Sabato c’è stato un simposio a Pordenone sul tema Smart Cities e partecipazione: l’evento si inserisce all’interno della roadmap di Pordenone Facile, un cammino di consapevolezza unico nel suo genere.
Merita attenzione ( non solo perchè viene seguito anche da amici come Sergio o Alberto, o ancora Gigi, tanto per dirne un po’… per non parlare poi di Luca De Biase ).

Le slide di presentazione del percorso:

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Un post veloce per riprendere un po’ di materiale visto negli ultimi giorni in Rete, che merita una citazione per una rilettura doverosa, magari sotto l’ombrellone, in attesa di un autunno denso denso di progetti ed iniziative .)

Parto da un ottimo video segnalato da Gigi Cogo sugli Open Data applicati alla mobilità:

A Case for Open Data in Transit from Streetfilms on Vimeo.

Si continua con un post di sintesi utile a far capire le direzioni del Web of Data almeno a livello potenziale, scritto da Alberto d’Ottavi sul futuro del libro e dei giornali, definendoli “giornali come database”:
-> Ebook, Una Festa + Le API del New York Times: I Giornali Sono Database

Un’ evoluzione quella delle API del New York Times partita da lontano, dal 2009 in effetti come da video sottostante, e comunque posteriore a quella del Guardian, passata anche da questo step del 13 gennaio 2010:

New York Times Announcement at SemTech 2009 from Semantic Universe on Vimeo.

E’ comunque doveroso integrare la relativa discussione su FriendFeed:
-> http://friendfeed.com/dottavi/6f7ef36f/ebook-una-festa-le-api-del-new-york-times-i

In questa discussione è tornato di prepotenza il tema DBPedia, sul quale inviterei a riflettere collegandoci al tema dell’estate, i social network geolocalizzati come FourSquare o Gowalla

Ben prima della loro ribalta ed in maniera assai più aperta esisteva ed esiste in effetti DBPedia Mobile, che pero’ non aveva aspetti di incentivo social o ludici, ma forse era troppo presto anche per il discorso mobile ed il relativo tasso di diffusione ( aprile 2008 ):

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Come anticipato dall’ultimo post della settimana scorsa, anche in Italia ha iniziato ad arrivare l’onda lunga di questa news relativa a Google ed a Freebase: mi sarei aspettato però una più nutrita eco della vicenda. Il potenziale è davvero incalcolabile, o come dice una famosa pubblicità, è senza prezzo.

Grazie a Memesphere, si traccia un po’ la discussione che emerge a livello di blog che citano il post di Google ufficiale:
-> Deeper understanding with Metaweb
Mentre anche via Blog Babel altre fonti si possono scovare:
-> Tag Metaweb via blogBabel

Il primo incipit da citare è quello di Marco Varone, dei Nova100, che chiude il suo post con questo condivisibile auspicio:

Anche se probabilmente l’acquisizione è stata accelerata per sottrarla ad altri concorrenti che parevano interessati (almeno così indicano le voci di corridoio e il fatto che Metaweb abbia un accordo con Bing), questo tocco di Semantic Web potrà essere un ulteriore contributo alla causa della semantica e l’ennesima dimostrazione che, pur tra difficoltà, passi falsi e successi, la direzione obbligata per tutti è quella. Serve dare più conoscenza ai sistemi automatici, serve dar loro la possibilità di “capire” quello che c’è scritto, serve in sostanza lavorare a livello semantico del testo e non più solo a keyword.

Una medesima conclusione raggiunta, attraverso ottimi riferimenti tecnici, anche da Claudio Cicali, che cito doverosamente:
-> Google acquisisce Metaweb e Freebase. Dunque?

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Matteo Brunati

Sono un appassionato di tutto quello che ha relazione con la Rete, specie al confine tra tecnologia e società. Open Data e Linked Data sono nuovi livelli di un bene comune digitale, oggi riusabile come se fosse un Lego.
La società dei dati, anche con l’hype dei Big Data, mi affascina: ma serve maggiore riflessione condivisa.


Community Manager @ SpazioDati, su Dandelion API e Atoka.


Trento