Domanda: se Bin Laden muore o viene catturato, la rete terroristica crolla?

Risposta: penso proprio di no, visto che la rete assume connotati di sistema adattivo complesso che segue le logiche dell’emergenza… [ vedi emergenza nel suo significato scientifico ]

Ma allora perche’ ci propinano la storiella di “e’ morto, e’ malato” e via dicendo?
Direi una bella domanda…

Come viene detto su un bel libro che sto leggendo, “La societa’ digitale“ di Giuseppe Granieri…
Ottimi spunti e notevoli capacita’ di aggregazione di contenuti molto importanti…
Una recensione a breve, con alcune idee a margine..

Per una riflessione sulla teoria della complessita’ a piu’ ampio spettro, consiglio caldamente:
-> Il momento della complessità. L’emergere di una cultura a rete

Con la digitalizzazione dei media e la virtualizzazione del mondo, la contaminazione fra stili e culture e la rapidità delle trasformazioni sociali ed economiche, la complessità è divenuta la costante culturale che caratterizza il nostro tempo. Si tratta di una rivoluzione di portata incalcolabile, destinata a sconvolgere l’habitat dell’uomo moderno, il suo modo di vivere e di relazionarsi. Attingendo alla tradizione filosofica del postmodernismo francese e spaziando dall’architettura all’arte, dalle scienze fisiche a quelle biologiche, Taylor traccia una mappa per aiutarci a capire questo nuovo mondo, e ad attraversarlo nel migliore dei modi.

L’ho letto, ma per essere compreso davvero merita molta attenzione….
Bellissima la sensazione di attraversamento dei saperi, oscillando continuamente tra conoscenze umanistiche e scientifiche…
Merita davvero solo anche per questo… Eclettico direi…

Totalmente d’accordo con questa recensione…
-> Ibride riflessioni sulla complessità

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-> Frederick Giasson: I had a dream for the Semantic Web

Talk Digger is a web application developed by Frédérick Giasson that helps users to find, follow and join conversations evolving on the Internet.

Talk Digger greatly evolved in 2006. I started being a comparative search engine using the link-back feature of many search engines. Then it evolved in a full-scale meta-search engine reporting web sites linking to another web site. Then it evolved in a search engine of its own: a “conversation search engine“ with feature helping the creation of communities around each conversation.

Talk Digger is also entering in the age of the Semantic Web. All its content is accessible trough ontologies like SIOC, FOAF, DC, GOE, etc. It give the possibility to developers to create software agent that can easily understand Talk Digger’s data and create other services above it.

So, what is the future of Talk Digger? I hope it will be the Semantic Web.

I develop it as a research project and prototype platform where I can implement and test my ideas. I also develop it hoping it is helpful to some Internet users. It is not impossible that the project eventually evolve into an enterprise but right now it is not a priority.

Questo progetto sta assumendo caratteri unici, da vedere…
-> Ping the semantic Web

Prossimamente magari, una spiegazione approfondita…

E una possibile integrazione nel blog…

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Continuo il filone iniziato nel post di qualche giorno fa…e in risposta al post precedente: tutto on line e aggiornato :)

Parliamo della SMAU

Dopo un paio d’anni che leggo molto blog italiani, e moltissimi blogs stranieri, mi sono reso conto che certi modi di far fiera, forse, sono del passato.

La sensazione piu’ chiara che posso trasmettere e’ questa: l’incontro a Torino l’anno scorso dal nome Webdays, era esattamente l’opposto…
E non ci sono nemmeno andato: ma il modo con cui si poteva seguire via web, il clima che si respirava, pure attraverso le asettiche linee telefoniche… tutto era molto piu’ umano, molto piu’ reale.
[ _ps, qualcuno sa se verra’ rifatta per caso, sarebbe bello :) _]

Nel contesto delle Reti sociali, del Web2.0 e di quello che si respira vivendo, anche poco, la Rete negli ultimi anni, vedere una fiera come la SMAU fatta in un certo modo e’ molto, molto strano.

Anche il ministro Gentiloni sembra essere sulla stessa linea d’onda su questi temi:
-> Il frastuono del bazar o il silenzio della cattedrale

Ecco invece una recente intervista al dirigente della Promoter International:
-> Intervista con Alfredo Cazzola: Smau, tappeti sempre più rossi per il business

Al di la’ di alcune cose dette, opinabili, c’e’ una domanda che mi crea un po’ di interesse:

Quanto l’ha aiutata la sua esperienza del mondo fieristico, in un settore, come quello del mercato ICT, che lei stesso ammetteva di conoscere poco alle prime uscite come patron di Smau?

Ovvio che se uno non fa parte dell’ICT, e’ un po’ difficile che provi a innovare nel mercato italiano, proponendo uno stile di fiera piu’ consono alle possibilita’ insite nelle nuove tecnologie…

Poteva essere l’occasione di presentare una fiera alla grande maggioranza delle ditte italiane del settore, per far conoscere tutte quelle innovazioni del Web, che la singola ditta italiana fa fatica altrimenti a vedere e a capire: non parliamo poi ad adottare…

Parliamo poi della connettivita’: offrirla a banda ridotta gratuita forse era chiedere troppo…
E poi con la legge anti-terrorismo era anche illegale…
Siamo in Italia…
Pero’ vorrei dare un’occhiata alle altre fiere estere, come sono prese da questo punto di vista…
[ senza contare FON magari… ]

Tutto questo a livello ufficiale: ma, a quanto pare, qualcosa sta cambiando.
Dal basso o giu’ di li’…

Come gia’ accennavo nel post precedente, Blogosfere.it tenta un modo meno formale di raccontare la fiera, attraverso un blog.
-> Smau 2006 Blog - non ufficiale
Forse e’ il canale giusto per aggregare idee e impressioni, forse no…
Forse non e’ poi cosi’ informale…

AGGIORNAMENTO: in questo momento mi pare possa essere usato come rassegna stampa delle ditte, senza dover usare un blog aziendale a parte… Un interessante esperimento per innovare :) Niente male…

Ma vale la pena provarci: **un sito smau.it SENZA RSS, SENZA BLOG UFFICIALE e anzi con una rete di siti interni che rilanciano notizie nel network interno, un po’ vecchiotte mi pare…**… … e’ triste davvero…

A dire il vero c’e’ un legame tra le notizie inserite e il portale 01Net.it

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Matteo Brunati

Attivista Open Data prima, studioso di Civic Hacking e dell’importanza del ruolo delle comunità in seguito, vengo dalle scienze dell’informazione, dove ho scoperto il Software libero e l’Open Source, il Semantic Web e la filosofia che guida lo sviluppo degli standard del World Wide Web e ne sono rimasto affascinato.
Il lavoro (dal 2018 in poi) mi ha portato ad occuparmi di Legal Tech, di Cyber Security e di Compliance, ambiti fortemente connessi l’uno all’altro e decisamente sfidanti.


Compliance Specialist SpazioDati
Appassionato #CivicHackingIT


Trento