Un paio di segnalazioni importanti, sul nuovo filone che popolera’ questo blog del Semarketing, iniziato qualche giorno fa:
-> Talis starts Nodalities magazine devoted to the Semantic Web

Logo Nodalities

Talis starts Nodalities magazine devoted to the Semantic Web

Talis announced Nodalities — a magazine available in print and online devoted to the Semantic Web. They describe its mission as bridging “the divide between those building the Semantic Web and those interested in applying it to their business requirements.”

Direi che seguiro’ molto bene la cosa: molto utile come servizio per diffondere l’utilita’ spicciola del Linked Data, attraverso un pdf stampato o in forma digitale da leggere nelle pause giornaliere nei nostri mille dispositivi mobili ( smartphones, n800 o Iliad che sia . ) )…
Durante il viaggio in treno, o la pausa pranzo e via dicendo…

Il mondo di Talis e’ un mondo magico, visto che si uniscono gli aspetti innovativi puramente tecnologici legati al Semantic Web e al Linked Data, al mondo delle biblioteche: mondi che mi appassionano e ai quali mi sto avvicinando sempre piu’.

Una nuova categoria creata ad hoc per segnalare quelle risorse che provano ad informare non troppo tecnicamente sul mondo del Semantic Web e del Linked Data .)
Il nome, be’: Semarketing :)

Per portare esempi reali ed esempi legati al mondo del business, di applicazione di queste tecnologie, ancora poco conosciute nel mondo di tutti i giorni.

E non solo.

E magari vedere le connessioni possibili in Italia con il mondo bibliotecario: un mondo che e’ poco considerato a prima vista, ma che ha da sempre gestito la conoscenza.

Forse e’ il caso di ricordarselo, e collaborare insieme .)

Stay tuned

Puntate precedenti

-> Semantic Web at work e un po’ di marketing…

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Se volete tre paginette in PDF per avere un modo chiaro e veloce per entrare nel mondo del Semantic Web e del Linked Data, ecco qua quello che fa per voi:
-> Semantic Web flyer

Via W3C

Visto che ci sono, quoto dal W3C anche il restyling che hanno fatto della definizione stessa di Semantic Web:

Semantic Web logo

The Semantic Web is a web of data. There is lots of data we all use every day, and its not part of the web. I can see my bank statements on the web, and my photographs, and I can see my appointments in a calendar. But can I see my photos in a calendar to see what I was doing when I took them? Can I see bank statement lines in a calendar?

Why not? Because we don’t have a web of data. Because data is controlled by applications, and each application keeps it to itself.

The Semantic Web is about two things. It is about common formats for integration and combination of data drawn from diverse sources, where on the original Web mainly concentrated on the interchange of documents. It is also about language for recording how the data relates to real world objects. That allows a person, or a machine, to start off in one database, and then move through an unending set of databases which are connected not by wires but by being about the same thing.

In aggiunta a questo mi sono reso conto che ho fatto un commento che merita di essere letto, grazie ad una risposta che mi ha proprio stimolato…
A buttar giu’ un po’ di cose che avevo in testa, forse di getto, ma sicuramente interessanti magari.
In ripresa a questo fondamentale post:
-> Tim Berners Lee e Semantic Web in the news…

Un altro tassello si aggiunge al percorso che sto facendo.
Che spero possa risultare utile a qualcuno, oltre che al sottoscritto…

Assieme a capire come finalmente gestire le URI in forma definitiva e comprensibile… Ed iniziare quindi ad usare queste direttive…

E a dei Business Cases di applicazione di tutto il giro…
-> Business Case for Semantic Web Technologies

Semantic Marketing at work .)

Semarketing :)

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Come regalo in questi giorni di festa, ecco una parte assolutamente comprensibile e inerente ai primi livelli dello stack del Semantic Web: un filmato di qc minuto da vedere…

-> Da The Semantic Web for noobs, via PlanetRDF

In pratica si cerca di spiegare il termine Semantic, in modo che sia facilmente comprensibile e divisibile dalla sintassi con la quale comunichiamo, e nello stesso tempo si rinforza l’idea che si cerca di automatizzare alcune procedure delegate oggi all’uomo inutilmente molte volte.

Visto che siamo in tema, e anche nell’ultimo post ho citato le origini del Web, ed io stesso in questi giorni mi sto studiando meglio le sue fondamenta ( HTTP e uso corretto delle URI in particolare… ), ecco una presentazione recente ( novembre 2007 ), che ripercorre alcuni concetti del Web, sempre fondamentali:
-> Web Past and Future

Oltre a questo, aggiungo che e’ uscito il Draft per le linee guida sull’utilizzo delle URI anche in chiave semantica, frutto di una diatriba davvero complessa e con spunti notevoli negli anni…
-> Cool URIs for the Semantic Web

URIs (Uniform Resource Identifiers) more simply called “Web addresses” are at the heart of the Web and also of the Semantic Web. Cool URIs for the Semantic Web discusses two strategies for choosing URIs for the Semantic Web, gives pointers to several Web sites that use these solutions, and briefly discusses why several other alternatives are less effective.

Di queste cose esempi e utilizzi pratici arriveranno… .)

Nel frattempo, alla voce Conclusioni del Draft, sono presenti i punti focali della vicenda, che mettero’ comunque maggiormente a fuoco…

Resource names on the Semantic Web should fulfill two requirements:

  • First, a description of the identified resource should be retrievable with standard Web technologies.
  • Second, a naming scheme should not confuse documents and the things described by the documents.

We have described two approaches that fulfill these requirements, both based on the HTTP URI scheme and protocol.

  • One is to use the 303 HTTP status code to redirect from the resource identifier to the describing document.* One is to use “hash URIs” to identify resources, exploiting the fact that hash URIs are retrieved by dropping the part after the hash and retrieving the other part.

The requirement to distinguish between resources and their descriptions increases the need for coordination between multiple URIs. Some useful techniques are:

  • embedding links to RDF data in HTML documents,
  • using RDF statements to describe the relationship between the URIs,
  • using content negotiation to redirect to an appropriate description of a resource.

Esperimenti in corso d’opera…

Content Negotiation in primis, compresa la gestione migliore della lingua di un documento .)

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Matteo Brunati

Sono un appassionato di tutto quello che ha relazione con la Rete, specie al confine tra tecnologia e società. Open Data e Linked Data sono nuovi livelli di un bene comune digitale, oggi riusabile come se fosse un Lego.
La società dei dati, anche con l’hype dei Big Data, mi affascina: ma serve maggiore riflessione condivisa.


Community Manager @ SpazioDati, su Dandelion API e Atoka.


Trento