Oggi inizio a raccontare un’esperienza che sto facendo nel facilitare e nel promuovere una ridistribuzione del valore che si crea nel corso dei processi di partecipazione urbana.
Un luogo di contaminazione interdisciplinare davvero tosto, sfidante per moltissimi punti di vista.

Tutto nasce a fine anno, a cavallo del Natale ( praticamente alla vigilia se devo dirla tutta ), a livello operativo.
Ma è una storia vecchia, una contaminazione che mi aveva davvero catturato un anno e rotti fa:
-> Open Data e progettazione urbana partecipata: crowdsourcing locale integrabile nel globale, thanks to Fram_menti

Avevo scritto delle cose belle, bellissime, che ora riesco a realizzare. Già questo è stupendo, ed elettrizzante.
Il progetto che sto seguendo fa riferimento a due distinte collaborazioni tra processi partecipativi ed il luogo digitale: si chiama E tu cosa ci vedi?.
Ho iniziato un piccolo, piccolissimo racconto spiegando cosa vogliamo fare, quando era iniziata l’esperienza con Venezia.

C’è l’idea di aumentare la realtà, facilitando l’integrazione con il luogo digitale, e re-inventando il processo partecipativo urbano, frutto delle discipline dell’architettura e dell’urbanistica. Ma c’è anche la volontà di aiutare a creare il bene comune del racconto dell’ecosistema in cui viviamo. Rilasciando ove possibile i dati grezzi raccolti secondo i paradigmi dell’Open Data, ed integrandoli con quei mondi di senso che sono di tutti, e quindi anche nostri, come le mappe create dall’intelligenza collettiva di OpenStreetMap.

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Dicembre, gennaio, febbraio e marzo: siamo ad aprile, e la domanda è: non ho scritto più nulla qui in queste pagine. Due motivazioni principali:

  • momento di riflessione personale, di rifocalizzazione sulle molte attività in essere in piedi oltre al lavoro primario, assieme anche ad una riflessione sulla dimensione social in quanto tale. Ovvero, il tempo ha sempre più valore, ed avevo deciso di diminuire il flusso. Nessuna particolare motivazione, ogni tanto fa bene ricaricarsi e ricalibrarsi. In più la vita da soli prevede lavori diversi, da casalingo .)
  • attività in essere ufficiali, oltre a quelle del lavoro primario, onerose e che mi impegnano tanto da non poter dedicare altro tempo al blog o ad una creazione di contenuti un minimo coerente. Almeno fino ad ora.
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Periodo davvero full, tante cose da scrivere, e tante cose in corso d’opera tutte attorno al tema Open Data, ma tempo che non esiste. .)
E pure un trasloco fatto, con ancora una connessione a Internet mancante che non facilita certo la gestione ottimale della propria presenza in Rete… e vabbè.

La prossima settimana torna SMAU, che al di là delle polemiche sul fatto che non è più quella di una volta, io trovo sia un’ottima occasione di formazione e di confronto per l’ambiente imprenditoriale classico, sempre più lontano da molte delle dinamiche della Rete.
Sperando che sia presente in una fiera di questo tipo, e sia disposto ad ascoltare e a mettersi in gioco.
Male che vada ci si rivede con vecchi e nuovi amici, per capire cosa fare in futuro assieme .)
Da segnalare l’importante passo in avanti fatto dal nostro social network veneto, che diventa Partner di SMAU:

Ultimamente sono sempre più dentro al tema degli Open Data, che nel contesto italiano, sappiamo bene cosa significhi. Trasparenza governativa, innovazione tecnologica nell’usare il Web non più solo come mezzo, o come canale, ma come luogo e come abilitatore del Web of Data. In parole povere?
Un immenso database, pubblico, a disposizione delle macchine e dei programmi e dei nostri più disparati devices. Siano essi smartphones, tablet, iphone e ipad, lettori e-book e…

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Matteo Brunati

Sono un appassionato di tutto quello che ha relazione con la Rete, specie al confine tra tecnologia e società. Open Data e Linked Data sono nuovi livelli di un bene comune digitale, oggi riusabile come se fosse un Lego.
La società dei dati, anche con l’hype dei Big Data, mi affascina: ma serve maggiore riflessione condivisa.


Community Manager @ SpazioDati, su Dandelion API e Atoka.


Trento