-> Conoscere la complessità: viaggio tra le scienze

Si tiene il 22 e il 23 novembre 2007 presso la Sala 500 del Centro Congressi Lingotto di Torino
il sesto convegno internazionale organizzato dal Comitato Tecnico Scientifico del CSI-Piemonte.
L’appuntamento, promosso con la collaborazione della Fondazione ISI, è dedicato alla “complessità”, intesa come valore e caratteristica intrinseca ai sistemi naturali, sociali e tecnologici.
Nei due giorni di lavoro, caratterizzati dal consueto taglio interdisciplinare, vengono affrontate numerose tematiche: dalla struttura degli organismi viventi al clima; dall’organizzazione di un’azienda all’andamento dei mercati finanziari, all’evoluzione del “sistema internazionale”;
dalla progettazione di software “intelligenti” a quella delle grandi reti di comunicazione come Internet.
È prevista la traduzione simultanea inglese-italiano.

Via ApogeoOnline, davvero un’occasione mancata, speriamo qualcuno ci vada….

Temi affrontati davvero in modo brillante da Ibridazioni, recente scoperta nella coda lunga della blogosfera .)

Peccato non avere il dono dell’ubiquita’ :)

Nessuno che riesce ad andarci a questo evento?

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Premetto che questo sara’ un post denso…
Che il cucchiaino che si mette a mescolare questo intruglio, potrebbe rischiare di spezzarsi .)

Partiamo dall’Attention Data, passando per l’Emergenza, per il LifeStream, verso lo standard che realizza tutto questo, l’APML, e il suo ruolo nel Semantic Web, e nel Web of Intentions ( versione Web del Database of Intentions )…

Spunti iniziali

-> PageRank, classifiche ed attenzione

In questo ottimo post dell’amico Fabio, emergono alcuni lati interessanti.
Primo. Si sta cercando di poter valorizzare il lato emergente di quello che si fa con l’informazione ( il valore dell’attenzione su quello che vediamo e filtriamo, opera come successivo filtro emergente sui dati stessi ).
Secondo. Si stanno creando standard ad hoc per permettere la successiva implementazione software di tutto questo. Ma forse con tecnologie sbagliate.

Ma e’ importante segnalare che il nostro uso delle informazioni, inizia ad avere un peso, e una tracciabilita’ da parte delle informazioni stesse: hanno “ricordo” di come le utilizziamo, e quindi ne aumentiamo il contesto in base al nostro personale uso.

Creando quindi un substrato di conoscenza pregressa, che fino ad oggi, rimaneva solo nel nostro inconscio.
E men che meno nelle macchine che usiamo tutti i giorni.

Qualcosa di collegato al caos relativo ai links e all’Emergenza di nuovi sistemi di feedback, proprio qualche post fa ( ma era un po’ incasinato, i know… ).

Riprendo a tal proposito, un ottimo sunto dell’APML, proprio dal post di Fabio:
-> Attention Economy: Bloglines e NewsGator adottano l’APML

E ricollegandomi poi ad una discussione in queste lande, dove era iniziato ad emergere qualcosa di tutto questo, di qualche tempo fa…
-> Centralizzazione contro decentralizzazione: step 1

E continuata in parte anche qui:
-> Federico Generated Content

Con strascichi anche qui:
-> Una bella frase di De Biase…

Ed infine, con temi inerenti il Social Graph e il LifeStream, in questo post di Massimo Russo:
-> Il grafo sociale aperto: la “next big thing” del web

Tutto molto collegato, forse troppo.
Ma e’ come una moneta che gira velocemente su se’ stessa, che sta mostrando diverse facce delle medesime esigenze, ora con un verso visibile, ora con un altro.
Una moneta che rappresenta la sfida nella gestione dell’overloading informativo.
Niente di piu’ e niente di meno.

Una moneta fatta di particelle sempre piu’ iperconnesse, dove capire la relazione e il legame tra le une e le altre, diventa fondamentale per non subire le evoluzioni stesse di questa moneta impazzita.
Non e’ un caso che il Semantic Web incentri la propria attenzione nel strutturare maggiormente il LEGAME, il LINK tra le RISORSE. .)

E’ tutto tranne che semplice, ma una gestione evoluta dell’Attenzion Data, a mio avviso, creera’ lo stesso sconvolgimento che ha avuto l’arrivo della piattaforma blog con il meccanismo di feedback del trackback…

Proviamo a dare un contributo alla discussione, anche per chiarirmi un po’ di idee che mi stanno girando in testa da un po’…

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Di rientro da Milano dopo SMAU, del quale parlero’ diffusamente in uno dei prossimi post, vorrei mettere per iscritto alcuni pensieri sparsi, un po’ per riordinarli e un po’ per un sano brainstorming…

Sulla Net Neutrality, quanto mai di attualita’, per colpa di Vodafone, adesso…
-> Blogosfera, svegliati! (sostieni la net neutrality): Vodafone verso la discriminazione tariffaria dei blog ?

Tempo fa si parlava di equilibrismi, e negli ultimi due mesi, girando tra eventi e luoghi, tra persone e idee, tra visioni e realta’, e molto altro ancora, mi son reso conto che avevo visto davvero giusto.
E’ anche molto piu’ di questo. ( in parte certi temi utili in questo flusso di pensieri )

Nell’equilibrio ci sono due parti che si contendono e ora tirano, ora lasciano, in un girarsi e contorcersi sempre in movimento.
Come la lotta di chi vuole migliorare e innovare per quello che e’ in grado di fare, anche solo attraverso il portare alla luce tematiche e collegamenti nascosti ai piu’, connessioni mai scontate che possono far diminuire il rumore dell’informazione che ci pervade costantemente.

Tutto questo per dire una cosa: per nostra natura tendiamo a dare per scontate molte cose, e a non metterle in discussione.
Cosa accade quando invece, deliberatamente e consapevolmente, si inizia a mettere in gioco tutto, fino alle nostre piu’ profonde certezze?

Semplice: probabilmente accade che ci si inizia a divertire, e ad essere incompresi. :)
Poi pero’ magari si scoprono delle cose impreviste.

Legare e costringere al minimo le persone, puo’ creare quel legame debole che poi porta a legami casuali temporanei, dai quali scaturiscono idee e innovazioni impensabili a priori…
Il principio del Least Power, e il principio di creare meno obblighi possibili rispetto agli obbiettivi prefissati, concetti alla base della tecnologia tcp/ip, alla base di Internet; il concetto stesso di Link proprio del World Wide Web ne’ e’ un altro risultato lampante e di utilizzo quotidiano.

Quindi non bisogna pensare che le grandi compagni IT, e di Telecomunicazioni, siano le sole che possano controllare lo stato delle cose… Non bisogna mai pensare che non si debba difendere quello che si usa tutti i giorni, e che magari ci da’ il lavoro quotidiano e nel medesimo istante, aiuta la condivisione e la crescita della collettivita’…
Non bisogna mai pensare di non poter dare un contributo, perche’ con le tecnologie attuali, abbiamo un peso nello stato delle cose…

Occorre seguire le mosse di una delle due parti, e dare una spintarella la’ dove serve, quando l’equilibrio si rompe e si sposta troppo verso un solo verso…

Quindi ci sono diversi livelli di lotta, e diversi livelli sui quali creare consapevolezza: ma, come dice l’amico Quintarelli, occorre svegliarsi sui livelli base, se questi vengono messi in discussione…
E tirare fuori le unghie…

AGGIORNAMENTO: Stefano riassume alcuni aspetti fondamentali della questione, in effetti, che meritano di essere citati:

E quindi torniamo a bomba: il punto non è se la net neutrality sia economicamente conveniente o meno (in tal caso, dipende dai punti di vista). Il punto non è se con i nuovi modelli di business, con l’economia dell’abbondanza, con le nuove modalità di veicolare informazione la Net Neutrality convenga o no.

Il punto è se debba essere considerata o meno un valore universale. Se la risposta è si, allora il problema è politico, se la risposta è no il problema è economico. Il resto, rischia di essere tempo perso, per come la vedo io…

Io sarei per il si’, dovrebbe essere un valore universale.
E quindi, come far presa cn le unghie nella questione?

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Matteo Brunati

Sono un appassionato di tutto quello che ha relazione con la Rete, specie al confine tra tecnologia e società. Open Data e Linked Data sono nuovi livelli di un bene comune digitale, oggi riusabile come se fosse un Lego.
La società dei dati, anche con l’hype dei Big Data, mi affascina: ma serve maggiore riflessione condivisa.


Community Manager @ SpazioDati, su Dandelion API e Atoka.


Trento