Sembra strano, ma questo blog a febbraio 2015 ha compiuto ben dieci anni. Un luogo dove ho fermato su “carta“ e condiviso alcuni dei miei pensieri, molti appunti e molte riflessioni che rileggere oggi fa pensare, ma che nello stesso tempo, aiuta a crescere.

Negli ultimi anni le vicende della vita hanno messo nel mio flusso quotidiano altre priorità, e gli strumenti che la Rete ha partorito in questi anni sono aumentati enormemente. Alcune delle cose che ieri si pubblicavano nei blog, oggi sono storie e frammenti sparsi per gli n social network che usiamo tutti quanti.
Voler recuperare il proprio lifestream distribuito, anche solo come modo di archivio del proprio io non è banale, e di certo non è semplice.
Specie cercando un equilibrio migliore del “donare” i propri pensieri ed i propri dati SOLO agli n intermediari della Rete che esistono oggi.

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La prossima settimana tanti, troppi eventi sul tema da seguire e a cui partecipare.
Mio malgrado posso andare solo ad uno, forse due se riesco con la tempistica e se Roma con il suo traffico me lo permetterà .)

  1. Roma: hackthegov.it - Il Digitale è Politico
  2. Roma: presentazione ufficiale del manifesto datagov.it con gli amici Ernesto Belisario e Gigi Cogo, tra gli altri, vediamo se riesco a passare al volo
  3. Torino: 2 e 3 dicembre, prima barcamp sul Cloud Computing - Cloud Camp - e poi convegno sugli Open Data, che mi tocca mancare, come qualcuno di mia conoscenza .)

Sarò presente al primo sicuramente visto che porterò l’esperienza di Spaghetti Open Data e di quello che sta emergendo in mailing list, per capire come andare oltre, anche e non solo a livello tecnico. Anzi, ringrazio Luca Nicotra che mi ha invitato all’evento .)
Perchè concordo che il livello politico inteso nel senso più ampio possibile come gestione del bene comune a vantaggio della collettività sia necessario ormai per poter fare le cose davvero. Serve andare oltre i politici, e ripensare la politica.

Ne parla anche Titti in un gran bel post di sintesi:
-> hackthegov.it: Open Data e diritti civili di nuova generazione. A Roma il 30 novembre

Il 30 novembre dalle ore 9 presso la sede del Partito Radicale in Via di Torre Argentina 76, si organizzerà un primo nucleo del movimento per i diritti civili di nuova generazione. Si ragionerà degli strumenti e delle mobilitazioni possibili, per ottenere trasparenza assoluta, maggiore partecipazione alle scelte, apertura delle banche dati in mano alle pubbliche amministrazioni tramite gli open data, il diritto di accesso alle nuove tecnologie.
Su www.hackthegov.it hai la possibilità di leggere il programma e di annunciare la tua presenza a questo evento.

Ospite d’eccezione il co-fondatore “ribelle” di Wikileaks.org e del progetto Cryptome.org, John Young. I due siti sono dei punti di riferimento mondiali per la “liberazione” di dati chiusi e saranno il punto di partenza per discutere di come, anche in Italia, si possa organizzare un movimento per la liberazione di dati pubblici. Pioniera in questo è stata Rita Bernardini, deputata radicale, che con uno sciopero della fame è riuscita a liberare i conti segreti della camera con il progetto Open Camera. Pionieri sono stati i radicali con l’iniziativa dell’Anagrafe Pubblica degli eletti e dei nominati. Ma il 30 si andrà oltre, nel tentativo di estendere questo movimento di liberazione ad altri ambiti, dai dati ambientali a quelli dei bilanci, dai geodati alla trasparenza sulle aziende partecipate pubbliche.

Quello che si sta provando a fare, dando un colpo alla botte ed una al cerchio, anche con Spaghetti Open Data in un certo senso… Insomma, ho tanto arretrato su altre faccende, ma quando serve inserirsi su momenti topici del nostro Paese, occorre buttarsi per provare a dare l’ennesima spallata al sistema, no? .) Appoggio Zambardino in pieno sul tema, visto che ci sarà anche lui martedì a discutere sulle implicazioni della trasparenza sull’informazione.

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AGGIORNAMENTO: sembra che il decreto sulle intercettazioni sarà discusso in settembre, mi accorgo solo ora dell’ottimo post di Sergio Maistrello sugli stessi temi, che condivido. E comunque c’è gente che mette le mani avanti, incredibile!
La mia spinta arriverà nei prossimi giorni, in forma costruttiva…

Alcuni punti di vista diversi, che vorrei condividere, in vista della proposta del silenzio stampa del 14 luglio 2009 come forma di protesta contro il decreto legge sulle intercettazioni, ma non solo:

  • il decreto legge sulle intercettazioni: una follia per quanto sia ambiguo e che mette in crisi la libertà di espressione in Rete e sui media in senso lato. Se si pensa che abbiamo dei dilemmi simili sulle creazione di contenuti non strutturati in Rete in Italia, come faremo ad accettare la condivisione e la pubblicazione di dati strutturati grazie al Semantic Web e al Linked Data? Iniziare dalla petizione di Marco Camisani Calzolari sarebbe già qualcosa… Perchè, se questi sono in effetti gli inizi, non siamo messi bene.
  • altra legge: quella sul diritto all’oblio, che puo’ sembrare di no, ma è assolutamente un tema complesso e rischioso, per dirla alla Quintarelli. E il video di Travaglio in merito pone questioni notevoli di riflessione.

    Le leggi rappresentano il design delle opportunità a cui un Popolo puo’ accedere, per cui non sono aspetti di poco conto. L’opportunità di trasparenza e di memoria a costo zero o quasi data dalla Rete è una cosa che vogliamo buttare così, oppure è meglio rifletterci? Aiuterebbe la Società nel suo complesso? E la Storia?
    Ci sono delle evoluzioni tecnologiche, e delle direzioni che stanno prendendo queste ultime, e si ritiene che chi legifera conosca o che si faccia raccontare lo stato di tali evoluzioni. Invece si interpreta tutto con un approccio di difesa del vecchio potere contro la novità che avanza, naturalmente e globalmente.Un bel caos, insomma.
    Ma solo se si pensa che l’oggi rimanga tale e quale.

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Matteo Brunati

Sono un appassionato di tutto quello che ha relazione con la Rete, specie al confine tra tecnologia e società. Open Data e Linked Data sono nuovi livelli di un bene comune digitale, oggi riusabile come se fosse un Lego.
La società dei dati, anche con l’hype dei Big Data, mi affascina: ma serve maggiore riflessione condivisa.


Community Manager @ SpazioDati, su Dandelion API e Atoka.


Trento