Non so perche’, ma da tecnico mi rendo conto che dal punto di vista culturale manchiamo di sensibilita’ verso l’aspetto sociale delle tecnologie che tanto conosciamo e usiamo…

E mi rendo conto che maggiore e’ la conoscenza sociale, maggiore e’ la capacita’ di capire la direzione che la tecnologia dovrebbe avere nei confronti dell’uomo…Tecnologia come aiuto per l’uomo…

Cioe’: alla fine non dobbiamo mai dimenticare di tenere l’uomo in primo piano…

Cosa che da tecnologi invece si fa sempre meno…

Trovo giusto condividere alcune letture che sto facendo su questo fronte, dove si scontrano informatica, storia, politica, filosofia e molto altro…

Tempo fa avevo parlato dell’ottimo saggio “Etica hacker“, oggi accenno ad un libro che ho appena iniziato…
-> “Il futuro delle idee” di Lawrence Lessig

Tra l’altro e’ l’occasione per capire le radici e le motivazioni dell nascita delle Creative Commons, licenze che regolano in modi meno vincolanti i contenuti creativi di ogni possibile autore: tramite i feed RSS infatti questi stessi posts sono slegati dal contenitore del sito dove risiedono, e possono contribuire alla libera circolazione delle idee…

Rispettando pero’ il dovere di citarne la fonte, cosa comunque da fare per il rispetto delle idee altrui, IMHO….

Capire l’aspetto sociale di Internet, del perche’ la liberta’ non e’ mai da sottovalutare, e mai da considerarsi scontata…

Internet che abbiamo oggi e’ gia’ molto meno libero rispetto a quello di 10 anni fa: e queste liberta’ fanno difese…

Leggere libri di questo calibro, da come e’ stato inventato il Web, a come e’ nato Internet ( e lo sto leggendo proprio adesso, ma da un punto di vista molto piu’ social-politico che tecnico; un aspetto molto meno conosciuto… ), risulta fondamentale…

Fondamentale per capire cosa abbiamo oggi, per capire appieno le potenzialita’ del mezzo che abbiamo sotto le mani e ancora per essere CONSAPEVOLI: primo passo per difendere poi quello che ci puo’ essere tolto…

Insomma: capire la societa’, capire l’umanita’…

E’ sempre affascinante… :)

E capire come possiamo equilibrare umanita’, logica di mercato, sostenibilita’, tecnologie, liberta’, felicita’ e’ la sfida per fare un vero e proprio salto di qualita’ delle nostre vite e non solo…

Anche perche’ il libro di Lessig, sebbene del 2001, non e’ mai stato cosi’ attuale: oggi la Telecom sta lavorando alacremente e non da sola per minare queste nostre liberta’… ne ho gia’ parlato un po’…

E visto che siamo in tema, via Kurai, scopro un gran bel post in tema di liberta’:
-> Replicanti feriti

Che qualche segnale di maturita’ ci sia anche in questo incasinatissimo Paese?

Qualche evento dal titolo incoraggiante mi pare ci sia…
-> Network, o del nuovo umanesimo digitale
Via De Biase…

[ ps - uno dei prossimi libri in tema che mi intriga:
-> Galassia Internet
]

Riferimenti:
-> Lawrence Lessig, cyber giurista
-> “Le cose degli amici sono comuni”: conoscenza, politica e proprietà intellettuale
-> Etica hacker e la nostra societa’
-> Lo spirito dell’eta’ dell’informazione e felicita’

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[ crosspost su VoIT ]

E’ un passo importante per il futuro della Rete italiana, sicuramente merita un approfondimento…
Intanto il caro Beppe Caravita ha fatto un sunto della situazione; mi fa veramente paura…
-> Il cattivo karma di Telecom Italia

Anche Alessandro Longo ne parla nel suo blog, e anche da parte sua c’e’ una certo allarmismo…

Ci vogliono trasformare internet in una grande rete push di contenuti tv. Agendo sulla rete di nuova generazione.

Quanto mai giustificato, dico io…

Tempo fa avevo letto l’interevento di Tim Berners Lee sull’importanza della neutralita’ della Rete, un aspetto quanto mai messo in discussione a livello mondiale… [ vedi il sito savetheinternet.com ]
La pressione delle Telco non e’ mai stato cosi’ forte…

In Italia credo ci sia un grosso problema culturale: non si conosce abbastanza Internet e il Web e le dinamiche a guadagno condiviso che li regola, da sempre…

Ho paura per quello che puo’ fare una compagnia come Telecom in un Paese cosi’ malandato come il nostro, occorre pensare qualcosa…

E il primo passo e’ sapere verso dove ci stiamo muovendo…

Chiudo con qualche passo tratto dal post di Tim:

Twenty-seven years ago, the inventors of the Internet[1] designed an architecture[2] which was simple and general. Any computer could send a packet to any other computer. The network did not look inside packets. It is the cleanness of that design, and the strict independence of the layers, which allowed the Internet to grow and be useful. It allowed the hardware and transmission technology supporting the Internet to evolve through a thousandfold increase in speed, yet still run the same applications. It allowed new Internet applications to be introduced and to evolve independently.

When, seventeen years ago, I designed the Web, I did not have to ask anyone’s permission. [3]. The new application rolled out over the existing Internet without modifying it. I tried then, and many people still work very hard still, to make the Web technology, in turn, a universal, neutral, platform. It must not discriminate against particular hardware, software, underlying network, language, culture, disability, or against particular types of data.

[ … ]

The Internet is increasingly becoming the dominant medium binding us.
The neutral communications medium is essential to our society. It is the basis of a fair competitive market economy. It is the basis of democracy, by which a community should decide what to do.
It is the basis of science, by which humankind should decide what is true.

Let us protect the neutrality of the net.

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Grazie a Google Video, due puntate di Blu Notte che fanno luce su molti fatti oscuri della recente storia italiana del dopoguerra…

-> Mafia, storia e presente
-> Italia e America e servizi segreti
Sono due inchieste molto complete che fanno pensare…
Da vedere assolutamente, a volte molto scomode, ma fondamentali…

Due esempi di un lavoro giornalistico molto valido…

Farsi media, e una nuova fruizione trasversale dei media stessi…

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Matteo Brunati

Attivista Open Data prima, studioso di Civic Hacking e dell’importanza del ruolo delle comunità in seguito, vengo dalle scienze dell’informazione, dove ho scoperto il Software libero e l’Open Source, il Semantic Web e la filosofia che guida lo sviluppo degli standard del World Wide Web e ne sono rimasto affascinato.
Il lavoro (dal 2018 in poi) mi ha portato ad occuparmi di Legal Tech, di Cyber Security e di Compliance, ambiti fortemente connessi l’uno all’altro e decisamente sfidanti.


Compliance Specialist SpazioDati
Appassionato #CivicHackingIT


Trento