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Semantic Web, Linked Data, and Web Science con spicchi di economia della conoscenza by Matteo Brunati

Internet,politica e la Moratti: ma non solo…

Posted on | gennaio 4, 2006 |

[premessa post scrittura
questa mia riflessione ingloba parecchie cose e se non e' perfettamente lineare, mi scuso in anticipo... scritta in piu' tempi e' una via di mezzo tra un flusso di coscienza e un articolo con un ben definito target...
io vi ho avvisati :)
]

Su questa questione sono sicuramente in ritardo [ molto in ritardo, ma per cause anche tecniche ], ma la cosa e’ a dir poco folle…
-> BLOG CITTADINI
-> La Brichetto è ammattita?
-> 17 anni e cervello attivo

-> Sul caso Brichetto

Al di la’ della questione surreale, e’ interessante vedere il potere dei blog e quanto ci mette ad arrivare alla carta stampata…

La mia opinione

Io posso dire solo due cose:
-> l’iniziativa in se’ risulta interessante, ma sembra piu’ un’operazione di marketing fatto da chi la tecnologia non la comprende [ i blog sono un termine di moda, occorre usarli e via dicendo ]
-> la registrazione e l’uso sconsiderato dei domini in effetti e’ totalemente una follia: fare un blog centralizzato con sottodomini relativi alle vie forse non era meglio?
E poi bisogna vedere quanto saranno realistici e aperti realemente al pubblico…

La voglia c’era, ma i metodi e l’approccio adottati sono vecchio stile e sbagliati in partenza…

Un quadro interessante…

C’e’ voglia di veder cambiare la classe dirigente, c’e’ voglia di poter farsi sentire saltando i soliti filtri che di fatto in Italia sono gli alleati del potente di turno, al di la’ del proprio credo politico…

E lo si capisce anche da questo bel post di Granieri:
-> Il vero problema

La distanza dal mondo della politica non fa più credere, nell’Italia di oggi, che qualcosa sia risolvibile in termini di destra, di centro o di sinistra.
E’ un problema di regole, quelle della stessa politica fatta da politici che parlano solo tra loro e perdono di vista la realtà.
Uscendo dal convegno, parlavamo di questo, soprattutto: forse un ruolo Internet in politica -con il tempo- finirà per averlo, e sarà il ruolo di ricollegare la politica con il mondo che pure dovrebbe rappresentare. E’ una cosa molto più complessa di come la affronto ora, e ci potremo ragionare in seguito.
Ma: quanti di noi voterebbero per una politica diversa invece di dover votare per un candidato qualsiasi nella politica di oggi?

-> STATE A CASA VOSTRA

Non ci sono entusiasmi da agitare, statistiche da produrre, paragoni d’oltreoceano da portare. E qualcuno per piacere abbatta con una doppietta il giovane Montemagno e la sua euforia contagiosa.
E’ tutto inutile, e’ troppo presto, nessuno e’ pronto. Se capisco qualcosa di questo paese non basteranno cent’anni. Perfino il povero Granieri e’ stato costretto ad anticipare il travaglio, partorendo il primo post pessimistico della storia del suo blog. Pare lo abbia chiamato “Unico”.
Lasciamo perdere. Forse fra un paio di generazioni se ne riparla. Sempre che qualcuno nel frattempo abbia trovato la maniera di smontare Palladium dai nostri poveri computer.

Ora in effetti e’ una cosa che fa riflettere: il problema purtroppo non e’ solo di incapacita’ tecniche e culturali della classe dirigente…

Il problema e’ culturale del sistema Paese nel quale viviamo… [ vedi un post di De Biase che capita a fagiolo sull'accesso alla Rete ]

Credo che una delle colpe sia nel sistema televisivo italiano, da 20 anni un sistema totalmente alla deriva e negli ultimi anni divenuto una anomalia mondiale… Non certo positiva.

Due parole tra Capodanno e la Befana

Il vero problema e’ che ormai nell’italiano medio e’ stata spenta la candela del “buon senso”, anche su questioni sulle quali dovremmo trovarci ampiamente d’accordo…

Il sistema e’ talmente marcio che ci impedisce di vedere alcuni punti cardine della democrazia nella quale stiamo vivendo…

  • siamo praticamente in campagna elettorale, e ormai da qui ad aprile o maggio sara’ un susseguirsi di lagne e colpi bassi, dove mancheranno i fatti nudi e crudi ma ci saranno solo attacchi di faziosita’…o dichiarati tali…
  • dico questo perche’ da qualche tempo in Italia non e’ possibile criticare il potere, da qualsiasi voglia parte politica si possa stare…
    Quando si esprime o si denuncia un fatto l’informazione e i mezzi di massa nostrani sono incapaci di dividere il fatto puro e semplice dalla politica o dall’attacco politico…
    Il senso critico va’ a farsi benedire…
    Motivi? Be’ io partirei anche da questo ottimo post, [ Italia, paese semilibero nella stampa ]
    -> L’informazione degli editori “impuri”
  • Per arrivare ancor meglio al punto, ho trovato un ottimo post sulla questione che tanto mi sta’ a cuore:
    -> Il conflitto di interessi televisivo
    “LA TV” non esiste. E’ un prodotto. E’ fatto da persone. Persone che hanno responsabilità. Nei confronti di chi porta i soldi, e non di chi consuma i loro prodotti.

    Inutile attaccare le emittenti TV. E pure i pubblicitari. Loro fanno il loro mestiere, e non fanno nulla di sbagliato. Sono le persone, a dover essere attaccate. Le persone sono responsabili. Non le istituzioni. E se hanno un conflitto di interessi, bisogna semplicemente far capire cosa deve prevalere.
    Il consumatore. Ma fintantoche’ il consumatore resta passivo o ignora il problema, non cambierà nulla.
    La colpa, alla fine, e’ nostra.

Tecnologia,Internet e Italia: come uscire dalle sabbie mobili di oggi…

Visto che ci sono anche barlumi di speranza a mio avviso nel quadro generale, vorrei usare due ottimi post di Sergio Maistrello:
-> Quello che ho imparato a Parigi e a Roma
-> Otto idee con cui familiarizzare

L’altra sensazione, scontata ma più che mai netta, è che siamo tagliati fuori.
Noi italiani, dico, ma in generale tutti quelli che si esprimono solo con la loro lingua nazionale nei loro siti. Da amante delle sfumature che solo la lingua madre ti consente, sono il primo ad avere resistenze nello scrivere i miei post in inglese.
Ma a Parigi mi sono reso conto una volta di più, e in modo più sfacciato di quanto mi fosse capitato in passato, che la conversazione della Rete si svolge in inglese; tutto il resto è destinato a perdersi o a sollazzare piccole comunità locali, insignificanti rispetto all’enormità della comunità della Rete.
Se l’Italia conta poco, oggi, nella blogosfera mondiale, non è tanto per il numero esiguo di voci (che pure incide) o per i fantasiosi limiti alla libertà di espressione che ci attribuiscono in Europa (ne parlava Zoro), quanto semmai perché non siamo in grado di farci ascoltare.
Ho la sensazione che in Italia si sia diffuso un dibattito teorico “puro” più vivace che in altre nazioni, come gli Stati Uniti, dove prevale l’eccellenza nella realizzazione di strumenti o nella sperimentazione di modelli di business compatibili.
Peccato semplicemente che non valichi le Alpi, dunque di fatto resti sterile. Ci viene richiesto impegno e sacrificio, insomma, ma su questo io per primo prendo colpevolmente tempo.

Sull’altro link, vorrei far notare due cose:

  • viene usato un wiki per favorire l’interscambio di idee e opinioni su temi tanto interessanti quanto profondi del cambiamento sociale che la Rete e la tecnologia puo’ portare a quelli che si mettono in ascolto
  • non ho parole per la capacita’ di sintesi di valori e caratteristiche della Rete importanti quanto dimenticati che Maistrello e’ riuscito a stendere in poche righe: un grazie caloroso e doveroso ci sta tutto

Mi trovo d’accordo con quanto viene detto, e vorrei ampliare alcuni punti, piu’ che altro per contestualizzarli con la mia esperienza di utente della Rete, sia attivo che passivo:

  • I piccoli numeri non sono solo un valore che la parte abitata della Rete riabilita, anche in funzione del decentramento richiesto dalla natura di Internet, ma in molti casi sono la dimensione preferibile in cui trarre il meglio dalle interazioni tra persone, idee e contenuti.

    Il limite, che è legato anche alle modalità d’uso degli strumenti oggi disponibili in quest’angolo di Web, è strutturale: un blog di successo è spesso un blog che rinnega buona parte delle virtù da cui ha avuto origine, e le valanghe di commenti che rendono ingestibile la conversazione con le persone più popolari ne sono solo un esempio.

    Come esempio lampante della questione mi viene in mente il caro Beppe Grillo che usando un blog mette in crisi la natura del blog stesso…
    Ma che forse sta imparando: da qualche tempo infatti ha inserito il trackback dei post

  • Internet non è ordine: il disordine della Rete non è solo una conseguenza della mancanza di classificazioni rigorose, ma l’espressione stessa della sua natura. Quello che si può fare è cercare di ottenere il miglior disordine possibile e all’interno di questo favorire la creazione di percorsi di senso personali.

    I meccanismi di filtro che permettono di far arrivare a un contenuto interessante le persone potrebbero esserne interessate sono in buona parte collaborativi e sono perfezionabili nella misura in cui ciascun autore favorisce nel suo piccolo la costruzione di relazioni tra tutto ciò che rilancia dal proprio punto di presenza e altri contenuti della Rete.

    Tutti gli strumenti oggi disponibili – collegamenti ipertestuali, parole chiave, sistemi di aggregazione, motori di ricerca specializzati – sono l’inizio di un percorso che prevede ampi margini di miglioramento.

    In questo contesto da tecnico non posso che essere d’accordo, si stanno tentando vie sempre piu’ creative sia con il Semantic Web sia con il portare le tecnologie attuali alla loro piena potenzialita’…
    Ma la cosa che piu’ e’ intrigante e’ la flessibilita’ mentale che porta tutto questo: riuscire ad usare con i mezzi attualmente disponibili piu’ cose di prima, senza dover cambiare tutto di nuovo…
    L’approccio del mondo open sia verso le applicazioni sia verso i dati stessi stanno cambiando il mondo: forse tra non molto non servira’ piu’ re-inventare sempre la ruota…
    Parte di questi cambiamenti sociali posso essere visti in questo ottimo articolo:
    -> Linux, quello che non dicono a Bill Gates

  • in generale credo che la Rete al momento possa esprimere quel nuovo modo di riconoscere la realta’ e come essa si evolve con il nome di “teoria della complessita’ ” e il fluttuare del sistema tra due estremi senza mai toccarli, tra l’ordine e il disordine…
    La Rete oggi e’ questo ed e’ qualcosa che non abbiamo mai avuto: mette in crisi il sistema di produzione che abbiamo creato e il sistema di potere nel quale viviamo…
    Nello stesso tempo ci da’ la possibilita’ di tornare ad essere felici e di cresce come umanita’ facendo vincere il progresso dell’uomo sul mero profitto..
    Essere felici e crescere senza per forza cercare il profitto infinito, che per definizione non si avra’ mai..
    E che quindi ci rende infelici…

Una piccola speranza: ripensare l’uso della tecnologia

Visto che la classe dirigente attuale ormai e’ arroccata nella strenua difesa del proprio potere e risulta sempre piu’ distante dai bisogni delle persone normali che vivono nello Stato italiano e non vanno a mettere le sedi delle proprie ditte in Lussemburgo o alle isole Cayman, sarebbe doveroso ripensare tutta la catena produttiva… [ un piccolo post su piccole cose ]
Nel senso di una ottimizzazione generale nell’uso delle risorse, delle energie e dei materiali…
Ormai il libero mercato che tanto libero di fatto non e’, ha stravolto il senso comune delle cose e chi segue Beppe Grillo lo sa piu’ di me…

Puo’ essere un’utopia, ma sperare nell’usare tutte le energie che possiamo avere e ripensare l’uso dell’automobile, tanto per dirne una…
Cioe’ con una 2CV che e’ un 600 ed e’ un veicolo storico faccio le stesse velocita’ e gli stessi tempi per muovermi in giro per le cittadine qua del Veneto: avere un 2000 che faccia da 0 a 100 che so in 8sec che mi serve? Essere circondati da semafori che rallentano, dai famosi salti sulle strade a volte pure illegali per rallentare…
Inquinare e arrabbiarsi perche’ non possiamo correre quando se non avresti macchine del genere almeno in citta’ si starebbe molto meglio…
In unmomento di crisi energetiche, dove gli sprechi abbondano e i soldi mancano, qualche ditta che prenda la giusta direzione sarebbe un ottimo inizio…
O sono io che sono storto?

Sono stanco di non sentire piu’ che i PM10 fanno male perche’ e’ interesse non farlo sapere troppo in giro, e intanto tutti noi ci stiamo uccidendo in un modo o nell’altro, pagando e vivendo sempre peggio a livello umano verso profitti e felicita’ materiali irrangiugibili che la televisione ci propina continuamente…

Sono stanco di vedere che dove vivo l’attuale amministrazione ospedaliera ha tagliato personale per tagliare i costi, e vedere di conseguenza scene melodrammatiche al pronto soccorso o nei reparti…

Senza magari pensare che cambiando tutte le lampadine del complesso si potrebbe risparmiare parecchio, oppure ottimizzando il riscaldamento oppure il flusso dell’acqua con i ruduttori appositi…

Tante piccole cose…

Ripensare anche al significato di comprare un computer, o un bene ad alta tecnologia che per definizione tende a guastarsi…
Perche’ non introdurre il concetto di pagamento di una retta mensile, il bene rimane della ditta che ogni tot mesi lo cambia e lo aggiorna senza che l’utente ogni 4-5 anni debba comprarne uno nuovo creando rifiuti altamente inquinanti in giro? Sto parlando anche dei cellulari, dove questo per le aziende e’ gia’ possibile.. E credo anche molto conveniente nel lungo termine…

Che cavolo di post…

Puo’ essere che sia andato fuori tema, nel senso che sono partito da alcuni argomenti e poi sono finito in altri: ma il blog non e’ un genere ed e’ a totale liberta’ dell’autore per fortuna…

La realta’ e’ che questo post vuole essere anche un piccolo flusso di coscienza dei miei pensieri, scritto in piu’ momenti e che quindi risente delle mie esperienze fatte in questi giorni…

E forse che proprio per essere a cavallo tra l’anno vecchio e quello nuovo risente di una piccola analisi di come stiamo vivendo…

E di tutte quelle piccole e grandi cose che stanno andando non solo al rovescio, ma anche dall’alto verso il basso… E di quanto sono stanco e incredulo dal vedere l’indifferenza di molti nel dire “E’ cosa vuoi, non si puo’ cambiare nulla…” …

Io credo dal mio lato di tecnico che lo spirito della Rete sia un sintomo molto forte e molto presente che per fortuna c’e’ ancora qualcuno che crede nell’umanita’ e nel progresso, quello vero…

Persone come gli sviluppatori open, come Tim Berners Lee e molti altri…

Persone che hanno capito di lavorare sulle idee altrui, sulle esperienze di altri e di poter continuare a creare e a progredire in questo modo aperto e condivisibile…
Persone che cosi’ come hanno preso le idee altrui liberamente hanno donato all’umanita’ il loro contributo…
Per crescere insieme…

Se io ho un euro e tu hai un euro e ce li scambiamo, alla fine restiamo con un euro ciascuno. Ma se io ho un’idea e tu un’altra idea e ce le scambiamo, alla fine ci troveremo con due idee ciascuno
by Beppe Grillo

Da “Beppe Grillo adotta Creative Commons” …

Secondo modi e valori ancora una volta riscontrabili nell’ottimo post di Sergio Maistrello che ho indicato anche prima:
-> Otto idee con cui familiarizzare

E su questi temi non mi sento solo, anche altri molto piu’ preparati e con l’aiuto stesso della Rete ne stanno parlando, e non mi stanco mai di linkare il caro Luca De Biase con il suo
-> Economia, crescita, felicità e blog

Al quale affianco questi volumi:
-> Etica hacker e la nostra societa’
-> Un libro e uno spettacolo: Cyrano e censura
-> ll DENARO STERCO del DEMONIO
-> Il denaro “sterco del demonio” di Massimo Fini

[ per seguire cosa ho detto su Luca De Biase basta seguire questo link:
http://www.dagoneye.it/blog/index.php?tags=debiase
]

E questi post:
-> La decrescita felice
-> Riflessioni sulla blogosphera…
-> Riflessioni di fine estate…
-> Decrescita e/o sviluppo sostenibile?

Insomma alcune cose positive ci sono, e grazie alla persistenza delle pagine Web Internet aiuta anche la memoria collettiva,no? :)

Comments

4 Responses to “Internet,politica e la Moratti: ma non solo…”

  1. ufficio stampa
    settembre 27th, 2006 @ 1:22 pm

    INTERVISTA AD ANTONELLO DE PIERRO
    Da Napolitano alle liti per le poltrone nel governo Prodi, all’Iraq, al sistema elettorale, all’economia.Il ”depierro pensiero”.

    Angelo M. D’Addesio

    *Iniziamo con le notizie politiche di questi giorni. La scelta di Napolitano come Capo dello Stato è condivisibile, giusta oppure si configuravano alternative possibili e se sì quali?

    Sì, penso che Napolitano sia stata la scelta giusta, a dispetto dell’anzianità, anche perché vista la situazione che si era venuta a creare non poteva essere D’Alema, l’uomo giusto, avendo fatto la campagna elettorale per un determinato schieramento. Gianni Letta è stato sempre al suo posto, ma non dimentichiamo che è stato al centro dei fondi neri dell’IRI negli anni ’70 e quindi non era una figura credibile al momento. Mi ha fatto male vedere i 42 voti a Bossi, che è leader di uno schieramento che fa i raduni sul Po e cantava con i suoi seguaci la canzone “Abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il Tricolore…”. Parlo di Bossi perché è stato il secondo più eletto. Penso che Napolitano è una buona figura, che sicuramente riuscirà ad essere al di sopra delle parti.

    *Il Governo Prodi. Dopo la vittoria risicata che durata potrà avere questo governo e soprattutto come si risolveranno i diverbi interni ai DS o il nodo Mastella-Bonino per il Ministero della difesa?

    Come durata mi auguro che sia di cinque anni pieni. Diciamo che le liti sono più nell’ambito dell’Ulivo, nel partito “unico”. Sembra che qualcuno abbia attribuito a D’Alema, la frase e la volontà di una doppia vicepresidenza del Consiglio, con Rutelli. Non sarà così. La vicepresidenza andrà, a mio parere, a Rutelli. Non sono d’accordo sulla scelta di Rutelli, in tempi passati ho trovato molto da ridire sul comportamento politico di Rutelli.

    *E sulla questione Bonino-Mastella?

    Sicuramente vedo molto meglio Mastella alla Difesa. La Bonino alla Difesa sarebbe una scelta contraddittoria, viste le battaglie pacifiste che la Bonino ha condotto in questi anni con i Radicali, Rutelli in primis. Non dimentichiamo il trasformismo esasperato di Rutelli, dai Radicali ai Verdi, per poi genuflettersi in Vaticano, passando alla Margherita.

    *Rimanendo sull’argomento pace-guerra. A fine giugno dovrebbe esserci il rifinanziamento delle missioni in Iraq ed Afghanistan. Il governo Prodi avrà la volontà di svincolarsi dalle missioni oppure seguirà i propositi del governo Berlusconi?

    Io mi auguro di no. Innanzitutto la missione in Afghanistan è stata ben diversa. Quella in Iraq è stata una missione di guerra, perché gli italiani hanno partecipato a diverse operazioni di guerra.
    E’ eclatante il caso di Nassiriya. Lì sono di stanza gli italiani e ci sono gli stabilimenti dell’ENI che gli italiani hanno protetto durante la missione.

    *Quali sono le possibili soluzioni politiche per risolvere questi nodi cruciali legati alle missioni in Iraq?

    Io spero si trovi una soluzione che non sarà comunque facile, vista la situazione creatasi in Iraq. Penso che sia però il momento di ritirare i soldati dall’Iraq. C’è da sottolineare comunque il cinismo aberrante che accompagna il cordoglio per la morte dei militari italiani, dalla tragedia di Nassiriya. Berlusconi disse all’epoca “E’ come se fosse morto mio figlio”. Suo figlio non era lì, purtroppo o per fortuna e sono parole e frasi fatte. Il fatto di considerare i morti in terminI di mera contabilità di un bollettino di guerra dovrebbe far riflettere. Dietro ogni morto c’è una tragedia familiare che segna per tutta la vita.

    *Si parla di Partito Democratico e di Casa dei Moderati. Eppure le formazioni sono molto disomogenee, la sinistra radicale va per conto suo. Saranno possibili queste elaborazioni in termini bipolari e quali saranno i tempi per queste soluzioni?

    E’ una bella domanda. Io sono contrario all’unione DS-Margherita. Sarebbe il tramonto dell’ideologia. Questo già esiste, però se qualcuno ha ancora delle idee, ci troveremmo di fronte ad un’unica lista formata da coloro che combattevano, verbali o meno, ovvero democristiani e comunisti, la vecchia maggioranza ed opposizione. E’ come se in futuro si unissero Berlusconi e Prodi. Dall’altro lato la Casa dei Moderati è surreale. Nel centro-destra non ci sono moderati, per il sol fatto di aver accettato l’alleanza con la Lega Nord che è sempre stata contraria e lontana dallo spirito democratico e di moderazione. Fino a quando ci saranno certe alleanze, sarà difficile una Casa dei Moderati.

    *In riferimento al sistema proporzionale come le pensa?

    Ecco in riferimento a ciò è bene ricordare che l’art. 1 dice che “L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”. In realtà l’Italia è stata fondata più sul denaro, sulla ricchezza, che non sul lavoro. E’ stata più che altro una plutocrazia e non una democrazia, non di certo un governo del popolo. In questo senso la legge elettorale è stata un attentato alla democrazia. Non dare neppure la possibilità all’elettore di scegliere il proprio candidato, ma imporre candidature come quelle di Previti, peraltro arrestato in questi giorni o Dell’Utri che si è avvantaggiato di una legge ad personam, altrimenti avrebbe dovuto scontare due anni e sei mesi rende l’idea di come questa legge sia da rivedere, completamente.

    *Il tema scottante del lavoro. Veltroni ha riabilitato la Legge Biagi, ha detto che è da riformare, ma non da bocciare completamente. Altri la considerano l’apice e la causa prima del precariato in Italia. Che posizione ha sulla Legge Biagi?

    Non dimentichiamo che questa situazione è stata determinata in parte dal centro-sinistra. Bisogna invertire la rotta. Non dimentichiamo che il centro-sinistra introdusse i c.d. “Co.Co.Co.”, ora spariti per fortuna, per poter pagare i periodi di prova. Gli stessi sono stati strumentalizzati, infatti circa tre anni fa si arrivò a circa 2 milioni e 700 mila Co.Co.Co. Vorrei sottolineare un evento abbastanza importante su questo argomento.

    *Prego.

    Al Ministero dei Trasporti c’è una centrale operativa, che risponde agli utenti che hanno a che fare con la Motorizzazione Civile, occupandosi dei dati sensibili di tutti i cittadini. Prima l’appalto del call-center era stato dato ad una ditta privata. E’ qualcosa di assolutamente sbagliato affidare i dati sensibili di milioni di italiani ad una ditta che può passare la mano ad altre ditte, in barba alla legge sulla privacy. Tutto ciò non è affidabile. Circa tre anni fa, in proposito feci una trasmissione in Radio su Radio Roma, in cui si parlava del Co.Co.Co, come incostituzionale, perché prevedeva una situazione contraria all’art. 4 della Costituzione, perché prevedeva un lavoro da dipendente con le non garanzie del libero professionista. Nel caso del Ministero la nuova ditta che venne impose questo trattamento e c’era chi lavorava lì da 15 anni ed a 40 anni si vide costretta ad accettare.

    *E’ il caso di rivedere tutto, di attuare una vera riforma.

    Adesso ci sono i “contratti a progetto”. C’è un futuro nel segno del precariato e dell’incertezza. Sono aumentati i divorzi e sono diminuiti i matrimoni. Questo è uno degli effetti collaterali di questa situazione. Oggi un giovane non può neppure comprare una cosa, perché è necessario impegnare una busta paga per un mutuo o un affitto. Una volta si diceva “Ho trovato lavoro” o “Sono Disoccupato” oggi si dice “Lavoro, ma non so cosa farò”. C’è una grande incertezza. Non si parla più tanto di usura in questi tempi, non so se è notato, ma anche questo è un altro effetto collaterale indiretto che bisognerebbe approfondire e che è conseguenza di tale sistema. Berlusconi aveva promesso 1 milione di posti di lavoro, ma se sono questi, ha vinto la scommessa, ma il lavoro è un’altra cosa.

    *Faccio l’avvocato del diavolo. L’impresa italiana è in crisi. La concorrenza asiatica è molto forte. La grande impresa sceglie la strada della vendita o svendita o della fusione all’estero. La piccola impresa è strozzata e quindi o sceglie la strada della flessibilità o cede al lavoro nero? Cosa è meglio e cosa il peggio?

    Lavoro significa stabilità futura e lavoro è un diritto costituzionale. Lo Stato ha il dovere di tutelare il lavoro, ma mi sembra che lo stia piuttosto calpestando. Un lavoratore che mette su famiglia, lavorando in tre mesi e per altri tre mesi non lavora più, può essere schiacciato dall’usura. Si parla di mobbing, senza che ci siano però una legge adeguata. Ho partecipato ad un convegno sul Mobbing, constatando che una legge seria si attende da anni. Solo la Regione Lazio ha varato una legge regionale, fu un consigliere di Forza Italia a presentarla, Claudio Fucci, ma fu bocciata dalla Consulta su istanza del Governo Berlusconi, cosa abbastanza curiosa. Tornando al mobbing, questo tipo di impostazione del sistema lavoro, presta il fianco al mobbing. Lavoratori con contratti di più durata sfrutteranno quelli con contratti precari
    E’ una situazione da ribaltare, magari con incentivi alle imprese che possano assicurare contratti a tempo determinato e con grosse penalizzazioni per le imprese che mantengono la vergogna dei contratti precari.

    *Passiamo alla politica estera. Si dice che il binomio Usa-Italia è destinato a concludersi con l’avvento del governo Prodi che guarderà verso altri modelli ed altre collaborazioni. E’ possibile che l’Italia si rifaccia al modello spagnolo o a quello francese, ad esempio nel campo dei diritti civili. E’ vero che finirà anche il binomio Italia-Usa.

    Io guarderei prima al mio orticello. Prima risolverei i problemi interni. La Spagna di Zapatero sicuramente, per quello che si sente, sta rinascendo dopo gli otto anni di governo Aznar. Se parliamo dei diritti civili, se vogliamo chiamarli così, io posso essere d’accordo personalmente con i PACS, ma non con le unioni omosessuali. Per giunta nella cattolicissima Spagna. E’ un po’ una contraddizione. In paesi come il Brasile forse non si arriverà mai ai matrimoni gay.
    Quanto al rapporto con gli Usa, spero che possano continuare, ma attenzione, devono essere rapporti di scambi reciproci e non di sudditanza. Il Governo Berlusconi si è piegato al governo degli Usa. Lo stesso partito di Forza Italia ha una visione servilistica, Berlusconi ha impostato il suo modello con gli Usa allo stesso modo, ovvero servi del volere di Bush.
    Quanto ai diritti civili, gli Usa stessi hanno molto da imparare, se pensiamo agli innocenti che aspettano il giudizio solo perché non possono pagare le spese legali. Si parlava poi di mercato con l’estero. Se penso alla Cina che è lo stato che vanta al mondo il maggior numero di esecuzioni capitali. Ebbene, fino a quando non ci sarà uno standard di rispetto dei diritti umani, io frenerei l’espansione commerciale ed economica della Cina verso l’Occidente.

    *Le chiederei un parere sulla vicenda Calcio. Tema banale, ma saltato agli occhi della cronaca, della politica.

    Io sono sconcertato da quello che è successo. Siamo abituati a situazioni poco pulite dell’universo Calcio. Situazioni poco chiare ci sono state anche in altri sport ed in altri organismi. Il Calcio è un gioco. Quando il Calcio diventa business, con squadre quotate in borsa ed altro. Non dimentichiamo i crack di Cagnotti e Tanzi. Dove c’è business si vengono a creare situazioni che permettono alle persone di arricchirsi illecitamente. Negli altri sport non esiste ancora tutto questo. Pensiamo al Calcio dei grandi valori, al grande Torino, perito a Superga, con grandi calciatori che giocavano per un premio-partita che poteva essere un cappotto.
    Questo non dovrebbe accadere. E’ il caso di fare vera pulizia e che i magistrati vadano veramente fino in fondo per punire pesantemente i reati che sono stati commessi e dare una lezione a questi signori. Fra questi c’è anche Carraro e mi dispiace che sia stato sindaco anche a Roma, una città bella, rinata. Mi fa scemare un po’ di orgoglio di essere romano.

    *Ultimo punto. Cosa dovrebbe fare un governo, in questo caso, il Governo Prodi, non dico in cento giorni, ma con estrema urgenza almeno nei prossimi sei mesi. Tre priorità su cui intervenire.

    Prima di tutto la scuola. Soprattutto dopo la riforma Moratti che svalutato la scuola pubblica. Bisogna dare a tutti l’accesso alla scuola pubblica, al sapere che è il segno distintivo di un popolo. Altra cosa su cui operare la sanità. Un esempio è il modello tedesco è molto avanti. Si paga una tassa più elevata, ma in Germania viene tutto rimborsato, visite private comprese. Conosco un caso spaventoso di un barbone dimenticato su una lettiga fuori dall’Ospedale di Ostia. La tutela della salute è un diritto da non calpestare che favorisce anche una società più laboriosa. Infine va rivisto completamente il sistema lavoro, a partire dalle assunzioni.

    Antonello De Pierro, giornalista, direttore del portale di informazione nazionale Italymedia e da tempo impegnato nel giornalismo di denuncia sociale. Ha collaborato per “La Stampa” e “L’Opinione”, ha diretto nel 2003 il mensile “Nuove proposte” ed ha condotto programmi nel circuito tv Stream, oltre che essere un assiduo ideatore di trasmissioni per Radio Roma ed altre emittenti locali nel Lazio. Oggi è molto attivo nel giornalismo on line e nell’informazione telematica grazie al sito di informazione da lui diretto Italymedia.it

  2. pociachi
    marzo 28th, 2007 @ 10:57 am

    il mio diario,racconta le vicissitudini di un esattore che obbedendo sempre ai propri superiori si trova da tredicianni in attesa di giudizio.grazie
    (diario di un esattore bolognese)

  3. .commEurope » Blog Archive » Noiosi mesi poltichesi in vista
    giugno 10th, 2007 @ 10:37 pm

    [...] re i nuovi amministratori. Già da qualche settimana, in effetti, freme il dibattito sull’iniziativa della Moratti di acquistare diverse migliai [...]

  4. Casual.info.in.a.bottle » Blog Archive » Un sorriso per questo we: italiani pronti alla crisi energetica… e molto altro…
    luglio 6th, 2007 @ 7:37 pm

    [...] gna consumare. Altrimenti, cosa stiamo qua a fare? Diamo una mano all’economia,no? [ forse in tema, un vecchio e piu’ lungo sfogo personale… ] E t [...]

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