Il filone triste che in questi giorni sto seguendo in alcune implicazioni tecniche presenta nuova carne al fuoco purtroppo…

Oggi a pranzo stavo guardando casualmente il TG5 e parlando degli attentati di ieri in Egitto e’ venuto fuori un servizio interessante…
A quanto pare tempo fa hanno arrestato un sunnita in possesso di mappe satelittari di Roma con alcuni obbiettivi segnati, probabilmente per un prossimo attentato contro l’Italia…Fin qui tutto e’ possibile, ma mentre la giornalista ne parlava hanno fatto vedere alcune immagini satellitari di Roma tratte indovinate un po’ da dove? :)

Google Maps of course!!

Ora questo era assolutamente sicuro visto che in alto a sinistra si vedeva chiaramente la freccia bianca puntata verso il basso del navigatore puntatore del servizio tanto discusso di Google…

La mia domanda ora e’ questa: possibile che abbiano trovato quelle stesse immagini in mano ad eventuali terroristi, o ci sono anche altre possibilita’?
Tipo:

  • per rendere piu’ succoso il servizio le hanno prelevate da Google Maps giusto per far capire allo spettatore di cosa si stava parlando
  • hanno trovato realmente quelle immagini in mano al presunto terrorista

Se fosse vera la seconda allora se per caso ci fermano per strada con qualche stampata di Google Maps ci arrestano per 48 ore come pseudo-terroristi? Magari perche’ abbiamo segnato qualcosa sulla cartina?
Qual’e’ il confine tra un uso libero di tale servizio e un uso criminale? E come si fa a saperlo a priori?

Ci sono parecchi interrogativi sulle possibilita’ e nessuno mi piace: per non parlare dell’ennesima scusa per chiudere un servizio assai utile in nome della sicurezza mondiale…

La cosa triste e’ che nel servizio tale aspetto non e’ stato chiarito, e non mi pare una cosa da poco conto…forse pensavano che nessuno se ne accorgesse?

Mah… il confine tra la liberta’ di pensiero e le norme di sicurezza non e’ mai stato tanto labile…

Per non parlare della possibilita’ che tale servizio venga chiuso…

Un’opinione interessante da MrReset:

La differenza, è certamente sostanziale utilizzando i sistemi informatici, ma minima.
Mi chiedo, infatto, se i software di cartografia che usiamo nei navigatori satellitari, non possano già essere un pericolo per attacchi terroristici. Di fatto, cun una cartina, una macchina imbottita di esplosivo può entrare in Italia e trovare Piazza San Pietro senza che questo terrorista siama mai venuto nel nostro paese.
Per questo, immagino, ci sono i servizi segreti, l’intelligence e quant’altro. Almeno mi auguro che sia così. E che ci sia qualcuno che ascolti i messaggi che queste organizzazioni producono. L’undici settembre ha inseganto qualcosa.

Non cerchiamo nella tecnologia qualcosa che non esiste, e non attribuiamo alla tecnologia colpe o problemi che non ci sono.

Perfettamente d’accordo con l’ultima frase,voi no?

Riferimenti:

-> Google Maps
-> Il terrorismo e Google Maps

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Purtroppo non ho il tempo per commentare tutto, ma vi assicuro che e’ quantomeno interessante dare uno sguardo ai links qui sotto, per capire quanto e’ veloce non vedere le notizie giuste sparse nel mare magnum della pseudo-informazione di tutti i giorni…

Volevo spendere due parole pero’ per l’introduzione nemmeno tanto velata in America della biometria in un ambiente per le masse: i parchi di divertimento della Disney
Una cosa che ha creato qualche reazione, ma nemmeno troppa direi io…

I vertici del Disney World Resort di Orlando hanno infatti imposto una procedura per il rilevamento di impronte digitali a chiunque acquisti un biglietto giornaliero per il famosissimo parco tematico: una novità sicuramente non inattesa, visto che un sistema d’identificazione del tutto identico era già da tempo una routine per i possessori di abbonamenti stagionali.

Il funzionamento del cosiddetto biometric ticket tag è semplice e consiste in un rilevatore automatico che registra le impronte digitali dei visitatori, associandole univocamente ad un codice numerico.
Una volta registrate all’interno di un apposito database, le impronte di indice e medio permettono di accedere a qualsiasi attrazione all’interno del parco semplicemente toccando uno scanner.

L’American Civil Liberties Union, associazione per la tutela dei diritti civili, ha immediatamente acceso le polemiche: “Gli americani stanno completamente abbandonando il diritto alla privacy“, sostengono i portavoce della ACLU - che si domandano quale vantaggio possa veramente dare questo nuovo sistema. “I dati sensibili finiscono registrati all’interno di un gigantesco database e non viene garantita alcuna sicurezza“, sostiene Larry Spalding della ACLU.

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[![Product Image: Massimo Fini e](http://www.marsilioeditori.it/copertine/prime/86911.jpg)](http://www.marsilioeditori.it/schedalibro.htm?cdart=8691-1)
[Massimo Fini e' Cyrano](http://www.marsilioeditori.it/schedalibro.htm?cdart=8691-1)
My rating: 5 out of 5
Non so quanti di voi sappiano questa storia, e quanti di voi abbiano letto ["Regime" di Marco Travaglio e Peter Gomez](http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?feature=cover&isbn=8817002461)...in questo caso la sanno sicuramente...

Per gli altri basta dire che la RAI qualche anno fa aveva accettato di fare un nuovo programma culturale di notte dal nome “Cyrano” con un personaggio un po’ scomodo: Massimo Fini appunto…

Solo che a produzione ultimata il giorno prima della messa in onda di sono resi conto che il personaggio era troppo scomodo. E il programma e’ stato censurato. Punto e basta.

Massimo Fini è Cyrano, è la traduzione teatrale del pensiero che Massimo Fini, giornalista, scrittore, saggista e anche, a modo suo, filosofo, viene elaborando da una ventina d’anni.
Si trovano qui, sintetizzati tutti i temi cari all’autore: l’attacco radicale all’attuale modello di sviluppo che promettendo continuamente un futuro orgiastico, mai raggiunto e irragiungibile, ci ha messo in realtà al servizio dell’economia e della tecnologia; l’interpretazione di liberalismo e marxismo come due facce della stessa medaglia, due parti della Rivoluzione industriale, apparentemente avversari, nella sostanza complici; l’impossibilità per le classiche categorie politiche della destra e della sinistra, vecchie ormai di due secoli, di mettere in discussione la Modernità, perché da essa sono nate e in essa si sono affermate, e quindi di comprendere e di gestire le esigenze più autentiche e profonde dell’uomo d’oggi che sconta una paurosa perdita di identità, di dignità e di senso; la denuncia della democrazia come pura finzione al servizio delle oligarchie del potere; la totalitaria e totalizzante pretesa dell’Occidente, proprio mentre attraversa la più grave crisi della sua storia, di esportare comunque, anche con la violenza, il proprio vuoto di valori e la propria nevrosi.
Questo libro e’ la trascrizione dell’opera adattata per il teatro, che Massimo Fini assieme a diversi collaboratori stanno presentando nei teatri italiani e vi assicuro che merita.. L’autunno prossimo andro’ a vederlo, visto che il libro ha dei passaggi molto interessanti..

Niente che non sappiamo gia’ probabilmente, ma aiuta a farsi un’idea molto piu’ chiara e piu’ lucida: riporto solo un motto…

Produci. Consuma. Crepa.
Consuma. Produci. Crepa.

Riferimenti:

-> Capitolo Undecimo. Parentesi colturale colta
-> CHE SORPRESA L’ITALIA VISTA DAL PALCOSCENICO
-> CYRANO DA VIVERE

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Matteo Brunati

Attivista Open Data prima, studioso di Civic Hacking e dell’importanza del ruolo delle comunità in seguito, vengo dalle scienze dell’informazione, dove ho scoperto il Software libero e l’Open Source, il Semantic Web e la filosofia che guida lo sviluppo degli standard del World Wide Web e ne sono rimasto affascinato.
Il lavoro (dal 2018 in poi) mi ha portato ad occuparmi di Legal Tech, di Cyber Security e di Compliance, ambiti fortemente connessi l’uno all’altro e decisamente sfidanti.


Compliance Specialist SpazioDati
Appassionato #CivicHackingIT


Trento