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Per chi non lo sapesse la settimana appena passata c’e’ stato un grosso e fruttuoso evento inerente il Semantic Web:

-> International Semantic Web Conference 2005

ISWC is a major international forum where visionary and state-of-the-art research of all aspects of the Semantic Web are presented.
ISWC2005 follows the 1st International Semantic Web Conference (ISWC2002 which was held in Sardinia, Italy, 9-12 June 2002), the 2nd International Semantic Web Conference (ISWC2003 which was held in Florida, USA, 20 - 23 October 2003) and 3rd International Semantic Web Conference (ISWC2004 which was held in Hiroshima, Japan, 7 - 11 November 2004).

Di materiale interessante ne e’ uscito veramente molto e nelle prossime settimane probabilmente verra’ ripreso, intanto vorrei segnalare un paio di link utili per i piu’ curiosi:

Inoltre c’e’ un articolo che devo aver gia’ segnalato tempo addietro in inglese, che e’ stato tradotto e che data la sua importanza merita una doverosa rilettura:

-> Preferenza per i dati o preferenza per la struttura?

Alcuni pensano che sia naturale e gratificante poter categorizzare e astrarre, mentre altri lo trovano frustrante e non necessario.

Il problema, con le tecnologie dell’informazione, è che i programmatori di computer spesso si ritrovano nella prima categoria mentre gli utenti di tali programmi spesso si ritrovano nella seconda…

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Sono contento di iniziare una discussione costruttiva su temi che mi stanno particolarmente a cuore e felice di poter rispondere al post di PDI^2 sull’argomento

Premetto che non saro’ certo esaustivo, ma cerchero’ di spiegare il mio punto di vista…

Dopo aver letto il post sono d’accordo che ad una prima visione d’insieme la situazione si possa ricondurre a questo semplice assunto:

Abbiamo la televisione che ci piace avere… non serve lamentarsi, l’informazione non fa audience…

A questo proposito vorrei indicare due post, che fanno da sintesi del mio pensiero…
-> Opinione pubblica e televisione
-> Riflessioni sui media

Chiarito un po’ il mio punto di vista, e prendendo spunto sia dalla PBS americana sia da quanto detto da Carlo Freccero[ vedi il convegno “Libera stampa in libero stato” ] mi pare giusto che almeno un canale della televisione pubblica dovrebbe ragionare al di fuori della logica dell’audience e della televisione commerciale

Quando poi si parla di populismo, o di utentismo sono in parte d’accordo: certo una completa indipendenza del contenuto da parte dello spettatore si ha solo al di fuori della logica di media commerciale…

In piu’ vorrei dire che l’Auditel non e’ certo il sistema piu’ attendibile che esiste ed e’ stato molte volte messo in discussione

** Mai come oggi siamo stati abituati a vedere tutte le notizie in modo politico**: ma ci sono i fatti e le opinioni…

**I fatti non si possono mettere in discussione, ma le opinioni si: negli ultimi tempi ci si e’ dimenticati che il ruolo del giornalista e’ anche quello di far pensare e non solo quello di dire le cose in “par condicio”… **
Se qualche giornalista vuol intervenire su questo punto, sarebbe ottimo…

Quello che vorrei io e’ che venga reso piu’ chiaro il fatto obiettivo in quanto tale, e poi di aggiungere l’opinione: ma non si puo’ dire tutto e il contrario di tutto,no?

Quindi al di la’ delle proprie opinioni politiche ci sono fatti che possono e devono essere discussi e detti, senza dover essere sempre tacciati di faziosita’
Come si crea altrimenti la propria opinione e il proprio senso critico?

Per chiudere un po’ il mio pensiero ecco invece il ruolo dei nuovi media e dei blog in questo contesto:
-> Blogging, italiani e informazione

Per quanto riguarda invece la questione se la blogosfera sia immune dall’audience ovviamente no, ma la chiave di lettura a mio parere sta nella dimensione gratuita del postare dove certe dinamiche non intervengono IMHO…

Poi se qualcun altro piu’ esperto vuole aggiungere qualcosa a proposito, e’ ben accetto…
C’e’ sempre da imparare e confrontarsi…

ps- scusate per la duplicazione di alcuni links, e’ che ci sono problemi col plugin e le lettere accentate…

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Cercare di far capire i vantaggi del SW e’ ormai un compito che il W3C sta svolgendo come minimo da tre anni circa, ma la chiarezza su un tema tanto delicato non e’ mai abbastanza…

Vediamo come una nuova presentazione di Tim Berners Lee dal titolo:

-> “Semantic Web for Industry”

possa portare luce in questo contesto…

Altro link molto acuto e’ questo di InternetAlchemy, che parla della necessita’ di riunire gli sforzi di condivisione della conoscenza e delle ontologie per una nuova scienza che sappia trarre vantaggio dalle reali potenzialita’ del Web…

Una risorsa invece da controllare e da provare che ho appena scovato e’ questa: AROUNDMe

AROUNDMe is the perfect solution for community builders wishing to bring together multiple mutual interest groups within a shared knowledge network.

Ma tutti i prodotti del sito Barnraiser sono da tenere d’occhio e meritano un prossimo approfondimento… stay tuned :)

Giving you the tools you need to share knowledge and advance open society.

Motto di Barnraiser: sembra interessante,no?

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Matteo Brunati

Attivista Open Data prima, studioso di Civic Hacking e dell’importanza del ruolo delle comunità in seguito, vengo dalle scienze dell’informazione, dove ho scoperto il Software libero e l’Open Source, il Semantic Web e la filosofia che guida lo sviluppo degli standard del World Wide Web e ne sono rimasto affascinato.
Il lavoro (dal 2018 in poi) mi ha portato ad occuparmi di Legal Tech, di Cyber Security e di Compliance, ambiti fortemente connessi l’uno all’altro e decisamente sfidanti.


Compliance Specialist SpazioDati
Appassionato #CivicHackingIT


Trento