During April I’ve written an article for Nodalities ( the magazine on semantic web and linked data made by Talis Corporation ), the topic was the story of Open Data movement in Italy and how we are looking for more support from international context. We were worried about “Save the Data Campaign”. Here the article:
Archivio tag: data
Open Data e loro visualizzazioni: DataPress e Dido, il nuovo Data Interactive Document e Semantic Mediawiki
UPDATE: è la Regione Piemonte che ha aperto agli open data, non solo il Comune di Torino, thanks Gigi – http://www.dati.piemonte.it/cms/
Incredibile come i tempi siano diventati maturi per certe cose. E come alcune cose che ho sempre seguito in tempi non sospetti ci diano una mano incredibile sui temi dell’ Open Data.
Continuo il filone iniziato da Gigi Cogo e da Ernesto, buttandomi un attimo sul tecnico. Tema ripreso anche da De Biase proprio oggi citando il post di Gigi, tra l’altro.
L’ Open Data a livelli amatoriali forse, è già alla portata di molti della PA, grazie a tool semplici che predispongono il mindset verso il Linked Open Data al suo massimo potenziale, senza necessità di grandi investimenti iniziali. E con competenze simili al classico Web Designer, che non debba conoscere i meandri di RDF e via dicendo.
Vediamo se riesco a farmi comprendere: in caso contrario ditemelo che vedrò di fare esempi chiari. Aguzziamo la vista e le orecchie: parlerò del framework SIMILE Exhibit e di alcuni suoi sviluppi recenti, il progetto DIDO, ovvero Data Interactive Document.
In breve il passaggio concettuale potrebbe essere: pubblico il dato in formato RAW e qualcuno me lo rende un po’ più utile, usando un formato intermedio, non così complesso come quello in RDF magari, ma assai vicino e già predisposto per la sua completa trasformazione verso il Linked Open Data Web .)
Pagine create con SIMILE Exhibit, che hanno un export automatico in diversi formati ( tramite il bottoncino che appare a forma di forbice per capirci ).
-> Exhibit – Publishing Framework for Data-Rich Interactive Web Pages
Tempo fa, tanto tempo fa ne avevo parlato in ottica di mashup a lato client, e non li avevo mai fatti rientrare nella dimensione Open Data a livello esplicito, ma in effetti ci siamo dentro pienamente.
Anche troppo. Me ne sono reso conto ripensandoci un attimo, soprattutto in chiave delle recenti pubblicazioni Open Data effettuate dal Comune di Torino, Regione Piemonte [ grazie alla nota di Gigi ]segnalate da Nicola Mattina e da Gigi e da Ernesto.
-> Gli open data della Regione Piemonte: un esperimento
-> Qualcosa si muove
-> Open Links #3
Una delle poche guide del 2008 a questo framework infatti titolava in questo modo:
-> Real Web 2.0: Practical linked, open data with Exhibit – Discover a tool for managing data the right way, while reducing burdens on developers and users
A major hub of such development is SIMILE (Semantic Interoperability of Metadata and Information in unLike Environments), a research project developing tools to share diverse collections of data and digital media. SIMILE is a joint project of Massachusetts Institute of Technology (MIT) and the W3C, and it has produced some real gems. One of these is Exhibit, which allows you to produce Web pages with widgets the user can use to quickly comb through large collections of data. Exhibit makes this easy and requires little programming.
Era il 13 maggio 2008.
Open Data: eppur si muove anche in Italia, Open Camera. Per un nuovo senso civico
Premesso che la trasparenza ed un giusto equilibrio di informazione sono fondamentali per correggere le derive del potere, derive che sono connaturate al potere stesso, di qualunque partito e di qualsiasi posizione politica si possa essere, ci sono importanti novità che vorrei riassumere sul tema Open Data.
Riprendo due note di Titti Commino che condivido perfettamente e che credo debbano essere condivise il più possibile per chi capita in queste righe:
-> Open Data in Italia? Eppur si muove
Però vorrei sottolineare , per ora, due considerazioni a mio avviso di fondamentale importanza per la comprensione del portato dell’Open Data policy:
- l’opendata , sebbene supportato e realizzato , almeno in embrione, da un partito (auguro a Emma Bonino di vincere la sfida elettorale spiacente di non poterla sostenere col mio voto non essendo io residente nel Lazio), ritengo, come scrissi nel mio documento, che si debba offrire con la creazione di un luogo in cui i dati siano open ma indipendentemente da un partito politico: gli Open Data sono un servizio PER il cittadino, un diritto DEL cittadino, non una questione di partito (sarà che vedo anche nel futuro la possibilità che questo messaggio diventi pervasivo e non sia recepito solo localmente).
- l’opendata ha senso in quanto abilita tutti al riuso degli stessi .. non è (solo) questione di “svelare i dati segreti“.
I Radicali, che tra le altre cose avevano contattato anche il sottoscritto per elaborare il piano operativo sull’ Open Data ( e che per mancanza di tempo non ho potuto aiutare a stilare ), hanno fatto fare a questo Paese un bel passetto in avanti. Un passetto che è iniziato dalla condivisione di materiale pubblico, che apre la strada con calma ad un processo di rinnovamento nella consapevolezza delle possibilità a nostra disposizione. E con noi intendo noi cittadini.
E vabbè, siamo nel 2010, e qui andiamo avanti come si puo’, no? .)
Via blogbabel è utile segnarsi alcuni post sugli open data ed i conti segreti della Camera dei deputati: ne riprendo tre fondamentali per questo contributo…
- Emma Bonino lancia Open Camera: tutte le le spese della Camera in formato Xml – Nicola Mattina
- Dai che ci siamo – Gigi Cogo
- Open Camera di Gaspar
Ecco cosa significa avere i dati in XML o in Excel: significa che ognuno di noi puo’ far le visualizzazioni o le viste che vuole su quei dati, grazie alla semplice condivisione di dati grezzi in forma di un file condiviso. Allo stesso modo se io mettessi online un po’ di documenti in formato DOC o anche ODF, per dire, pensando ad una forma un po’ più data centrica, come il file con i dati in formato foglio elettronico, o in XML, tipo. Sto condividendo files digitali: vista la propensione a lasciare tutto nel cartaceo della PA, è già un bel passo in avanti devo dire. Con quelle spese in IT della Camera, non ci sta un po’ di Office Automation? Ma mettere i dati nel Web, è come mettere un file nel Web. E’ il passo iniziale, se vogliamo, ma è come se non avessimo il Web, in un certo senso, ma solo la condivisione di documenti via FTP.
Qual’è il vero potenziale di poter inserire i dati nel Web?
Lo stesso e molto di più del passare a mettere un PDF in Rete e metterlo come ipertesto, come pagine HTML.
Siamo ad un bivio, ad un passaggio di innovazione dirompente con un potenziale incredibile.
Perchè significa dare maggiore potere in mano alla Società nel suo complesso. Perchè si deve pretendere a livello politico e di rappresentanza democratica tout court, e trasversale ai partiti.
Per un comune, e nuovo, senso civico.
E qui Nicola Mattina ha sintetizzato assai bene una certa forma di potenziale:
Google Squared, Datapress, Parallax, RDFa ed oltre: maggiore struttura, ma in mano a chi?
Un paio di filmati al volo, senza troppe parole per questa volta, per lanciare una provocazione: se Google inizia a pensare ed a raccogliere dati in forma sempre più strutturata ( si pensi alla recente adozione di RDFa da parte della grande G ), e sempre più simile al classico foglio elettronico tanto amato, e tanto odiato…
Forse c’è una lotta in corso per il futuro della ricerca, e per le modalità stesse con le quali cercheremo le cose…
La domanda vera che occorre porsi è questa: usare la piattaforma google o poter usare una propria, sotto il proprio controllo, per non dare in mano ad un solo referente tanti dati e tanta base di conoscenza? Basterà il classico motto “Don’t be evil”?
Vorrei riflettere assieme con un supporto video, e non più solo parole lunghe da leggere. Per far pensare anche gli scettici, che pero’ osservano, come l’amico Andrea Martines, consapevole che aggiungere struttura richiede maggiore impegno da parte dell’autore dei contenuti…
Io rilancio con questi filmati, ricordando che nemmeno il caro padre del Web pensava che le persone si mettessero a scrivere l’html in forma grezza .) ed invece, quanti lo hanno fatto! E continuano a farlo…
Provate a trovare i punti di contatti tra questi video…
Se ci son domande, son qui per stimolare la discussione.
Queste sono le interfacce del futuro sui dati che trattiamo in forme sempre più interconnesse.
Freebase Parallax: A new way to browse and explore data from David Huynh on Vimeo.