Nella giornata di Natale è stato pubblicato il mio primo contributo ad un nascente progetto editoriale, che pare abbia proprio una gran bella squadra, con molti amici: Pionero.it.
La colpa, se di colpa bisogna parlare, è di quel mattacchione di Gigi Cogo.

La schermata del post sul VRM su pionero.it

Il tema è una mia vecchia mania: quella di iniziare a porre l’attenzione sulla catena del valore e sui flussi dei dati, soprattutto quelli indiretti, e sul perchè sia tutto gratis nel Web2.0.
ovvero la moneta di scambio siamo noi.
Basta saperlo, e ricordarselo.
E come molte altre volte, tutto parte da un gran bel post di Luca De Biase.
Verso la visione del VRM:
-> Project VRM

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Settimane intense queste in effetti: oggi, come mi cita l’amico Gigi Cogo, una giornata davvero importante per gli Open Data e per il Semantic Web ( che il 13 maggio porti fortuna? speriamo! ), vista l’uscita di un numero di Nova24 dedicato in massima parte proprio a questi temi, come anticipavo ieri su FriendFeed:

Nova24 n. 223

Numero al quale ho contribuito per la parte dedicata a come il Semantic Web incontra il movimento Open Data, assieme a Titti Cimmino, ed assieme ad un gruppo di matti che cercano di dare il proprio contributo per raccontare questa nuova ricerca di senso, in questo Paese tanto lontano da certi temi.

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Premesso che la trasparenza ed un giusto equilibrio di informazione sono fondamentali per correggere le derive del potere, derive che sono connaturate al potere stesso, di qualunque partito e di qualsiasi posizione politica si possa essere, ci sono importanti novità che vorrei riassumere sul tema Open Data.
Riprendo due note di Titti Commino che condivido perfettamente e che credo debbano essere condivise il più possibile per chi capita in queste righe:
-> Open Data in Italia? Eppur si muove

Però vorrei sottolineare , per ora, due considerazioni a mio avviso di fondamentale importanza per la comprensione del portato dell’Open Data policy:

  1. l’opendata , sebbene supportato e realizzato , almeno in embrione, da un partito (auguro a Emma Bonino di vincere la sfida elettorale spiacente di non poterla sostenere col mio voto non essendo io residente nel Lazio), ritengo, come scrissi nel mio documento, che si debba offrire con la creazione di un luogo in cui i dati siano open ma indipendentemente da un partito politico: gli Open Data sono un servizio PER il cittadino, un diritto DEL cittadino, non una questione di partito (sarà che vedo anche nel futuro la possibilità che questo messaggio diventi pervasivo e non sia recepito solo localmente).
  2. l’opendata ha senso in quanto abilita tutti al riuso degli stessi .. non è (solo) questione di “svelare i dati segreti“.

I Radicali, che tra le altre cose avevano contattato anche il sottoscritto per elaborare il piano operativo sull’ Open Data ( e che per mancanza di tempo non ho potuto aiutare a stilare ), hanno fatto fare a questo Paese un bel passetto in avanti. Un passetto che è iniziato dalla condivisione di materiale pubblico, che apre la strada con calma ad un processo di rinnovamento nella consapevolezza delle possibilità a nostra disposizione. E con noi intendo noi cittadini.
E vabbè, siamo nel 2010, e qui andiamo avanti come si puo’, no? .)

Via blogbabel è utile segnarsi alcuni post sugli open data ed i conti segreti della Camera dei deputati: ne riprendo tre fondamentali per questo contributo…

Ecco cosa significa avere i dati in XML o in Excel: significa che ognuno di noi puo’ far le visualizzazioni o le viste che vuole su quei dati, grazie alla semplice condivisione di dati grezzi in forma di un file condiviso. Allo stesso modo se io mettessi online un po’ di documenti in formato DOC o anche ODF, per dire, pensando ad una forma un po’ più data centrica, come il file con i dati in formato foglio elettronico, o in XML, tipo. Sto condividendo files digitali: vista la propensione a lasciare tutto nel cartaceo della PA, è già un bel passo in avanti devo dire. Con quelle spese in IT della Camera, non ci sta un po’ di Office Automation? Ma mettere i dati nel Web, è come mettere un file nel Web. E’ il passo iniziale, se vogliamo, ma è come se non avessimo il Web, in un certo senso, ma solo la condivisione di documenti via FTP.

Qual’è il vero potenziale di poter inserire i dati nel Web?
Lo stesso e molto di più del passare a mettere un PDF in Rete e metterlo come ipertesto, come pagine HTML.
Siamo ad un bivio, ad un passaggio di innovazione dirompente con un potenziale incredibile.
Perchè significa dare maggiore potere in mano alla Società nel suo complesso. Perchè si deve pretendere a livello politico e di rappresentanza democratica tout court, e trasversale ai partiti.
Per un comune, e nuovo, senso civico.

E qui Nicola Mattina ha sintetizzato assai bene una certa forma di potenziale:

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Matteo Brunati

Sono un appassionato di tutto quello che ha relazione con la Rete, specie al confine tra tecnologia e società. Open Data e Linked Data sono nuovi livelli di un bene comune digitale, oggi riusabile come se fosse un Lego.
La società dei dati, anche con l’hype dei Big Data, mi affascina: ma serve maggiore riflessione condivisa.


Community Manager @ SpazioDati, su Dandelion API e Atoka.


Trento