[ crosspost su VoIT ]

I brevetti software rappresentano un intralcio all’innovazione e una minaccia ingiusta agli sviluppatori e agli utenti del software.
Il 6 luglio, il Parlamento Europeo fortunatamente respinse una proposta per una direttiva sui brevetti software, pero’ la lotta va avanti.

Oggi abbiamo un’opportunita’ di primo livello per far sì che leader politici, mezzi d’informazione e cittadini di tutto il mondo possano comprendere l’importanza della nostra causa.
Vi preghiamo percio’ di darci il vostro voto e di aiutarci ad ottenere altri voti, affinche’ il fondatore della campagna “NoSoftwarePatents” sia eletto come Europeo dell’Anno.

La lotta va avanti e possiamo dare un contributo per il lavoro di molti che ci hanno aiutato a rimanere informati su un tema tanto scottante…

E poi volete mettere l’ironia se si riuscisse a vincere?

Sarebbe un importante passo di democrazia diretta, un esempio di far sentire la nostra voce dal basso senza intermediari…

Diffondete la voce il piu’ possibile e votate: questione di 5 minuti…


Banner per il voto contro i brevetti

AGGIORNAMENTO: un bel commento e una sintesi sulla questione nel sito di Attivazione.org:

-> Un hacker come europeo dell’ anno?

Riferimenti:
-> Vota contro i brevetti software

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E’ triste iniziare la settimana con certe notizie, ma bisogna darle…

La cosa piu’ grave e’ la questione sui brevetti, che mette in discussione la natura stessa dei browsers e del loro funzionamento a plugins…

Ma in generale e’ proprio l’avvicinarsi a tipologie d’uso della tecnologia che erodono sempre piu’ le nostre liberta’ di consumatori e di utenti che e’ triste…

NOTA: Nelle prossime settimane avro’ poco tempo per il blog, sia per aggiornamenti strutturali allo stesso sia per molto altro…

Ma qualcosa verra’ fuori, soprattutto per facilitare la visibilita’ di certe notizie e di certi eventi che altrimenti passerebbero indisturbati

AGGIORNAMENTO: ho trovato anche questo interessante studio della EFF per l’arrivo del famoso flag antipirateria anche qui da noi, in Europa, assieme al DTT ( Digitale Terrestre )

[ per ora rimane una possibilita’ quasi realizzata … ]
-> Europe’s Broadcast Flag

Riferimenti:

-> Brevetti, l’ombra di Eolas sulla rete
-> La mappa del metrò su iPod
-> Flag antipirateria: è necessario
-> Palladium all’assalto dei telefonini

AGGIORNAMENTO: anche se qualche notizia buona in contro tendenza c’e’….
-> BBC NEWS | Technology | US school swaps books for bytes
-> Marketing Playbook: SWik - A Wiki as a Marketplace

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Alcune brevi...

in Vita

Prendete le notizie qui sotto come un filtro su alcune cose importanti da tenere a mente…

I temi toccati sono standard aperti e sicurezza informatica in varie forme, dalle norme italiane anti-terrorismo all’avanzare di iniziative Trusted Computing, [ sul quale mi soffermero’ piu’ avanti ] a riflessioni quanto mai interessanti sull’uso dei blogs.

Da segnalare purtroppo l’iniziativa americana di limitare fortemente lo sviluppo di certi software in nome della sicurezza nazionale: cose che mi trovo a leggere sperando sia un racconto di fantascienza… surreale e’ dire poco…

Tornando sui blogs vorrei segnalare il sempre acuto Beppe Caravita che prendendo spunto da un sondaggio americano sul perche’ la gente decide di bloggare fa un post straordinario:

I risultati di questa ricerca sui blogger statunitensi mi hanno incuriosito.

Quasi un blogger Usa su due sceglie la parola terapia per motivare la sua attività.
All’altro estremo quasi nessuno, il 3%, ha un obbiettivo di notorietà.

Terapia…uhm. Il termine a prima vista sembra richiamare un odore di malattia, di malessere (che certamente esiste), si avvicina persino a quel termine greve e volgare (segaioli) che qualche tempo fa una mente eccelsa ci affibbiò.

Terapia però nello specifico è esprimersi, scrivere,comunicare (magari solo a se stessi). Mi viene in mente, al proposito, una parola un po’ più nobile: meditazione.

Certo, una forma di meditazione un po’ particolare, più simile alla riflessione sui fatti (propri, altrui e pubblici). Ma pur sempre un fatto espressivo condotto (anche) verso se stesso, quindi a più alta probabilità di sincerità. E di scioltezza nello scrivere.

Rifierimenti:

-> Il Massachusetts taglia fuori Office
-> Blog meditation
-> USA, stop ai software… pericolosi?
-> Norme antiterrorismo, sale la temperatura
-> Trusted Computing verso la Sicurezza mobile

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Matteo Brunati

Attivista Open Data prima, studioso di Civic Hacking e dell’importanza del ruolo delle comunità in seguito, vengo dalle scienze dell’informazione, dove ho scoperto il Software libero e l’Open Source, il Semantic Web e la filosofia che guida lo sviluppo degli standard del World Wide Web e ne sono rimasto affascinato.
Il lavoro (dal 2018 in poi) mi ha portato ad occuparmi di Legal Tech, di Cyber Security e di Compliance, ambiti fortemente connessi l’uno all’altro e decisamente sfidanti.


Compliance Specialist SpazioDati
Appassionato #CivicHackingIT


Trento