Non mi dilungo troppo sull’eccezionalita’ dell’evento che ho vissuto sabato, ne ha gia’ parlato Bonaria ottimamente:
-> Open Culture: la conversazione è cominciata

Assieme al caro Federico, ad amici che finalmente si conoscono dal vivo, e al grande e vulcanico David Orban, che e’ davvero un simpaticone, il vero HUB dell’incontro, come qualcuno diceva .) E il mitico Paolo Massa, che coi treni ci gioca sempre, e Alberto che finalmente ho avuto l’opportunita’ di conoscere, assieme a Francesca, del gruppo Ippolita: un vero piacere .)
E a tutti gli altri, ovviamente Gianandrea, e tutti quelli che hanno dato una mano .)

Un piacere prima che di contenuti, UMANO, con un clima condiviso di passione, di voglia davvero di portare avanti qualcosa insieme, collettivamente. Un’altra cosa che prova che la Rete sia fatta di Persone….
Insomma, portare avanti qualcosa partendo da spunti individuali e da domande.
Dalle domande giuste.

Cosa aggiungere a tutto questo: intanto che la sensazione di multi-disciplinarieta’, di liquidita’ e di finalmente aver trovato una base comune, la nostra vasca come ha detto splendidamente Bonaria, in questa esigenza di emergere con le logiche della Rete anche nella displina della Scienza, e’ stata fortissima e incredibile.

La modalita’ pensata da Gianandrea e diretta senza troppo pesare, ma nello stesso istante, perfettamente compresa da tutti, di unire barcamp tematici, alla modalita’ di lavorare molto di piu’ sulla CONDIVISIONE DEI CONTENUTI, prima che semplicemente fare bar .) .. be’… ( effetto che si crea nel barcamp, a dire il vero… )
Ha creato un crogiolo di idee e di spunti a raffica, che ho raccolto tramite Iliad, e non solo.

Un crogiolo che non sono il solo a cercare di sbrogliare, ma che ha fornito una visione sul mondo della Ricerca, sulle potenzialita’ che la Rete puo’ e deve fornire come supporto, e sulle pressioni che serve fare al Sistema attuale per far capire certi vantaggi.

Una cosa vorrei fare prossimamente: imparare sempre piu’ a farmi le domande giuste al momento giusto.
Prima ancora di dare risposte.
Questo grazie anche agli spunti di Luca Mascaro, a dire il vero .)
Il resto degli spunti in post successivi, intanto un grazie davvero per il percorso iniziato.

Altro via technorati:
-> Sci(bzaar)netnet)

Ah, giusto, il mio intervento

Per quanto riguarda il mio intervento, ho lanciato spunti su quello che sto facendo, inerente anche a Fullout
La presentazione, gia’ segnalata nel post ufficiale di Sci(bzaar)net, e’ postata su slideshare:

Qualche precisazione al volo:

  • l’idea era di porre delle basi per porci delle domande in merito agli spunti offerti, ma forse non sono stato cosi’ chiaro: Fullout e’ un modello di business che esiste, che va affiancato da una piattaforma abilitante come il Semantic Mediawiki, per rispondere a molte delle esigenze possibili di COMUNITA’ nel sistema Italia, per rendere maggiormente competitivo il sistema dei distretti tecnologici nell’era della Conoscenza, oltre che trarre vantaggio dalla PORTABILITA’ garantita dall’essere parte del Linked Data
  • nei prossimi giorni cerchero’ di chiarire e di portare la piattaforma reale per toccare con mano quello che si potrebbe fare, senza re-inventare la ruota, senza la sindrome del Not Invented Here, e senza perdere il valore di quello che si crea come COMUNITA’ ( openness e vincoli come COMMONS per quello che si inserisce nella COMMUNITY )
  • nell’ultima slide le fonti che ho citato dovrebbero risultare un po’ chiarificatrici della faccenda
  • ho provato ad usare nuvole di tag per far emergere alcune idee e passaggi chiave, proprio in virtu’ del poco tempo a disposizione e lavorare un po’ anche di impatto, e comunque anche just for fun .)
  • come questa cosa si possa COLLEGARE all’idea di Open Genius di Andrea, assieme al CROWDFUNDING, sara’ tema di riflessione, ma se avete spunti o altro, sono i benvenuti .)
  • la vera DOMANDA implicita nella presentazione, e’ questa: se io ho una piattaforma che mi permette di usare lo sforzo collettivo per far emergere e far crescere la sinergia della Societa’ della Conoscenza italiana, a quali BISOGNI puo’ rispondere tale piattaforma, visto che viene garantita la sua NEUTRALITA’ come dati raccolti ( non appartengono ne’ ad una azienda ne’ sono liberi a priori, da vedere quale licenza sia da adottare per difendere tale COMMONS ) in forma pure SEMANTICA ( gia’ in chiave Linked Data ) ?

Una grande iniziativa, da continuare e da vivere: grazie Gianandrea .)

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Segnalo un evento al quale ho la fortuna di partecipare e che trovo davvero stimolante, sabato 17 maggio a Milano ci sara’ la

Logo Scinet

Soggetti attivi nella rete si incontrano, in modo nuovo, per riflettere sulle sfide che internet lancia alla divulgazione scientifica, la produzione di conoscenza e l’Open Culture nel mondo accademico.

Questo il riassunto sul mio intervento:
-> Matteo Brunati - Uno sguardo alla piattaforma Semantic Mediawiki e alle tecnologie del Semantic Web

Che dire, si deve ringraziare Gianandrea Giacoma per l’invito e per lo spirito di iniziativa: non vedo l’ora di potermi confrontare con idee e progetti con questo drappello di persone, per lavorare assieme sulle potenzialita’ offerte dalla Rete in questi contesti.

In Italia ne abbiamo davvero bisogno
.

Fullout e’ in fase di re-styling quasi completato, dateci un’occhio.
Ne parlero’ sempre piu’ diffusamente, visto che molto e’ pronto, e l’occasione di questo evento e’ di poter portare anche idee e un caso studio che faccia da ponte anche a livello di community, tra Impresa, Ricerca e Distretti tecnologici italiani.

Scrivero’ poco nel breve periodo, ma verranno inseriti in questo sito e in quello di Fullout, strumenti interessanti, degni di nota.

Ah, poter conoscere finalmente oltre a Gianandrea, anche il caro Federico, rivedere Paolo Massa, e molti altri, tra cui Bonaria ovviamente, sara’ un vero piacere.

Segnalo gia’ un paio di discussioni nate proprio sui temi dell’evento:
-> Open data, Web semantico e Science 2.0

Una cosa volevo far notare: puo’ essere un interessante esperimento per far evolvere il format del barcamp, verso qualcosa di maggiormente costruttivo, proprio come ha segnalato il caro Antonio Tombolini rispetto al Foodcamp, a partire da questo post.
Teniamone conto e vedremo cosa ne esce, ma sono ottimista.

Chi parla di Sci(bzaar)net

-> Sci(bzaar)net
-> Sci(bzaar)net
-> Soggetti attivi nella Rete parlano di Open Culture
->SciNet diventa Sci(bzaar)net
-> Scienza, società e reti a Sci(bzaar)Net
-> Sci(bzaar)net

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Matteo Brunati

Sono un appassionato di tutto quello che ha relazione con la Rete, specie al confine tra tecnologia e società. Open Data e Linked Data sono nuovi livelli di un bene comune digitale, oggi riusabile come se fosse un Lego.
La società dei dati, anche con l’hype dei Big Data, mi affascina: ma serve maggiore riflessione condivisa.


Community Manager @ SpazioDati, su Dandelion API e Atoka.


Trento