Ultimamente tra ferie e molte cose da chiudere, sono stato assai indeciso su quello che avrei voluto scrivere, tanto ormai è il flusso che mi interessa sui temi degli Open Data. Ed il tempo sempre limitato.
In giro se ne parla a vari livelli, e la sfida di coprire i diversi aspetti legati a così tante discipline che intervengono attorno agli Open Data è assolutamente fantastica: a livello scolastico sarebbe un gran bel tema, da inserire al posto di educazione civica ( cosa, che tra parentesi, non ho mai fatto perchè boicottata da tutto il mio percorso scolastico, ma vi sembra normale? )

Alla fine inizio da un post di sintesi di alcuni elementi emersi in questo scorcio di settembre e fine agosto.
La parte pratica di civic hacking arriverà poi: mettere tutto assieme rischia di creare confusione.
Parto dall’ottima sintesi di Ernesto su Apogeonline ( a proposito @ernesto, grande new entry eh eh ) è un ottimo punto di partenza per chi non fosse così aggiornato sul tema:
-> Open Government, non perdiamo altro tempo

Dato utile, aperto e pronto al riuso: trasparenza reloaded?

C’è molta confusione sul concetto stesso di “dato utile”, sul concetto stesso di significato di “dato aperto” nel luogo Web, e sulle relative implicazioni sulla “trasparenza abilitata grazie a questi scenari”.
Ovvero: un po’ di luce su questi passaggi ci vuole, per capire che non basta l’ Open Data per abilitare una nuova trasparenza, ma serve consapevolezza anche nel processo di apertura dei dati e questa documentazione è importante tanto quanto i dati stessi.

E qui farei un break con un video di Sir Tim Berners Lee per enfatizzare il contesto, di nuovo, che non basta mai. Anche se non proseguite la lettura, questo video è fondamentale ( ne hanno parlato in italiano Webmasterpoint.org e ComputerWorld Italia - CWI :



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E’ sabato, devo fare tante cose, ma questa merita 10 minuti per stendere un post, breve ma incisivo.
Una notizia storica, dai contorni poco definiti negli effetti per il Mercato, ma con un potenziale dirompente.

Un po’ come l’adozione degli standard del Semantic Web da parte di Facebook con l’ OpenGraph Protocol, e l’adozione di RDFa che è divenuta mainstream a livello di rich snippets, adesso si aprono scenari davvero intriganti.

Google ha acquisito Metaweb, società che gestisce tra le altre cose Freebase giusto per dare l’idea:
-> Tweet dell’acquisizione da parte di Google di Metaweb

Today we’ve acquired Metaweb. Working together we want to improve search, make web more meaningful. Details: http://bit.ly/dzrXmu

Alcuni della comunità del Semantic Web hanno scritto, e Tim O’Reilly in persona ha scritto:

RT @timoreilly: Google buys Metaweb. http://bit.ly/bnFEIP Important step in convergence of semweb and web 2.0 thinking. I like it.

La notizia mi è arrivata stanotte attraverso la mailing list del W3C dedicata al Semantic Web e al Linked Data.
Ma anche attraverso Twitter vale la pena di guardare un attimo:
-> Ricerca di metaweb all’interno di Twitter

Anche Luca Conti ha rilanciato la cosa ed i primi italiani stanno iniziando a rilanciarla.
Ormai la strada è imboccata: adesso bisogna comprenderne i confini.

A casa di Google il post merita una lettura:
-> Deeper understanding with Metaweb

Ne prendo alcuni stralci:

Over time we’ve improved search by deepening our understanding of queries and web pages. The web isn’t merely words—it’s information about things in the real world, and understanding the relationships between real-world entities can help us deliver relevant information more quickly. Today, we’ve acquired Metaweb, a company that maintains an open database of things in the world. Working together we want to improve search and make the web richer and more meaningful for everyone.

With efforts like rich snippets and the search answers feature, we’re just beginning to apply our understanding of the web to make search better. Type [barack obama birthday] in the search box and see the answer right at the top of the page. Or search for [events in San Jose] and see a list of specific events and dates. We can offer this kind of experience because we understand facts about real people and real events out in the world. But what about [colleges on the west coast with tuition under $30,000] or [actors over 40 who have won at least one oscar]? These are hard questions, and we’ve acquired Metaweb because we believe working together we’ll be able to provide better answers.

Finalmente anche Google lascia definitivamente il concetto di pagine e di parole, delle care keywords, ed inizia a parlare di informazioni relative alle cose del mondo reale. E’ il Web my dear .)

Una chiusa finale: le persone chiave che lavoravano all’interno del gruppo del MIT a cui sono tanto affezionato, il gruppo SIMILE che ha rilasciato il framework Exhibit per gli open data e la loro visualizzazione, sono passate a Freebase da un anno abbondante o anche più. Adesso sono di fatto in Google.

Il potenziale diventa astronomico.
Questo post potrebbe farvi capire qualcosa ( già citato a casa di Gigi Cogo sul tema economia degli open data ):
-> Freebase Gridworks, Data-Journalism and Open Data Network Effects

Queste persone sono ora passate a Google, di fatto, con strumenti di questo tipo:

Freebase Gridworks 1.0 Overview from David Huynh on Vimeo.

Il Web diventa semantico, si dota di significato e passa dalle pagine ai dati: e l’evoluzione del Web in senso lato è l’unica cosa che emergerà alla fine. Non più 2.0, non più 3.0: il Web al suo massimo potenziale, e niente più divisioni nette tra Web e Semantic Web.
La divisione sarà nella persona che avrà consapevolezza di quello che potrà fare con il Web, ma il mezzo ormai avrà un solo nome :)

E questa cosa è culturale, non tecnologica.

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Matteo Brunati

Sono un appassionato di tutto quello che ha relazione con la Rete, specie al confine tra tecnologia e società. Open Data e Linked Data sono nuovi livelli di un bene comune digitale, oggi riusabile come se fosse un Lego.
La società dei dati, anche con l’hype dei Big Data, mi affascina: ma serve maggiore riflessione condivisa.


Community Manager @ SpazioDati, su Dandelion API e Atoka.


Trento