Oggi e’ una giornata che ricordero’ a lungo….
Non so voi ma io ero preparato al peggio viste anche le basse probabilita’ di far vincere il buon senso.. e vista l’aria che tira negli ultimi anni.. e invece…BAM!!
Mai stato cosi’ contento di essere smentito….
Il Parlamento ha respinto a grandissima maggioranza – 648 voti favorevoli, 14 contrari e 18 astensioni – la posizione comune del Consiglio sulla controversa proposta di direttiva sulla brevettabilità dei software.
L’Aula ha salutato l’esito della votazione con un lungo applauso.
Si tratta della prima volta nella storia che il Parlamento respinge una proposta legislativa in seconda lettura della procedura di codecisione.
In precedenza, tuttavia, i deputati hanno respinto cinque proposte in terza lettura, in Plenaria o in comitato di conciliazione.
Ora le voci girano veloci per la blogosfera e basta guardare technorati per capire quanta gente stava aspettando con ansia la decisione di questa giornata…
Le cose da capire sono molte e molti sono i dubbi ma una cosa e’ certa: il motivo di tale impresa non e’ certo solo tecnico…
Ci sono molti lati oscuri e credo molti lati politici che nulla hanno a che vedere con i lati tecnico-sociali a sostegno della decisione…ma sono cose che possono attendere rispetto a questo straordinario risultato..
Prima di procedere alla votazione, il relatore Michel ROCARD (PSE, FR) aveva preso la parola per annunciare la molto probabile reiezione della posizione comune del Consiglio dovuta, non tanto alla convergenza di vedute dei deputati, quanto al fatto che i diversi «schieramenti» presenti in Parlamento preferiscono la reiezione all’adozione degli emendamenti presentati dai gruppi avversari.
Il relatore ha anche colto l’occasione per esprimere la forte disapprovazione sull’atteggiamento, definito «scandaloso», tenuto dalla Commissione e dal Consiglio nei confronti del Parlamento nella gestione di tale questione.
Disprezzo e anche sarcasmo sulla posizione espressa dai deputati in prima lettura, assenza di consultazione e tentativi di impedire il dialogo tra i governi, sono i principali addebiti rivolti all’Esecutivo.
Il relatore ha poi affermato che anche il Consiglio ha grandi responsabilità e che «la reiezione gli servirà da lezione».
Da qui e’ facile capire come i motivi dietro a tale decisione si possano ricavare anche dalla volonta’ del Parlamento europeo di dare una strigliata a quelli che ne avevano minato la credibilita’…
Queste invece le parole espresse dalla Commissione:
A nome della Commissione, Benita FERRERO-WALDNER ha affermato di rispettare il diritto democratico del Parlamento di respingere la posizione comune.
Tuttavia, ha sottolineato che gli uffici nazionali dei brevetti continueranno a rilasciare brevetti al di fuori di un quadro armonizzato e senza la possibilità di controllo della Corte di Giustizia.
L’Esecutivo, ha aggiunto, intavolerà delle discussioni con le commissioni parlamentari competenti e ripresenterà una proposta qualora ciò venga richiesto.
La commissaria ha concluso sostenendo che il futuro brevetto comunitario «è nella mani del Consiglio» che sta valutando una serie di opzioni percorribili
Di fronte a tale decisione, ci sono delle voci che si fanno gia’ sentire ed una e’ della FSFE:
Jonas Öberg, vice-president of FSFE: “This reaffirms the 1973 European Patent Convention (EPC), which excludes software from patentability.
The European Patent Office (EPO) has largely ignored this central convention and granted approximately 30.000 software patents in the past years: this must stop today!
The EPO should not be allowed to further ignore European policies!“
Bisognera’ adesso vedere con i prossimi giorni quello che verra’ dichiarato e capire le nuove posizioni, ma una cosa e’ certa: per ora possiamo tirare un sospiro di sollievo…
Per avere un quadro piu’ completo e’ interessante l’articolo della BBC che riassume alcune tappe e posizioni di tale vicenda:
-> Software patent bill thrown out
Riferimenti:
-> Il Parlamento «cancella» la direttiva sulla brevettabilità dei software
-> EU Says No To Software Patents
-> European Parliament says no to software patents, yes to innovation
-> Software patent bill thrown out
-> Abbiamo vinto?
Brevetti software, 1-0 per l’Open Source
ROMA – Il Parlamento europeo chiude la porta in faccia alle grandi industrie sulla controversia dei brevetti dei software. Oggi la direttiva fortemente voluta dalle compagnie maggiori, frutto di un accordo tra Consiglio e Commissione europei, %…
I miei dubbi sono fondamentalmente questi: per quanto le nostre idee siano giuste, e io ne sono convinto, non e` credibile che siano la causa di un voto cosi` netto.
Questi dubbi sono per altro confermati dal fatto che questo non e` il miglior esito possibile, in quanto se fosse passata la legge, opportunamente emendata, avremmo avuto una regolamentazione efficace ed inespugnabile, mentre in questo caso si e` solo destinato il problema al futuro.
Credo che in questo caso molto di piu` abbia giocato la politica, per altro su una legge che favoriva veramente pochi (in italia sicuramente nessuno, non ci sono grosse industrie del software italiane in grado di disporre in maniera conveniente dei brevetti), credo sia fondamentalmente una risposta del parlamento europeo a un certo modo di fare politica del consiglio.
Certo e` che in questi tempi bui una boccata d’aria non fa altro che bene, bisogna pero` stare molto attenti, il nemico non e` affatto sconfitto, dal suo punto di vista questo e` solo un incidente di percorso, puo` ancora fare pressioni sulle legislazioni locali – dato che manca la legge comunitaria – e l’Italia non e` certo un governo forte da questo punto di vista.
…
Btw, che bello vedersi linkati!
Perfettamente d’accordo con te, e infatti credo che trapelasse anche dai miei commenti alla notizia…
E’ interessante capire che in effetti siamo ancora in “guerra” e noi abbiamo vinto una delle tante battaglie…
Da questo punto di vista ho visto anche questo post che riassume un po’ il quadro generale e futuro:
-> Io, intanto, mi ubriaco
Con notevoli spunti e una bevuta da fare
[...] Open Source se questi brevetti dovessero passare. Ne ha parlato tra l’altro anche Matteo Brunati (collega di VOIT), in un articolo denso di consi [...]