tenermi informato…

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Matteo Brunati

Sono un appassionato di tutto quello che ha relazione con la Rete, specie al confine tra tecnologia e società. Open Data e Linked Data sono nuovi livelli di un bene comune digitale, oggi riusabile come se fosse un Lego.
La società dei dati, anche con l’hype dei Big Data, mi affascina: ma serve maggiore riflessione condivisa.


Community Manager @ SpazioDati, su Dandelion API e Atoka.


Trento