RDF e l’inserimento di metadata in un post del blog hanno come scopo primario la leggibilita’ da parte degli agenti software, ma perche’ non usare questa base per fornire allo stesso tempo maggiori info anche al lettore umano?

Una prima prova di questo lo potete vedere in questo intervento di Shelley Powers, una delle professioniste che di RDF ne sta usando parecchio e che lo conosce davvero bene….

Sulla colonna a sinistra infatti sono mostrate in modo automatico delle meta-informazioni in formato XHTML, senza usare RDF/XML visto che e’ destinato alla visione da parte nostra…ma informazioni create a partire da codice RDF…

[ NOTA: provate a vedere in che modo sono state raggruppate esigenze diverse, usando servizi di aggregazione diversi,ad esempio e’ stato tolto il trackback sostituito dall’uso dei cosmos di technorati… ]

Puo’ essere sicuramente uno spunto di riflessione, ma quello che vorrei fare io e’ anche fornire uno strumento di navigazione contestuale inserito direttamente nella pagina, come riferimento nel mare informativo del sito…

Perche’ non usare le potenzialita’ automatiche di descrizione delle risorse di RDF sia per l’aggregazione da parte degli agenti ( pensiamo ai feeds RSS ) ma anche per maggiore interattivita’ con i contenuti del sito stesso?

Vedremo cosa riesco a fare….ma avendo a disposizione un backend RDF per il sito le potenzialita’ d’uso sono veramente molte…

Riferimenti:

-> Integrated Metadata

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La questione si fa complessa: e un motivo ci sara’,no?

In pratica a mio avviso adesso i tags sono il sintomo e la risposta della comunita’ degli utenti a bisogni ormai considerati necessari per filtrare la folle mole di informazioni che ci viene costantemente addosso
Da un lato ci sono gli esperti del Semantic Web e delle branchie dei Knowledge Systems e delle ontologie che continuano a perseverare nelle formalita’ e dall’altro la comunita’ che con le conoscenze che ha crea qualcosa di intrinsecamente imperfetto, ma che e’ usabile… a differenza dei tools creati dai primi…

Il compromesso dell’imperfezione e’ comunque accettato per i benefici ricevuti con i nuovi tools, ma non si guarda oltre il proprio naso.. questo e’ il vero limite…

La vera sfida oggi e’ quindi cercare di trovare un compromesso a questi due approcci, e allo stesso tempo mantenere in ogni caso una compatibilita’ molto forte con il fronte accademico, se vogliamo, per non precludere le potenzialita’ future.

La cosa piu’ vicina a tutto questo credo siano i famosi Microformats in XML per inciso: l’importante pero’ e’ tenere presente questo assunto, che non sembra molto chiaro ai piu’, putroppo.

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I tags sono l’hit del momento e capire come utilizzarli al meglio vuol dire anche gestire al meglio la propria organizzazione dei contenuti…

Grazie a CentralScrutinizer sono venuto a conoscenza di questo ottimo sito che cerca di approfondire il tema dei tags…
-> A blog on tagging

[ Apro una parentesi: carina l’idea di TagCloud, ma personalmente io vorrei una sua versione nel sito stesso, senza centralizzare il tutto.. o almeno non solo…
e appena ho abbastanza dati RDF lo faro’ senz’altro…
]

Appena trovo il tempo anch’io cerchero’ di leggere tutto quello che c’e’ visto che e’ sicuramente interessante..

Volevo pero’ rimarcare un problema: spero ci sia anche qualche approccio che va oltre i famosi Microformats in XML

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Matteo Brunati

Attivista Open Data prima, studioso di Civic Hacking e dell’importanza del ruolo delle comunità in seguito, vengo dalle scienze dell’informazione, dove ho scoperto il Software libero e l’Open Source, il Semantic Web e la filosofia che guida lo sviluppo degli standard del World Wide Web e ne sono rimasto affascinato.
Il lavoro (dal 2018 in poi) mi ha portato ad occuparmi di Legal Tech, di Cyber Security e di Compliance, ambiti fortemente connessi l’uno all’altro e decisamente sfidanti.


Compliance Specialist SpazioDati
Appassionato #CivicHackingIT


Trento