[premessa post scrittura

questa mia riflessione ingloba parecchie cose e se non e’ perfettamente lineare, mi scuso in anticipo… scritta in piu’ tempi e’ una via di mezzo tra un flusso di coscienza e un articolo con un ben definito target…
io vi ho avvisati :)
]

Su questa questione sono sicuramente in ritardo [ molto in ritardo, ma per cause anche tecniche ], ma la cosa e’ a dir poco folle…
-> BLOG CITTADINI
-> La Brichetto è ammattita?
-> 17 anni e cervello attivo
-> Sul caso Brichetto
Al di la’ della questione surreale, e’ interessante vedere il potere dei blog e quanto ci mette ad arrivare alla carta stampata…

La mia opinione

Io posso dire solo due cose:

-> l’iniziativa in se’ risulta interessante, ma sembra piu’ un’operazione di marketing fatto da chi la tecnologia non la comprende [ i blog sono un termine di moda, occorre usarli e via dicendo ]
-> la registrazione e l’uso sconsiderato dei domini in effetti e’ totalemente una follia: fare un blog centralizzato con sottodomini relativi alle vie forse non era meglio?
E poi bisogna vedere quanto saranno realistici e aperti realemente al pubblico…

La voglia c’era, ma i metodi e l’approccio adottati sono vecchio stile e sbagliati in partenza…

Un quadro interessante…

C’e’ voglia di veder cambiare la classe dirigente, c’e’ voglia di poter farsi sentire saltando i soliti filtri che di fatto in Italia sono gli alleati del potente di turno, al di la’ del proprio credo politico…

E lo si capisce anche da questo bel post di Granieri:

-> Il vero problema

La distanza dal mondo della politica non fa più credere, nell’Italia di oggi, che qualcosa sia risolvibile in termini di destra, di centro o di sinistra.
E’ un problema di regole, quelle della stessa politica fatta da politici che parlano solo tra loro e perdono di vista la realtà.
Uscendo dal convegno, parlavamo di questo, soprattutto: forse un ruolo Internet in politica -con il tempo- finirà per averlo, e sarà il ruolo di ricollegare la politica con il mondo che pure dovrebbe rappresentare. E’ una cosa molto più complessa di come la affronto ora, e ci potremo ragionare in seguito.
Ma: quanti di noi voterebbero per una politica diversa invece di dover votare per un candidato qualsiasi nella politica di oggi?

-> STATE A CASA VOSTRA

Non ci sono entusiasmi da agitare, statistiche da produrre, paragoni d’oltreoceano da portare. E qualcuno per piacere abbatta con una doppietta il giovane Montemagno e la sua euforia contagiosa.
E’ tutto inutile, e’ troppo presto, nessuno e’ pronto. Se capisco qualcosa di questo paese non basteranno cent’anni. Perfino il povero Granieri e’ stato costretto ad anticipare il travaglio, partorendo il primo post pessimistico della storia del suo blog. Pare lo abbia chiamato “Unico”.
Lasciamo perdere. Forse fra un paio di generazioni se ne riparla. Sempre che qualcuno nel frattempo abbia trovato la maniera di smontare Palladium dai nostri poveri computer.

Ora in effetti e’ una cosa che fa riflettere: il problema purtroppo non e’ solo di incapacita’ tecniche e culturali della classe dirigente…

Il problema e’ culturale del sistema Paese nel quale viviamo… [ vedi un post di De Biase che capita a fagiolo sull’accesso alla Rete ]

Credo che una delle colpe sia nel sistema televisivo italiano, da 20 anni un sistema totalmente alla deriva e negli ultimi anni divenuto una anomalia mondiale… Non certo positiva.

Due parole tra Capodanno e la Befana

Il vero problema e’ che ormai nell’italiano medio e’ stata spenta la candela del “buon senso”, anche su questioni sulle quali dovremmo trovarci ampiamente d’accordo…

Il sistema e’ talmente marcio che ci impedisce di vedere alcuni punti cardine della democrazia nella quale stiamo vivendo…

  • siamo praticamente in campagna elettorale, e ormai da qui ad aprile o maggio sara’ un susseguirsi di lagne e colpi bassi, dove mancheranno i fatti nudi e crudi ma ci saranno solo attacchi di faziosita’…o dichiarati tali…
  • dico questo perche’ da qualche tempo in Italia non e’ possibile criticare il potere, da qualsiasi voglia parte politica si possa stare…
    Quando si esprime o si denuncia un fatto l’informazione e i mezzi di massa nostrani sono incapaci di dividere il fatto puro e semplice dalla politica o dall’attacco politico…
    Il senso critico va’ a farsi benedire…

    Motivi? Be’ io partirei anche da questo ottimo post, [ Italia, paese semilibero nella stampa ]

    -> L’informazione degli editori “impuri”

  • Per arrivare ancor meglio al punto, ho trovato un ottimo post sulla questione che tanto mi sta’ a cuore:

    -> Il conflitto di interessi televisivo> “LA TV” non esiste. E’ un prodotto. E’ fatto da persone. Persone che hanno responsabilità. Nei confronti di chi porta i soldi, e non di chi consuma i loro prodotti.

    Inutile attaccare le emittenti TV. E pure i pubblicitari. Loro fanno il loro mestiere, e non fanno nulla di sbagliato. S**ono le persone, a dover essere attaccate. Le persone sono responsabili. Non le istituzioni. E se hanno un conflitto di interessi, bisogna semplicemente far capire cosa deve prevalere**.
    

    Il consumatore. Ma fintantoche’ il consumatore resta passivo o ignora il problema, non cambierà nulla.La colpa, alla fine, e’ nostra.

Tecnologia,Internet e Italia: come uscire dalle sabbie mobili di oggi…

Visto che ci sono anche barlumi di speranza a mio avviso nel quadro generale, vorrei usare due ottimi post di Sergio Maistrello:

-> Quello che ho imparato a Parigi e a Roma
-> Otto idee con cui familiarizzare

L’altra sensazione, scontata ma più che mai netta, è che siamo tagliati fuori.
Noi italiani, dico, ma in generale tutti quelli che si esprimono solo con la loro lingua nazionale nei loro siti. Da amante delle sfumature che solo la lingua madre ti consente, sono il primo ad avere resistenze nello scrivere i miei post in inglese.
Ma a Parigi mi sono reso conto una volta di più, e in modo più sfacciato di quanto mi fosse capitato in passato, che la conversazione della Rete si svolge in inglese; tutto il resto è destinato a perdersi o a sollazzare piccole comunità locali, insignificanti rispetto all’enormità della comunità della Rete.
Se l’Italia conta poco, oggi, nella blogosfera mondiale, non è tanto per il numero esiguo di voci (che pure incide) o per i fantasiosi limiti alla libertà di espressione che ci attribuiscono in Europa (ne parlava Zoro), quanto semmai perché non siamo in grado di farci ascoltare.
Ho la sensazione che in Italia si sia diffuso un dibattito teorico “puro” più vivace che in altre nazioni, come gli Stati Uniti, dove prevale l’eccellenza nella realizzazione di strumenti o nella sperimentazione di modelli di business compatibili.
Peccato semplicemente che non valichi le Alpi, dunque di fatto resti sterile. Ci viene richiesto impegno e sacrificio, insomma, ma su questo io per primo prendo colpevolmente tempo.

Sull’altro link, vorrei far notare due cose:

  • viene usato un wiki per favorire l’interscambio di idee e opinioni su temi tanto interessanti quanto profondi del cambiamento sociale che la Rete e la tecnologia puo’ portare a quelli che si mettono in ascolto
  • non ho parole per la capacita’ di sintesi di valori e caratteristiche della Rete importanti quanto dimenticati che Maistrello e’ riuscito a stendere in poche righe: un grazie caloroso e doveroso ci sta tutto

Mi trovo d’accordo con quanto viene detto, e vorrei ampliare alcuni punti, piu’ che altro per contestualizzarli con la mia esperienza di utente della Rete, sia attivo che passivo:

  • I piccoli numeri non sono solo un valore che la parte abitata della Rete riabilita, anche in funzione del decentramento richiesto dalla natura di Internet, ma in molti casi sono la dimensione preferibile in cui trarre il meglio dalle interazioni tra persone, idee e contenuti.

    Il limite, che è legato anche alle modalità d’uso degli strumenti oggi disponibili in quest’angolo di Web, è strutturale: **un blog di successo è spesso un blog che rinnega buona parte delle virtù da cui ha avuto origine, e le valanghe di commenti che rendono ingestibile la conversazione con le persone più popolari ne sono solo un esempio**.Come esempio lampante della questione mi viene in mente il caro Beppe Grillo che usando un blog mette in crisi la natura del blog stesso...
    

    Ma che forse sta imparando: da qualche tempo infatti ha inserito il trackback dei post

  • Internet non è ordine: il disordine della Rete non è solo una conseguenza della mancanza di classificazioni rigorose, ma l’espressione stessa della sua natura. Quello che si può fare è cercare di ottenere il miglior disordine possibile e all’interno di questo favorire la creazione di percorsi di senso personali.

    I meccanismi di filtro che permettono di far arrivare a un contenuto interessante le persone potrebbero esserne interessate sono in buona parte collaborativi e sono perfezionabili nella misura in cui ciascun autore favorisce nel suo piccolo la costruzione di relazioni tra tutto ciò che rilancia dal proprio punto di presenza e altri contenuti della Rete.
    
    Tutti gli strumenti oggi disponibili – collegamenti ipertestuali, parole chiave, sistemi di aggregazione, motori di ricerca specializzati – **sono l’inizio di un percorso che prevede ampi margini di miglioramento**.In questo contesto da tecnico non posso che essere d'accordo, si stanno tentando vie sempre piu' creative sia con il Semantic Web sia con il portare le tecnologie attuali alla loro piena potenzialita'...
    

    Ma la cosa che piu’ e’ intrigante e’ la flessibilita’ mentale che porta tutto questo: riuscire ad usare con i mezzi attualmente disponibili piu’ cose di prima, senza dover cambiare tutto di nuovo…
    L’approccio del mondo open sia verso le applicazioni sia verso i dati stessi stanno cambiando il mondo: forse tra non molto non servira’ piu’ re-inventare sempre la ruota…Parte di questi cambiamenti sociali posso essere visti in questo ottimo articolo:

    -> Linux, quello che non dicono a Bill Gates

  • in generale credo che la Rete al momento possa esprimere quel nuovo modo di riconoscere la realta’ e come essa si evolve con il nome di “teoria della complessita’ “ e il fluttuare del sistema tra due estremi senza mai toccarli, tra l’ordine e il disordine…La Rete oggi e’ questo ed e’ qualcosa che non abbiamo mai avuto: mette in crisi il sistema di produzione che abbiamo creato e il sistema di potere nel quale viviamo…
    Nello stesso tempo ci da’ la possibilita’ di tornare ad essere felici e di cresce come umanita’ facendo vincere il progresso dell’uomo sul mero profitto..
    Essere felici e crescere senza per forza cercare il profitto infinito, che per definizione non si avra’ mai..
    E che quindi ci rende infelici…

Una piccola speranza: ripensare l’uso della tecnologia

Visto che la classe dirigente attuale ormai e’ arroccata nella strenua difesa del proprio potere e risulta sempre piu’ distante dai bisogni delle persone normali che vivono nello Stato italiano e non vanno a mettere le sedi delle proprie ditte in Lussemburgo o alle isole Cayman, sarebbe doveroso ripensare tutta la catena produttiva… [ un piccolo post su piccole cose ]
Nel senso di una ottimizzazione generale nell’uso delle risorse, delle energie e dei materiali…
Ormai il libero mercato che tanto libero di fatto non e’, ha stravolto il senso comune delle cose e chi segue Beppe Grillo lo sa piu’ di me…

Puo’ essere un’utopia, ma sperare nell’usare tutte le energie che possiamo avere e ripensare l’uso dell’automobile, tanto per dirne una…
Cioe’ con una 2CV che e’ un 600 ed e’ un veicolo storico faccio le stesse velocita’ e gli stessi tempi per muovermi in giro per le cittadine qua del Veneto: avere un 2000 che faccia da 0 a 100 che so in 8sec che mi serve? Essere circondati da semafori che rallentano, dai famosi salti sulle strade a volte pure illegali per rallentare…
Inquinare e arrabbiarsi perche’ non possiamo correre quando se non avresti macchine del genere almeno in citta’ si starebbe molto meglio…
In unmomento di crisi energetiche, dove gli sprechi abbondano e i soldi mancano, qualche ditta che prenda la giusta direzione sarebbe un ottimo inizio…
O sono io che sono storto?

Sono stanco di non sentire piu’ che i PM10 fanno male perche’ e’ interesse non farlo sapere troppo in giro, e intanto tutti noi ci stiamo uccidendo in un modo o nell’altro, pagando e vivendo sempre peggio a livello umano verso profitti e felicita’ materiali irrangiugibili che la televisione ci propina continuamente…

Sono stanco di vedere che dove vivo l’attuale amministrazione ospedaliera ha tagliato personale per tagliare i costi, e vedere di conseguenza scene melodrammatiche al pronto soccorso o nei reparti…

Senza magari pensare che cambiando tutte le lampadine del complesso si potrebbe risparmiare parecchio, oppure ottimizzando il riscaldamento oppure il flusso dell’acqua con i ruduttori appositi…

Tante piccole cose…

Ripensare anche al significato di comprare un computer, o un bene ad alta tecnologia che per definizione tende a guastarsi…

Perche’ non introdurre il concetto di pagamento di una retta mensile, il bene rimane della ditta che ogni tot mesi lo cambia e lo aggiorna senza che l’utente ogni 4-5 anni debba comprarne uno nuovo creando rifiuti altamente inquinanti in giro? Sto parlando anche dei cellulari, dove questo per le aziende e’ gia’ possibile.. E credo anche molto conveniente nel lungo termine…

Che cavolo di post…

Puo’ essere che sia andato fuori tema, nel senso che sono partito da alcuni argomenti e poi sono finito in altri: ma il blog non e’ un genere ed e’ a totale liberta’ dell’autore per fortuna…

La realta’ e’ che questo post vuole essere anche un piccolo flusso di coscienza dei miei pensieri, scritto in piu’ momenti e che quindi risente delle mie esperienze fatte in questi giorni…

E forse che proprio per essere a cavallo tra l’anno vecchio e quello nuovo risente di una piccola analisi di come stiamo vivendo…

E di tutte quelle piccole e grandi cose che stanno andando non solo al rovescio, ma anche dall’alto verso il basso… E di quanto sono stanco e incredulo dal vedere l’indifferenza di molti nel dire “E’ cosa vuoi, non si puo’ cambiare nulla…” …

Io credo dal mio lato di tecnico che lo spirito della Rete sia un sintomo molto forte e molto presente che per fortuna c’e’ ancora qualcuno che crede nell’umanita’ e nel progresso, quello vero…

Persone come gli sviluppatori open, come Tim Berners Lee e molti altri…

Persone che hanno capito di lavorare sulle idee altrui, sulle esperienze di altri e di poter continuare a creare e a progredire in questo modo aperto e condivisibile…
Persone che cosi’ come hanno preso le idee altrui liberamente hanno donato all’umanita’ il loro contributo…
Per crescere insieme…

Se io ho un euro e tu hai un euro e ce li scambiamo, alla fine restiamo con un euro ciascuno. Ma se io ho un’idea e tu un’altra idea e ce le scambiamo, alla fine ci troveremo con due idee ciascuno
by Beppe Grillo

Da “Beppe Grillo adotta Creative Commons“ …

Secondo modi e valori ancora una volta riscontrabili nell’ottimo post di Sergio Maistrello che ho indicato anche prima:

-> Otto idee con cui familiarizzare

E su questi temi non mi sento solo, anche altri molto piu’ preparati e con l’aiuto stesso della Rete ne stanno parlando, e non mi stanco mai di linkare il caro Luca De Biase con il suo
-> Economia, crescita, felicità e blog

Al quale affianco questi volumi:
-> Etica hacker e la nostra societa’
-> Un libro e uno spettacolo: Cyrano e censura
-> ll DENARO STERCO del DEMONIO
-> Il denaro “sterco del demonio” di Massimo Fini

[ per seguire cosa ho detto su Luca De Biase basta seguire questo link:
http://www.dagoneye.it/blog/index.php?tags=debiase
]

E questi post:

-> La decrescita felice
-> Riflessioni sulla blogosphera…
-> Riflessioni di fine estate…
-> Decrescita e/o sviluppo sostenibile?

Insomma alcune cose positive ci sono, e grazie alla persistenza delle pagine Web Internet aiuta anche la memoria collettiva,no? :)