Dicembre, gennaio, febbraio e marzo: siamo ad aprile, e la domanda è: non ho scritto più nulla qui in queste pagine. Due motivazioni principali:

  • momento di riflessione personale, di rifocalizzazione sulle molte attività in essere in piedi oltre al lavoro primario, assieme anche ad una riflessione sulla dimensione social in quanto tale. Ovvero, il tempo ha sempre più valore, ed avevo deciso di diminuire il flusso. Nessuna particolare motivazione, ogni tanto fa bene ricaricarsi e ricalibrarsi. In più la vita da soli prevede lavori diversi, da casalingo .)
  • attività in essere ufficiali, oltre a quelle del lavoro primario, onerose e che mi impegnano tanto da non poter dedicare altro tempo al blog o ad una creazione di contenuti un minimo coerente. Almeno fino ad ora.
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Un meme utile per qc riflessione...

Pubblicato nella categoria Vita

Raccolgo volentieri il meme che gira in questi giorni, piu’ che altro perche’ rientra in certi pensieri e in una fase di trasformazione di questo blog, soprattutto dopo i giorni all’IA Summit, che mi stanno facendo riflettere parecchio…
-> Come sei diventato blogger

Cosa ti ha spinto a creare un blog?
Direi che la pagina del blog che spiega i motivi di partenza, risulti abbastanza chiara.
-> Casual.info.in.a.bottle - Che cos’e’

Poi perche’, complice il tema cardine del blog stesso di nicchia e da coda lunga, mi serviva e mi serve un’occasione di confronto e di sintesi delle cose che leggo in inglese e che inizio a comprendere in questa evoluzione del Web medesimo.

Nel cercare legami di potenzialita’ inespresse degli strumenti che tutti i giorni diamo per scontati.

Un altro motivo, di cui mi sono accorto in corso d’opera, e’ la capacita’ terapeutica del blog stesso, invero.

Quasi un blogger Usa su due sceglie la parola terapia per motivare la sua attività. […]Terapia però nello specifico è esprimersi, scrivere,comunicare (magari solo a se stessi). Mi viene in mente, al proposito, una parola un po’ più nobile: meditazione.

Certo, una forma di meditazione un po’ particolare, più simile alla riflessione sui fatti (propri, altrui e pubblici). Ma pur sempre un fatto espressivo condotto (anche) verso se stesso, quindi a più alta probabilità di sincerità. E di scioltezza nello scrivere.

Il tuo primo post?

Direi che sia questo:
-> E finalmente!!

Un classico hello world, come si vede dall’URL .)

Il post di cui ti vergogni di più

Mah, forse molti non sono scritti bene, confusionari e con errori, perche’ molte volte non rileggevo le cose nel primo periodo, adesso sto migliorando.
Diciamo che alla chiarezza, molte volte lascio liberta’ interpretativa, volutamente.
Degli snodi che lancio, ognuno puo’ prendere quello che puo’, e quello che vuole.

Ma e’ vero, che su certe cose, e’ meglio essere chiari.
Ci lavorero’ su.

Il post di cui sei più fiero

Mah, forse quelli di quest’anno, o forse il mini scoop su Yos di Telecom, ma anche quello sul rapporto 41 era mica male da far emergere… Quello comunque che maggiormente identifica il mio lato interiore e’ questo:
-> Equilibrismi

Ma quello che e’ emerso di piu’, e dove ancora non conoscevo nessuno ma ho avuto un grande feedback per il tema trattato, e’ stato l’appello pro Net Neutrality, ripreso da fonti ufficiali, un ottimo segnale che ero sulla strada giusta .)
-> Net neutrality: un appello alla blogosfera…

Non e’ male la sensazione di combattere per delle cose comuni, e finalmente trovare il supporto di altri al di fuori della propria cerchia “analogica” di amici o conoscenti…

Passo la palla a mia volta, se vorranno raccoglierla, a Paolo, a Gian che ho appena scoperto e che trovo fantastico, e a Enrico Bertini, anche lui che affronta temi assolutamente interessanti .)

Ma la vera domanda e’, rispetto al format del blog, e alla forma editoriale che assume in media, al tipo di post che si possono fare….
Cosa si puo’ migliorare?

Io mi sto muovendo in tal senso, e forse lo stile volutamente caotico dei miei post vuole crearmi anche sempre maggiore necessita’ nel fare questo passaggio…. L’inconscio al lavoro, maybe…

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Due righe veloci per dire che all’ultimo ho deciso di partecipare a questo splendido e ricco Summit, e poi vedremo se entro quei giorni avro’ realizzato un po’ di struttura attorno ai contenuti di questo blog.
-> Architettura dell’Informazione e Innovazione - IA Summit 2007 - Trento

Architettura dell’Informazione e Innovazione

Nel fare Architettura dell’Informazione classificare, strutturare, rendere trovabile, rendere interoperabile sono passi necessari per la produzione di innovazione nelle aziende, nelle università e nella Pubblica Amministrazione.

Conoscendo l’amico Alberto Mucignat e di sfuggita anche Luca Mascaro, sono certo che saranno affrontati temi fondamentali e collegati molto direi, con la grande vision del Semantic Web. Integrarsi e muoversi insieme non puo’ che far bene a tutti noi.

Ho sempre pensato di lasciarlo crescere questo blog, cosi’ come veniva, e poi vedere cosa accadeva.

La sensazione che ormai risulti stretto come strumento, era nell’aria gia’ da tempo. [ sul tema a breve una piccola chicca, fatti parecchi passi avanti .) ]

Ora ci sono filoni che vorrei seguire, in stile bottom up, proprio a partire da spunti emersi dalle mie peregrinazioni e dalle segnalazioni che sono emerse in queste righe.
Lo scopo principale del blog era quello di creare un mio personalissimo flusso mentale registrato nel tempo: ma ora e’ giusto stendere questo flusso, in forma piu’ umana .) Anche perche’ altrimenti perdo pezzi per strada pure io!!

Lavorero’ per fare un po’ di cosuccie:

  • facilitare la lettura immediata delle idee che voglio esprimere - una specie di summary iniziale
  • far rivivere l’ottimo plugin di Shelley Powers, che semanticamente raccoglieva i riferimenti a fondo post, per migliorare la leggibilita’ dei post, e diminuirne l’affollamento di links - e non solo [ si veda questo post per capire un po’ ] usare in parallelo un* motore prettamente semantico di appoggio - una sorpresa in merito arrivera’
  • un wiki di completamento per tracciare in forma piu’ organica e strutturata il caos che emerge tra le righe
  • riprendere a scrivere posts in inglese, in forma avanzata e costante - non solo divulgazione, ma anche implementazione del Semantic Web in prima persona - questa e’ la fase in cui sto entrando, vi avviso .)

Queste sono alcune delle cose che sto mettendo in piedi, il resto si sta concentrando su FullOut e il progetto M.A.N. at work

Ad esempio, sul blog di FullOut c’e’ molto semantic web, ma l’interfaccia e’ ancora implicita e va esplicitata senza troppi giri di parole… Oltre al fatto che ci sono i dati, ma non le loro applicazioni visibili .)
Diciamo che il lavoro da fare sta andando avanti…

Insomma: il puzzle si fa interessante .)

Riprendo proprio il post in tema di Alberto, dicendogli che saro’ davvero attento a quello che si dira’, visto che questo sito e’ un vero e proprio sito da coda lunga, e che la maggior parte del traffico arriva proprio dai motori di ricerca ( oltre ai link saltuari su segnalazioni di mass media vari ).

Mi e’ capitato proprio in questi giorni di ricevere un commento di scarso aggiornamento del sito ( di un singolo post, nel caso specifico ), da una persona che probabilmente non e’ ancora abituata al design di un blog, e che senza aiuti proposti dall’interfaccia, si e’ proprio persa nella singola pagina. Senza capire che la pagina era un post, ma pensando che la pagina fosse tutto il sito.

La colpa e’ del blog stesso, non strutturato per natura, e mia inconsapevolmente: cerchero’ ora di rimediare a queste mie mancanze.

Fa riflettere che molte volte si dia per scontata l’usabilita’ di un’interfaccia, in base anche all’esperienza pregressa che noi tutti possiamo avere.
Quanto invece sia difficile e quasi filosofico il modo di porsi verso queste nostre interazioni, molte volte dimenticate, o lasciate per ultime.

Il lavoro dell’architetto dell’informazione e’ quasi incompreso, ma di primaria importanza.

Piu’ ci penso, e non vedo l’ora di esserci a Trento, a dirla tutta :)

Una chicca: questo scritto mi sta facendo davvero riflettere…
-> Don’t click here: the art of hyperlinking

Oltre a questa, aggiungo una chicca semantica, del caro Danny Ayers, che in tema di links e di cose che diamo per implicite, ci sta davvero tutta…
-> My work is done

But the thing is, pretty much every single page on the Web contains some useful semantic information - links.

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Matteo Brunati

Sono un appassionato di tutto quello che ha relazione con la Rete, specie al confine tra tecnologia e società. Open Data e Linked Data sono nuovi livelli di un bene comune digitale, oggi riusabile come se fosse un Lego.
La società dei dati, anche con l’hype dei Big Data, mi affascina: ma serve maggiore riflessione condivisa.


Community Manager @ SpazioDati, su Dandelion API e Atoka.


Trento
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Matteo Brunati

Sono un appassionato di tutto quello che ha relazione con la Rete, specie al confine tra tecnologia e società. Open Data e Linked Data sono nuovi livelli di un bene comune digitale, oggi riusabile come se fosse un Lego.
La società dei dati, anche con l’hype dei Big Data, mi affascina: ma serve maggiore riflessione condivisa.


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Trento