Cercando un po’ in giro per la Rete, ho provato a vedere quali vocabolari vengono interpretati correttamente dallo strumento recente di parsing dei dati strutturati di Google, per iniziare a chiarirmi le idee.
Per far comprendere l’argomento ai neofiti, basta ricordarsi di due elementi per quanto riguarda il dato strutturato:

  • sintassi: ad oggi ci sono diversi modi per far digerire a Google dei dati strutturati nella propria pagina, ma questo per ora non sembra un problema. La sintassi consigliata è quella dei microdati, una modalità semplificata non ancora standard, nativa della specifica HTML5. L’altra alternativa è usare RDFa ( specie la sua ultima versione RDFa Lite 1.1 ), la stessa sintassi che usa Facebook con lo standard Open Graph. Nella visualizzazione anteprima del tool di Google, vengono mostrate entrambe.
  • struttura ( schemi e vocabolari ): è questo l’argomento spinoso, in effetti. Per ora il consiglio da dare è usare tutto quello presente su schema.org

In tutto questo, se volete un ottimo riassunto, SpazioDati ha fatto un video al Tedx di Brera che chiarirà le relazioni tra molti elementi oscuri ( Semantic Web, Linked Data e molto altro ).



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In estrema sintesi: Twine dal 24 luglio ha aperto la sua parte interna, ed ora è tutto indicizzabile, anche dai motori semantici come Sindice.

Today we quietly made all the public content in Twine visible to the public and search engines. We’re not doing a big announcement about this. We plan to do that in the fall when we launch some important new features.

But the good news is that now that our content is visible, you can read my twine in your browser even if you are not yet a member, and you can subscribe to my twine by RSS

Ma non solo.
Tutto quello che viene raccolto via Twine, è disponibile anche in forma Linked Data.
-> -> Twine Opens Up Linked Data Style!

My test was simple, I opened up his Twine page using Firefox (with the new OpenLink Data Explorer extension in place), and then simply executed the following browser menu sequence:

1. View
2. Linked Data Sources

And voila! The Twine page morphs into a Linked Data Space where each entity presented is endowed with dereferencable URIs; enabling me to traverse and/or Mesh his data with other Linked Data Spaces such as mine, for instance.

This is what Linked Data is all about! The fun has only just begun :-)

Cosa accade in pratica?

**Ogni pagina dei Twine e’ navigabile, oltre che normalmente come Persone che navigano nel browser, anche da agenti software o da plugin come quello accennato sopra, che abilitano i browser odierni a far emergere il percorso effettuato dalle macchine.

Siginifica liberare i dati dal vincolo della loro presentazione, ed abilitare forme nuove di interazione con quello che viene messo online, in Rete.**

Adesso è proprio tempo di usare Twine in forma più evoluta.
Ne avevo parlato tempo fa, e devo dire che mi sono ricreduto.
C’è molto di più di quello che può sembrare a prima vista.

Lo scoglio che noto di più è nella quantità di informazione che devo inserire per salvare qualcosa: usando il tumblr come blocco appunti di citazioni utili dalla Rete, mi risulta più lungo farlo in Twine.
Perchè devo strutturare maggiormente l’informazione.

Vedrò di capirne meglio le qualità.
Intanto come fonte primaria su temi assai di nicchia, posso dire che è fantastico!!

E’ la rete sociale che si è venuta a creare all’interno, che è di nicchia, e quindi risponde a bisogni informativi particolari, ma fondamentali come filtro per il sovraccarico informativo, che ne rappresenta il vero plus attuale.

Ho diversi inviti a disposizione, per chi volesse iniziare ad usare tale piattaforma.

Chi lo sta usando, cosa ne pensa?
Ah, questo è il mio profilo, per capirci .)

-> Dagoneye on Twine

Chi ne parla in italiano

-> Twine: dal WWW al GGG?
-> Twine, un raccoglitore intelligente di bookmarks
-> Web: tagging, tagging semantico, folksonomie, folkstologie
-> Web Semantico: ecco le avanguardie
-> Twine

Riferimenti

-> Subscribe to my Public Twine!
-> Twine Opens Up Linked Data Style!
-> SemTech 2008: Nova Spivack (Radar Networks) - “Experience from the Cutting Edge of the Semantic Market”
-> Twine - semantic web / knowledge management - first impressions
-> Twine e la Talis Platform in prova: Semantic Web at work…

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Dall’esempio delle query SPARQL, soprattutto dall’ultimo citato, dovrebbe risultare chiara una cosa:
come faccio a sapere le risorse di cui voglio parlare?

Nel senso: proviamo a pensare che vogliamo parlare di una risorsa, che nel Web ha come chiave o id univoca proprio la URI.
Mi serve un modo semplice e immediato di avere un valore ritornato, anche tramite una semplice ricerca full-text, cosa alla quale ormai siamo ampiamente abituati.

Riferendomi al mondo dei database, sto cercando di risalire alla chiave della risorsa della quale voglio parlare. [ info del Design del W3C su RDF e Database relazionali ]

Cioe’ un modo di identificarla in modo globale, nel mondo.

Visto che la tecnologia per essere davvero usata e usabile, dovrebbe essere trasparente per l’utente, ci deve essere un modo di avere di ritorno un identificativo della risorsa cercata ( un URI quindi ), senza grossi problemi di complessita’ o di dover fare cose astruse.

-> Sindice Search in your Web Browser

To start using the plugin, you can either install it directly in your browser or download the plugin xml file and install it manually.

As a result, you’ll be able to use Sindice Search (text mode) directly from the browser toolbar.

Sindice in Firefox

Via Danny Ayers .)

E funziona incredibilmente bene, anche usando la versione online.
Proviamo questo:
-> Query su Sindice - Matteo Brunati

Visto?
Proviamo a pensare alla accuratezza dei risultati ottenuti, rispetto a Google…

Per divertirsi, provo a cercare alcuni amici:
-> Antonio Sofi nel Semantic Web
-> Sergio Maistrello nel Semantic Web
-> Antonio Tombolini nel Semantic Web

Considerando che siamo agli inizi, e che potra’ solo migliorare la visualizzazione, non promette assolutamente male la cosa .)

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Matteo Brunati

Sono un appassionato di tutto quello che ha relazione con la Rete, specie al confine tra tecnologia e società. Open Data e Linked Data sono nuovi livelli di un bene comune digitale, oggi riusabile come se fosse un Lego.
La società dei dati, anche con l’hype dei Big Data, mi affascina: ma serve maggiore riflessione condivisa.


Community Manager @ SpazioDati, su Dandelion API e Atoka.


Trento